Università degli Studi di Perugia

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Lo Studio Signorile e Principesco fra il XV ed il XVIII Secolo

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Anche a Perugia, le due autorità universali, papato e impero, cessarono di costituire i principali punti di riferimento per lo Studio. I papi, nel prendere iniziative per lo sviluppo e la direzione dell'Università perugina (attività alla quale dedicarono non poca attenzione nel corso del Quattrocento), lo fecero in quanto "sovrani pontefici". Tra le esperienze signorili, definibili di "corto respiro", che interessarono Perugia, significativa per lo Studio fu solo quella, durata circa 3 anni, di Gian Galeazzo Visconti. Il 19 gennaio 1400, nell'approvare i patti di dedizione stipulati tra i Priori e l'ambasciatore milanese, il Consiglio Generale prende atto con compiacimento della clausola per cui "se degga mantenere lo Studio alla città de Perosia". Nel 1403, quando la città tornò sotto il dominio pontificio, fra il Comune e Bonifacio IX si stabilì "quod Studium manuteneri debeat in civitate Perusii cum salaris et expensis consuetis, secundum formam statutorum civitatis": quasi la stessa formula impiegata nel 1416 da Braccio da Montone, che esercitò un controllo di tipo "signorile" sulla città in stretto coordinamento con il papa, per garantire la conservazione dello Studium. La definitiva trasformazione nello Studium cui sovrintende il Principe avvenne nel 1467, quando il pontefice Paolo II ordinò ai suoi governatori d'intervenire nella gestione dell'istituzione, nel reclutamento dei docenti e nell'assegnazione delle cattedre. Profondi furono i riflessi di questa nuova situazione sullo Studium che, privato della sua autonomia, precipitò in una profonda crisi: crisi non scientifica, ma piuttosto di ordinamenti e di conseguenza anche di funzionamento, che proseguì durante tutto il XVI secolo. A una radicale riforma provvide, finalmente, nel 1625, papa Urbano VIII, con il breve Pro directione et gubernio Studii Perusini, che sarebbe rimasta per due secoli legge fondamentale dell'Università di Perugia. Nuove, significative evoluzioni e ulteriori mutamenti avvennero poi nel corso del Settecento, quando iniziò a manifestarsi un radicale rinnovamento di principi e, insieme, di metodi di studio, sia nelle scienze esatte che in quelle morali, con un'incontenibile aspirazione da parte degli studiosi a una più ampia libertà di pensiero e di parola.

 

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Referente di sezione

Prof. Franco Moriconi
(Magnifico Rettore)

Ultimo aggiornamento
27/9/2017

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