Università degli Studi di Perugia

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La bolla del 1308

La bolla, concessa dal papa Clemente V l'8 settembre 1308, è considerata l'atto di nascita dell'Università di Perugia. Costituisce il coronamento di un'aspirazione che la città coltivava da tempo: dotarsi di uno Studio universitario capace di gareggiare con quelli famosi di Bologna e di Padova. Già negli ultimi decenni del Duecento il comune di Perugia, forte politicamente ed economicamente, aveva incominciato a preoccuparsi dell'insegnamento superiore in città. Nelle disposizioni statuarie della fine del secolo e dell'inizio del Trecento si dettano norme per l'istituzione e il finanziamento di cattedre, specialmente di diritto. I Perugini sono consapevoli di quanto sia importante che la città "sia illuminata della luce e della scienza" (ut civica Perusii sapientia valeat elucere et in ea Studium habeatur). Uno statuto del 1306 fissa con precisione tutte le norme che regolano la vita dell'università, l'organizzazione dell'insegnamento, la scelta e il pagamento dei maestri. Perché quello di Perugia sia uno "Studio generale" manca solo il riconoscimento pontificio. Per ottenerlo i Perugini spenderanno per due anni fatica e denaro. Finalmente il papa, raggiunto a Saintes, nella Francia settentrionale, concede la sospirata bolla: datata 8 settembre 1308, essa giungerà a Perugia nei primi mesi dell'anno successivo. Il privilegio di Clemente V è completato, poi, da quelli di Giovanni XXII, che concedono allo Studio perugino la facoltà di concedere i gradi dottorali in diritto civile e canonico (1318) e poi nella medicina e nelle arti (1321). Più tardi si aggiungerà il riconoscimento dell'autorità imperiale, con i due diplomi emanati per lo Studio perugino da Carlo IV il 19 maggio 1355. La storia della conservazione di questi documenti mostra il legame fortissimo che stringeva la società e le istituzioni cittadine alla loro università: per molto tempo la bolla di fondazione, insieme con il diploma di Carlo V e con altri privilegi giudicati fondamentali per la città, rimase collocata in una piccola cassa di cipresso, murata nella facciata del Palazzo dei Priori, là dove è ancora visibile una piccola lapide con l'iscrizione: A.D. MCCCLV – Carolus imperator, Perusini status amator,has gratias egit, quas lapis iste tegit.

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Referente di sezione

Prof. Franco Moriconi
(Magnifico Rettore)

Ultimo aggiornamento
1/2/2016

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