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AREA OPERATIVA SCIENZE STORICHE DELL'ANTICHITA' |
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La Gipsoteca |
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La storia
La costituzione della raccolta di gessi, formati su originali greci etruschi e romani, si deve al prof. Filippo Magi (Firenze 1905-1986) professore ordinario di Archeologia e Storia dell'arte greca e romana e di Etruscologia e Antichità italiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dal 1960 al 1975 e negli stessi anni Direttore degli Studi e Ricerche Archeologiche nella Città del Vaticano presso la Direzione Generale dei Monumenti, Musei e Gallerie Pontificie, dove lavorava dal 1935 e di cui fu Direttore incaricato dal 1954 al 1960.
La collezione, nata come "Gabinetto Scientifico" per l'insegnamento dell'archeologia e per lo studio delle opere d'arte antiche, fu inizialmente sistemata al piano terra del cinquecentesco Palazzo Alfani-Manzoni, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia. Nel 1970 il Rettore, prof. Giuseppe Ermini, fece completare il recupero del palazzetto cinquecentesco, noto come Palazzo Pontaniper lo stemma di questa famiglia di insigni legisti dello studio perugino che vi fu sistemato all'epoca del restauro abitato e abitato nel XX secolo dalla famiglia di Mario Grecchi (medaglia d'oro Ω 1944) e vi sistemò la raccolta. Gli spazi degli antichi magazzini quattrocenteschi, che prospettano su via del Verzaro, furono destinati a sede della Collezione dei gessi. L'allestimento venne curato dallo stesso prof. Filippo Magi coadiuvato dalla prof.ssa Gianna Dareggi ed il restauro delle sculture fu effettuato dal maestro formatore di Perugia Roberto Cappelletti. La Gipsoteca è oggi non solo strumento di lavoro per gli studenti che frequentano i corsi di Archeologia ma anche aula didattica in cuisi tengono conferenze e seminari (foto 1). La CollezioneOffre una visione antologica dei capolavori dei maestri dell'antichità classica e permette di esaminare copie di oltre 80 opere tra le più significative della scultura greca, etrusca e romana, tra le più significative della scultura antica. Vi sono esposte opere di alto interesse quali il gruppo del "Nilo" (foto 2)
probabilmente realizzato da Antonio Canova ( Possagno 1757-Venezia 1822) per rimpiazzare l'originale trasferito a Parigi a seguito delle requisizioni ordinate da Napoleone Bonaparte. Di notevole importanza sono il calco di un segmento della Colonna Traiana fatto eseguire sotto Napoleone III (1808-1873 ) ed i calchi di alcune sculture del frontone est del Partenone raffiguranti Erittonio, Il cavallo di Selene e Cefiso probabilmente fatti realizzare da Re Giacomo III d'Inghilterra quando i marmi originali, attualmente conservati al British Museum di Londra, vennero acquisiti da lord Elgin per arricchire le raccolte inglesi. Alcuni dei pezzi maggiormente rappresentativi dell'arte greca sono quelli di Aristogitone, dal gruppo deiTirannicidi (470 a.C. foto 3 in primo piano), l'Auriga di Delfi, opera bronzea originariamente posta su un carro con quattro cavalli con uno staffiere accanto in piedi, realizzata per celebrare la vittoria del tiranno di Gela nei giochi del 478 o 474 a.C.(foto 3 in secondo piano), la Venere di Milo il cui originale è conservato a Parigi Museo del Louvre , il gruppo del Laocoonte (foto 4) realizzato nel 200 a.C. e attribuito da Plinio agli scultori Agesandro Atenodoro e Polidoro, l'Apoxiomenos di Lisippo da copia ai Musei Vaticani.
L'arte etrusca è invece rappresentata dal sarcofago fittile detto "degli Sposi" da Cerveteri (530-520 a.C.), dalMarte di Todi (fine V secolo a.C.) così chiamato perché rinvenuto nel 1835 in località di Monte Santo a Todi e dal 1836collocato nel Museo Etrusco Gregoriano all'epoca in corso di allestimento.esempi di arte etrusca anchela Chimera d'Arezzo (400-350 a.C.) bronzo votivo scoperto nel 1553 che entrò subito a far parte delle collezioni di Cosimo I dei Medici e la statua del cosiddetto Arringatore (100 a.C.) rinvenuta nel 1566 in un luogo ancora oggi da identificare con certezza ( a Sanguineto, nelle vicinanze del lago Trasimeno, secondo alcune fonti , a Pila nei pressi di Perugia, secondo altre). Tra i pezzi riferibili all'arte romanasi segnalano il pannello raffigurante la "Saturnia Tellus" dell'Ara Pacis, completata nel 9 a.C., con grande figura matronale nell'atto di sorreggere due putti e affiancata da due Ninfe su sfondo con paesaggio, il ritratto di "Augusto da Via Labicana", copia di un ritratto precedente, un segmento della Colonna Traiana, il plastico dell'Arco di Traiano a Benevento, il rilievo raffigurante il genio alato Aion pertinente alla base della Colonna Antonina conservata ai Musei Vaticani e datata al 106 d.C. E' inoltre possibile prendere visione di una ricca serie di ritratti sia maschili che femminili sempre di epoca romana. Per quanto riguarda l'Umbria appartengono alla raccolta alcune urne etrusche, in originale, provenienti dal territorio della città di Perugia con scene figurate ed ornati vegetali. |