|
Giudizi individuali del Commissario prof. Renato Lancellotta
Candidato: prof.ssa Laura Cavalera La prof.ssa Laura Cavalera, nata a Firenze il 12 dicembre 1952, si è laureata a pieni
voti in Ingegneria Civile-Edile all'Università di Roma nel 1976.Dal gennaio 1978 al dicembre 1979 ha usufruito di due borse di studio presso l'Università di Roma e nel 1981 ha avuto, presso lo stesso Ateneo, la
nomina di ricercatore confermato. Nel gennaio 1987 è risultata vincitrice del concorso a professore associato e dal giugno 1988 è professore associato presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università della Basilicata.
Attività didattica ed altri serviziLa
prof.ssa Cavalera svolge dal 1988 il corso di "Stabilità dei pendii", di cui è titolare presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università della Basilicata. Nello stesso Ateneo ha tenuto per
supplenza il corso di "Geotecnica" negli a.a. 1989/90 e 90/91 e nell'a.a. 1991/92 il corso di "Meccanica delle terre". Ha inoltre svolto attività di docente in numerosi corsi di aggiornamento,
organizzati sia presso altri Atenei, sia presso Ordini professionali. La prof.ssa Cavalera è stata responsabile di convenzioni
di ricerca con il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali ed è responsabile di un progetto di ricerca con il Servizio Sismico Nazionale.Tale progetto, avente per oggetto la "valutazione di rischio sismico del
sistema urbano di Potenza", costituisce un programma di ricerca di particolare complessità, che coinvolge competenze molto diversificate tra loro. Attività scientificaNel curriculum vengono indicati i titoli di 18 memorie, delle
quali 4 sono a nome singolo. Vengono inoltre indicati i titoli di 3 rapporti di ricerca e di 2 lavori divulgativi. Delle 10 pubblicazioni scelte ai fini della valutazione, 2 sono a nome singolo.
GiudizioL'attività scientifica della prof.ssa
Cavalera, a carattere teorico e sperimentale, riguarda tematiche quali il comportamento meccanico delle terre, i fenomeni di consolidazione in presenza di variazioni periodiche delle pressioni interstiziali al contorno,
l'interazione struttura-terreno e la stabilità dei pendii in campo dinamico, i fenomeni di amplificazione locale e topografica. Rilevante è il contributo che si ritrova nella memoria sulla "consolidazione per
variazione periodica delle pressioni al contorno", le cui conseguenze possono risultare determinanti negli studi di stabilità delle coltri superficiali di versante. Così pure rilevanti sono i
contributi che si ritrovano negli studi sull'influenza delle configurazioni geotecniche e strutturali di edifici parzialmente interrati e in quelli sui fenomeni di amplificazione topografica. Questi ultimi sono
modellati secondo uno schema originale, in grado di consentire una rappresentazione sintetica di aspetti molto complessi. Comune a tutti i lavori presentati è il rigore metodologico, la chiarezza
espositiva e, come sopra osservato, non mancano mai spunti di originalità.
Candidato: prof. Claudio Ferdinando Cherubini Il prof. Claudio Ferdinando Cherubini, nato a Prato il 17 giugno 1948, si è
laureato in Ingegneria Civile con il massimo dei voti nel giugno 1973 all'Università di Bari.Tecnico laureato incaricato presso l'Istituto di Geologia Tecnica e Applicata dal 16.4.1975 al 31.5.1976;
tecnico laureato di ruolo presso lo stesso Istituto dal 1.6.1976 al 30.6.1979. Professore Associato di "Complementi di Geotecnica" dal 1980, a seguito di giudizio di idoneità, e dal 1991 titolare della
disciplina "Meccanica delle terre", presso il Politecnico di Bari. Attività didattica ed altri servizi
Il prof. Cherubini ha ricoperto per supplenza o affidamento i seguenti insegnamenti:
"Meccanica delle rocce", presso l'Università della Basilicata, negli a.a. 1986/87 e 1987/88; "Stabilità del territorio e consolidamenti", presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bari,
negli a.a. 1989/90 e 1990/91 e presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari dall'a.a. 1991/92 all'a.a. 1994/95;
"Complementi di Geotecnica", presso il Politecnico di Bari, nell'a.a. 1994/95; "Fondazioni", presso il Politecnico di Bari, nell'a.a. 1995/96;
"Meccanica delle rocce", presso il Politecnico di Bari, negli a.a. 1996/97, 97/98 e 98/99; "Geomorfologia e instabilità dei versanti", presso il Politecnico di Bari, nell'a.a. 1998/99;
"Stabilità dei pendii", presso il Politecnico di Bari, nell'a.a. 1998/99. Attualmente è docente titolare di "Meccanica delle terre", presso il Politecnico di Bari e svolge il corso di
"Fondazioni" come compito didattico sostitutivo. Svolge inoltre per supplenza il corso di "Stabilità dei pendii", presso la Facoltà di Ingegneria di Taranto, e il corso di "Meccanica delle
rocce", presso la Facoltà di Ingegneria di Bari. Il prof. Cherubini è stato titolare di un progetto di ricerca Italia-Spagna per lo
studio dei movimenti franosi e di un progetto di ricerca finanziato dal British Council per lo studio della subsidenza della piana di Sibari.E' stato membro di numerose commissioni d'esame ed è membro del Dottorato
di Ricerca in Ingegneria Geotecnica, con sede in Ancona. Svolge attività nell'ambito di più commissioni di Ateneo, relative ai piano di studi, al manifesto degli studi, per la ripartizione dei fondi.
E' membro del Consiglio Scientifico del Centro-Studi per le Risorse Idriche e la Salvaguardia del Territorio (CERIST-CNR). E' stato consulente della Protezione Civile ed è stato Presidente dell'Ordine degli Ingegneri
di Bari. Ha svolto funzione di "referee" per le riviste "Computers and Geotechnics" e "Geotechnical and Geological Engineering".
Attività scientificaNel curriculum vengono indicati i titoli di 128
pubblicazioni, delle quali 12 sono memorie su riviste internazionali e 16 su riviste nazionali. Delle 10 pubblicazioni scelte ai fini della valutazione, 3 sono a nome singolo e 4 sono su riviste con
"referee". GiudizioLa
produzione scientifica del prof. Cherubini si sviluppa con continuità sulle seguenti tematiche: -analisi di affidabilità in Ingegneria Geotecnica; -studio dei movimenti franosi;
-inquadramento geologico delle formazioni presenti nell'Italia meridionale; -caratterizzazione dei terreni e degli ammassi rocciosi; -fenomeni di subsidenza. Il primo dei suddetti temi caratterizza
comunque in modo più marcato l'attività del candidato, che, partendo da analisi statistiche dei dati riguardanti i parametri geotecnici, giunge a formulare modelli probabilistici per l'analisi di problemi al finito di
rilevanza ingegneristica (si vedano in particolare le pubblicazioni n. 5, 6, 8, 9, 10). Relativamente a tale filone, si ritrovano nella produzione del candidato contributi di interesse, che gli sono riconosciuti dalla
comunità scientifica internazionale che si occupa di analisi di rischio. Candidato: prof.ssa
Annamaria Cividini La prof.ssa Annamaria Cividini, nata a Bergamo il 23 agosto 1949, si è laureata a pieni voti in Ingegneria
Civile-Edile nel 1974, presso il Politecnico di Milano.Titolare nel 1974 di una borsa di studio "G.Rodio" e di un assegno biennale ministeriale; tecnico laureato nel settembre 1976; supera il
giudizio di idoneità a Professore Associato nel febbraio 1985. Ha trascorso un periodo di studio presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università dell'Illinois ad Urbana-Champaign ed un periodo di studio
presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università di Kobe, in Giappone. Attività didattica ed altri servizi
Negli a.a. 1985-86 e 86-87 la prof.ssa Cividini ha tenuto il corso di "Tecnica delle fondazioni" presso la Facoltà di Ingegneria del
Politecnico di Milano. Incaricata supplente per l'a.a. 1986/87 del corso di "Geotecnica" presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Pavia. Associata al corso di "Geotecnica" presso la
Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, nel novembre 1987. Incaricata supplente dall'a.a. 1987/88 all'a.a. 1996/97 del corso di "Geotecnica" presso la Facoltà di Ingegneria
dell'Università di Brescia. Incaricata supplente del corso di "Elementi di Geotecnica" per gli allievi del Diploma in Tecnico dell'Edilizia nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. La prof.ssa Cividini è membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Geotecnica, con sede presso
il Politecnico di Torino.E' stata membro della Giunta di Dipartimento e di commissioni giudicatrici di concorsi per ricercatore, per giudizi di conferma in ruolo di ricercatori, per l'accesso al
dottorato di ricerca e per l'esame finale per il conferimento del titolo di dottore di ricerca. La prof.ssa Cividini ha partecipato, in qualità di relatore su invito e di relatore generale, a
numerosissimi convegni internazionali. Svolge attività di "reviewer" per le seguenti riviste internazionali: -Int. Journal for Numerical and Analytical Methods in Geomechanics; -Rock Mechanics and Rock Engineering; -Computers and Geomechanics; -Soils and Foundations.
Attività scientificaNel curriculum vengono indicati i titoli di 66 memorie, delle quali 13
su riviste internazionali con "referee", 32 a nome singolo. Delle 10 pubblicazioni scelte ai fini della valutazione, 6 sono in collaborazione, 2 su riviste internazionali ed 1 costituisce un capitolo di un
testo in lingua inglese. Giudizio
L'attività scientifica della prof.ssa Cividini è ampiamente documentata dai titoli presentati ed è riconosciuta a livello internazionale, come dimostrano le citazioni, apparse su testi e pubblicazioni, relative agli
studi sui metodi di soluzione dei problemi di consolidazione, alle analisi dello stato di sforzo e di deformazione nell'intorno di cavità condotti con modelli viscoplastici, ai metodi di soluzione dei problemi di
filtrazione non confinata e ai problemi di identificazione. Le menzionate citazioni testimoniano le specifiche competenze e l'approfondita conoscenza dei metodi numerici acquisite dalla candidata, le cui pubblicazioni
sono contraddistinte sempre da rigore metodologico della trattazione. L'apporto individuale nei lavori in collaborazione è deducibile dalla continuità temporale dei temi trattati dalla candidata e dalla coerenza con
il resto dell'attività scientifica, ed è identificabile nelle tematiche dell'analisi numerica e della modellazione del comportamento meccanico dei terreni e delle rocce. Candidato: prof. Augusto Desideri Il prof. Augusto Desideri, nato a Roma il
25 ottobre 1954, si è laureato in Ingegneria Civile Edile con il massimo dei voti nel 1980 all'Università "la Sapienza" di Roma.Dottore di ricerca in Meccanica Applicata, all'Università di Roma, nel 1988. Nel luglio 1991 prende servizio come ricercatore presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza di Roma. Professore associato nel 1992, presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università
Federico II di Napoli. Nel novembre 1995 vince il concorso per trasferimento per un posto di professore associato, bandito dall'Università di Roma, e da tale data è titolare del corso di "Fondamenti di
Geotecnica". Attività didattica ed altri servizi
Il prof. Desideri ha tenuto negli a.a. 1985-86, 86/87 e 87/88 il corso di "Geotecnica e Tecnica delle fondazioni" presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Chieti, nella forma di contratto
sostitutivo dell'insegnamento ufficiale. Negli a.a. 88/89 e 89/90 tiene un corso integrativo di "Meccanica delle terre" all'Università di Roma, come professore a contratto. Negli a.a. 92/93, 93/94, 94/95 e
95/96 tiene il corso di "Meccanica delle terre" alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Napoli, e nell'a.a. 95/96 tiene per supplenza, presso lo stesso Ateneo, il corso di "Principi di
Geotecnica". Nell'a.a. 1996/97 tiene per supplenza il corso di "Strutture di fondazioni" presso la Facoltà di Architettura di Roma 3. A partire dall'a.a 1995/96 svolge il corso di "Fondamenti di
Geotecnica" preso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma. Il prof. Desideri è membro, dal 1994, del Collegio dei
Docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Geotecnica, con sede presso l'Università di Roma.Nel periodo 1981-1983 ha collaborato con l'ISMES di Bergamo su ricerche riguardanti le tecniche di controllo delle dighe
in calcestruzzo. Nel 1991 ha partecipato al programma europeo EPOCH, che ha coinvolto le Università di Ancona, Catalunja, Glasgow, Manchester, Roma e l'Aquater s.p.a. Dal novembre 1996 è membro della Giunta del
Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica. Nel 1997 è stato membro della Commissione di concorso a posti di professore associato. Attività scientificaNel curriculum vengono indicati i titoli di 36
pubblicazioni, delle quali 20 a nome singolo, 3 sono pubblicate su riviste internazionali e 3 sulla Rivista Italiana di Geotecnica. Delle 10 pubblicazioni scelte ai fini della valutazione, 1 è a
nome singolo, 2 sono su riviste internazionali, 3 sulla Rivista Italiana di Geotecnica, 1 è una relazione su invito ad una conferenza internazionale, 1 è una relazione generale ad un convegno nazionale. GiudizioL'attività scientifica del prof. Desideri è
ampiamente documentata dai titoli presentati ed è riconosciuta dalla comunità scientifica, come testimoniano la relazione su invito e la partecipazione a gruppi di ricerca con altre Università. Il contributo
individuale nelle pubblicazioni a più nomi è identificabile nella continuità dei temi trattati, in particolare dei temi riguardanti i processi di filtrazione a superficie libera e di consolidazione, il comportamento
delle argille in condizioni non isoterme, i pali soggetti a carichi orizzontali e la stabilità dell'equilibrio. In tutti i lavori presentati, a carattere sia teorico sia sperimentale, si rinvengono
sempre contributi originali ed innovativi, con ricadute applicative di grande interesse. Da tutta la produzione scientifica si evince inoltre una conoscenza approfondita della disciplina ed aspetti di
particolare rilevanza sono il rigore metodologico ed una non comune chiarezza espositiva. Ai suddetti elementi si aggiunge una singolare capacità di svolgere autonomamente complessi temi di ricerca, sia
nella impostazione di aspetti teorici sia nella programmazione di verifiche sperimentali. Infine si sottolineano le notevoli capacità di organizzare un gruppo di ricerca.
Candidato: prof. Giovanni Battista Fenelli Il prof. Giovanni Battista Fenelli, nato a Roma il 20 settembre 1945, si è laureato con lode in Ingegneria Civile all'Università di Napoli nel 1976.Nel 1978
è vincitore di una borsa di studio CNR e nel 1980 è ricercatore confermato presso l'Istituto di Tecnica delle Fondazioni e Costruzioni in Terra dell'Università di Napoli. Dal giugno 1988 è professore associato presso
la Facoltà di Ingegneria dell'Università della Basilicata e dal 1991, a seguito di trasferimento, è professore associato presso l'Università Federico II di Napoli. Attività didattica ed altri serviziIl prof. Fenelli ha tenuto per
titolarità il corso di "Fondazioni" dall'a.a. 1988/89 al 1990/91 all'Università della Basilicata. Dall'a.a. 1991/92 al 1993/94 ha tenuto il corso di "Principi di Geotecnica"
all'Università di Napoli , e dal 1994/95 tiene il corso di "Geotecnica nella difesa del territorio" nello stesso Ateneo. Ha continuato a svolgere per supplenza il corso di "Fondazioni"
all'Università della Basilicata, dal 1991/92 al 97/98. Sempre all'Università della Basilicata ha svolto per supplenza il corso di "Meccanica delle rocce" negli a.a. 1988/89-1990/91 e il corso
di "Opere di sostegno" dal 1991/92 al 1998/99. Dal 1995/96 al 1997/98 ha svolto il Corso di "Fondazioni" presso la seconda Università di Napoli. Ha inoltre tenuto il
corso di "Geotecnica" nell'ambito della Scuola di Specializzazione in "Ingegneria sanitaria e ambientale" dell'Università di Napoli. Il prof. Fenelli è membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Geotecnica, con sede amministrativa presso l'Università di Roma.Fa
parte del Gruppo Nazionale Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche, nell'ambito del quale svolge attività di consulenza per il Dipartimento della Protezione Civile. Attività scientificaNel curriculum vengono indicati i titoli di 29
memorie, di 2 monografie e di 14 interventi a congressi, recensioni e discussioni. 10 dei suddetti lavori sono a nome singolo. Sono inoltre elencati i titoli di 4 dispense di lezioni. Delle 10
pubblicazioni scelte ai fini della valutazione, 3 sono pubblicate su riviste internazionali con "referee" e 2 sulla Rivista Italiana di Geotecnica. GiudizioL'attività scientifica del prof. Fenelli è caratterizzata dagli studi teorico-sperimentali
sulle argille varicolori dell'Irpinia e della Basilicata, espletati sia attraverso indagini di laboratorio, sia attraverso l'analisi di osservazioni di movimenti franosi. Di particolare rilevanza sono a tale proposito
gli studi sull'influenza del regime delle pressioni neutre, dipendenti da fenomeni di erosione o sismici (effetti del terremoto dell'Irpinia sulla stabilità del colle di Bisaccia), sulla stabilità del territorio. Anche nell'ambito degli studi di interazione struttura-terreno la produzione scientifica riguarda sia studi teorici sia osservazioni sperimentali di opere in vera grandezza, e non mancano contributi
originali con ricadute applicative, quali quelli che, ad esempio, si ritrovano nelle memorie concernenti le procedure di dimensionamento e analisi delle strutture intirantate, e nella monografia sulle piastre circolari
di fondazione. Infine, contributi originali e di significativo interesse si ritrovano negli studi riguardanti l'influenza della composizione chimica dei fluidi interstiziali sui fenomeni di rigonfiamento
e degradazione dei materiali a grana fine. Candidato: prof. Massimo Grisolia
Il prof.Massimo Grisolia, nato a Roma il 9 novembre 1943, si è laureato in Ingegneria Civile Idraulica nel 1969 all'Università di Roma.
Nel 1969 è Contrattista presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma e dal 1984, a seguito di giudizio di idoneità, è Professore Associato presso lo stesso Ateneo. Attività didattica ed altri serviziIl prof. Grisolia è stato docente incaricato
del corso di "Tecnica delle fondazioni", dall'a.a. 1977/78 all'a.a. 85/86, presso la facoltà di Ingegneria dell'Università di Pavia. Dall'a.a. 1986/87 è professore associato di "Stabilità
del territorio e consolidamenti", presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Nello stesso Ateneo, dall'a.a. 1990/91 è professore associato di "Fondamenti di Geotecnica" e dal 1994/95 è
incaricato di "Principi di Geotecnica" per il corso di Diploma in Ingegneria dell'Ambiente e delle Risorse. Il prof.
Grisolia è stato membro della Commissione Didattica di Facoltà, della Commissione Amministrativa e Gestionale di Facoltà e della Commissione per la Programmazione del Personale Docente.Dal 1996 partecipa in qualità
di Esperto alle assemblee del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Ha organizzato numerose iniziative didattiche per l'aggiornamento professionale ed ha coordinato un corso di istruzione permanente su
"Aspetti geotecnici di Ingegneria Territoriale e Ambientale", patrocinato da ANIAI e Università di Roma. Ha inoltre partecipato, in qualità di docente, al "Training course on integrated approach to
sanitary landfilling", nell'ambito del Med Campus-Program of the European Communities on Solid Waste Management and Research Network, ed al "Curso Superior de Disegno de Vertederos", organizzato
dall'Istituto Tecnologico di Ingegneria Ambientale di Madrid. Attività scientificaNel curriculum vengono indicati i titoli di 54 memorie, delle quali 11 a nome singolo.
Delle 10 pubblicazioni scelte ai fini della valutazione, 2 sono a nome singolo. GiudizioL'attività scientifica del prof. Grisolia riguarda le seguenti tematiche: -caratteristiche geotecniche di argille non sature derivanti dall'alterazione di
prodotti piroclastici; -comportamento di formazioni "strutturalmente complesse"; -comportamento nel tempo di fronti di scavo e di pendii naturali;
-cedimenti nel tempo di fondazioni; -aspetti geotecnici nella progettazione e gestione di discariche per rifiuti; -aspetti geologico-geotecnici delle grandi aree. Si
ritiene che i contributi più significativi della produzione scientifica del candidato possano identificarsi soprattutto nei lavori riguardanti i fenomeni di creep di argille preconsolidate e giuntate e
la stabilità di fronti di scavo e di pendii naturali. Per quanto riguarda i lavori svolti sul tema della bonifica dei siti contaminati, gli studi sperimentali sono finalizzati alla caratterizzazione dei
rifiuti solidi, e vanno menzionati i lavori riguardanti il controllo di qualità dei diaframmi plastici, utilizzati come mezzo di confinamento delle discariche. Candidato: prof. Alberto Mazzucato Il prof. Alberto
Mazzucato, nato a Saccolungo (PD) il 14-7-1947, si è laureato in Ingegneria Civile all'Università di Padova nel 1971.Titolare di una borsa di studio nel 1974-75 e di un assegno di formazione scientifica e didattica
dal 1975 al 1980 nell'Università di Padova. Ricercatore confermato dal 1980 al 1988 e dal 1988 professore associato, sempre presso l'Università di Padova. Attività didattica ed altri serviziIl prof. Mazzucato è stato incaricato del corso di
"Geotecnica" presso l'Università di Udine nell'a.a. 1981/82. Dal 1988 al 1995 ha tenuto il corso di "Consolidamento dei terreni e delle rocce", presso la facoltà di Ingegneria
dell'Università di Padova. Negli a.a. 1989/90 e 90/91 ha tenuto il corso di "Complementi di meccanica delle rocce" nell'ambito della Scuola di Specializzazione in Ingegneria Geotecnica dell'Università di
Padova, e, sempre presso la stessa Scuola, sta svolgendo dal 1995/96 le lezioni su "Aspetti geotecnici nella costruzione di porti in zone lacuali". Dall'a.a. 1991/92 al 96/97 ha svolto il corso
di "Geotecnica e Tecnica delle Fondazioni" presso la facoltà di Architettura di Venezia e, nell'a.a. 1997/98, ha svolto le lezioni di "Fondazioni" del corso integrato di "Costruzioni in zona
sismica e Fondazioni", sempre presso la stessa Facoltà. Nel corrente a.a. svolge il modulo didattico "Geotecnica". Dall'a.a. 1995/96 svolge il corso di "Fondazioni", presso la
Facoltà di Ingegneria dell'Università di Padova. Il prof. Mazzucato è membro, dal 1989, del Collegio dei Docenti
del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Geotecnica, con sede presso il Politecnico di Torino.Dal 1990 è membro del gruppo CEN TC189, WG4, che si occupa dello studio del comportamento idraulico dei
geotessili. E' stato coordinatore del corso "Aspetti geotecnici relativi alla progettazione e costruzione di rilevati stradali e ferroviari", tenutosi presso il CISM di Udine nell'ottobre 1997,
ed è intervenuto in veste di relatore a numerosi convegni nazionali. Attività scientifica
Nel curriculum vengono indicati i titoli di 73 memorie, di cui 14 sono a nome singolo. Delle 10 pubblicazioni
scelte ai fini della valutazione, 4 sono pubblicate sulla Rivista Italiana di Geotecnica, 1 è una relazione generale al Convegno Italiano dei Ricercatori ed 1 è una memoria pubblicata sui Proc. ASCE "Settlement
94". GiudizioL'attività
scientifica del prof. Mazzucato è caratterizzata, oltre che dagli studi su indagini sperimentali in sito e di laboratorio del comportamento meccanico dei terreni e dall'analisi del comportamento di opere in vera
grandezza, soprattutto dagli studi sul comportamento idraulico dei geotessili. A tale tema sono stati dedicati molti dei lavori sviluppati anche in seno al dottorato di ricerca ed è in essi che si rinvengono contenuti
di una certa originalità, per quanto concerne, ad esempio, il comportamento dell'insieme terreno-geotessile in presenza di moto ondoso o i criteri di progettazione dei filtri. I risultati conseguiti hanno trovato
riconoscimento nell'ambito della comunità scientifica attraverso le relazioni su invito, prima menzionate, tenute dal candidato a vari convegni. A completamento del quadro dell'attività scientifica del candidato vanno
poi menzionati gli studi più recenti sull'analisi di affidabilità in Ingegneria Geotecnica, con applicazioni soprattutto alle fondazioni dirette, ai pali e alle opere di sostegno. Nelle memorie presentate è costante
l'attenzione alla rilevanza applicativa del tema trattato, come pure sempre presente in tutta la produzione è l'attenzione agli aspetti peculiari della disciplina, che vanno dalle indagini alla caratterizzazione
sperimentale del comportamento meccanico dei materiali e all'osservazione delle opere realizzate. L'intera produzione rivela inoltre un'ampia esperienza acquisita nella realizzazione di interventi in
condizioni geotecniche particolarmente complesse. Candidato: prof.
Vincenzo Pane Il prof. Vincenzo Pane, nato a Napoli il 25 novembre 1953, si è laureato in Ingegneria Idraulica con il massimo
dei voti nel 1979 all'Università Federico II di Napoli.Nel 1981 consegue il Master of Science in Ingegneria Geotecnica all'Università del Colorado a Boulder, dove continua a svolgere attività di
ricercatore fino al 1984. Nel 1985 consegue il PhD in Ingegneria Geotecnica, sempre presso l'Università del Colorado, a Boulder, dove svolge attività di docente nel 1985. Nel 1986 è "senior staff engineer"
presso la Woodward-Clyde Consultants Inc., New York. Nel 1989 è professore a contratto presso l'Università di Ancona e dal 1992 è professore associato di Geotecnica all'Università di Perugia.
Attività didattica ed altri serviziIl
prof. Pane svolge, presso l'Università di Perugia, i corsi di Geotecnica e Fondazione dal 1992 ad oggi. Presso la stessa Università ha svolto il corso di "Geotecnica nella difesa del territorio" negli anni
1993, 94 e 98. Nell'a.a. ha tenuto un corso integrativo su "Processi di consolidazione nei sedimenti di recente formazione e loro modellazione numerica", presso l'Università di Ancona. Nel
1985 ha tenuto il corso "Introduction to geotechnical engineering", all'Università del Colorado. Il prof. Pane è membro del
collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in "Geologia applicata, geomorfologia e idrogeologia", con sede presso l'Università di Perugia (dal 1993).
E' stato membro del Comitato Tecnico TC24 (Soil sampling) della ISSMFE. E' responsabile di numerosi progetti di ricerca finanziati dall'Ateneo, dalla Regione Umbria e dal MURST. E' membro di varie
commissioni dell'Ateneo per la Ricerca Scientifica, per la Didattica, per la ripartizione dei fondi. E' stato membro di commissioni per il conseguimento del titolo di dottore di ricerca e per ricercatori. Attività scientifica
Nel curriculum vengono indicati i titoli di 52 pubblicazioni, delle quali 10 (6 memorie e 4 discussioni) sono pubblicate su riviste con un comitato internazionale di referee e 10 sono a nome singolo. Delle 10 pubblicazioni scelte ai fini della valutazione, 1 è a nome singolo e 3 sono su riviste con "referee". GiudizioL'attività scientifica del prof. Pane, riguardante i seguenti temi:
-processi di sedimentazione e consolidazione; -caratterizzazione meccanica dei terreni; -interazione struttura-terreno; -miglioramento dei terreni; -stabilità del territorio, è ampiamente
documentata dai titoli presentati ed è riconosciuta a livello internazionale, come testimoniano le numerose relazioni ad invito tenute.
La produzione scientifica è caratterizzata da continuità e ricchezza di contributi originali. Il contributo individuale nelle pubblicazioni a più nomi è identificabile nella continuità dei temi trattati,
in particolare dei temi della sedimentazione e consolidazione,che, nelle tesi di Master e di Dottorato, hanno trovato per la prima volta una formulazione unitaria. Sempre con riferimento a tale tema, anche la successiva
produzione scientifica ha forti connotati di originalità e innovatività. Vanno altresì sottolineati il rigore metodologico e l'approfondita conoscenza degli argomenti trattati. Al candidato va infine riconosciuta
una notevole capacità di promuovere e gestire autonomamente progetti di ricerca. Candidato: prof.
Giuseppe Scarpelli Il prof. Giuseppe Scarpelli, nato a Roma il 4 gennaio 1954, si è laureato in Ingegneria Idraulica con il
massimo dei voti nel 1978 all'Università "la Sapienza" di Roma.Nel 1981 consegue il Master of Science in Ingegneria Geotecnica all'Università di Cambridge.
Ricercatore di Geotecnica, presso l'Università di Roma, nel periodo 1983-1988. "Visiting Scientist" nel Dipartimento di Meccanica del MIT di Boston, nell'a.a. 1987-1988.
Professore Associato di Geotecnica, dal 1988, all'Università di Ancona.
Attività didattica ed altri serviziIl prof. Scarpelli ha tenuto nell'a.a. 1987-88 il corso di Geotecnica all'Università di Ancona.
Dal 1991 tiene nello stesso Ateneo il corso di "Consolidamento dei terreni" e negli a.a. 1996-98 ha tenuto il corso di "Fondamenti di Geotecnica" per gli allievi edili.
E' stato membro del collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in "Geologia applicata, geomorfologia e idrogeologia", con sede presso l'Università
di Perugia, dal 1992 al 1996.Dal 1996 è membro del collegio dei docenti del Dottorato in "Geotecnologie finalizzate all'ambiente" dell'Università di Ancona e, dal 1997, è membro del collegio dei docenti del
Dottorato in "Ingegneria Geotecnica" dello stesso Ateneo. E' stato membro del Comitato Tecnico Internazionale TC6 (Terreni espansivi). E' stato membro della Giunta e Vice Direttore del Dipartimento di
Scienze dei Materiali e della Terra. Membro del Consiglio di Amministrazione, della Commissione bilancio, della Commissione edilizia e della Commissione per la valutazione delle risorse del personale non
docente. Responsabile di progetti di ricerca finanziati dal MURST e di convenzioni di ricerca con enti privati. Coordinatore di un progetto di ricerca europeo comprendente le università di Ancona, Barcellona,
Glasgow, Manchester e Roma. Attività scientificaNel curriculum vengono indicati i titoli di 49 pubblicazioni, delle quali 2 sono pubblicate su riviste internazionali, 5 su riviste nazionali, 11 a nome singolo. Delle 10
pubblicazioni scelte ai fini della valutazione, 2 sono a nome singolo, 1 è su rivista internazionale, 1 è una relazione generale ed 1 è un contributo su invito ad un workshop internazionale.
GiudizioL'attività scientifica del prof. Scarpelli è ampiamente
documentata dai titoli presentati ed è riconosciuta a livello internazionale, come testimoniano le relazioni su invito. Le memorie presentate riguardano i seguenti temi: -comportamento meccanico dei terreni naturali;
-pendii in depositi di argille consistenti; -fenomeni di localizzazione e modellazione numerica delle discontinuità; -salvaguardia dei beni monumentali;
-analisi di affidabilità e riflessi normativi. Di esse, una è stata pubblicata su un'autorevole rivista internazionale ed una è una relazione generale ad un congresso nazionale. Il
contributo individuale nelle pubblicazioni a più nomi è identificabile nella continuità dei temi trattati, in particolare dei due temi relativi al comportamento dei pendii in argille consistenti e della modellazione di
discontinuità. Con riferimento a questo secondo filone di ricerca, il candidato è pervenuto a metodologie di analisi alquanto originali, i cui contributi sono stati riconosciuti a livello internazionale
(si vedano le pubblicazioni n.4 e n.10). I suddetti elementi vanno associati ad una notevole capacità di promuovere e gestire autonomamente progetti di ricerca. Candidato: prof. Claudio Scavia Il prof. Claudio Scavia, nato ad Alessandria il 9 giugno 1954, si è laureato in Ingegneria Civile Edile nel 1979 al Politecnico di Torino.
Ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria dello stesso Ateneo dal 1/7/1983. Professore associato nel 1992 presso l'Università di Genova e, a partire dall'a.a. 1994/95, a seguito di trasferimento, titolare del
corso di "Geotecnica", presso il Politecnico di Torino. Attività didattica ed altri serviziIl prof. Scavia ha tenuto nell'a.a. 1992/93 il corso di "Costruzioni in sotterraneo" alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova. Nello stesso Ateneo ha tenuto il corso di "Meccanica delle rocce" negli a.a. 1993/94, 94/95, 95/96 e 96/97. In qualità di professore supplente ha tenuto il corso di "Meccanica delle
rocce" presso la II facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino,con sede a Vercelli, negli a.a. 94/95, 95/96, 96/97. Negli a.a. 1997/98 e 98/99 ha tenuto il corso di "Meccanica delle rocce"
all'Università di Parma, facoltà di Ingegneria. Nell'a.a. 1998/99 ha tenuto, in qualità di professore invitato, il corso di "Meccanica delle rocce e stabilità dei pendii" presso l'ISTG
dell'Università di Grenoble. Dal 1994 è titolare del corso di "Geotecnica" per il Corso di laurea in Ingegneria Edile, presso il Politecnico di Torino. Il prof. Scavia è stato o è responsabile scientifico di contratti di ricerca con Enti esterni (ENEL-CRIS), con la Regione Piemonte ed è titolare di un contratto CEE.
Svolge attività di "referee" per le seguenti riviste: "Géotechnique", "Rock mechanics and Rock engineering" e "Rivista Italiana di Geotecnica". Attività scientifica
Nel curriculum vengono indicati i titoli di 55 pubblicazioni, delle quali 9 sono pubblicate su riviste internazionali e 14 sono a nome singolo. Delle 10 pubblicazioni scelte ai fini
della valutazione, 3 sono a nome singolo, 5 sono su riviste internazionali, 1 su rivista nazionale, 1 è una relazione su invito ad una conferenza nazionale. Per quanto concerne la pubblicazione N.9 ("Swelling
processes in sliding marly layers in the Langhe region"), redatta in collaborazione con altri 3 autori, tra i quali figura lo scrivente, il sottoscritto dichiara che gli autori hanno contribuito in uguale misura.
GiudizioL'attività scientifica del
prof. Scavia è caratterizzata da un significativo numero di lavori pubblicati su riviste internazionali, a nome singolo o in collaborazione. I temi trattati riguardano:
-lo studio teorico-sperimentale della propagazione di fratture nei terreni e nelle rocce; -gli effetti di scala sui parametri meccanici delle rocce; -l'analisi di stabilità dei pendii;
-la caratterizzazione degli ammassi rocciosi; -la valutazione della stabilità dei pendii e delle cavità sotterranee attraverso metodologie di tipo probabilistico. Il contributo individuale nelle pubblicazioni a più
nomi è identificabile nella continuità dei temi trattati, in particolare degli studi teorico-sperimentali sulla propagazione delle fratture nelle rocce nei terreni (le analisi teoriche sono svolte con codici di calcolo
originali) e sugli effetti di scala sui parametri meccanici delle rocce, condotti mediante analisi frattale. In questi lavori si rinvengono contributi originali ed innovativi. Comune a
tutta la produzione scientifica sono inoltre l'approfondita conoscenza della disciplina e il rigore metodologico con il quale vengono affrontati tutti i suddetti temi di ricerca. A tali elementi va
aggiunta la capacità di promuovere e svolgere autonomamente progetti di ricerca, di rilevante interesse. Candidato: prof. Calogero Valore Il prof.Calogero Valore, nato a S.Agata di
Militello (Messina) il 28 settembre 1947, si è laureato con lode nel 1973 in Ingegneria Civile all'Università di Palermo.Ricercatore CNR dal novembre 1973 e titolare di un assegno di formazione didattica e
scientifica dal 1974 al 1978, presso l'Istituto di Ingegneria Geotecnica e Mineraria dell'Università di Palermo. Ricercatore confermato di Geotecnica dal 1980 al 1985 presso lo stesso Ateneo. Dal 1985
al 1991 professore associato di Geotecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università della Calabria; dal 1 novembre 1991 professore associato all'Università di Palermo. Attività didattica ed altri serviziIl prof. Valore è stato incaricato del corso di
"Fondazioni", per studenti lavoratori, presso l'Università della Calabria dal 1978 al 1981. Dal 1980 al 1986 ha tenuto, sempre nello stesso Ateneo, per incarico e per supplenza, il corso di "Opere di
sostegno". Dal 1985 al 1991 è stato professore associato di "Geotecnica" all'Università della Calabria, dove, dal 1986 al 1989 ha tenuto per supplenza anche il corso di "Frane e stabilità dei
pendii". Dal 1991 tiene all'Università di Palermo il corso di "Costruzioni in sotterraneo". Dal 1994 al 1998 ha tenuto nella stessa Università il corso di "Geotecnica" per gli
allievi del Diploma e dal 1998/99 tiene anche il corso di "Geotecnica" per gli allievi ingegneri. Il prof. Valore è stato membro di
Commissioni per l'esame di ammissione al Dottorato di Ricerca, per l'esame finale per il conseguimento del titolo di Dottore di ricerca, per la conferma di professori associati.Dal 1981 al 1990 ha contribuito alla
redazione dell'Eurocodice 7, con contributi specifici ai Capitoli 1 e 10. E' stato ed è responsabile di convenzioni di ricerca con Enti esterni, nell'ambito delle quali si è occupato del comportamento della diga
marittima dell'Acquasanta (Palermo) e si occupa delle dighe di Scanzano, Rossella e Fanaco. Attività scientificaNel curriculum vengono indicati i titoli di 78 lavori, dei quali 69 sono memorie e note pubblicate su riviste e su atti di convegni nazionali e
internazionali e 9 sono interventi, recensioni e resoconti di ricerca. Le memorie a nome singolo risultano 9.
Delle 10 pubblicazioni scelte ai fini della valutazione, 6 sono a nome singolo. Nell'ambito dell'attività del candidato merita particolare menzione la traduzione italiana del testo di Lambe e Whitman: "Soil
Mechanics", Wiley, 1969. Giudizio
L'attività scientifica del prof. Valore, ampiamente documentata dai titoli presentati, è particolarmente caratterizzata dagli studi effettuati sulle argilliti a scaglie, utilizzate come materiale da nucleo di dighe in
terra, con attenzione ai processi di rigonfiamento e all'avanzamento del fronte di saturazione. A tali studi va affiancata la ricerca, sviluppata con osservazioni e misure in sito, ricca di spunti originali e
innovativi, sui processi di sedimentazione, simulata all'interno di sei grandi vasche realizzate con argini di materiali sciolti. Ai suddetti studi si aggiungono ancora quelli relativi ai moti di filtrazione
nell'intorno di opere sotterranee e la ricerca sul comportamento meccanico delle sabbie carbonatiche. In tutti i citati filoni di ricerca, il prof. Valore si dimostra sempre un attento e scrupoloso
ricercatore, capace di impostare con autonomia temi di ricerca e di cogliere aspetti peculiari del tema trattato.
Candidato: prof. Giovanni Vannucchi Il prof. Giovanni Vannucchi, nato a Firenze il 10 aprile 1950, si è laureato in
Ingegneria Civile con il massimo dei voti nel 1973 all'Università di Bologna.Nell'a.a. 1974 al 1979 è titolare di un Assegno di Formazione Didattica e Scientifica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di
Firenze. Dal 1980 al 1985 è Ricercatore e dal 12 settembre 1985, a seguito di giudizio di idoneità, è professore associato, sempre nell'Università di Firenze.
Attività didattica e altri serviziIl prof. Vannucchi è stato titolare,
presso l'Università di Firenze, dall'a.a. 1979/80 ad oggi, dapprima in qualità di professore incaricato e poi di professore associato, del corso di "Geotecnica e Fondazioni" e successivamente del corso di
"Geotecnica". Sempre nello stesso Ateneo, nell'a.a. 1989/90 ha tenuto per supplenza il corso di "Consolidamento del suolo e delle rocce" e nell'a.a. 1990/91 quello di "Complementi di
Geotecnica". Negli a.a. 1989/90, 90/91 e 91/92 ha inoltre tenuto per supplenza il corso di "Tecnica delle Fondazioni e Costruzioni in Terra", presso la Facoltà di Ingegneria
dell'Università di Perugia. Il prof. Vannucchi è membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in
Ingegneria Geotecnica, con sede amministrativa presso l'Università di Ancona.E' stato più volte membro della commisione d'esame per l'ammissione al Dottorato di Ricerca e per il conferimento del titolo
di Dottore di Ricerca. E' stato membro della Commissione Servizi Generali e della Commissione Attività Scientifica della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Firenze ed è stato membro della Giunta di
Dipartimento. Il prof. Vannucchi è stato ed è responsabile scientifico di numerose convenzioni di ricerca con enti pubblici. Ha inoltre partecipato in qualità di consulente geotecnico
alla progettazione e direzione lavori di importanti ed impegnative realizzazioni. Attività scientifica
Nel curriculum vengono indicati i titoli di 73 memorie, delle quali 16 a nome singolo. Delle 10 pubblicazioni
scelte ai fini della valutazione, 4 sono a nome singolo, 1 è su rivista internazionale con "referee", 4 sulla Rivista Italiana di Geotecnica. Giudizio
L'ampia produzione scientifica del prof. Vannucchi, riguardante i seguenti temi: -interazione struttura-terreno; -applicazione di metodi statistici e probabilistici all'Ingegneria Geotecnica;
-comportamento meccanico dei mezzi granulari; -comportamento dinamico dei terreni, con particolare riferimento agli aspetti di zonazione sismica ed alla stabilità dei pendii, è caratterizzata da una sempre presente
attenzione alla ricaduta applicativa dei risultati conseguiti. Nell'ambito dei temi trattati meritano particolare attenzione gli studi di tipo probabilistico, ai quali viene dato riconoscimento internazionale, come
prova la citazione che della memoria n.3 viene fatta nel testo di Kottegola e Rosso: "Statistics, probability and reliability for civil and environmemtal engineers", McGraw-Hill, 1997. Altrettanto
significativi sono i contributi che si ritrovano negli studi relativi al comportamento dei pendii in presenza di eventi sismici, nei quali l'analisi prende in esame sia la risposta in fase critica sia quella
post-sismica. I suddetti elementi vanno sommati all'approfondita conoscenza della disciplina e alla capacità di promuovere e gestire autonomamente progetti di ricerca. |