La "riduzione del danno" è una strategia complessa di intervento
sociosanitario finalizzata a ridurre i danni e i rischi, individuali e
collettivi, che l'uso di droghe e le situazioni di marginalità e
di disagio ad esse correlate procurano in campo sanitario e sociale.
Gli obiettivi della riduzione del danno sono: riduzione della morbosità
e mortalità dei tossicodipendenti, riduzione della carcerazione
e dei reati connessi al bisogno di sostanze stupefacenti; riduzione degli
stati di emarginazione e di isolamento, anche rispetto ai servizi socio
sanitari.
Conseguenti gli strumenti, ossia la messa a punto di una serie articolata
di programmi a "bassa soglia" in grado di rispondere alle diversificate
e molteplici domande di salute dei tossicodipendenti che non possono, per
motivazione od opportunità scegliere un percorso di liberazione
dalle dipendenze: unità di strada, programmi di mantenimento con
farmaci sostitutivi integrati con supporto psico-sociale, centri di accoglienza,
ecc.
Si sviluppa nel nord Europa alla fine degli anni 80 in risposta a due
particolari emergenze: la diffusione dell'infezione da HIV tra i consumatori
di droghe per via iniettiva e gli effetti negativi delle politiche di repressione
del consumo di sostanze stupefacenti.
Già nel 1986, l'Organizzazione Mondiale della Sanità
individuava una scala di rischi da evitare e quindi di obiettivi prioritari
da raggiungere: "... in ogni paese la più alta priorità va
data alla prevenzione dell'infezione da HIV tra i tossicodipendenti...
le politiche finalizzate alla riduzione dell'uso di droghe non possono
permettere di pregiudicare le misure da prendere contro queste rischi".
La "riduzione del danno" anche in Italia approda nel dibattito politico
e scientifico in risposta alle caratteristiche epidemiologiche dell'infezione
da HIV che vede il prevalente interessamento dei tossicodipendenti da eroina
e il ruolo di "bridge" da essi svolto nei confronti della popolazione generale
attraverso i rapporti sessuali non protetti.
Viene assunta come priorità strategica da adottare per la lotta
contro I'AIDS dalla Conferenza nazionale sulla droga (Palermo, Giugno 1993)
nel capitolo "Prevenzione" del "Progetto obiettivo AIDS 94-96" e nella
proposta di conversione in legge del decreto-legge 19 maggio 1995, n 181
recante disposizioni urgenti per l'attuazione del D.P.R. 309/90.
Azioni pregresse e in itinere in Umbria
L'andamento epidemiologico dell'infezione da HIV in Umbria con il prevalente
interessamento dei tossicodipendenti da eroina ed il ruolo “da ponte" che
essi svolgono nei confronti della popolazione generale attraverso i rapporti
sessuali non protetti, e l'esiguo numero di tossicodipendenti che accedono
ai servizi socio-sanitari sono i principali elementi di analisi che hanno
indirizzato nella Regione dell'Umbria una serie articolata di ricerche
e di attività di prevenzione rivolte ai tossicodipendenti in trattamento
e non finalizzate alla modifica duratura e consapevole dei comportamenti
a rischio e quindi al contenimento della diffusione dell'infezione da HIV.
I momenti attraverso cu si è snodato il percorso di attuazione della
strategia di riduzione del danno in Umbria possono essere così sintetizzati.
1989-90, il Dipartimento di Igiene dell’Università degli
Studi di Perugia conduce l'indagine pilota: “L'infezione da HIV nei tossicodipendenti:
problemi per l'educazione sanitaria" con lo scopo di individuare quali
problemi i tossicodipendenti incontravano nell'adottare comportamenti preventivi
per l'infezione da HIV.
1991-92, lo stesso ente, nell'ambito del IV Progetto di Ricerche
sull'AIDS del Ministero della Sanità-Istituto Superiore di Sanità,
sviluppa la ricerca: "La prevenzione dell'infezione da HIV nei tossicodipendenti:
fattori favorenti e ostacolanti. Una ricerca valutativa" rivolta ai tossicodipendenti
in trattamento e non.
I risultati di questa ricerca e la fattibilità di un approccio
diretto con i tossicodipendenti che non accedono ai servizi socio-sanitari
hanno fornito i presupposti conoscitivi per elaborare e realizzare tre
progetti di prevenzione delI'HIV nonché l'attuale indirizzo della
Regione dell'Umbria - Assessorato ai Servizi Socio-Sanitari in merito alla
politica socio-sanitaria di riduzione del danno.
-
Progetto SEDES: "La prevenzione dell'infezione da HIV tra i tossicodipen-denti"
realizzato nel biennio 1992-93 (SEDES: Servizio per la Documen-tazione
e la Produzione di sussidi per l'educazione sanitaria, istituito in seguito
alla convenzione, per il triennio 1991-93, tra la Regione dell'Umbria
e l'Università degli Studi di Perugia - Centro Sperimentale per
I' Educazione Sanitaria interuniversitario).
L'importanza del progetto risiede nell'aver determinato negli operatori
dei SERT dell'Umbria, protagonisti dell'intera iniziativa, le premesse
culturali1 formative e le motivazioni ad operare nell'ottica della "riduzione
del danno”.
La Regione dell'Umbria - Area Operativa Servizi Socio-Sanitari, preso
atto dei risultati e della necessità di continuare il percorso avviato
dal progetto ha, con apposita Del ibera (n.9034, 7 Dicembre 1993) fatto
proprie le strategie preventive (counselling, unità di strada, rete
sociale) individuate come efficaci nel ridurre la diffusione dell'infezione
da HIV, indicandole "agli operatori delle USL quali modelli di riferimento
per la realizzazione di interventi da attivare nel territorio".
-
Progetto di ricerca-intervento: "Impiego di operatori di strada come integrazione
all'azione dei SERT nell'ambito della prevenzione dell'infezione da HIV
rivolta ai gruppi ad alto rischio che non accedono ai servizi socio-sanitari".
Il progetto è stato elaborato e realizzato dal Dipartimento
di Igiene dell'Università degli Studi di Perugia in collaborazione
con il SERT dell'USL n.1 per conto della Regione dell'Umbria - Area Operativa
Servizi Socio-Sanitari nell'ambito dei Progetti di ricerca scientifica
finalizzata alla programmazione socio-sanitaria regionale.
La ricerca-intervento, realizzata nel territorio del Comune di Città
di Castello (USL n.1 “Alto Tevere Umbro"), ha avuto inizio nell'Aprile
1994 e si è conclusa nel Luglio 1995 conseguendo importanti risultati
che oggi fungono da indirizzo perla programmazione socio-sanitaria regionale
in merito agli interventi di unità di strada.
In particolare, attraverso l'elaborazione e la realizzazione di un
corso di formazione per operatori di strada e la successiva sperimentazione
sul campo della coppia di operatori selezionata al termine del percorso
formativo, la ricerca ha consentito di individuare il ruolo ed i bisogni
formativi degli operatori di strada nell'ambito della prevenzione dell'infezione
da HIV.
I risultati pongono così i presupposti teorici e pratici per
la realizzazione di un corso di formazione regionale per operatori di strada
che possa garantire il pieno dispiegamento operativo delle unità
di strada nella Regione come indicato peraltro nel citato D.G.R. n.9034/93.
-
Progetto di ricerca: "La qualità degli interventi di unità
di strada: elabora-zione e verifica dei criteri di valutazione" elaborato
e in corso di realizzazione da parte del Dipartimento di Igiene per conto
del Ministero della Sanità-Istituto Superiore di Sanità nell'ambito
del Primo Progetto AIDS-Sociale (1994).
Con il progetto si intende elaborare e mettere a punto i criteri di
valutazione degli interventi di unità di strada fornendo quindi,
sia al livello nazionale che a quello regionale, l'opportunità di
avviare progetti di formazione di operatori volti all'acquisizione di sistemi
di valutazione della qualità degli interventi realizzati nel territorio
E' da tali presupposti conoscitivi ed operativi che scaturisce l'esigenza
della Regione dell'Umbria - Assessorato Servizi Socio-Sanitari, Settore
Tossicodipendenze di realizzare un progetto regionale che:
- persegua in modo organico gli indirizzi regionali sulla politica
socio-sanitaria di riduzione del danno;
- garantisca il pieno dispiegamento operativo degli interventi di unità
di strada nelle USL della Regione;
- promuova e sviluppi un sistema integrato di servizi per la valutazione
della qualità degli interventi di riduzione del danno attivati nel
territorio regionale.
Obiettivo generale del progetto
ELABORARE E SPERIMENTARE UN PROGETTO REGIONALE DI FORMAZIONE
INTEGRATA DESTINATO AGLI OPERATORI DEI SERVIZI PUBBLICI DEL PRIVATO SOCIALE
E DEL VOLONTARIATO FINALIZZATA ALLA ELABORAZIONE, ATTIVAZIONE
E VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI FINALIZZATI ALLA RIDUZIONE DEL
DANNO RIVOLTI SIA AI TOSSICODIPENDENTI NON IN TRATTAMENTO CHE AI TOSSICODIPENDENTI
CHE ACCEDONO AI SERVIZI SOCIO-SANITARI DELLA REGIONE
|
Finalità e struttura organizzativa
Il Progetto trova la sua giustificazione nella necessità di
rafforzare gli interventi di Riduzione del danno da consumo di sostanze
stupefacenti già avviati nella Regione e di porre i presupposti
per rendere stabile questa strategia operativa arricchendo così
il già considerevole dispiegamento di professionalità e di
azioni in questo cruciale settore della sanità pubblica.
L’obiettivo che, nei due anni di attività previsti, il Settore
Tossicodipendenze dell’Assessorato Regionale ai Servizi Sociosanitari come
ente committente del Progetto si propone di raggiungere è quello
di “Elaborare e sperimentare un progetto regionale di formazione integrata
destinato agli operatori dei servizi pubblici, del privato sociale e del
volontariato finalizzata alla elaborazione, attivazione e valutazione degli
interventi finalizzati alla riduzione del danno rivolti sia ai tossicodipendenti
non in trattamento che ai tossicodipendenti che accedono ai servizi socio-sanitari
della Regione”.
Nei successivi capitoli del rapporto si darà conto dell’esecuzione
delle diverse fasi operative realizzate nel I anno e dei relativi risultati.
Nello schema seguente sono illustrati i principali dati identificativi
del Progetto.
|
Ente committente
|
Regione dell’Umbria
Assessorato ai Servizi sociosanitari
Settore tossicodipendenze
|
| Ente esecutore |
Centro Sperimentale per l’Educazione Sanitaria interuniversitario
Sede amministrativa: Via del Giochetto – 06126 Perugia
Sede didattica: Via Enrico dal Pozzo – Perugia
|
| Staff del Progetto |
Dr.ssa Caterina Magliocchetti (responsabile nel I anno)
Dr. Giancarlo Pocetta (responsabile nel II anno)
Dr.ssa M. Domenica Pedone
Prof. Lamberto Briziarelli (cons. scientifico) |
| Durata |
Primo anno: Ottobre 1997 – Settembre 1998
Secondo anno: Ottobre 1998 – Settembre 1999 |
Il coinvolgimento della realtà umbra
E’ stata posta particolare attenzione alla partecipazione dei soggetti
che nella realtà umbra sono attivi nella riduzione del danno e più
in generale nell’intervento sulla tossicodipendenza affinchè si
realizzasse il presupposto di integrazione su cui si fonda l’impianto progettuale
di tutta l’iniziativa. Attraverso le informazioni messe a disposizione
dall’Assessorato Regionale, integrate con quelle rilevate attraverso una
ricerca condotta presso gli enti locali della Regione, è stata costituita
una lista di enti potenzialmente interessati e coinvolgibili nelle fasi
del progetto.
Si è cercato quindi di formalizzare un collegamento tra il Progetto
e i diversi enti potenzialmente interessati che ha avuto in due riunioni
generali i suoi punti di massima espressione. In particolare la prima riunione
tenuta nel Settembre 1997 ha visto una larga partecipazione di soggetti
del terzo settore, dell’associazionismo, del settore dei servizi sociosanitari
pubblici. A ciascuna delle risorse individuate è stata fornita una
informazione dettagliata sugli obiettivi, i soggetti coinvolti, i risultati
attesi e le modalità operative del Progetto di ricerca. In questa
occasione sono stati fissati e condivisi con i partecipanti i principali
elementi organizzativi dei corsi di formazione (orari) ed è stata
avviata la fase di reclutamento di ulteriori candidati alla partecipazione
al corso affidata ai referenti stessi delle risorse.
A supporto del Progetto è stata costituita, nella regione, una
rete, i cui nodi erano i soggetti appartenenti ai servizi pubblici, al
volontariato sociale, alle comunità di accoglienza e al volontariato.
Nel corso del tempo, la partecipazione dei nodi della rete alle diverse
fasi si è rivelata molto variabile e disomogenea anche se al termine
del progetto alcuni elementi stabili – anche nel settore pubblico ed in
quello delle comunità di accoglienza – sono stati costituiti.
Il reclutamento dei partecipanti al percorso formativo
Questa fase ha avuto come esito la composizione dei gruppi di partecipanti
ai due corsi di formazione previsti dal primo anno del Progetto ed a quello
del secondo anno.
Nel Gennaio 1998, i candidati, indicati dai referenti delle risorse
territoriali sono stati invitati ad un colloquio individuale volto a verificare
il possesso dei principali requisiti di atteggiamento, esperienza e disponibilità
necessari a sostenere il ruolo di operatore di strada nella riduzione del
danno da tossicodipendenza. Per il colloquio, il gruppo di ricerca ha elaborato
un temario guida (Allegato n.1) I prerequisiti per l’ammissione sono stati
i seguenti: Età, Precedenti esperienze nel campo del sociale, Vissuto
esperienziale riferito al gruppo target, Disponibilità di tempo,
Conoscenza del territorio, Motivazioni individuali, Disponibilità
ai rapporti interpersonali.
I risultati dei colloqui hanno permesso di rilevare i bisogni formativi
degli ammessi alla frequenza dei corsi di formazione e di procedere quindi
alla redazione del programma formativo definitivo. Il corso del secondo
anno è stato indirizzato in primo luogo agli operatori di strada
e di rete presenti già al primo anno quale completamento della formazione
già svolta. Successivamente, a seguito di specifiche e pressanti
richieste degli enti, in questo gruppo sono stati inseriti quattro nuovi
operatori uno dei quali entrato recentemente in servizio nel progetto di
Città di Castello e tre inviati da associazioni e cooperative di
Orvieto e Terni quale primo momento verso l’apertura di una linea di intervento
nella riduzione del danno. Lo staff del corso, nella consapevolezza dei
problemi che questi inserimenti avrebbero determinato e dopo una consultazione
con gli altri partecipanti, ha comunque deciso di ammettere i nuovi operatori
condividendo l’opportunità strategica di allargare la platea degli
operatori vicini alla riduzione del danno in Umbria. Per rendere meno arduo
l’inserimento dei nuovi operatori lo staff ha provveduto a mettere a loro
disposizione una bibliografia sintetica sui temi del primo anno. Lo sviluppo
dei lavori del corso ha poi dimostrato che né l’inserimento dei
nuovi in un gruppo omogeneo né il loro inevitabile ritardo formativo
hanno impedito il raggiungimento degli obiettivi del corso.
|
OBIETTIVI GENERALI
-
Fornire agli operatori dei servizi pubblici, del privato sociale e del
volontariato, le conoscenze, le capacità e le competenze necessarie
al ruolo di "operatori di strada".
-
Elaborare almeno un progetto operativo di riduzione del danno per ciascuna
Azienda USL da porre in opera nel secondo anno del Progetto Regionale
OBIETTIVI FORMATIVI SPECIFICI
-
Acquisizione di conoscenze relative ai principali aspetti della realtà
della tossicodipendenza.
-
Acquisizione di conoscenze sui presupposti culturali-scientifici, finalità,
metodi e strumenti della politica socio-sanitaria di "riduzione del danno".
-
Acquisizione di conoscenze necessarie per un approccio globale all'infezione
da HIV.
-
Acquisizione di capacità necessarie alla rilevazione, analisi,
"lettura" del territorio.
-
Sviluppo di capacità relazionali e affinamento di atteggiamenti
e comportamenti atti alla comunicazione bidirezionale.
-
Acquisizione delle capacità necessarie per entrare in contatto
e sviluppare "relazioni significative" con i componenti del gruppo target.
-
Acquisizione delle capacità necessarie per il "lavoro in equipe".
-
Acquisizione delle capacità necessarie per il "lavoro di rete".
Modulo organizzativo
I candidati risultati idonei al colloquio sono stati suddivisi in due
corsi in base alla USL di appartenenza. Il tetto di partecipazione, inizialmente
fissato in 25 operatori per corso, non è stato rispettato per esigenze
collegate alla rappresentatività delle esperienze presenti nel panorama
regionale giungendo ad ammettere un totale di 53 operatori.
Il primo Corso si è tenuto tra il Febbraio e l’Aprile1998 con
la partecipazione di operatori provenienti dal territorio delle Aziende
USL n. 1 e 3; il secondo, indirizzato agli operatori delle Aziende USL
2 e 4 si è svolto da Maggio a Luglio 1998 (Allegato n.4).
Ciascun Corso prevede la realizzazione di 6 stage, ciascuno della
durata di tre giorni per un ammontare complessivo, per ciascun partecipante,
di circa 200 ore di formazione (in "aula" ed "esperienziale").
Metodologia
La metodologia si è basata sulla partecipazione attiva, sulla
valorizzazione e "messa in comune" delle diverse e specifiche esperienze
(personali e professionali), sugli scambi personali e sulla creazione
di un "ambiente formativo" favorevole all'affiatamento dei gruppi e all'acquisizione
di conoscenze, capacità e competenze necessarie al ruolo di "operatori
di strada".
Il lavoro di gruppo, il "role playing", il "gioco degli schieramenti",
hanno rappresentato le metodologie attive privilegiate di apprendimento,
integrate da "sintesi informative" tenute da esperti regionali e nazionali
appartenenti ad Enti ed Associazioni impegnate da anni in attività
di ricerca, formazione ed intervento nell'ambito della politica socio-sanitaria
di "riduzione del danno" e, nello specifico, negli interventi di "unità
di strada".
Gli intervalli tra gli stage sono stati utilizzati per attività
pratiche-esperienziali concordate con i partecipanti al termine dei medesimi.
Nell'ambito di tali attività, ampio spazio è stato dato
all'analisi dei contesti specifici di provenienza (analisi del territorio,
"mappatura" dei luoghi di intervento, ecc...) al fine di individuare, al
termine del percorso formativo (ultimo stage) le modalità organizzative
e strutturali degli interventi di "unità di strada" da avviare nei
territori scelti come contesti prioritari d'intervento.
Valutazione
Sulla scorta degli indicatori di qualità della formazione per
riduzione del danno elaborati in una precedente ricerca (Allegato n.2),
per la valutazione dei Corsi di formazione è stato utilizzato un
"approccio dinamico e ciclico" con eventuali modifiche in itinere del percorso
formativo in base alla rilevazione di nuovi bisogni formativi.
Oggetti di valutazione:
a) processo;
b) risultati.
A) Processo
Nella valutazione del "processo" sono stati inclusi i seguenti aspetti:
-
scelta dei partecipanti-analisi dei bisogni formativi;
-
definizione del programma (obiettivi, contenuti, metodologia);
-
metodologia utilizzata (partecipazione attiva; "clima relazionale"; attività
pratiche-esperienziali);
-
materiali bibliografici;
-
modifiche in itinere del programma formativo;
-
contributo dei docenti;
-
frequenza dei partecipanti;
-
grado di soddisfazione dei partecipanti relativa ai singoli stage;
-
affiatamento del gruppo.
B) Risultati
Per la valutazione dei risultati sono stati presi in considerazione
i seguenti aspetti:
- raggiungimento degli obiettivi formativi;
- grado di soddisfazione dei partecipanti al termine del percorso formativo.
Strumenti di valutazione:
-
"schede individuali" utilizzate per la selezione dei partecipanti e per
l'analisi dei bisogni formativi (Allegato n.3);
-
"indicatori di qualità" appartenenti al set di "indicatori di qualità
degli interventi di unità di strada", elaborati e validati dal Dipartimento
di Igiene dell'Università degli Studi di Perugia (I e II "Progetto
di ricerche sull'AIDS Sociale-Ministero della Sanità-Istituto Superiore
di Sanità) per la valutazione del "processo formativo";
-
"schede individuali di valutazione" compilate dai partecipanti negli
intervallli tra i singoli stage per la verifica in itinere delle conoscenze
acquisite e del grado di soddisfazione;
-
"osservazione partecipata" realizzata dallo staff formativo per verificare
in itinere le capacità sviluppate dai singoli partecipanti e
l' affiatamento del gruppo;
-
resoconto delle attività pratiche-esperienziali.
Risultati
La valutazione effettuata in itinere e al termine dei corsi ha
messo in evidenza come i risultati attesi in entrambi gli obiettivi generali
sano stati conseguiti. Oltre ai risultati attesi in termini di formazione
individuale nel ruolo di “operatore di strada”, ciascun corso ha dato luogo
alla progettazione di un intervento di unità di strada per territorio.
Rispetto agli obiettivi del corso di formazione i risultati conseguiti
vengono illustrati documentando la lista degli operatori ritenuti idonei
a svolgere i compiti di operatore di strada, di rete (Allegato n.5) e gli
“Amici del progetto”. L’attività formativa del primo anno, oltre
ad aver permesso di selezionare coloro che sono entrati in possesso dei
requisiti per svolgere il compito di operatore di strada, hanno permesso
di selezionare alcuni operatori idonei a svolgere il compito di “operatori
di rete” cioè operatori addetti al compito di stimolare ed animare
la rete di risorse territoriali di supporto all’unità di strada.
I progetti di intervento
Al termine dei due corsi gli operatori hanno condiviso i principi
e le modalità operative di riferimento che dovranno guidare la realizzazione
degli interventi progettati.
-
Identificare ed accedere presso gruppi di popolazione che non accedono
ai servizi socio-sanitari.
-
Informare sui danni correlati all'uso di sostanze stupefacenti
e sui rischi di abuso di droghe legali e illegali e/o conseguneti alle
condizioni di marginalità e di disagio psico-sociale correlati all'uso
di sostanze stupefacenti.
-
Incoraggiare i soggetti a fare il punto sul proprio stile di vita e sulla
relativa esposizione al rischio (rapporti sessuali non protetti, scambio
di siringhe, ecc...)
-
Stimolare, valorizzare e rafforzare la fiducia nelle capacità personali
per l'avvio di un percorso di modifica dei comportamenti individuali che
espongono a rischi sanitari e sociali.
-
Fornire una serie di alternative personalizzate e realisticamente percorribili,
per ciascun soggetto, al fine di indurre una modifica dei comportamenti
a rischio.
-
Distribuire materiali informativi e presidi sanitari (siringhe, preservativi,
disinfettanti, ecc...).
-
Incoraggiare l'assunzione del ruolo di "agenti di informazione e sensibilizzazione"
nel "gruppo dei pari".
-
Promuovere esperienze di aggregazione e di autogestione nei gruppi e tra
i gruppi contattati.
-
Informare sulle attività e prestazioni offerte dai servizi socio-sanitari
e dalle altre risorse presenti nel territorio.
-
Favorire l'accesso ai SERT e/o alle altre strutture deputate al counselling
in maniera gratuita e riservata.
-
Stimolare offerte diversificate e differenziate a "bassa soglia" in risposta
alle domande espresse dai soggetti che accedono ai servizi.
-
Avviare e supportare un percorso di modifica della percezione sociale verso
i soggetti che fanno uso di sostanze e/o verso altri gruppi che vivono
situazioni di marginalità.
In Allegato (n.6) vengono riportate
le linee organizzative dei progetti elaborati nei due corsi di formazione. |
Struttura, Metodi e Contenuti
Il corso, della durata di 84 ore, si è articolato in sei stage
svolti presso la sede didattica del CSESi intervallati da cinque attività
interstage dedicate all’approfondimento bibliografico, alla rielaborazione
dei contenuti svolti in aula (Allegato n.7).
La prima parte, comprendente i primi tre stage, è stata dedicata
all’apprendimento dei principali contenuti relativi a teorie e metodi per
la valutazione in campo socio-sanitario. Questa parte è stata svolta
attraverso sintesi teoriche tenute da esperti e metodi di apprendimento
attivo quali gruppi di discussione, brainstorming e simulazioni.
Nella seconda parte del corso, i partecipanti (Allegato n.8) hanno lavorato,
soprattutto attraverso gruppi di lavoro, alla rielaborazione degli indicatori
per la valutazione di qualità degli interventi di strada in vista
della definizione di uno strumento di input per un sistema informativo
regionale.
Valutazione
Processo
La valutazione di processo ha teso a determinare le reazioni dei soggetti
coinvolti nel processo formativo ed in particolare si è rivolta
verso le reazioni dei partecipanti al corso in rapporto al procedere dell’apprendimento.
Gli strumenti usati dallo staff per questa valutazione sono stati: l’osservazione
ed un questionario di valutazione di fine corso orientato a verificare
il grado d soddisfazione dei partecipanti e ad individuare nuove aree di
apprendimento.
La fase osservativa è stata condotta in modo da evidenziare
le aree di contenuto più problematiche per i partecipanti
ed i loro atteggiamenti verso le proposte avanzate dallo staff. I risultati
delle osservazioni condotte dai membri dello staff formativo sono state
poi discusse in una riunione interstage ed utilizzate nella preparazione
dello stage successivo. Questa strategia è stata ritenuta la più
idonea a sostenere il processo di apprendimento dei nuovi operatori limitando
a livelli accettabili gli effetti dello squilibrio di competenze con gli
altri partecipanti e ad intervenire su quelle aree di contenuto che fossero
risultate particolarmente ostiche nel procedere del corso.
Esito
La valutazione dell’apprendimento come esito del processo formativo
è stata condotta in due fasi, in primo luogo tenendo conto dei risultati
della valutazione in itinere volta a misurare il livello intermedio di
apprendimento e, quindi, tenendo conto della qualità dei prodotti
finali dei gruppi di lavoro rappresentati dai progetti di valutazione elaborati
per gli interventi.
La valutazione in itinere è stata condotta con un questionario
a risposte brevi volto a sondare il grado di apprendimento su un set di
punti critici tematici. (Allegato n.9). La metodologia applicata in questa
fase è stata quella della valutazione formativa strutturata in due
fasi: risposta individuale alle domande, discussione in plenaria con lo
staff sui diversi item volta a definire le risposte corrette.
Risultati del corso
Obiettivi n.1, 2, 3
Favorire un linguaggio comune sulla valutazione tra operatori
di diversa provenienza: pubblico/privato, sanitario/sociale
Sviluppare un atteggiamento positivo verso la valutazione:
Creare una base di conoscenze comuni e condivise.
Al termine del corso si può considerare avviato il percorso che
condurrà nei prossimi mesi, anche sulla scorta dell’intensificarsi
delle attività come ricaduta della recente normativa, al consolidarsi
di un approccio comune alla valutazione da parte del nucleo di operatori
che ha preso parte al biennio di formazione. Occorre sottolineare come,
per alcuni dei partecipanti, i contenuti del corso costituissero una revisione
e ed un approfondimento di un patrimonio di conoscenze personale e di équipe
già posseduto. Il contributo al corso di questi operatori si è
rivelato senz’altro prezioso per gli altri partecipanti che sono stati
aiutati dalla mediazione già compiuta dai più esperti tra
contenuti teorici ed esperienza professionale; ciò è stato
senz’altro uno dei fattori più efficaci di facilitazione dell’inserimento
di coloro che per la prima volta si confrontavano con tematiche di valutazione
nel campo della riduzione del danno.
Sul piano dell’atteggiamento verso la valutazione è risultato
rapidamente condiviso dall’intero gruppo l’approccio proposto dallo staff
di una valutazione: non fiscale, volta al miglioramento della qualità,
centrata sul soggetto. Più difficile, con le ricadute che verranno
poi illustrate, è stato il confronto con il tema, certo molto complesso,
del sistema informativo. In questo ambito se, come auspicato da tutti i
partecipanti, verrà dato luogo ad un progetto di elaborazione del
sistema informativo regionale per la riduzione del danno, sarà estremamente
conveniente per l’intera strategia regionale di intervento sulla tossicodipendenza
prevedere nuove e più specifiche occasioni di formazione destinate
agli operatori più coinvolti nell’operatività della valutazione.
Obiettivo n.4
Elaborare i contenuti, i criteri e gli indicatori per poter
valutare la qualità degli interventi di riduzione del danno attuati
in Umbria: unità di strada, lavoro di rete, hot line, centro a bassa
soglia
Questo obiettivo è stato perseguito principalmente nella seconda
parte del corso con un’intensa e sistematica attività che i partecipanti
hanno effettuato in gruppi di lavoro formati sul nucleo dei progetti esistenti.
Lo strumento di lavoro principale è stato il manuale degli indicatori
di valutazione della qualità degli interventi di strada già
redatto presso il CSESi e messo a disposizione dei partecipanti sia allo
scopo di far loro apprendere gli elementi tecnici di uno specifico sistema
di valutazione (dimensioni, criteri, indicatori, misure) sia per consentire
una revisione dell’intero sistema ed un suo adattamento alla realtà
dei progetti umbri.
La valutazione di efficacia di questo obiettivo è risultata
senz’altro positiva come si evince dal testo del manuale di valutazione
che può ritenersi giunto ad una versione adeguata alle esigenze
attuali. Per ciascun indicatore sono stati infatti definiti le fonti, gli
strumenti ed i tempi della rilevazione i referenti cui indirizzare periodicamente
i risultati delle diverse elaborazioni..
Obiettivi n.5, 6
Progettare insieme la struttura di un sistema informativo per
la riduzione del danno:
Elaborare una proposta di implementazione dell’osservatorio
regionale sulla riduzione del danno.
E’ questa la parte del lavoro formativo rispetto alla quale sono state
evidenziate le maggiori difficoltà. Le cause individuate sono relative
ad uno scarto eccessivo tra le competenze di base dei partecipanti e la
proposta formativa nella sua interezza tanto che si può senz’altro
dire che quest’ultima è risultata troppo ambiziosa. Questa difficoltà
ha investito soprattutto la parte di elaborazione dei flussi e degli
strumenti per cui si può dire che, insieme ad una conoscenza generale
sugli obiettivi di un sistema informativo, il risultato di questa parte
del corso è rappresentato da una definizione accettabile della sola
fase di input del sistema realizzata attraverso la revisione del sistema
di indicatori. Rimane incompiuto il lavoro di progettazione dei flussi
di entrata e di uscita dal sistema nonché l’archiviazione e l’elaborazione
dei dati. In piena consapevolezza, lo staff ed i partecipanti hanno ritenuto
di demandare questo impegno a successivi progetti di ricerca e formazione.
In conclusione quindi, possiamo affermare che questi due obiettivi possono
dirsi non raggiunti, anche se le conoscenze e le competenze acquisite in
merito dai partecipanti, consentono di poter sviluppare queste tematiche
nel futuro, con estrema facilità.
Obiettivo n.7
Rivedere le esperienze in atto e Consolidare le èquipe
territoriali integrate
Allo scopo di conseguire questo obiettivo, i lavori del corso sono stati
pressoché interamente articolati sulla base di gruppi omogenei per
progetto: Progetto Momo (Città di Castello/Gubbio/Umbertide),
Progetto Unità di strada Perugia centro, Progetto Cura
la vita (Foligno). Ciò ha offerto agli operatori la possibilità
di riesaminare criticamente il loro progetto operativo alla luce dell’approccio
valutativo.
Considerazioni conclusive
Come sintesi conclusiva finale del corso è significativo riportare
alcune riflessioni e idee condivise dal gruppo dei partecipanti.
In primo luogo è risultata ben chiara al termine dei lavori,
la consapevolezza che il corso sulla valutazione non costituisce che il
primo, fondamentale, passo di un processo di formazione più ampio
che va continuato nel tempo in step di approfondimento successivi. La costruzione
di un linguaggio e di un atteggiamento comuni sulla valutazione in riduzione
del danno – valutazione orientata al miglioramento continuo della qualità,
non fiscale, centrata sulla persona – seppure efficacemente avviata è
solo all’inizio. Continuare su questa strada permetterà anche di
sviluppare ulteriormente il principale strumento di lavoro valutativo rappresentato
dal Manuale e dagli Indicatori di qualità che lo costituiscono.
Già alla fine del corso stesso, alcuni operatori si dimostravano
non pienamente soddisfatti del livello raggiunto, pur ragguardevole se
confrontato con il punto di partenza, tanto nella competenza operativa
che nell’affinamento dello strumento di valutazione.
Con il corso sulla valutazione è stato aperto un percorso che,
se sostenuto, avrà ricadute positive sull’intera strategia di riduzione
del danno da tossicodipendenza in Umbria nella misura in cui le competenze
e gli strumenti acquisiti dagli operatori – uniti ad una continua pratica
di valutazione dei progetti – consentirà di produrre evidenze non
solo sul funzionamento dei progetti ma anche – soprattutto - sulla efficacia
di questi nel promuovere la salute e la qualità della vita dei tossicodipendenti
che vivono nella strada. Al temine del corso gli operatori hanno espresso
con forza la convinzione che il destino della riduzione del danno sarà
sempre più legato alla dimostrazione della sua capacità di
agire positivamente sui bisogni dei tossicodipendenti sulla strada.
In questa direzione, più volte è stato sottolineato durante
il corso, e ribadito al suo termine, quanto i risultati ottenibili nella
strategia di riduzione del danno siano strettamente dipendenti dal livello
di integrazione tra tutti i soggetti che vi sono coinvolti. In particolare
si è sottolineato come gli operatori della riduzione del danno siano
– per quanto riguarda la valutazione - in una posizione strategica di cerniera
tra l’operatività sul campo e i livelli politici ed istituzionali
deputati a prendere decisioni che hanno impatto sulla vita e la salute
dei consumatori di droghe. Tutto il processo formativo messo in atto nel
primo e nel secondo anno ha in effetti valorizzato il ruolo degli operatori
non solo offrendo ad essi competenze operative dirette ma anche strumenti
per svolgere il ruolo di osservatori informali e critici di quanto accade
sulla strada per poterlo trasmettere – attraverso un adeguato sistema informativo
- agli organi istituzionali. Certamente questo nucleo di operatori rappresenta
una riserva preziosa, da sostenere ed integrare, per il futuro della politica
di riduzione del danno quale anche nella nostra Regione si va affermando.
Un altro aspetto sottolineato a conclusione del corso regionale sulla
valutazione è quello relativo alla necessità che la riduzione
del danno in Umbria ed i suoi strumenti operativi, in primo luogo l’operatività
di strada ed il lavoro di rete, abbiano un regime di stabilità e
di adeguata formalizzazione sul piano organizzativo e soprattutto su quello
dell’integrazione con gli altri strumenti e servizi delle politiche socio-sanitarie
contro le dipendenze. Stabilità è in questo momento storico
della riduzione del danno condizione imprescindibile di qualità
del servizio reso. Stabilità nel regime dei flussi informativi come
condizione di funzionalità delle soluzioni organizzative che stanno
per essere adottate nella Regione nel campo delle dipendenze e nelle quali
la riduzione del danno trova ormai una posizione condivisa e consolidata.
Stabilità, ed anche apertura di un percorso teso ad un riconoscimento
formale delle competenze acquisite dagli operatori nel progetto formativo
biennale promosso dall’Amministrazione regionale, come condizione di efficacia
e di efficienza dei servizi e delle prestazioni.
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La conclusione formale del percorso formativo attuato dallo CSESI in
questi due anni, è stata affidata ad un seminario tecnico dedicato
ad approfondire il tema della formazione degli operatori per la politica
socio-sanitaria di riduzione del danno. In questo, sono stati integrati
gli approcci relativi ai due settori d’intervento che si sono sviluppati
nel corso degli ultimi due anni nella Regione, quello relativo alla riduzione
del danno provocato dalla tossicodipendenza e quello legato al mondo
della prostituzione di strada prevalentemente extracomunitaria (Allegato
n.11).
Lavorare sulla “strada” significa garantire equità di accesso
e di fruibilità a percorsi di ”accompagnamento”, di tutela della
salute, di prestazioni preventive, terapeutiche, diagnostiche e riabilitative
a chi è portatore di bisogni di salute complessi, molteplici e mutevoli
nel tempo. Lavorare sulla “strada” significa garantire interventi di comunità
atti a valorizzare i percorsi di self-empowerment e di attivazione delle
risorse individuali e comunitarie e costruire una chiara e definita interfaccia
con il sistema dei servizi e delle risorse sanitarie e sociali del territorio
per garantire risposte congrue con la specificità dei bisogni di
salute.
Gli strumenti operativi della politica socio-sanitaria di riduzione
del danno (unità di strada, strutture intermedie a “bassa soglia”
ecc.) si affiancano in modo complementare ed integrato al sistema articolato
di servizi e di risorse permanentemente garantiti alla popolazione
tossicodipendente attiva. Al pari di altri servizi e risorse sanitarie
e sociali, questi strumenti necessitano di specifici processi di formazione
e di aggiornamento quale base e requisito per l’accreditamento professionale
e quindi per la qualità e l’appropriatezza dei sistemi operativi
tecnico-scientifici.
Il Seminario quindi ha voluto offrire un luogo di riflessione, elaborazione
e confronto libero dai tradizionali ruoli formativi che per forza di cose
sono stati agiti nel corso dei due anni del progetto. Ciò su cui
è voluto riflettere e costruire, in questo Seminario, è stato
il consolidamento di un’idea e di una pratica di formazione all’operatività
che, a partire da quanto costruito nei precedenti due anni, fosse adeguata
da una parte alle domande ed ai bisogni nuovi che la strada propone, dall’altra
al grado di maturità raggiunto dalla politica di intervento sociosanitario
della Regione.
Si è altresì voluto che questo lavoro non rimanesse confinato
nel contesto sempre limitato di un progetto, ma che attraverso una "Carta
della formazione all'operatività di strada per la riduzione del
danno in Umbria", diventasse un contributo visibile, e per questo ancora
più impegnativo, alla progettazione e implementazione di politiche
socio sanitarie regionali sempre più incisive. La "Carta" rappresenta
il prodotto del lavoro dei gruppi costituiti per la durata del Seminario
e che hanno lavorato sugli input forniti dalle relazioni introduttive degli
esperti (Allegato n.12) e su alcune parole chiave che avevamo individuato
individuato:
-
Formazione: dai bisogni, dalla domanda, dal sommerso;
-
Formazione integrata (Partnership)
-
Qualità della formazione
Un’ulteriore finalità è stata quella di individuare delle
linee portanti, teoriche, metodologiche ed organizzative, che costituissero
anche un ponte verso le nuove progettualità d’intervento che, a
seguito del finanziamento erogato con la legge “Lumia”, si apriranno nel
prossimo triennio in Umbria. La “Carta” è in fase di editing, verrà
pubblicata nel più breve tempo possibile. |