Teacher/Student dominus, utriusque iuris doctor
Franciscus domini Baldi
de Perusio, porte Sancti Petri
Alias
dottore di diritto  Francesco I Baldeschi  da Perugia, Porta San Pietro
utriusque iuris doctor  Francischus domini Baldi   de Perusio, porte Sancti Petri
dominus   Francischus domini Ubaldi  
utriusque iuris doctor  Franciscus domini Ubaldi   de Perusio
  Francesco di Baldo degli Ubaldi 
Academic career Details
Course Discipline Academic year Salary Note
Lettura non specificata Diritto canonico 1391-1392 75 f. Zucchini (2008).
Lettura non specificata ambito giuridico 1401
Lettura non specificata ambito giuridico 1411 Ermini (1971).
Lettura non specificata Diritto civile 1415-1416 40 f. Zucchini (2008).
Lettura non specificata Diritto canonico 1416-1417 60 f. Zucchini (2008).
Lettura non specificata Diritto civile 1417-1418 60 f. Zucchini (2008).
Decreto (lettura di mattina) Diritto canonico 1418-1419 60 f. Zucchini (2008).
Lettura Diritto civile 1419-1420 59 f. e 5 s. Zucchini (2008).
Lettura Diritto canonico 1420-1421 35 f. Zucchini (2008).
Biography Details
Figlio del celebre Baldo degli Ubaldi, Francesco come il gemello Zanobi, nacque nel 1359 (Cortese, 2013). Entrambi ebbero come precettore Paolo di Castro, allievo di Baldo che l'ospitò nella sua casa perugina. Gestì il ricco patrimonio accumolato dal padre e fu docente allo Studium Perusinum, come risulta dai registri dei 'Conservatori della Moneta', tra il 1391 e il 1421 (Zucchini, 2008). Fu il “gentiluomo” che ospitò Giacomo della Marca durante i suoi studi perugini (Nicolini, 1970). figura nella MATRICULA COLLEGII DOCTORUM IURIS CIVILI ET DOCTORUM IURIS CANONICI ET DOCTORUM UTRIUSQUE IURIS CIVITATIS PERUSII (1420-1519) (Treggiari, 2015).
Iconography Details
Bibliography Details
Author Ferdinando Treggiari
Title Collegi di ‘doctores’ e ‘advocati’ a Perugia tra Quattro e Cinquecento. Con l’edizione di tre matricole, in Università e formazione dei ceti dirigenti. Per Gian Paolo Brizzi, pellegrino dei saperi, a cura di Maria Teresa Guerrini, Giuseppe Olmi, Bologna, Bononia University Press, 2015, pp. 97-122.
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Analizza e mette a confronto tre documenti, contenuti in un unico codice conservato nell’Archivio storico dell’Università di Perugia, relativi ai collegi perugini di doctores e di advocati del XV e XVI secolo, dando un quadro delle evoluzioni organizzative e professionali dei giuristi in città in quel periodo. I tre documenti, trascritti in appendice, sono: la prima matricola, aperta nel 1420 e proseguita fino al 1519, del Collegium doctorum iuris civili et doctorum iuris canonici et doctorum utriusque iuris civitatis Perusii; la sua prosecuzione, intitolata Tabula doctorum iuris utriusque Collegii civitatis Perusii (1514-1593); e l’inedita matricola del Collegium advocatorum (1511-1523). Dall’analisi è evidente come i due ceti dei dottori e degli avvocati si incontrassero e si sovrapponessero, non solo sul piano professionale e pratico, ma anche in quello relativo all’insegnamento allo Studium, tanto che dei 41 nomi della matricula advocatorum, ben 25 erano doctores advocati legentes. Sono ricordate anche le origini trecentesche del collegio dottorale, al quale Bartolo rese un proprio parere certamente prima del 1339, visto che in quel caso viene menzionato un altro docente perugino, ossia Raniero da Monte Vibiano, morto certamente nell’estate di quell’anno. E’ citato Onofrio Bartolini, sia perché nel suo studio, il 29 dicembre 1407, fu redatto lo statuto del collegio, sia per aver approvato, il 13 gennaio 1411, assieme ad altri dodici dottori (Crispolto di Vagnoli, Agabito di ser Matteo, Francesco degli Ubaldi, Matteo di Feliciano, Sacco di Conte Saccucci, Luigi di Andrucciolo, Alessandro di Angelo, Barone di Gualfreduccio, Iacopo di Niccolò, Paolo di Bartolomeo, Sallustio Buonguglielmi, Benedetto di Paoluccio Barzi), un’aggiunta allo statuto riguardante per la prima volta la figura degli avvocati. L’articolo si chiude con un utile indice dei nomi, nel quale è possibile rintracciare i molti docenti dello Studio citati nelle matricole editate.

Author Ennio Cortese
Title Baldo degli Ubaldi (Perugia, 2 ottobre 1327 - Pavia, 28 aprile 1400), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 149-152.
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Esimio giurista trecentesco che tanta fama e lustro diede allo Studium Perusinum, Baldo, appartenente alla famiglia degli Ubaldi, poi Baldeschi, nasce nel 1327 a Perugia. Si formò nell'Ateneo patrio avendo fra i suoi maestri Giovanni Pagliaresi e Francesco Tigrini per il diritto civile e Federico Petrucci per il canonico. Dal 1343 poté ascoltare le letture di Bartolo da Sassoferrato, ritornato a Perugia in quell'anno dopo essere stato a Pisa. Si laureò tra il 1346 e il 1347, visto che lo stesso Baldo nel proemio della Lectura in Usus feudorum del 1393 scriveva di essere in cattedra da circa 47 anni. Dopo aver iniziato la sua carriera di docente a Perugia, dove rimase fino al 1357, cominciò la sua peregrinatio academica insegnando a Pisa (1357-1358), Firenze (1358-1364), di nuovo a Perugia (1364-1376), Padova (1376-1379) e dopo un nuovo ritorno in patria concluse la carriera a Pavia chiamato da Giangaleazzo Visconti con il lauto stipendio di 1080 fiorini. Inoltre, tenne alcune repetitiones in alcune università fuori sede ossia a Siena, a Bologna nel 1370, a Napoli nel 1382 e a Milano nel 1390. Furono suoi allievi, tra gli altri, Pierre Roger de Beaufort, poi papa Gregorio VI, e Pietro d'Ancarano. Fu autore di sette trattati e di un numero notevole di consilia che gli permisero di costruirsi un ingente patrimonio finanziario, amministrato dai figli gemelli Francesco e Zanobi nati nel 1359 e avviati anch'essi alla carriera accademica. Negli ultimi anni della sua vita concentrò il proprio interesse sul diritto canonico come testimonia la grande lectura delle Decretali, l'ultimo lavoro interrotto dalla morte. Tale propensione era dovuta probabilmente ad una forte religiosità scatenata anche dall'incancrenirsi della vicenda dello Scisma d'Occidente, alla quale lo stesso giurista perugino aveva inizialmente partecipato fornendo alcuni consulti che gli erano stati richiesti. Morì il 28 aprile del 1400 come scritto nel monumento funebre che i figli gli fecero erigere nella chiesa di San Francesco dei conventuali di Pavia.

Author Ennio Cortese
Title Paolo di (da) Castro(Castro, 1360/62 - Padova, 20 luglio 1441), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1505-1507.
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Scheda biobibliografica del giurista laziale Paolo di Angelo da Castro. Sono ricordati i suoi studi presso l'Università di Perugia, avendo come maestro Baldo degli Ubaldi di cui, secondo quanto riportato da Tommaso Diplovataccio, divenne familaris. Successivamente, fu maestro dei due figli dell'Ubaldi, e si evidenzia che scrisse a Zanobi nel 1399 per sollecitare lui e il padre, affinchè intervenissero per la convocazione di un concilio per chiudere lo scisma. Addottoratosi nel 1385 ad Avignone, nella città francese fu auditor del cardinale Pietro Corsini. Sposò la nipote di Pietro d'Ancarano, Piera dei Cervini di Corneto, e insegnò negli Studia DI Firenze, Siena, Bologna e Padova, dove insegnò fino alla morte e dove, fra i colleghi, figura anche il perugino Angelo Perigli, più volte lettore nel patrio Ateneo. Si sottolinea che i citati soggiorni in diverse città della Penisola, tra cui Perugia, furono dovuti da impegni non didattici.

Author Erika Bellini, Maria Alessandra Panzanelli Fratoni, Marco Menzenghi (a cura di)
Title Carla Frova. Scritti sullo Studium Perusinum, a cura di Erika Bellini e con la collaborazione di Maria Alessandra Panzanelli Fratoni. Indice dei nomi a cura di Marco Menzenghi, Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, Stabilimento Tipografico Pliniana, 2011, pp. XI, 273, ill. (Per la storia dello Studio perugino delle origini: Fonti e Materiali, 3).
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Vengono raccolti e pubblicati i contributi che Carla Frova, docente di storia medievale all’Università di Perugia dal 1997 al 2005, ha dedicato alla storia dello Studium Perusinum e ai suoi protagonisti. I dodici saggi sono divisi fra quelli che focalizzano l’attenzione sul ruolo e sui caratteri specifici dello Studio perugino nel corso della sua storia, e quelli che individuano alcuni momenti e personaggi di essa, come lo studio intitolato ‘1306-1308 due date per un centenario’, o la rilevanza della tradizione giuridica perugina messa in evidenza con il contributo dedicato alla famiglia dei Baldeschi. Il volume è il terzo numero della collana ‘Per la storia dello Studio perugino delle origini: fonti e materiali’ edita dalla Deputazione di storia patria per l’Umbria. (cfr.: "Annali di storia delle Università italiane", 16 (2012), pp. 373-375).

Author Ferdinando Treggiari
Title Le ossa di Bartolo. Contributo alla storia della tradizione giuridica perugina, Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, Stabilimento Tipografico Pliniana, 2009, pp. 228, ill. (Per la storia dello Studio perugino: Fonti e Materiali, 2).
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Dedica il secondo volume della collana ‘Per la storia dello Studio perugino: fonti e materiali’, edita dalla Deputazione di storia patria per l’Umbria per celebrare il VII centenario della fondazione dell’Università umbra, a quella luminosa tradizione giuridica che fece, sin dalle origini, la fortuna dell’Ateneo perugino. Nella prima parte l’a. focalizza l’attenzione su alcuni giuristi che insegnarono allo Studium, come il celebre Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi, Giacomo Bindorfino, Baldassarre Capra, Alberico Gentili e tutti coloro che furono membri della Rota romana, fornendo alcune notizie biografiche, ma soprattutto evidenziando i legami tra scienza e pratica giuridica e tra l’Università e la città e le sue istituzioni. La seconda e terza parte si concentrano sulla biografia di Bartolo secondo i documenti pubblicati nel 1576 da un altro giurista perugino, Giovan Paolo Lancellotti nella sua ‘Vita Bartoli’. I documenti riprodotti, verso i quali l’a. esprime dubbi di autenticità, sono il dploma di laurea del sassoferratese (1334), la concessione della cittadinanza perugina (1348), i privilegi ricevuti dall’imperatore Carlo IV (1355) e il testamento (1356).

Author Stefania Zucchini
Title Università e dottori nell’economia del Comune di Perugia. I Registri dei Conservatori della moneta (secoli XIV-XV), Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, Stabilimento tipografico Pliniana, 2008, pp. XXVI, 422, tavv. (Fonti per la storia dello Studium Perusinum, 2).
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Attraverso il meticoloso e sapiente utilizzo delle fonti analizzate, prevalentemente di carattere finanziario, l’a. approda a uno dei risultati più significativi e interessanti del suo percorso di ricerca mirato ad ampliare le conoscenze dei “rapporti tra i doctores e lo Studium e la città di Perugia”, e “il legame tra Università e città che è qui intesa sia come organismo politico e istituzionale che come realtà economica e sociale”. Atal fine riporta i risultati dell’esame degli oltre 1200 salari che il Comune di Perugia effettuò tra il 1364 e il 1511 al personale e ai docenti dell’Ateneo perugino. A questa enorme mole di dati ricavati dai registri di uscita della magistratura dei Conservatori della Moneta (tra la seconda metà del Trecento e l’inizio del Cinquecento il più importante ufficio finanziario del Comune) viene dedicata tutta la seconda parte del testo che ben si integra con la prima, nella quale considerazioni, deduzioni e ipotesi possono essere lo spunto per nuove indagini sul corpo docente e sulla vita dell’Università perugina. Il volume, fornito di un utilissimo indice dei nomi degli studenti e docenti dello Studio (pp. 413-420), è la seconda uscita della collana diretta da Carla Frova ‘Fonti per la storia dello Studium Perusinum’ edita dalla Deputazione di storia patria per l’Umbria in occasione del VII Centenario della fondazione dell’Università di Perugia, e colma un vuoto storiografico sulla storia dell’Ateneo perugino ben preciso, dato dallo scarso utilizzo, fin qui, delle fonti finanziarie che interessano l’istituto e della cui importanza viene data dimostrazione dall’a. grazie ad un’acuta analisi delle carte. (Cfr.: "Annali di storia delle Università Italiane", 14 (2010), pp. 446-447).

Author Carla Casagrande
Title Giacomo della Marca, santo (Iacobus de Marchia), “Dizionario Biografico degli Italiani”, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 54 (2000), pp. 214-220.
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Ricostruisce la biografia di Giacomo della Marca (al secolo Domenico Gangale), studente di diritto all’Università di Perugia nella prima metà del XV secolo. Nato nel 1393 nel Piceno, precisamente a Monteprandone, durante la sua formazione perugina visse nella casa del giurista e lettore nell'Ateneo umbro Francesco di Baldo degli Ubaldi, che seguì quando si recò a Firenze come collaterale del podestà. Immerso successivamente alla vita religiosa, morì a Napoli nel 1476.

Author Vincenzo Colli
Title Il cod. 351 della Biblioteca Capitolare ‘Feliniana’ di Lucca: editori quattrocenteschi e ‘Libri Consiliorum’ di Baldo degli Ubaldi (1327-1400), “Scritti di storia del diritto offerti dagli studenti a Domenico Maffei” a cura di Mario Ascheri, Padova, Antenore, 1991, pp. 255-282 ("Medioevo e Umanesimo", 78).
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In vita il celebre giurista perugino Baldo degli Ubaldi, che tanta fama e lustro diede al neonato patrio Ateneo, raccolse e ordinò la sua numerosa produzione consiliare (più di 3000 pezzi) in diversi minutari chiamati ‘Libri consiliorum domini Baldi’, 12 dei quali attualmente conservati nella Biblioteca Vaticana. Di questa immensa produzione, l’a. rintraccia nel Cod. 351 della Biblioteca Capitolare di Lucca 443 consilia del grande giurista. Tale serie, in gran parte costituita da inediti, è composta soprattutto da consigli perugini anteriori al 1390 curati dal figlio Francesco. (cfr. “Archivum Historiae Pontificiae”, 30 (1992), p. 499; “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 28 (1995, ma 1996), p. 222).

Author Giuliana D'Amelio
Title Castro, Paolo (di)), “Dizionario Biografico degli Italiani”, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 22 (1979), pp. 227-233.
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Fornisce una esauriente biobibliografia del giurista laziale Paolo di Angelo di Castro. Dopo aver ricordato i forti legami con la città natale, evidenzia, riportando la documentazione, che studiò diritto allo Studio di Perugia, avendo come maestro il celebre Baldo degli Ubaldi. In particolare, cita una additio anonima dalla quale si deduce che operasse in casa del giurista perugino, come precettore dei figli Francesco e Zenobi. Il rapporto con gli Ubaldi era comunque così forte da continuare anche successivamente. E' menzionato l'incontro che Baldo e Paolo ebbero a Pavia nel 1390 e la corrispondenza che quest'ultimo tenne con Zenobi nel 1399 quando, da Parigi, il laziale a nome della corte francese gli scriveva di adoperarsi, assieme al padre Baldo, per trovare una soluzione allo scisma d'Occidente. Continuò gli studi a Pavia, ma si laureò in utroque iure ad Avignone nel 1385, dove probabilmente aveva seguito il cardinale Pietro Corsini come auditor. Dopo aver messo in evidenza tutte le varie tesi sul suo soggiorno avignonese, ipotizza che Paolo iniziò la sua carriera accademica proprio ad Avignone, per poileggere a Siena, e successivamente a Pavia dove rimase per quattro anni fino al 1394, quando tornò ad Avignone, città nella quale restò sicuramente fino al 1401. Tornato in Italia, fu lettore a Firenze nel biennio 1401-1403 con lo stipendio di 100 fiorini. Successivamente fu podestà di Viterbo nel primo semestre del 1404, per poi tornare all'insegnamento a Siena, dove risulta alla fine di quel medesimo anno. In terra toscana ebbe diversi incarichi, specialmente a Firenze dove, oltre a leggere nuovamente allo Studio nel 1414 e nel 1422 e 1423, partecipò alla revisione degli statuti cittadini. Si trasferì a Bologna, insegnando ad anni alterni tra il 1424 e il 1429. Viene escluso un suo successivo insegnamento a Perugia, dove praticò, probabilmente, solo la sua attività professionale di consulente. Dopo Bologna, invece, è certa la sua docenza a Padova, città nella quale lesse per dodici anni fino alla morte avvenuta nel 1441. Si era sposato a Firenze nel 1403 con la nipote del canonista Pietro d'Ancarano, dalla quale ebbe tre figli. Oltre ai numerosi consilia, sono citate diverse lecturae.

Author Giuseppe Ermini
Title Storia dell’Università di Perugia, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1971, pp. 1113, 2 voll., ill.
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Edizione riveduta ed ampliata di quella pubblicata a Bologna per Zanichelli nel 1946, l’opera rappresenta uno dei contributi fondamentali per la conoscenza della storia dello Studium Perusinum dalla sua fondazione (1308) alla prima metà del Novecento. In particolare, il saggio è diviso in tre parti riguardanti: ‘Lo Studio Generale nel Trecento’, ‘Lo Studio signorile e principesco dei secoli XV-XVIII’ e ‘L’Università napoleonica. La pontificia Università. La libera Università (1798-1925)’. Ampio spazio è dedicato all’operosità didattica e scientifica dei docenti che hanno insegnato nell’Ateneo dal XIV al XX secolo (dei più illustri fornisce alcune notizie biografiche). Non mancano, inoltre, riferimenti sugli scolari, sulle organizzazioni studentesche e sul rapporto tra il mondo universitario e la città. Per questo, nell’impossibilità di segnalare tutte le menzioni presenti nell’opera di personaggi legati all’Università perugina, si preferisce rimandare all’utilissimo indice analitico curato da Danilo Segoloni. Per chi volesse approfondire la conoscenza di un determinato professore,, infine, si consiglia la visione dell’interessante indice delle opere citate. (cfr. “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 69 (1972), pp. 65-68).

Author Ugolino Nicolini
Title Chi era il “gentiluomo” perugino che ospitò Domenico, alias Giacomo da Monteprandone?, “Picenum Seraphicum”, 7 (1970), pp. 190-193.
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Utilizzando opere di diversi storiografi “perugini” (in particolare Pellini, Vermiglioli, Scalvanti ed Ermini), ma soprattutto attraverso l’analisi della documentazione proveniente dalla serie Consigli e Riformanze dell’Archivio Storico del Comune di Perugia, l’a. tenta di rintracciare il nome del perugino che ospitò Domenico Gangale da Monteprandone, più noto come Giacomo della Marca, durante la sua frequenza dell’Ateneo di Perugia all’inizio della prima metà del XV secolo. Dopo uno studio accurato e puntuale (in cui vengono chiarite alcune notizie della carriera accademica di Dionigi Barigiani lettore di diritto nella città umbra), individua in Francesco di Baldo, figlio del celebre giurista perugino Baldo degli Ubaldi e professore all’Università patria, il “gentiluomo” presso il quale il giovane di Monteprandone venne ospitato durante i suoi studi perugini. E' ricordato che successivamente il marchigiano seguì il Baldeschi nel suo trasferimento a Firenze come collaterale del podestà per il semestre gennaio-giugno 1416.

Author Vincenzo Bini
Title Memorie istoriche della perugina Università degli Studi e dei suoi professori, Perugia, Ferdinando Calindri, Giulio Garbinesi e Vincenzo Santucci stampatori camerali, 1816, pp. VII, 671.
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Primo importante studio riguardante specificatamente la storia dell’Università di Perugia dalle sue origini al XV secolo. Il volume si divide in due parti. La prima si occupa dell’Ateneo umbro nel Trecento, fornendo informazioni generali sulla costituzione di esso e una notevole messe di notizie sui rettori e sui professori che gravitarono attorno allo Studium Perusinum in quegli anni (particolare attenzione viene data attraverso la cura di specifici paragrafi ai lettori in diritto e in medicina). La seconda parte, più ampia ma che segue lo stesso schema della prima, è tutta dedicata allo Studio e ai suoi professori del XV secolo (in questo caso sono presenti paragrafi anche per i lettori di teologia, filosofia e grammatica). Entrambe le parti sono chiuse da una appendice di documenti.

Sources Details
Note Details
Ermini (1971): p. 502.












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