Teacher/Student legum doctor
Ubaldus magistri Francisci
de Perusio
Alias
dottore di diritto  Baldo degli Ubaldi  da Perugia
  Baldus de Ubaldis 
  Baldus Ubaldi 
  Baldus  de Perusio
  Baldus Ubaldus Perusinus 
  Baldus Perusinus 
  Baldo Baldeschi 
  Baldo da Perugia 
legum doctor  Baldo degli Ubaldi  de Perusio
Academic career Details
Course Discipline Academic year Salary Note
Lettura non specificata ambito giuridico 1356-1357 Cortese (2013).
Codice e Digesto vecchio (lettura ordinaria) Diritto Civile 1364-1365 152 f. e 65 s. Zucchini (2008).
Codice e Digesto (lettura ordinaria di mattina) Diritto Civile 1365-1366 200 f. Zucchini (2008).
Codice e Digesto vecchio (lettura ordinaria) Diritto Civile 1366-1367 200 f. Zucchini (2008).
Codice e Digesto vecchio (lettura ordinaria) Diritto Civile 1367-1368 200 f. Zucchini (2008).
Lettura non specificata ambito giuridico 1368-1369 Cortese (2013).
Lettura non specificata ambito giuridico 1369-1370 Cortese (2013).
Lettura non specificata ambito giuridico 1370-1371 Cortese (2013).
Lettura non specificata ambito giuridico 1371-1372 Cortese (2013).
Lettura non specificata ambito giuridico 1372-1373 Cortese (2013).
Lettura non specificata ambito giuridico 1373-1374 Cortese (2013).
Lettura non specificata ambito giuridico 1374-1375 Cortese (2013).
Lettura non specificata ambito giuridico 1375-1376 Cortese (2013).
Codice (lettura ordinaria di mattina) Diritto civile 1382-1383 125 f. Zucchini (2008).
Biography Details
Esimio giurista trecentesco che tanta fama e lustro diede allo Studium Perusinum, Baldo, appartenente alla famiglia degli Ubaldi, poi Baldeschi, nacque nel 1327 a Perugia (Cortese, 2013). A differenza del padre Francesco che era medico, come i fratelli Angelo e Pietro, si indirizzò verso gli studi giuridici seguendo nell'Ateneo patrio le lezioni di Giovanni Pagliaresi (Nardi, 2013) e Francesco Tigrini (Peruzzi, 2013) per il diritto civile e Federico Petrucci (Bianchin, 2013) per il canonico. Dal 1343 poté ascoltare le letture di Bartolo da Sassoferrato, ritornato a Perugia in quell'anno dopo essere stato a Pisa. Si laureò tra il 1346 e il 1347, visto che lo stesso Baldo nel proemio del Tractatus feudorum del 1393, dedicato a Gian Galeazzo Visconti (Nicoud, 2014), scriveva di essere in cattedra da circa 47 anni (Cortese, 2013). Dopo aver iniziato la sua carriera di docente a Perugia, dove rimase fino al 1357, cominciò la sua peregrinatio academica insegnando a Pisa nel 1357-1358 (Spagnesi, 2004), a Firenze dal 1358 al 1364 (Cuturi, 1900; Spagnesi, 2004), di nuovo a Perugia dal 1364 al 1376 (Zucchini, 2008; Cortese, 2013), a Padova dal 1376 al 1379 (Maffei, 2004; Cortese, 2013) e dopo un nuovo ritorno in patria concluse la carriera a Pavia chiamato da Giangaleazzo Visconti per uno stipendio di 1080 fiorini (Cortese, 2013), probabilmente nel 1390 visto che in quell'anno figura promotore già in diverse laure pavesi (Silanos, 2006). Inoltre, tenne alcune repetitiones in alcune università fuori sede ossia a Siena, a Bologna nel 1370, a Napoli nel 1382 e a Milano nel 1390 (Cortese, 2013). Nei registri perugini dei 'Conservatori della Moneta' risultano stipendiate lautamente le sue letture allo Studium Perusinum del Codice e del Digesto vecchio del quadriennio 1364-1368 e quella dell'anno accademico 1382-1383 (Zucchini, 2008). Furono suoi allievi, tra gli altri, Pierre Roger de Beaufort (Cortese, 2013), poi papa Gregorio VI,, Dionigi Barigiani (Semeraro, 2013), Pietro d'Ancarano (Cortese-Pennington, 2013) e Paolo di Castro che divenne suo familiaris e precettore dei suoi figli Francesco e Zanobi (d'Amelio, 1979; Cortese, 2013). A Perugia, oltre che con Conte di Sacco Saccucci (Zucchini, 2013), risulta in concorrenza con Antonio Boidi (Maffei, 2013), mentre a Firenze, tra i suoi colleghi, a parte il fratello Pietro (Frova, 2013), figurano Arsendino Arsendi (Mellusi, 2013), Francesco Albergotti (Campitelli, 2013), Giovan Bartolomeo Casini (Nardi, 2009), Riccardo da Saliceto e Lapo da Castiglionchio, con il quale strinse una forte amicizia tanto da fare da padrino al figlio Giovanni nel 1360 (Spagnesi, 2013). Entrò, probabilmente in contrasto con Antonio da Budrio, altro illustre giurista dell'epoca, che appellò con l'epiteto di "humana bestia" (Condorelli, 2013) e a Pavia con Cristoforo Castiglioni (Aimerito, 2013). Sempre a Pavia fu collega di Egidio Cavitelli, che era stato suo allievo a Padova (Treggiari, 2013) e appare promotore in diverse occasioni (Danusso, 2013; Piergiovanni, 2013; Valsecchi, 2013). Svolse numerosi incarichi per il Comune patrio che, come è visibile in varie riformanze, lo aveva in forte considerazione. Oltre ad essere nominato fra i quattro illustri personaggi perugini che si recarono da papa Urbano V nel 1370 per trattare la pace di Perugia con Roma (Mezzanotte, 1977), il 2 luglio 1380, gli fu concesso di lasciare la città per dimorare, quanto voleva, presso la curia papale (Maiarelli-Merli, 2010). Il 14 e 16 luglio 1385, inoltre, gli venne proibito di lasciare lo Studio perugino senza autorizzazione e Baldo si impegnava ad adempiere a quanto stabilito dai Priori (Maiarelli-Merli, 2010). Questo avvenne dopo che Firenze aveva avanzato la richiesta di riottenere il giurista perugino per insegnare nuovamente nel proprio Ateneo vista la precedente brillante esperienza che, tra l'altro, aveva portato Baldo ad ottenere la cittadinanza fiorentina nell'anno 1359 (Cuturi, 1900). Fu autore di sette trattati e di un numero notevole di consilia che, altamente remurativi come quelli forniti per il duca visconteo (Silanos, 2006; Gilli, 2008), gli permisero di costruirsi un ingente patrimonio finanziario, amministrato dai due figli gemelli, nati nel 1359 e avviati anch'essi alla carriera accademica. La sua fortuna e posizione di rilievo in città è testimoniata anche da diversi affari immobiliari come: la proprietà, assieme a Conte di Sacco ed altri soci, dell'albergo perugino delle 'Chiavi' nel 1377 (Monacchia, 1987) e la vendita di una casa nel 1389 al dottore di medicina Antonio da Scarperia (Pesenti, 1984; Ruina, 2014). Precedentemente, la sua posizione in favore della legittimità dell’elezione di Bartolomeo Prignano al soglio pontificio, espressa con due consilia, gli permise di ottenere in feudo il castello di Biscina tra Gubbio e Perugia (Scalvanti, 1903; Fodale, 1984). Negli ultimi anni della sua vita concentrò il proprio interesse sul diritto canonico, come testimonia la grande lectura delle Decretali, l'ultimo lavoro interrotto dalla morte. Tale propensione era dovuta probabilmente ad una forte religiosità scatenata anche dall'incancrenirsi della vicenda dello Scisma d'Occidente, alla quale lo stesso giurista perugino aveva inizialmente partecipato fornendo alcuni consulti che gli erano stati richiesti (Cortese, 2013). Ritornò nello Studio di Padova per una declamazione il 22 aprile 1398 (Girgensohn, 1993-1994). Fu curato per una infezione urinaria a Pavia (Nicoud, 2014). Morì il 28 aprile del 1400 come scritto nel monumento funebre che i figli gli fecero erigere nella chiesa di San Francesco dei conventuali di Pavia (Snow-Smith, 1986). A Perugia fu tra i celebri giuristi che Guglielmo Pontano fece raffigurare in una sala della sua abitazione sita in porta San Pietro (Rossi, 1875; Teza, 2014). Un suo medaglione-ritratto di Giovanni Bonazza è stato rintracciato nel monastero di s. Giovanni di Verdura di Padova (De Vincenti-Manzato-Pellegrini, 2000). Per una maggiore conoscenza del pensiero e delle opere, si rimanda al resto della sua bibliografia.
Iconography Details
Title Immagine di Baldo degli Ubaldi nel palazzo Baldeschi di Perugia
Abstract


Bibliography Details
Author Rita Liurni-Lodovica Sacilotto
Title ‘indice de’ libri’. Una raccolta di edizioni giuridiche dei secoli XVI-XVII della Biblioteca Fiumi Sermattei della Genga di Assisi: da un manoscritto inedito di Giuseppe Belforti (1731-1807), “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 111 (2014), pp. 431-495.
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Durante i lavori di inventariazione dei libri e del materiale documentario della biblioteca Fiumi Sermattei della Genga di Assisi, è stato rinvenuto un manoscritto contenente un indice di libri di argomento giuridico. Nello specifico si tratta di 24 fogli non numerati, quasi certamente, attribuibili all’erudito perugino del XVIII secolo, Giuseppe Belforti, probabilmente scelto all'epoca dalla famiglia assisana per riordinare il proprio archivio e stilarne un primo inventario. L’indice, qui riportato, è ordinato alfabeticamente per autore e comprende 596 titoli di opere giuridiche, tra cui figurano testi di vari dottori che insegnarono allo Studium Perusinum come: Pietro d’Ancarano (pp. 436, 437, 438), Bartolo da Sassoferrato (p. 439), Antonio da Budrio (pp. 441, 443), Iacopo Butrigario (p. 442), Benedetto Capra (pp. 442, 444), Pierfilippo della Cornia (p. 444), Ristoro Castaldi (p. 445), Marcantonio Eugeni (p. 450), Filippo Franchi (p. 451), Giovan Paolo Lancillotti (p. 460), Giovanni Montesperelli (p. 465), Tobia Nonio (p. 466), Sforza Oddi (p. 467), Ludovico Pontano (p. 468) e Baldo degli Ubaldi (pp. 480, 481).

Author Ferdinando Treggiari
Title ‘Doctoratus est dignitas’: la lezione di Bartolo, “Annali di storia delle Università Italiane”, 18 (2014), pp. 33-44.
Abstract Show/Hide abstract
Concentra l’attenzione sui commenti alle leggi compresi sotto il titolo ‘De Dignitatibus’ del Codex giustinianeo del giurista, perugino di adozione, Bartolo da Sassoferrato, le cui letture diedero tanta fama e lustro al trecentesco Studium Perusinum. Proprio la riflessione sulle dignitas sine administratione, offre al sassoferratese la chiave per leggere il fenomeno della nobilità medievale dal punto di vista sociale. Dopo aver ricordato alcuni dati biografici del celebre dottore, come il conseguimento a Bologna del baccalaureato assieme al Botrigari nel 1333 e la laurea dell’anno successivo (dopo essersi formato con i corsi perugini di Cino da Pistoia), è fatto risalire al suo ultimo periodo di vita la Repetitio in questione. Individua in Conte di Sacco Saccucci, nel gruppo di civilisti di cui godeva all’epoca l’Ateneo di Perugia, colui che ne portò a compimento la stesura, a causa della probabile malattia o morte di Bartolo. Si illustra la struttura e la fortuna postuma del Tractatus ed evidenzia come Bartolo trovi nella dignitas un criterio di differenzazione, di elevazione e di esclusione della società medievale. In particolare afferma che a far “nobile un soggetto, non è la ricchezza, ma il possesso di un titolo conferito”, come quello dottorale. Per Bartolo, quindi, la dignitas dativa supera quella nativa, in quanto “il merito conquistato vale più del merito ereditato”.

Author Laura Teza
Title Glorie dinastiche e perugine nel 'Iustitiae Sacellum' di Guglielmo Pontano, “Annali di storia delle Università Italiane”, 18 (2014), pp. 151-166.
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Nel 1535, proprio nell’anno in cui era stato chiamato a rivedere gli Statuti cittadini assieme a Vincenzo Ercolani, Paolo Salvucci, Arriguccio Arrigucci ed Enea Baldeschi, Guglielmo Pontano, illustre giurista perugino e lettore dello Studio patrio sin dal 1511, fa ristrutturare la residenza familiare sita di fronte alla chiesa di Sant’Ercolano in porta San Pietro a Perugia. Dopo aver fornito alcune notizie del celebre dottore e sul contesto politico della Perugia della prima metà del Cinquecento, descrive minuziosamente la sala più importante di palazzo Pontano, denominata ‘Iustitiae Sacellum’, nella quale Guglielmo affidò ad un ciclo di affreschi la celebrazione della propria famiglia. Nelle lunette della sala si individuano, fra gli altri, i più illustri giuristi e lettori dello Studium Perusinum, Bartolo, Baldo, Angelo e Pietro Baldeschi, Giovanni Montesperelli e Pier Filippo della Corgnia, oltre ad esponenti della famiglia. Si tratta di personalità il cui intreccio parentale risulta al quanto improbabile, come Giovanni Pontano, di cui sono ricordati i suoi studi a Perugia alla scuola di Guido Vannucci e la nomina del 1466 di cancelliere e lettore di oratoria, e Ludovico, studente di diritto nel XV secolo avendo come maestri Dionisio Barigiani e Giovanni di Petruccio Montesperelli. Il Palazzo fu distrutto nel 1836 e i ritratti dei giuristi sono conservati presso il Rettorato dell’Università perugina.

Author Attilio Bartoli Langeli-Maria Alessandra Panzanelli Fratoni
Title Il ritorno degli ambasciatori. I documenti concessi da Carlo IV imperatore al Comune e alla città di Perugia nell’anno 1355, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 111 (2014), pp. 201-264.
Abstract Show/Hide abstract
Analizzano i risultati dell’ambasceria perugina all’imperatore Carlo IV, effettuata presso Pisa nel 1355. In particolare, sono riportati e approfonditi i documenti che Carlo concesse a Perugia, tra cui i tre riguardanti lo Studium Perusinum, ossia il riconoscimento dello Studio generale, la facoltà al vescovo, all’epoca anche cancelliere dell’Ateneo, di nominare i notai e la protezione garantita agli studenti che si recassero a Perugia e la loro esenzione dal pagamento di ogni dazio o gabella. Tutte le concessioni ottenute dall’ambasceria, della quale aveva fatto parte anche l’esimio Bartolo, furono presentati alla città con una gran cerimonia il 27 agosto di quell’anno, dove furono presenti altri due dottori dello Studio, Andrea da Montevibiano e, il non ancora troppo noto, Baldo degli Ubaldi. Le concessioni sono importanti per l’Università in quanto permisero a questa di svincolarsi ed essere più autonoma dal Comune e dalla politica cittadina.

Author Marilyn Nicoud
Title Le prince et les medecins. Pensee e pratiques medicales a Milan (1402-1476), “Roma, Ecole francaise de Rome, Scuola Tipografica S. Pio X, 2014, pp. XI, 804, ill., tav.
Abstract Show/Hide abstract
Avvalendosi di una abbondante documentazione rintracciata nell’Archivio di Stato di Milano e della produzione intellettuale dei medici che furono al servizio dei duchi milanesi nel XV secolo, precisamente da Filippo Maria Visconti (1392-1447) a Galeazzo Maria Sforza (1444-1476), fornisce un interessante studio del mondo medico del Ducato lombardo nel Quattrocento, focalizzando l’attenzione sulla duplice identità della figura del medico, ossia quella di “servitor et physicus”, come gli stessi duchi lombardi erano soliti indicarli nella ricca corrispondenza analizzata. In tale contesto, oltre a studiare i medici nelle loro funzioni presso la corte e nella loro attività pratica, sono delineati e ricostruiti, grazie alle fonti documentarie rinvenute nell’Archivio di Stato di Pavia, i forti legami con l’Università pavese. Tra i personaggi maggiormente curati, figura Benedetto Reguardati da Norcia, medico principale della corte di Francesco Sforza, ma più volte lettore allo Studium Perusinum. Di quest’ultimo sono ampiamente ricostruiti gli anni nel Ducato e fornite notizie biobibliografiche. Sono ricordati i figli Carlo e Dionisio, con quest’ultimo che, dopo aver studiato a Perugia, entrò anch’egli al servizio del principe di Milano. Al di là dei membri della famiglia Reguardati, scorrendo un non troppo preciso indice dei nomi, figurano diversi docenti che insegnarono anche a Perugia: a partire da alcuni riferimenti a medici trecenteschi, come Gentile da Foligno, Tommaso del Garbo, Iacopo d’Arquata, Francesco Casini ed altri, fino a quelli quattrocenteschi, di cui sono documentati gli anni di docenza, la materia e il salario percepito allo Studio ticinese, come Pietro da Tussignano, Pietro Lapini, Ugo Bensi e Francesco da Savona. In appendice, oltre la lista dei medici che hanno insegnato a Pavia dal 1374 al 1500, è riportato un ricco dossier di documenti. (cfr. "Archivio Storico Italiano", 172 (2014), p. 801.

Author Giulia Ruina
Title Il primo secolo dell’insegnamento medico a Perugia: maestro Antonio di Uguccio da Scarperia, “Annali di storia delle Università Italiane”, 18 (2014), pp. 59-74.
Abstract Show/Hide abstract
Tra il XIII e il XIV secolo, le magistrature perugine, oltre a promuovere in città l’insegnamento del diritto, si preoccuparono di dare impulso anche alla medicina, assumendo dottori pratici per curare i propri concittadini, e dottori teorici, ossia professori universitari che mettevano al servizio della comunità il proprio sapere. Una duplice funzione, di medico pratico e maestro, che ben si evidenzia nella figura del toscano, Antonio da Scarperia. Di questo, dopo aver dedicato un capitolo alla sua operosità scientifica rifacendosi a manoscritti conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Biblioteca Riccardiana di Firenze, illustra le tappe fondamentali della vita, ricostruendone la peregrinatio academica. In particolare, da alcuni codici vaticani, ricava la lettura di medicina ordinaria a Perugia nell’anno accademico 1386-1387. Nel documento egli si definisce licenziatus e non doctor, creando qualche problema sulle antecedenti condotte perugine, e dove compare il nome di un suo allievo, Paolo da Sangemini. Da un altro codice vaticano in cui è conservata una Quaestio di Amico da Sulmona, docente anch’egli allo Studium Perusinum, si ipotizza la lettura del medico toscano anche per l’anno 1394-1395. Viene sottolineato il suo radicamento a Perugia, tanto da ottenerne la cittadinanza il 22 febbraio 1390. Ultime tracce della sua presenza in città risalgono al 1410, quando rivendette la casa acquistata nell’ottobre del 1389 da Baldo degli Ubaldi. Nella prima parte dell’articolo non mancano riferimenti ai medici che insegnarono nell’Università perugina tra il Tre-Quattrocento.

Author Vito Piergiovanni
Title Bosco, Bartolomeo (Genova,...1395 - 1433/37), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 313-314.
Abstract Show/Hide abstract
Tra le notizie biografiche riportate, si ricorda che Bartolomeo compì gli studi giuridici alla fine del Trecento allo Studio di Pavia, dove nel 1395 fu inserito tra i membri della commissione che doveva completare gli statuti dell'Ateneo pavese. Tra i consulenti di tale commissione figura anche Baldo degli Ubaldi che, assieme ad altri, presentarono il genovese il 5 agosto 1396, per la licenza in diritto civile.

Author Orazio Condorelli
Title Recupero da San Miniato (San Miniato, ...1321 - 1359...), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1664-1665.
Abstract Show/Hide abstract
Dalla scarsa documentazione riguardante il giurista del Trecento Recupero da San Miniato, attestato anche come Ricovero, ne ricostruisce parzialmente la biografia. Indicato come decretorum doctor, studiò a Bologna dove fu allievo di Giovanni d'Andrea. Dopo aver insegnato a Siena a partire dal 1321, si trasferì allo Studium Perusinum nel 1326 e ivi restò, probabilmente, fino al 1333, visto che nel 1334 figura a Firenze dove lesse fino all'anno accademico 1358-1359. Si sottolinea la grande fama che godette nel suo tempo, visto che fu citato da Bartolo e Baldo in diversi loro commentari. La principale testimonianza della sua produzione scientifica, è data dalle Quaestiones, tramandati in vari manoscritti, e consilia, nei quali appare spesso associato ad altri consulenti illustri come Cino da Pistoia, Paolo Liazzari e Federico Petrucci.

Author Martino Semeraro
Title Dionigi Barigiani (Perugia, post 1347 - post 1424), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 771.
Abstract Show/Hide abstract
Scheda biobibliografica del giurista perugino Dionigi Barigiani, nato dall'unione fra Niccolò di Andrea e Todesca di Pietro Gherardi, certamente dopo il 1347. Sposò, attorno al 1370 Brigida dei Montevibiano, nipote dell'illustre lettore in legge Andrea di Raniero, e dalla quale ebbe tre figli tra i quali Niccolò, lettore anch'egli a Perugia tra il 1437 e il 1462 e Roberta che, sposando Baldo II degli Ubaldi, diede i natali ad altri due docenti dello Studium Matteo e Niccolò Baldeschi. Si laureò in utroque iure nel 1393 avendo ascoltato le lezioni di Baldo con il cui fratello Pietro, più tardi, sottoscriverà un consilium. Si evidenzia che insegnò, quasi ininterrottamente, nell'Ateneo patrio dal 1391 al 1424 sottolineando che probabilmente morì nel 1435, visto che non compare più in nessunm documento per questo ultimo periodo della sua esistenza. Fu protagonista nella vita pubblica perugina, come avvocato del Comune e come ambasciatore di esso, in particolare, presso le corti di Gian Galeazzo Visconti alla fine del Trecento e quella napoletana del re Ladislao. Podestà di Recanati nel 1423, precedentemente fu incaricato di riformare gli statuti perugini. Sono ricordate le sue Recollectae super Digestum vetus, redatte nel 1425 dallo studente cortonese Paolo de Boschis.

Author Francesco Aimerito
Title Castiglioni (Castellionibus, Castellioneus, Castiglione), Cristoforo(Milano, 16 maggio 1345 - Pavia, 16 maggio 1425), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 485.
Abstract Show/Hide abstract
E' ricordato che, formatosi e addottorato a Pavia nel 1376, fu lettore di civile nello Studio pavese in concorrenza con Baldo degli Ubaldi. Nei confronti dei rapporti con il giurista perugino, si afferma che coesistono attestazioni di rivalità e discepolato.

Author Paola Maffei
Title Antonio Boidi da Alessandria (XIV sec. ca. me.), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 80
Abstract Show/Hide abstract
Appartenente alla famiglia Boido di Alessandria, è dato in concorrenza con Baldo degli Ubaldi allo Studio perugino.

Author Maria Alessandra Panzanelli Fratoni
Title Alfani, Bernardino (Perugia, 1534 - Roma, 1590), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 36-37.
Abstract Show/Hide abstract
Stimato giurista perugino del Cinquecento, Bernardino di Tindaro Alfani nacque nel 1534 e si formò allo Studium Perusinum, dove si laureò nel 1560 e dove insegnò civile fino alla morte, declinando le vantaggiose offerte di Torino e Fermo. E' evidenziata la sua privilegiata posizione sociale, derivante dalla parentela con Bartolo, del quale era pronipote, e rafforzata dal matrimonio con Ortensia Baldeschi, discendente di Baldo. Vengono ricordate le varie edizioni dell'unica opera pubblicata, ossia la collectanea iuris civilis. Morì a Roma dove si era recato per incontrare Urbano VII.

Author Lucia Bianchin
Title Petrucci (di Petruccio), Federico (Siena, XIII sec. exeunte - 1348?), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 1566.
Abstract Show/Hide abstract
Ricostruisce il profilo biobibliografico del giurista senese Federico Petrucci. Discendente da una famiglia di mercanti e banchieri, nacque, probabilmente, sul finire del Duecento da Petruccio di Cambio e Panchina. Laureato in diritto canonico allo Studio di Bologna, avendo come maestro Giovanni d'Andrea tra il 1311 e il 1317, certamente insegnò nello Studio patrio dal 1321 al 1330. Tra i suoi colleghi spiccano Cino da Pistoia, Andrea Ciaffi e Paolo Liazari che, come lui, insegnarono allo Studium Perusinum. Dopo il probabile insegnamento tra il 1331 e il 1332 a Padova o a Verona, il senese fu chiamato a Perugia nel 1333. Qui trascorse il periodo più luminoso della sua carriera accademica avendo fra i suoi allievi il celebre Baldo. Restò nell'Ateneo umbro fino al 1343 e successivamente, secondo due suppliche che inviò a papa Clemente VI, entrò nell'ordine benedettino. Tra il 1344 e il 1345 figura risiedere nella curia papale e dopo il 1347 non compare più in nessuna fonte, facendo ipotizzare la sua morte durante la peste del 1348. Pur non ingente la sua produzione letteraria fu destinata ad avere una forte diffusione, in particolare sono stati successivamente stampati consilia, quaestiones e un trattato sulle permute dei benefici ecclesiastici scritto tra il 1338 e il 1342.

Author Ennio Cortese
Title Giustini, Amedeo (Città di Castello, 1403 - 1477...), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 1035.
Abstract Show/Hide abstract
Di famiglia tifernate plebea, il Giustini si laureò presumibilmente allo Studium Perusinum, visto che nell'intestazione del suo Tractatus sindicatus, è detto cavaliere aurato e dottore. Podestà di Foligno e Todi nel 1442, nel 1448 fu fatto senatore di Roma. Del tifernate è tramandata, in un ms. del Collegio di Spagna di Bologna, una trascrizione, forse autografa e concepita per uso personale, degli extracta ex operibus Baldi in materia statutorum di Matthaeus de Carsidoneis di Città di Castello, probabilmente allievo di Baldo.

Author Ennio Cortese
Title Baldo degli Ubaldi (Perugia, 2 ottobre 1327 - Pavia, 28 aprile 1400), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 149-152.
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Esimio giurista trecentesco che tanta fama e lustro diede allo Studium Perusinum, Baldo, appartenente alla famiglia degli Ubaldi, poi Baldeschi, nasce nel 1327 a Perugia. Si formò nell'Ateneo patrio avendo fra i suoi maestri Giovanni Pagliaresi e Francesco Tigrini per il diritto civile e Federico Petrucci per il canonico. Dal 1343 poté ascoltare le letture di Bartolo da Sassoferrato, ritornato a Perugia in quell'anno dopo essere stato a Pisa. Si laureò tra il 1346 e il 1347, visto che lo stesso Baldo nel proemio della Lectura in Usus feudorum del 1393 scriveva di essere in cattedra da circa 47 anni. Dopo aver iniziato la sua carriera di docente a Perugia, dove rimase fino al 1357, cominciò la sua peregrinatio academica insegnando a Pisa (1357-1358), Firenze (1358-1364), di nuovo a Perugia (1364-1376), Padova (1376-1379) e dopo un nuovo ritorno in patria concluse la carriera a Pavia chiamato da Giangaleazzo Visconti con il lauto stipendio di 1080 fiorini. Inoltre, tenne alcune repetitiones in alcune università fuori sede ossia a Siena, a Bologna nel 1370, a Napoli nel 1382 e a Milano nel 1390. Furono suoi allievi, tra gli altri, Pierre Roger de Beaufort, poi papa Gregorio VI, e Pietro d'Ancarano. Fu autore di sette trattati e di un numero notevole di consilia che gli permisero di costruirsi un ingente patrimonio finanziario, amministrato dai figli gemelli Francesco e Zanobi nati nel 1359 e avviati anch'essi alla carriera accademica. Negli ultimi anni della sua vita concentrò il proprio interesse sul diritto canonico come testimonia la grande lectura delle Decretali, l'ultimo lavoro interrotto dalla morte. Tale propensione era dovuta probabilmente ad una forte religiosità scatenata anche dall'incancrenirsi della vicenda dello Scisma d'Occidente, alla quale lo stesso giurista perugino aveva inizialmente partecipato fornendo alcuni consulti che gli erano stati richiesti. Morì il 28 aprile del 1400 come scritto nel monumento funebre che i figli gli fecero erigere nella chiesa di San Francesco dei conventuali di Pavia.

Author Adriana Campitelli
Title Albergotti, Francesco(Arezzo, 1304 - Firenze, 1376), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 19-20.
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Scheda biobibliografica del giureconsulto aretino Francesco Albergotti. Di nobile famiglia guelfa, studiò filosofia per poi laurearsi in utroque iure, secondo alcuni a Perugia, secondo altri a Bologna. Si riporta che secondo Paolo di Castro, l'aretino fu allievo di Bartolo da Sassoferrato. Certamente fu lettore civilista a Firenze nel periodo in cui insegnava pure Baldo degli Ubaldi, che lo ricorda. Morì nella città toscana e fu sepolto in Santa Croce, lasciando recolectae, repetitiones e numerosi consilia.

Author Paolo Nardi
Title Pagliaresi, Giovanni (Johannes Palliarensis, de Palliarensibus) (Siena,...1333 - 1369), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1486-1487.
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Ricostruisce le tappe fondamentali della vita del giurista senese del Trecento Giovanni Pagliaresi. Appartenente ad una famiglia di provata fede ghibellina, sulle orme del padre Neri e del nonno Jacopo intraprese gli studi civilistici a Bologna, dove compare studente nel 1333 e dove si laurea sei anni più tardi. Proprio nel 1339 inizia la sua carriera di docente allo Studio di Perugia: Ateneo nel quale avrà come suo allievo Baldo degli Ubaldi. Qui rimarrà anche negli anni successivi, nonostante le pretese minacciose di Siena che lo voleva ricondurre in patria e dove, invece, tornò solo nel 1358, quando l'Università senese aveva avuto il riconoscimento del titolo di Studio generale. Certamente insegnò in patria fino al 1365, ma in questo periodo svolse per il governo cittadino, anche diverse missioni diplomatiche, come quella presso la curia avignonese del 1367 e che gli procurò la condanna ad un pagamento di 2000 fiorini d'oro da parte delle autorità cittadine senesi. Assolto nel 1369, nel novembre di quello stesso anno, probabilmente, morì. Le poche opere pervenute, sono presenti in alcune miscellanee o sono state stampate tra i consilia di Federico Petrucci o di Bartolo.

Author Ennio Cortese
Title Paolo di (da) Castro(Castro, 1360/62 - Padova, 20 luglio 1441), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1505-1507.
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Scheda biobibliografica del giurista laziale Paolo di Angelo da Castro. Sono ricordati i suoi studi presso l'Università di Perugia, avendo come maestro Baldo degli Ubaldi di cui, secondo quanto riportato da Tommaso Diplovataccio, divenne familaris. Successivamente, fu maestro dei due figli dell'Ubaldi, e si evidenzia che scrisse a Zanobi nel 1399 per sollecitare lui e il padre, affinchè intervenissero per la convocazione di un concilio per chiudere lo scisma. Addottoratosi nel 1385 ad Avignone, nella città francese fu auditor del cardinale Pietro Corsini. Sposò la nipote di Pietro d'Ancarano, Piera dei Cervini di Corneto, e insegnò negli Studia DI Firenze, Siena, Bologna e Padova, dove insegnò fino alla morte e dove, fra i colleghi, figura anche il perugino Angelo Perigli, più volte lettore nel patrio Ateneo. Si sottolinea che i citati soggiorni in diverse città della Penisola, tra cui Perugia, furono dovuti da impegni non didattici.

Author Chiara Galligani
Title Ciaffi, Andrea (Andrea di Pisa) (Pisa?, XIII sec. exeunte - 1322..), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 531-532.
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Biobibliografia del giurista, probabilmente pisano, Andrea Ciaffi, conosciuto pure come Craffi, Crifi, Cioffi e Ziaffi,e da non confondere con un altro Andrea Ciaffi, operante a Pisa nella prima metà del Duecento come magister e iudex. Scolaro a Bologna di Dino del Mugello, dopo aver avuto contatto con la scuola giuridica d'Oltrealpe, insegnò diritto a Bologna, Pisa, Perugia e a Siena. In particolare nello Studio perugino gli venne assegnata nel 1321 la cattedra appartenuta a Iacopo di Belviso, mentre nell'Ateneo senese insegnò civile nell'anno accademico 1321-1322 assieme a Cino da Pistoia. Definito grande dottore da Bartolo e Baldo, scrisse diverse opere, ma sono pervenuti solo due trattati e un consiglio, quest'ultimo probabilmente del periodo senese.

Author Giovan Giuseppe Mellusi
Title Arsendi, Raniero(ForlìXIII sec. exeunte- Padova, 6 aprile 1358), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 106-107.
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Tra le notizie biografiche riportate sul giurista romagnolo Raniero Arsendi, viene ricordato che si formò a Bologna avendo come maestro Bartoluccio de Pretis, proposto alla cattedra di civile dello Studio di Perugia nel settembre 1313. Si evidenzia che Arsendi fu docente all'Università felsinea per diversi anni e che ebbe come allievo Bartolo da Sassoferrato, del quale fu esaminatore nel 1334. Del rapporto con l'illustre allievo e collega a Pisa, che tanta fama e lustro diede allo Studium Perusinum del XIV secolo, è messo in luce il forte scontro al quale i due giunsero negli anni successivi e che sfociò nella Repetito sulla omnes populi, la più celebre del giurista forlivese. Raniero ebbe due figli, dei quali è ricordato che Argentino, o Arsendino, fu collega dal giugno 1358 a Firenze di Baldo degli Ubaldi.

Author Brigide Schwarz
Title Curienuniversitat und stadtromische Universitat von ca. 1300 Bis 1471, Leiden-Boston, Brill, 2013, pp. 926 ("Education and society in the Middle Ages and Renaissance", 46).
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Dedicato alla storia dell'Università di Roma dal 1300 al 1471, questo monumentale lavoro presenta numerosi riferimenti allo Studium Perusinum. In particolare, nella prima parte del testo, l'Ateneo umbro viene confrontato con quello romano sotto il punto di vista della struttura e del funzionamento istituzionale, fornendo un giudizio di superiorità dello Studio perugino rispetto allo Studium Urbis, nel periodo preso in esame. Non mancano, specie nella seconda parte del volume composta da un gran numero di schede biografiche divise in diverse liste, notizie su personaggi che hanno frequentato l'Università di Perugia. Attraverso l'analisi di documenti della curia romana, come il registro delle Suppliche, si nota l'interessante caso di uno studente toscano che, pur avendo giurato di prendere la licenza e la promozione a Perugia, non si laureò in terra umbra. Si tratta di Nicola da Prato che il 5 ottobre 1440 invia una supplica al papa, affinchè lo facesse esaminare a Roma, forse anche a causa del costo della laurea. Nel medesimo documento si ricava come la somma necessaria per una laurea ordinaria a Perugia fosse di 80 ducati, più onerosa di una laurea straordinaria conseguita presso la Curia. Altro nome ricavato da un documento prettamente "romano", è quello di Antonio Venier che studiò a Perugia come si desume dalle dichiarazioni riguardanti il corso di studio contenute nel documento di promozione o rilasciate al momento di assunzione di un ufficio. Il 15 ottobre 1457, il Venier ottenne una promozione motu proprio a doctor legum, forse come presupposto necessario alla sua nomina a segretario. Tra gli altri personaggi "perugini", figurano Baldo, Angelo, Pietro e Nicola degli Ubaldi, oltre a Francesco di Bartolomeo Casini, Simone da Brossano, Antonio Roselli e Ibo Coppoli, tutti insegnanti nell'Ateneo umbro. (cfr.: "Quaderni per la storia dell'Università di Perugia", 47 (2014, ma 2015), p. 325).

Author Carla Frova
Title Pietro degli Ubaldi sr. (Perugia, primi decenni XIV sec. - ivi, 1412), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1581-1582.
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Profilo biobibliografico del giurista perugino Pietro degli Ubaldi che, assieme ai fratelli Baldo ed Angelo, tanta fama e lustro diede al trecentesco Studio perugino. Incerta è la data di nascita e di poco si sa dei suoi studi giuridici, se non il fatto che ascoltò le lezioni di Francesco Tigrini. Si sottolinea il suo probabile insegnamento, insieme al fratello Baldo, a Firenze nel biennio 1362-1364. Tornato con il fratello a Perugia, è attestato nelle fonti documentarie come canonista dal 1364 al 1375 e poi ancora nel 1389 (Decretali de mane) e negli anni 1394, 1396 e 1401. Le ipotizzate letture a Roma e Pavia sono qui ulteriormente confutate. Fu seppellito nel convento di San Francesco al Prato e nell'epigrafe, oggi perduta ma riportata dal Vermiglioli, è definito doctor veritatis. Vengono menzionati alcuni degli incarichi pubblici che svolse per il comune di Perugia e dato un ampio spazio alla sua produzione letteraria. Di quest'ultima, oltre ai vari commenta, repetitiones e consilia, è messa in luce, soprattutto, la parte concernente il diritto canonico, alla quale dedicò diversi trattati.

Author Chiara Valsecchi
Title Raimondi, Raffaele(Cumano) (Como, 1377ca - Vicenza, 20 ottobre 1427), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1649-1650.
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Tra le notizie sulla sua formazione giuridica, ricorda che studiò all'Università di Pavia, dove si ottenne la licenza in civile il 23 febbraio 1396 e in canonico il 13 luglio 1398, essendo presentato, tra gli altri, da Baldo degli Ubaldi.

Author Enrico Spagnesi
Title Castiglionchio, Lapo da (Firenze,...1353 - Roma, 27 giugno 1381), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 484-485.
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Tra le notizie biografiche fornite, viene ricordato che fu per anni docente di diritto a Firenze, dove ebbe come collega l'illustre Baldo degli Ubaldi. Con quest'ultimo, Castiglionchio strinse una forte amicizia visto che, come viene sottolineato, il giurista perugino fece da padrino a suo figlio Giovanni nel 1360.

Author Carla Frova
Title Angelo degli Ubaldi sr. (Perugia?, 1327/1328 - ivi, 1407), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 68-71.
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Particolareggiata ed esaustiva biografia di una delle glorie del trecentesco Studium Perusinum: Angelo degli Ubaldi. Nato a Perugia tra il 1327 e il 1328, appartiene alla famiglia Baldeschi, che tanti giuristi fornì all'Ateneo perugino. A differenza degli illustri fratelli Pietro e Baldo, non sempre avrà buoni rapporti con la propria città. Protagonista durante i governi popolari conosciuti da Perugia nella seconda metà del XIV secolo, con il ritorno del predominio nobiliare verrà bandito dalla città per cinque anni a partire dal 1384, iniziando una peregrinatio che lo porterà ad insegnare, certamente a Padova, Firenze e Bologna, ma sono ipotizzate anche sue presenze all'Università di Ferrara e Roma. Assieme al fratello Baldo si era formato nello Studio patrio avvalendosi delle lezioni di Bartolo, Francesco Tigrini, Giovanni Pagliaresi e Federico Petrucci da Siena, laureandosi, come afferma lo stesso Angelo, a 24 anni. Certa è la sua lettura perugina del Volume dal 1364 al 1369, anche se per molto tempo la storiografia ha fatto risalire la sua prima condotta al 1351. A causa delle precarie condizioni finanziarie conosciute dallo Studio e dall'interdetto papale che influì sul suo funzionamento, non si conoscono sue letture negli anni 70 del Trecento e ricompare ad insegnare l'Inforziato nel 1382-1383, ossia poco prima del suo esilio. Tornato in città con l'affermarsi della signoria di Biordo Michelotti nel 1393, figura con il fratello Baldo tra i savi dello Studio. Nel 1398 è provato il suo insegnamento nel patrio Ateneo da delibere comunali che, tra l'altro, prima lo costringono alla residenza, poi gli concedono deroghe all'obbligo. Morì quasi certamente a Perugia nel 1407 e fu sepolto nella tomba di famiglia a San Francesco al Prato.

Author Stefania Zucchini
Title Saccucci, Conte di Sacco (Conte ser Sacchi de Perusio) (Perugia, ...1356 - ivi, ante 1391), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 1765.
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Partendo dai primi documenti nei quali viene attestato, delinea le tappe della biografia del giurista perugino del XIV secolo Conte di Sacco Saccucci. Certamente già Iudex nel 1356, risulta essere chiamato dal Comune perugino alla lettura del Codice del Digesto nel patrio Ateneo nel 1362 per tre anni. Della successiva condotta, rinnovata per dieci anni con un salario di 200 fiorini annuali, si evidenzia che, a causa di un vuoto documentario, è attestato solo il quadriennio 1364-1368, dove appare in concorrenza con Baldo. Dopo aver ricordato che non figura più fra i docenti dello Studio dall'anno accademico 1382-1383, mette in luce i diversi incarichi pubblici che svolse tra gli anni Sessanta e Settanta del Trecento, divenendo uno dei personaggi più importanti del Comune perugino. Tra gli incarichi citati, è ricordato che nel 1367 e nel 1370, fece parte delle due delegazioni di giuristi nominati dal governo cittadino, a rappresentare la città presso Urbano V. Ebbe due figli Bartolomeo e Sacco, quest'ultimo lettore allo Studio perugino nel 1395, che figurano accatastati in porta San Pietro nella parrocchia di San Severo. Della sua produzione letteraria, il Diplovataccio ricorda quattro commentaria.

Author Cristina Danusso
Title Spinelli, Niccolò(Giovinazzo/Napoli, 1320/1325 - Pavia, 1396/1398), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1905-1906.
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Nella scheda biobibliografica dedicata al giurista e diplomatico Niccolò Spinelli, viene ricordato che, pur non apparendo come lettore dello Studio di Pavia, compare più volte nelle commissioni di laurea di quell'Ateneo, facendo ipotizzare che appartenne al Collegio dei Giuristi. Così si evidenzia che partecipò mediante delega, in quanto impegnato altrove, alla laurea in diritto civile di Gian Zenobi Ubaldi, mettendo in luce i buoni rapporti che intercorrevano fra gli Ubaldi e gli Spinelli, confermati anche dalla presenza di Baldo fra i relatori di Belforte, figlio di Niccolò, all'esame privato di diritto civile.

Author Giovan Giuseppe Mellusi
Title Iacopo di Belviso (Belvisi) (Bologna, post 1260 - ivi, 3 gennaio 1335), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1102-1103.
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Profilo biobibliografico del celebre giurista bolognese Iacopo da Belviso, figlio di Guido e di Bartolomea Piccolpasso. Come il fratello Rolandino, fu docente nell'Ateneo felsineo, dove figura baccelliere e impegnato in letture straordinarie nel 1296-1297. Si trasferì all'Università di Napoli nel dicembre 1298, dove ottenne il dottorato negato a Bologna a causa delle sue posizioni ghibelline. Restò a Napoli fino al 1302, ad eccezione del soggiorno francese ad Aix en Provence del febbraio-dicembre 1299. Acquisita la cattedra a Bologna nel 1304, due anni dopo fu costretto a lasciare nuovamente la città natale, per trasferirsi a Padova o, come sostiene Baldo degli Ubaldi, a Siena nel 1307-1308. Certo è il suo insegnamento a Perugia nel 1308, anno nel quale lo Studium Perusinum ottenne l'istituzione dello Studio generale. Nell'estate del 1309, probabilmente, fu costretto a rispondere positivamente alla chiamata dell'Ateneo patrio, dando inizio ad un insegnamento intermittente a Perugia: 1307-1313; 1316-1321. Prima di lasciare definitivamente l'Umbria, viene ricordato che, in un giorno di Pasqua di un anno imprecisato, disputò una importante >i>Quaestio, sui rapporti fra l'ufficio inquisitore e l'autorità cittadine, evidenziando come il grande civilista governasse con maestria anche il canonico. Trascorse gli ultimi anni di vita in patria, dalla quale si allontanò solo per ambascerie affidategli dal Comune, insegnando e avendo fra i suoi allievi Bartolo da Sassoferrato. Morì nel gennaio del 1336, lasciando agli eredi un cospicuo patrimonio e pure un'importante biblioteca costituita da numerosi manoscritti giuridici. Oltre che dalle numerose Quaestiones, la sua produzione scientifica è ricordata per due opere in particolare: Lecturae super IX Collactionibus authenticorum e Super Libris Feodorum, , quest'ultima ascrivibile alla fase napoletana del giurista.

Author Andrea Padovani
Title Giovanni Nicoletti (de Calcis) da Imola(Imola, 1372ca. - Bologna, 18 febbraio 1436), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1015-1018.
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Nella scheda biobibliografica dedicatagli, si evidenzia che si formò all'Università di Bologna, avendo fra i suoi maestri di diritto, fra gli altri, Antonio da Budrio, Pietro d'Ancarano e Angelo degli Ubaldi. In particolare, mentre del primo viene ricordato che presenziò al suo esame e dottorato in diritto canonico (luglio-agosto 1402), si sottolinea che l'Ubaldi fu ascoltato dall'imolese, non a Perugia come ipotizzato dal Panciroli, ma nell'Ateneo felsineo tra il 1391 e il 1394. E' ricordato un consilium reso tra il 1408 e il 1410 con Onofrio Bartolini, quando entrambi insegnavano a Siena. Fu autore di un'ampia produzione scientifica, grazie anche all'utilizzo della sua importante biblioteca, poi distrutta in un incendio del 1422. Fra i testi che andarono distrutti anche due manoscritti delle additiones di Baldo degli Ubaldi sul Digesto Nuovo.

Author Orazio Condorelli
Title Antonio da Budrio (Bologna 1360 ca. - 4 ottobre 1408), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 80-83.
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Biobiografia del giurista bolognese Antonio Bartolini da Budrio, addottorato il 15 ottobre 1384 in diritto civile a Bologna. Avviato dai Riformatori dello Studio patrio al diritto canonico, ebbe come maestro Pietro d'Ancarano giungendo alla laurea nel 1387. Già lettore di diritto civile dal 1384 salì anche alla cattedra di canonico che nel 1389 insegnò anche a Perugia. In quell'anno, infatti, risulta in concorrenza con Pietro degli Ubaldi con il salario di 300 fiorini. Sebbene la condotta fosse triennale Antonio ritornò a Bologna, probabilmente, già nel 1391. L'anno successivo lesse a Firenze, fino al 1400 quando rientra a Bologna dove rimarrà fino alla morte escludendo la parentesi allo Studio estense del biennio 1402-1404. Morì il 4 ottobre 1408 e fu sepolto nella chiesa di San Michele in Bosco. Nonostante il supposto screzio avuto con Baldo che lo appellò con l'epiteto di humana bestia, i giudizi sul bolognese evidenziano tutti la sua integrità morale, la sua saggezza e la sua notevole autorevolezza scientifica. La sua produzione letteraria è consistente e verte soprattutto sul diritto canonico.

Author Piergiorgio Peruzzi
Title Tigrini (Tigrino), Francesco(Pisa, ...1303 - Siena? Assisi?, ante 1365), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1951-1952.
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Ritratto biobibliografico del giurista toscano del Trecento, Francesco Tigrini. Dopo averne individuato l'appartenenza nella nobile famiglia Tegrini del quartiere di mezzo di Pisa, probabilmente originaria di Vicopisano, sottolinea che Francesco di Giovanni fu lettore di diritto a Pisa e dal 1345 al 1355 a Perugia, dove fu amico fraterno di Bartolo ed ebbe come allievi Baldo e Angelo degli Ubaldi. Mette fortemente in discussione il soggiorno napoletano del giurista, probabilmente confuso con Francesco della Barba da Pisa. Certo è il suo insegnamento allo Studio pisano nel 1356 e risulta attendibile la sua presenza all'Università di Siena nel 1361, mentre solleva perplessità sul fatto che sia morto proprio nella città senese.

Author Ennio Cortese-Ken Pennington
Title Pietro d'Ancarano (Ancarano?, 1350 ca. - Bologna, 5 agosto 1415), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1578-1580.
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Particolareggiata scheda biobibliografica di Pietro Ancarano, giurista originario di castrum di Ancarano, località vicino Tarquinia, nato da Niccolò e da una Vitellesi di Corneto. Evidenzia i recenti studi storiografici che hanno fatto collocare la sua data di nascita attorno al 1350. Tra gli indizi a sostegno di tale tesi è riportata anche la notizia che lo dà allievo di Baldo degli Ubaldi a Perugia, dove quindi certamente studiò. E' probabile, inoltre, secondo quanto si può leggere da una sua lettera scritta dalla città Umbra nel 1381, che proprio nello Studium Perusinum ebbe la sua prima cattedra, insegnando il Sesto e le Clementine nell'anno accademico 1381-1382. Di certo lesse a Bologna (altra città nella quale si formò) nel 1383 e a Siena nel triennio 1387-1390 dove, tra l'altro figura promotore in una laurea assieme a Guglielmo di Cellolo il 25 aprile 1389. Dopo un breve ritorno a Bologna, certamente accettò la chiamata di Padova nel 1392 prima di ritornare allo Studio felsineo dove rimarrà per circa un decennio. Nel 1402, infatti, si trasferì a Ferrara dove, probabilmente, restò per due anni. Successivamente sono certe alcune nuove condotte a Bologna, città nella quale nel 1414 redasse il suo testamento, nominando i suoi figli eredi e disponendo l'istituzione di un collegio per studenti poveri civilisti e canonisti. Quasi certamente morì un anno dopo, non partecipando, come finora sostenuto, al Concilio di Costanza. Per quanto concerne la sua produzione letteraria, sono citate diverse lecturae, repetitio e consilia, in particolare quelli riguardanti la sua posizione sulla questione dello Scisma d'Occidente che evidenziano l'evoluzione del suo pensiero fino a giungere ad appoggiare la linea conciliaristica.

Author Silvia Di Paolo
Title Martino di Bartolomeo Cansacchi(1327ca - 1377), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 1292.
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Biobibliografia del giurista amerino Martino di Bartolomeo Cansacchi. Si formò allo Studio di Perugia, dove ebbe come compagno di studi Baldo degli Ubaldi e come maestro Bartolo da Sassoferrato, dal quale ricevette il titolo di dottore in civile nel 1347. Dopo aver assunto diversi incarichi pubblici, nel 1355 entrò al servizio di Egidio di Albornoz e dal 1372 al 1374 fu uditore e commissario generale del vicario d'Italia. Fu sepolto nella chiesa di Sant'Agostino di Amelia. Sarebbe stato autore di numerosi consigli, ma è pervenuto solo quello edito da Ughelli.

Author Ferdinando Treggiari
Title Cavitelli, Egidio (Gigliolo, Egidiolo) (Cremona, XIV sec ca. me. - ivi, 20 marzo 1419), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 502.
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Ricostruisce la carriera universitaria del giurista cremonese Egidio Cavitelli, partendo da un suo consilium di fine Trecento, nel quale si deduce che fu allievo di Baldo degli Ubaldi a Padova tra il 1376 e il 1379. Attestato come dottore civilista nell'Ateneo patavino dal 1379 al 1387, ma probabilmente fino al 1391, qquando fu chiamato dallo Studio di Ferrara dove rimase per tre anni, il Cavitelli ritrovò il maestro Baldo a Pavia, ma come suo collega. Dal 1400 si trasferì ad insegnare allo Studium Perusinum (dove nel 1350 sarebbe stato lettore civilista il padre Raimondo) ma le lacune della documentazione perugina non consentono di avere più notizie sulla sua presenza nell'Ateneo umbro. Ebbe un figlio, Nicola, che si laureò in civile a Pavia, dove poi insegnò nel 1421-1422, e in canonico a Parma. Scrisse trattati e consilia, quest'ultimi conservati in manoscritti o in raccolte di altri giuristi.

Author Carla Frova
Title Angelo degli Ubaldi (Baldeschi jr.) (Perugia?, 1400ca - ivi, 1490), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 68.
Abstract Show/Hide abstract
Scheda biobibliografica dedicata al giurista perugino Angelo di Alessandro Baldeschi. Nipote di Angelo degli Ubaldi, fratello di Baldo, morì quasi certamente a Perugia attorno al 1490 visto che, come viene ricordato, Tommaso Diplovataccio, studente allo Studium Perusinum nell'anno accademico 1489-1490, lo descrive come "iam senex decrepite etatis". Formatosi, probabilmente, a Perugia presso l'Ateneo cittadino, dove il padre fu docente di diritto fino al 1420, figura soprattutto come civilista a Bologna (1429-1433) e Padova (1436-1479), anche se risultano presenze anche a Ferrara e Siena. Il supposto insegnamento in patria, dato per certo da molta letteratura, non è supportato dalla documentazione ufficiale dello Studio perugino. Fu autore di numerosi consilia, mentre per molte altre opere, in particolare letture e repetitiones, permangono incertezze di attribuzioni a causa di omonimi giuristi perugini, come il nonno Angelo e Angelo Perigli.

Author Carla Frova
Title Pietro degli Ubaldi jr. (Perugia?, XV sec. ineunte - ivi, 1499 ca.), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., p. 1581.
Abstract Show/Hide abstract
Sintetica scheda biobibliografica del giurista perugino, nipote di Pietro degli Ubaldi fratello di Baldo, Pietro di Matteo. Dopo aver rimarcato che il Diplovatazio lo ricorda suo maestro a Perugia nel 1489, evidenzia che recenti studi hanno rintracciato sue diverse letture in civile e canonico allo Studium Perusinum tra il 1443 e il 1492. La sua opera principale è Tractatus de duobus fratribus et aliis quibuscumque sociis.

Author Daniele Edigati
Title Le annotazioni agli statuti come genere di letteratura giuridica nell’età del diritto comune, “Archivio Storico Italiano”, 170 (2012), pp. 653-703.
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Gli statuti medievali furono oggetto di interesse in epoca moderna, sia a livello normativo, giurisprudenziale che dottrinale, tanto da dar vita ad un vero e proprio genere di letteratura giuridica. In particolare, la pratica del commento allo statuto cittadino si diffuse notevolmente tra il XVI e il XVIII secolo; pratica che si avvaleva di pareri di illustri dottori di giurisprudenza del passato, come Baldo e Bartolo, che fecero la fortuna del trecentesco Ateneo perugino.

Author Giovanna Murano (a cura di)
Title Autographa. I: Giuristi, giudici e notai (sec. XII-XVI Med), a cura di Giovanna Murano, con la collaborazione di Giovanna Morelli. Indice a cura di Thomas Woelki, Bologna, CLUEB, 2012, pp. XVI, 336, ill. (Centro Interuniversitario per la storia delle Università Italiane. Studi, 16).
Abstract Show/Hide abstract
Si presentano le testimonianze della grafia di una cinquantina di autori, in particolare giuristi. Tra questi una forte attenzione viene posta all’illustre Bartolo da Sassoferrato, lettore all'Ateneo perugino nel XIV secolo, ma anche ad altri docenti di diritto che insegnarono o studiarono a Perugia, come Baldo degli Ubaldi e Benedetto Barzi. ((cfr.: "Annali di storia delle Università Italiane", 17 (2013), pp. 508-509; “Archivio Storico Italiano”, 171 (2013), pp. 757-760; "Quaderni per la storia dell'Università di Padova", 46 (2013), pp. 368-369).).

Author Erika Bellini, Maria Alessandra Panzanelli Fratoni, Marco Menzenghi (a cura di)
Title Carla Frova. Scritti sullo Studium Perusinum, a cura di Erika Bellini e con la collaborazione di Maria Alessandra Panzanelli Fratoni. Indice dei nomi a cura di Marco Menzenghi, Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, Stabilimento Tipografico Pliniana, 2011, pp. XI, 273, ill. (Per la storia dello Studio perugino delle origini: Fonti e Materiali, 3).
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Vengono raccolti e pubblicati i contributi che Carla Frova, docente di storia medievale all’Università di Perugia dal 1997 al 2005, ha dedicato alla storia dello Studium Perusinum e ai suoi protagonisti. I dodici saggi sono divisi fra quelli che focalizzano l’attenzione sul ruolo e sui caratteri specifici dello Studio perugino nel corso della sua storia, e quelli che individuano alcuni momenti e personaggi di essa, come lo studio intitolato ‘1306-1308 due date per un centenario’, o la rilevanza della tradizione giuridica perugina messa in evidenza con il contributo dedicato alla famiglia dei Baldeschi. Il volume è il terzo numero della collana ‘Per la storia dello Studio perugino delle origini: fonti e materiali’ edita dalla Deputazione di storia patria per l’Umbria. (cfr.: "Annali di storia delle Università italiane", 16 (2012), pp. 373-375).

Author William Robin (a cura di)
Title Textual cultures of Medioeval Italy, a cura di William Robin, Toronto, Universit of Toronto Press, 2011, pp. 350, ill.
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Il testo raccoglie i contributi presentati al convegno tenutosi a Toronto il 6-8 novembre 2005. Il volume si chiude con il saggio di Dominique Poirel dedicato al ‘Liber Angela’ da Foligno, in cui si è rifatta al ms BAV, Bar. Lat. 1398, consistente in un codice appartenuto a Baldo degli Ubaldi e contenente almeno un autografo di Bartolo da Sassoferrato, docente come l’Ubaldi allo Studio perugino nel Trecento. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, 170 (2012), pp. 792-793).

Author Silvia Gasparini
Title Theatrum Bibliographicum. Il fondo bibliografico antico del Seminario di Storia del diritto. I. Gli Incunaboli e le Cinquecentine. Catalogazione e note biografiche, a cura di Cinzia Romanello Cilione, Padova, Imprimitur, 2011, pp. 156, ill. + CD-Rom.
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Tratta di un sito web che offriva una rassegna delle opere possedute dalla Biblioteca del Seminario di Storia di Diritto dell’Università di Padova, che permetteva l’accesso alle opere di vari giuristi come Baldo degli Ubaldi e Bartolo da Sassoferrato, illustri docenti dell’Ateneo umbro. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, 170 (2012), p. 382).

Author Primo Griguolo
Title Notizie su Angelo Ubaldi il giovane, tra Ferrara, Siena e Padova, “Quaderni per la Storia dell’Università di Padova”, 43 (2010), pp. 163-179.
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Ricostruisce la vita dell’illustre giurista perugino Angelo di Alessandro Ubaldi, nipote del celebre Angelo degli Ubaldi, a sua volta fratello di Baldo che tanta fama e lustro diede al trecentesco Studium Perusinum. Ricorda la sua formazione all’Università perugina nella prima metà del XV secolo avendo come maestro di diritto canonico quel Matteo Feliciani che lo stesso Angelo evoca in un trattato intitolato ‘Veritas’, composto a Padova nel 1475 mentre era lettore di diritto civile. Del Feliciani è ricordato che insegnò nell’Università perugina dal 1395 al 1444 e che nel 1427 fu alla carica di Priore del Collegio dei canonisti. Dopo aver evidenziato che, quasi sicuramente, Angelo non insegnò mai nel patrio Ateneo a causa dell’ostracismo politico con cui Perugia colpì lui e ancor prima il padre Alessandro, e il nonno Angelo, ossia il ramo degli Ubaldi che fu sostenitore del partito popolare, l’a. ricostruisce la peregrinatio academica del giurista perugino, protagonista negli Studia di Bologna (1429-1432), Padova (1436-1443), Ferrara (1444-1456), Siena (1456-1460) e ancora a Padova (1460-1480). E’ ricordato che nella città estense ebbe come collega il concittadino Benedetto Barzi che, come civilista, fu docente, oltre che a Perugia, a Ferrara in due condotte (1444-1448 e 1454-1459). Sono messi in luce i vincoli che l’Ubaldi continuò a mantenere con la città di origine, dove tra l’altro il Diplovataccio sostiene di averlo visto “senem”, e con molti suoi conterranei, come Angelo Bontempi al quale nel 1473 affidò il compito di procurargli una cattedra di diritto civile in qualsiasi Ateneo, ma preferibilmente in quello pisano. Sono citati, infine, un consilium di Alessandro Ubaldi, padre di Angelo e docente a Perugia nei primi decenni del XV secolo; e una prolusione, tenuta l'11 agosto 1508 nella chiesa veneziana di San Bartolomeo, da Luca Pacioli, lettore di matematica a Perugia tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, sul quinto libro degli 'Elementi' di Euclide. E' riportato un alberetto genealogico di casa Baldeschi, focalizzato sul ramo di Angelo degli Ubaldi.

Author Andrea Maiarelli-Sonia Merli
Title “Super Studio ordinare”. L’Università di Perugia nelle riformanze del Comune. I( 1266-1389), Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, Stabilimento tipografico Pliniana, 2010, pp. XII, 393 (Fonti per la storia dello Studium Perusinum, 4).
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Poco dopo l’inizio della seconda metà del XIII secolo la burocrazia comunale perugina cominciò a produrre dei registri nei quali, giorno dopo giorno, veniva trascritta l’attività effettuata da ciascun ufficio. A tale tipologia documentaria gli a. dedicano il quarto volume della collana “Fonti per la storia dello Studium Perusinum”, edita dalla Deputazione di storia patria per l’Umbria, e in particolare alla riproduzione integrale di tutte quelle delibere del Comune che compongono gli attuali registri della serie Consigli e riformanze dell’Archivio storico comunale di Perugia, nelle quali sono presenti notizie riguardanti lo Studio cittadino. Un lavoro simile, ma effettuato con modalità semplici, fu compiuto dall’erudito e bibliotecario perugino Adamo Rossi tra il 1876 e il 1886. La ricognizione “de visu” e l’analisi scientifica dei “quaterni” che costituiscono i registri – in questo volume sono esaminati i primi 37, ossia fino al 1389 – discostano il testo dall’esperienza del Rossi, fornendo altre 23 delibere relative all’Ateneo, arrivando a 181 estratti. La trascrizione intera delle riformanze, inoltre, permette, rispetto alle sintetiche schede ottocentesche, una maggiore comprenzione del contesto dell’epoca nel quale, tra le altre cose, è palpabile la forte attenzione del Comune verso lo Studium. Tutto questo e gli utili e preziosi indici di nomi di persona, quello analitico e l’indice delle riformanze curati, rispettivamente, da Sonia Merli, Erika Bellini e Attilio Bartoli Langeli, fanno del volume “un unicum” nel panorama degli studi sulle Università. (cfr.: "Annali di storia delle Università Italiane", 15 (2011), pp. 416-418).

Author Marco Menzenghi
Title Per una bibliografia della storia dell’Università di Perugia. Spoglio del “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”. Annate 1-106, Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, stabilimento tipografico Pliniana, 2010, pp. 94 (Appendici al Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria, 28).
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Si riporta lo studio bibliografico volto a ricercare contributi e notizie sulla storia dell’Università di Perugia e i suoi protagonisti, rintracciati nel “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”. La ricerca mette a disposizione degli studiosi interessati alle cose accademiche perugine, e non solo, 236 segnalazioni, nella maggior parte dei casi accompagnate da abstract. E’ presente un indice per autore e per personaggi citati, che rendono più facile la consultazione.

Author Ferdinando Treggiari
Title Giuristi tra scienza e pratica, in Giuristi dell’Università di Perugia. Contributi per il VII centenario dell’Ateneo, a cura di Ferdinando Treggiari, Roma, Aracne editrice, 2010, pp. 461-518.
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Concentra la propria attenzione sui protagonisti del mondo giuridico perugino, evidenziando i molteplici e profondi legami tra scienza e pratica giuridica nei secoli in cui l’Università ha intrecciato la sua storia con quella della città e delle sue istituzioni. Tra i personaggi dello Studium Perusinum a cui concede gran spazio figurano Bartolo, Baldo degli Ubaldi, Giacomo Bindorfino, Benedetto Capra, Alberico Gentili e altri come Cino da Pistoia, Iacopo Butrigario, Jacopo da Belviso, Giovan Battista Caccialupi, Tommaso Diplovataccio e Guglielmo Pontano.

Author Ferdinando Treggiari
Title Le ossa di Bartolo. Contributo alla storia della tradizione giuridica perugina, Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, Stabilimento Tipografico Pliniana, 2009, pp. 228, ill. (Per la storia dello Studio perugino: Fonti e Materiali, 2).
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Dedica il secondo volume della collana ‘Per la storia dello Studio perugino: fonti e materiali’, edita dalla Deputazione di storia patria per l’Umbria per celebrare il VII centenario della fondazione dell’Università umbra, a quella luminosa tradizione giuridica che fece, sin dalle origini, la fortuna dell’Ateneo perugino. Nella prima parte l’a. focalizza l’attenzione su alcuni giuristi che insegnarono allo Studium, come il celebre Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi, Giacomo Bindorfino, Baldassarre Capra, Alberico Gentili e tutti coloro che furono membri della Rota romana, fornendo alcune notizie biografiche, ma soprattutto evidenziando i legami tra scienza e pratica giuridica e tra l’Università e la città e le sue istituzioni. La seconda e terza parte si concentrano sulla biografia di Bartolo secondo i documenti pubblicati nel 1576 da un altro giurista perugino, Giovan Paolo Lancellotti nella sua ‘Vita Bartoli’. I documenti riprodotti, verso i quali l’a. esprime dubbi di autenticità, sono il dploma di laurea del sassoferratese (1334), la concessione della cittadinanza perugina (1348), i privilegi ricevuti dall’imperatore Carlo IV (1355) e il testamento (1356).

Author Paolo Nardi
Title Curialitas e legalitas di Ugolino Scrovegni, “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 42 (2009), pp. 203-210.
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Tra le notizie fornite di Ugolino di Enrico di Rinaldo Scrovegni risulta che il 25 aprile 1386 assistette al conseguimento della licentia in artes dei tre figli di Giovanni Santasofia. All’esame, sostenuto nella sacrestia principale del Duomo di Padova, partecipò come promotore lo stesso Giovanni e come testimone, tra gli altri, Angelo degli Ubaldi. I due, lettori nel trecentesco Studium Perusinum, figurano nelle stesse vesti in alcune cerimonie pubbliche per il conferimento di dottori in artes, in diritto civile e in diritto canonico, svoltesi nella cattedrale padovana alla presenza dello Scrovegni nel maggio del 1387. Nell’evidenziare il rapporto di Ugolino con il senese Giovan Bartolomeo Casini, del quale è riportata una lettera inviata da Firenze a Siena il 19 settembre 1375, viene ricordato che quest’ultimo insegnò a Firenze tra il 1359 e il 1366, ossia quando l’Ateneo fiorentino annoverava tra i suoi maestri dottori che insegnarono anche a Perugia come il celebre Baldo degli Ubaldi e Francesco Casini, fratello di Giovanni di Bartolomeo e archiatra di Gregorio XI ad Avignone.

Author Patrick Gilli (a cura di)
Title Les elites lettrees au Moyen Age. Modeles et circulation des savoirs en Mediterranee occidentale (XII-XV siecles). Actes des seminaires du CHREMMMO, cordonne par Patrick Gilli, Montpellier, Presses Universitaires del la Mediterranee, 2008, pp. 345.
Abstract Show/Hide abstract
Vengono raccolti gli atti di diversi seminari organizzati, fra il 2001 e il 2004, dal Centre Historique de Recherches des Medievistes Montpellierans, avendo come oggetto la formazione e i modelli scientifici di riferimento dell’intellettualità del bacino del Mediterraneo. Tra i 14 contributi riportati, nel secondo vengono esaminati i consilia offerti, a caro prezzo, nel 1395 da Baldo degli Ubaldi al duca Gian Galeazzo Visconti. (cfr. “Annali di storia delle Università Italiane”, 13 (2009), pp. 430-434).

Author Stefania Zucchini
Title Università e dottori nell’economia del Comune di Perugia. I Registri dei Conservatori della moneta (secoli XIV-XV), Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, Stabilimento tipografico Pliniana, 2008, pp. XXVI, 422, tavv. (Fonti per la storia dello Studium Perusinum, 2).
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Attraverso il meticoloso e sapiente utilizzo delle fonti analizzate, prevalentemente di carattere finanziario, l’a. approda a uno dei risultati più significativi e interessanti del suo percorso di ricerca mirato ad ampliare le conoscenze dei “rapporti tra i doctores e lo Studium e la città di Perugia”, e “il legame tra Università e città che è qui intesa sia come organismo politico e istituzionale che come realtà economica e sociale”. Atal fine riporta i risultati dell’esame degli oltre 1200 salari che il Comune di Perugia effettuò tra il 1364 e il 1511 al personale e ai docenti dell’Ateneo perugino. A questa enorme mole di dati ricavati dai registri di uscita della magistratura dei Conservatori della Moneta (tra la seconda metà del Trecento e l’inizio del Cinquecento il più importante ufficio finanziario del Comune) viene dedicata tutta la seconda parte del testo che ben si integra con la prima, nella quale considerazioni, deduzioni e ipotesi possono essere lo spunto per nuove indagini sul corpo docente e sulla vita dell’Università perugina. Il volume, fornito di un utilissimo indice dei nomi degli studenti e docenti dello Studio (pp. 413-420), è la seconda uscita della collana diretta da Carla Frova ‘Fonti per la storia dello Studium Perusinum’ edita dalla Deputazione di storia patria per l’Umbria in occasione del VII Centenario della fondazione dell’Università di Perugia, e colma un vuoto storiografico sulla storia dell’Ateneo perugino ben preciso, dato dallo scarso utilizzo, fin qui, delle fonti finanziarie che interessano l’istituto e della cui importanza viene data dimostrazione dall’a. grazie ad un’acuta analisi delle carte. (Cfr.: "Annali di storia delle Università Italiane", 14 (2010), pp. 446-447).

Author Giuliano Marchetto
Title Il divorzio imperfetto. I giuristi medievali e la separazione dei coniugi, Bologna, Il Mulino, 2008, pp. 500 (Annali dell’Istituto storico italo-germanico in Trento: Monografie, 48).
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Focalizza l’attenzione su quelle formule che la giurisprudenza medievale, pur non ammettendo giuridicamente il divorzio, stabilivano una separazione personale fra coniugi. Tra i giuristi che diedero un contributo per l’elaborazione di queste formule figura Baldo degli Ubaldi, faro del diritto trecentesco e dello Studium Perusinum. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 42 (2009), p. 326).

Author Erika Bellini
Title L’Università a Perugia negli statuti cittadini (secoli XIII-XVI), Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, 2007, pp. CXIII, 171 (Fonti per la storia dello Studium Perusinum, 1).
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E’ il primo volume della collana ‘Fonti per la storia dello Studium Perusinum’, frutto dell’accordo fra l’Università di Perugia e la Deputazione di storia patria per l’Umbria stipulato in occasione delle celebrazioni per il VII centenario della fondazione dell’Ateneo umbro. Attraverso l’analisi degli statuti perugini, mette in evidenza, con scrupolo e acume scientifico, i riferimenti riguardanti lo Studium presenti nelle diverse redazioni conosciute da essi, partendo dallo Statuto del 1279 fino a giungere a quello del 1528. L’Università di Perugia, infatti, nacque grazie all’impegno del Comune cittadino e tracce di ciò sono quei provvedimenti, riguardanti l’Ateneo e adottati dall’amministrazione pubblica, individuabili negli stessi statuti. Dopo l’agile e puntuale introduzione nella quale inserisce la documentazione nel contesto delle relazioni fra la città e la sua Università, riproduce, per ogni redazione statutaria, i capitoli che interessarono e regolarono l’Ateneo. Un testo ricco di informazioni e curiosità sullo Studio e sui propri docenti che si chiude con tre utili indici, per argomento, per nome e e per opere citate. (cfr.: "Annali di storia delle Università Italiane", 12 (2008), p. 507).

Author Pietro Silanos
Title Percorsi accademici e carriere professionali tra Parma e Pavia. Un aspetto della politica universitaria in età visconteo-sforzesca, “Annali di storia delle Università Italiane”, 10 (2006), pp. 281-307.
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Dopo aver inquadrato il rapporto fra centro e periferia in epoca visconteo-sforzesca, e su come questo influì sulla politica universitaria, si sofferma su alcuni percorsi accademici di Parma e Pavia. In particolare di quest’ultima, aperta il 27 ottobre 1361, sono ricordati gli inizi non certo brillanti tanto che, quando negli anni Sessanta del Trecento Galeazzo Visconti si ammalò di podagra, fu chiamato a curarlo Tommaso del Garbo, già lettore a Perugia, a testimonianza che nel neonato Studio non c’era nessun medico che poteva competere con lui per esperienza e fama (p. 287, n. 20). Tra gli altri docenti che frequentarono l’Università pavese, ampio spazio viene dato alla figura di Baldo degli Ubaldi, la cui presenza diede lustro al giovane Ateneo e soprattutto agli studi del diritto feudale. Si evidenzia che certamente il perugino si trasferì a Pavia nel 1390, visto che il 23 marzo di quell’anno appare regolarmente nei verbali degli esami di laurea. Durante il soggiorno pavese, redasse probabilmente la sua Lectura feudorum nel 1393 (dopo aver raggiunto 46 anni d’insegnamento come afferma lo stesso giurista), dedicandola a Gian Galeazzo Visconti (pp. 290-292, 293, 295). Di Baldo è ricordato anche il suo ruolo da consiliatores, chiamato a pronunciarsi su delega dei duchi, in cause interne del Ducato, come accadde nel 1392 (p. 303, n. 173).

Author Peter Denley
Title Commune and Studio in Late Medieval and Renaissance Siena, Bologna, ClUEB, 2006, pp. XVIII, 497, ill. (“Centro Universitario per la storia dell’Università Italiane: Studi”, 7).
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Il testo, dedicato alla storia dell’Università di Siena dall’epoca trecentesca fino a quella rinascimentale, è diviso in quattro parti nelle quali numerosi sono i rimandi allo Studio perugino definito un modello da imitare. Nella quarta parte del volume (‘The Casa della Sapienza’, è presente un costante confronto tra il collegio studentesco senese e quello omonimo di Perugia. In particolare viene evidenziata la ripresa da parte dell’Istituto di Siena di molti meccanismi di funzionamento che regolavano l’antico collegio perugino. Moltissimi, come testimonia l’utile indice dei nomi, i personaggi universitari “perugini” citati che furono in rapporto con l’Ateneo di Siena. Tra questi un inedito Petrus senese, dato a Perugia come lettore in artium et medicine nella seconda metà del XV secolo. (cfr. "Annali di storia delle Università Italiane", 12 (2008), pp. 512-516; 13 82009), pp.425-429; “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 41 (2008), p. 277).

Author Carla Frova
Title Carriere universitarie dei Baldeschi, “VI Centenario della morte di Baldo degli Ubaldi (1400-2000)”, a cura di Carla Frova, Maria Grazia Nico Ottaviani, Stefania Zucchini, Perugia, Università degli Studi, 2005, pp. 523-538.
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Attraverso l’esame e una critica analitica della storiografia antica e recente, l’a. fornisce alcune notizie sulle carriere accademiche, effettuate “in patria o all’estero” tra il XIV e la prima metà del XVI secolo, da esponenti dell’illustre famiglia perugina dei Baldeschi. Evidenzia, in particolare, due punti: “l’assenza di una vocazione medica all’interno della famiglia” nonostante il capostipite Francesco fosse medico e “la dimensione spaziale delle carriere”, che hanno in Perugia e nel suo Studio il vero e proprio punto di riferimento nonostante la peregrinatio accademica di alcuni membri della dinastia (come Angelo senior e junior). Tra gli altri personaggi della famiglia Baldeschi citati risultano, oltre a Baldo, Il fratello Pietro del quale viene ricordato il pronipote Pietro III (lettore civilista) che nel 1577 sedò una rivolta studentesca sorta all’interno dello Studium in seguito ad una cerimonia di dottorato.

Author Carla Frova, Maria Grazia Nico Ottaviani, Stefania Zucchini (a cura di)
Title VI Centenario della morte di Baldo degli Ubaldi (1400-2000), a cura di Carla Frova, Maria Grazia Nico Ottaviani, Stefania Zucchini, Perugia, Università degli Studi, 2005, pp. 562, ill.
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Raccolta dei 19 contributi presentati nel convegno internazionale tenutosi a Perugia nel settembre 2000 in occasione del VI centenario della morte dell’illustre giurista perugino Baldo degli Ubaldi (1327?-1400), che con le sue celebri letture diede fama e lustro al trecentesco Studium Perusinum. Gli interventi proposti hanno seguito due direttrici precise, tendenti da un lato alla ricostruzione del pensiero giuridico di Baldo e dall’altro ad una indagine più prettamente prosopografica e culturale. Al primo filone appartengono i contributi di: Kenneth Pennington, “Was Baldus an Absolutist? The evidence of his Consilia”; Domenico Maffei, “Baldo e Alberto Guidalotti fra Perugia e Padova”; Vincenzo Colli, “Le opere di Baldo. Dal codice d’autore all’edizione a stampa”; Joseph Canning, “Why Baldus was no republican”; Mario Montorzi, “L’intellettualismo pratico della ‘lectura super usibus feudorum’ di Baldo degli Ubaldi tra prassi forense e nuove sistemazioni dottorali (prove e problemi di lettura)”, Maria Teresa Guerra Medici, “La successione delle figlie nel feudo. Il feudo materno e l’opinio Baldi”, Cristina Danusso, “Baldo e i libri feudorum”, Julius Kirshner, “Baldo degli Ubaldis contribution to the rule of law in Florence”, Osvaldo Cavallar, “Septimo mense. Periti, medici e partorienti in Baldo degli Ubaldi”; Mario Ascheri, “La pace di Costanza da Odofredo a Baldo degli Ubaldi”; Mario Conetti, “Baldo e la politica viscontea. Appunti a quaestiones e consilia”. Al secondo indirizzo, invece, appartengono i saggi di: Maria Grazia Nico Ottaviani, “La presenza di Baldo nella vita politica di Perugia”; Paola Monacchia, “Vicende patrimoniali degli Ubaldi a Perugia tra Tre e Quattrocento”; Giovanna Giubbini, “Fonti archivistiche per la storia di Baldo e dei Baldeschi”; Laura Teza, “Artisti nella cappella Baldeschi in San Francesco al Prato di Perugia. Domenico di Niccolò ‘dei cori’, Agostino di Duccio, Vincenzo Danti”; Francesco Federico Mancini, “Pro maiori familie de Ubaldis amplitudine et doctorandorum commoditate. Il palazzo cinquecentesco di via Baldeschi a Perugia”; Carla Frova, “Carriere universitarie dei Baldeschi”; Maria Grazia Bistoni Colangeli, “La famiglia Baldeschi nel contesto socio-politico cittadino”; Sharon Dale, “Baldus degli Ubaldi and the infeudation of Biscina: the original bulls discovered”. (cfr.: "Annali di storia delle Università Italiane", 10 (2006), pp. 440-441).

Author Enrico Spagnesi
Title L’insegnamento di Baldo degli Ubaldi a Pisa e a Firenze, “Atti e Memorie dell’Accademia Toscana di scienze e lettere”, 69 (2004), pp. 127-155.
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Focalizza l’attenzione sulla docenza pisana e fiorentina del celebre giurista perugino che tanta fama e lustro diede al patrio Ateneo nel Trecento, Baldo degli Ubaldi. Relativamente a Pisa, l’a. fa riferimento alla presunta rivalità con il maestro Bartolo, mentre per il periodo fiorentino offre notizie dei sei anni trascorsi a leggere diritto civile (1358-1364), durante i quali fu superato solo negli ultimi due anni da Riccardo da Saliceto come docente meglio retribuito. A riprova di come Baldo fu tenuto in considerazione da Firenze si ricorda che nell’ottobre del 1359 gli venne concessa la cittadinanza. Sono riportati due consilia dell’illustre giurista con i quali l’a. mostra l’interesse di Baldo per le sorti della città toscana anche dopo il suo ritorno a Perugia.

Author Domenico Maffei
Title Baldo e Alberto Guidalotti fra Perugia e Padova con altre notizie, “Panta rei. Studi dedicati a Manlio Bellomo” a cura di Orazio Condorelli, Roma, Il Cigno Edizioni, 2004, pp. 447-453 (“VI Centenario della morte di Baldo degli Ubaldi (1400-2000)”, a cura di Carla Frova, Maria Grazia Nico Ottaviani, Stefania Zucchini, Perugia, Università degli Studi, 2005, pp. 17-21).
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Dei giuristi perugini e dottori nel patrio Ateneo Baldo degli Ubaldi e Alberto di Lello de’ Guidalotti, fornisce notizie sull’insegnamento patavino. Del primo è ricordata la lezione svolta nel 1379 e del secondo quelle fra il 1386 ed il 1388. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 39 (2006), p. 272).

Author Patrick Gilli
Title La Noblesse du Droit. Debats et controverses sur la culture juridique et le role des juristes dans l’Italie Medievale (XII-XV siècles), Paris, Honore Champion Editeur, 2003, pp. 372 (Etudes d’Histoire Medievale, 7).
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Trattando il concetto di nobiltà, si sofferma sulle posizioni di Bartolo e Baldo, docenti nel trecentesco Studio perugino. (cfr. “Annali di storia delle Università Italiane”, 8 (2004), pp. 388-390).

Author Pier Luigi Falaschi
Title Guidalotti, Alberto, “Dizionario Biografico degli Italiani”, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 61 (2003), pp. 174-177.
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Nel ricomporre la biografia del giurista perugino, Alberto dei Guidalotti, laureatosi a Padova e da diverse fonti dato come lettore nello Studio patrio (in particolare, Zdekauer ed Ermini), evidenzia che pur appartenente al Collegio perugino dei dottori, non risulta aver trovato spazio nell’Università umbra, forse per la concorrenza di celebri giuristi come Baldo e Angelo degli Ubaldi e Onofrio Bartolini. Certa, invece, la sua presenza come professore a Padova. Per la madre patria svolse delicati incarichi politici e diplomatici. Morì tra la fine del 1389 e l’inizio del 1390.

Author Paul F. Grendler
Title The Universities of the italian Reinaissance, Baltimore & London, John Hopkins University Press, 2002, pp. XX, 592, ill.
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Strutturato in tre parti, il volume si propone in un ambizioso ma riuscito studio dell’istruzione universitaria italiana in epoca rinascimentale. Nella prima parte, in cui distingue tre fasi principali di sviluppo del mondo accademico nella Penisola, tra le Università che ebbero origine tra gli inizi del Duecento e gli albori del Trecento, cita e dedica spazio a quella di Perugia. In particolare dello Studium Perusinum, come degli altri, descrive l’organizzazione interna dell’Università e le relazioni con le autorità cittadine. Effettua, inoltre, confronti fra le singole sedi e rileva le fasi di crescita e decadenza di ogni Ateneo analizzando strutture, prestigio dei docenti e provenienza degli scolari. Una ricca bibliografia e un indice dei nomi e delle cose notevoli completano il testo che, oltre a prendere in esame i vari insegnamenti e il loro sviluppo in epoca rinascimentale in materie didattiche più specifiche (II parte), analizza le cause della crisi degli atenei italiani tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, evidenziando come cause principali il sorgere di scuole religiose competitive e l’emergere di un certo provincialismo nelle Università derivante dal prevalere dei professori locali su quelli forestieri (III parte). (cfr.: "Annali di storia delle Università Italiane", 7 (2003), pp. 373-375; “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 36 (2003), p. 305; "Archivio Storico Italiano", 162 (2004), pp. 179-180).

Author Andrea Donello, Gianna Maria Florio, Leonardo Granata, Antonella Mazzon, Antonella Tomiello, Federica Toniolo (a cura di)
Title I manoscritti medievali di Padova e provincia, a cura di Andrea Donello, Gianna Maria Florio, Leonardo Granata, Antonella Mazzon, Antonella Tomiello, Federica Toniolo, Venezia-Tavarnuzze-Impruneta, Regione del Veneto-SISMEL, Edizioni del Galluzzo, 2002, pp. LIV, 136, tav. CLVI ("MBiblioteche e Archivi", 9; "Manoscritti medievali del Veneto", 2).
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Viene proposta (anche in cd rom) la descrizione di 159 manoscritti copiati o posseduti da professori o studenti dello Studio di Padova entro il 31 dicembre 1500. Tra questi il ms. c. m. 266, condotto in terra veneta da Domenico da Fermo il 5 ottobre 1446, è una ‘Lectura Codicis’ di Baldo degli Ubaldi, illustre giurista perugino più volte lettore nell’Ateneo patrio. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 39 (2006), p. 273).s

Author Diego Quaglioni
Title ‘Orta est disputatio super matheria promotionis inter doctores’. L’ammissione degli ebrei al dottorato, “Micrologus”, 9 (2001), pp. 249-267.
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Partendo dalla concezione di Baldo degli Ubaldi, celebre giurista perugino lettore al patrio Ateneo per gran parte del Trecento, secondo cui in mancanza di medici cristiani è lecito servirsi di medici ebrei, l’a. evidenzia la possibilità di addottorarsi da parte degli ebrei negli Atenei italiani, tra i quali quello di Perugia, nonostante il divieto vigente sino al tardo Settecento. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 35 (2002), p. 266).

Author Elda Martellozzo Forin
Title Note sulla famiglia del giurista pisano Benedetto da Piombino (m. 1410), “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 33 (2000), pp. 45-68.
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Grazie ad alcuni documenti definisce con chiarezza nome e origine del giurista Benedetto da Pisa finora più noto come da Piombino e spesso confuso con il più famoso perugino Benedetto Barzi. Lettore di diritto in diversi Atenei della penisola, tra cui anche quello di Perugia tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, il professore toscano trascorse gli ultimi anni della propria vita a Padova dove morì nel 1410. Un anno dopo, e precisamente il 18 aprile 1411, la moglie fece stilare l’inventario dei beni del defunto marito. Nel documento (riportato in appendice), oltre all’elenco degli scritti posseduti da Benedetto (come opere di Bartolo e Baldo degli Ubaldi professori a Perugia nel XIV secolo), sono enumerate le persone a cui “il pisano” aveva prestato del denaro. Tra questi risulta un Benedetto da Perugia, probabilmente da identificare con Benedetto Guidalotti fondatore del perugino Collegio della Sapienza Nuova.

Author Maria Grazia Nico Ottaviani
Title Su Baldo e i Baldeschi. Scalvanti rivisitato, “Ius Commune”, 27 (2000), pp. 27-68.
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Interessante e utile rivisitazione di ‘Notizie e documenti sulla vita di Baldo, Pietro e Angelo degli Ubaldi, in l’opera di Baldo’, pubblicato da Oscar Scalvanti nel 1901 in occasione del V centenario della morte di Baldo. Il lavoro permette di correggere alcune deduzioni fatte dallo Scalvanti, grazie all’utilizzo delle nuove scoperte d’archivio e dei recenti lavori storiografici. Tra le altre cose, l’a. rileva che Angelus ser Francisci, spacciato per il Baldeschi, era in realtà solo un suo omonimo.

Author Annalisa Belloni
Title Diffusione delle opere di Baldo a Padova a metà Quattrocento, “Ius commune”, 27 (2000), pp. 375-406.
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Accenna rapidamente a diverse opere presenti in biblioteche padovane del celebre giurista perugino e più volte lettore allo Studio patrio Baldo degli Ubaldi, per poi soffermarsi sui mss. raccolti a Padova da Iohannes Heller, in cui si trovano opere di allievi dello stesso Baldo. Solo al suo ritorno in Germania Heller si procurò i commenti del perugino ai ‘Libri feudorum’ e alla ‘Pax Constance’. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 34 (2001), pp. 391-392).

Author Davide Banzato, Monica De Vincenti, Franca Pellegrini (a cura di)
Title Dal Medioevo a Canova. Sculture dei Musei civici di Padova dal Trecento all’Ottocento, a cura di Davide Banzato, Monica De Vincenti, Franca Pellegrini, Venezia, Marsilio, 2000, pp. 343, ill.
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E’ il catalogo della mostra allestita dal 20 febbraio al 16 luglio 2000 nei musei civici agli ‘Eremitani’. Tra le cose da segnalare una serie di medaglioni-ritratto, rintracciati nel monastero di s. Giovanni di Verdura di Padova, di Giovanni Bonazza, tra cui Baldo degli Ubaldi e Francesco Piccolomini. Il primo fu protagonista nello Studio perugino nel Trecento, il secondo nella seconda metà del Cinquecento. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 43 (2010), p. 402).

Author Manlio Bellomo
Title Medioevo edito ed inedito, I. Scholae, Universitates, Studia; II. Scienza del diritto sociale e medievale; III. Profili di giuristi, Roma, Il Cigno Galileo Galilei, 1997-1998, voll. 3, pp. 201; pp. 165; pp. 221 ("I libri di Erice", 20).
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I tre volumi contengono una raccolta di saggi editi ed inediti sul tema della formazione e dello sviluppo dell’Università nell’Alto Medioevo. Tra i profili di giuristi presenti nel terzo volume si segnala quello di Bartolo da Sassoferrato e le ricerche nei testi di Iacopo Belvisi, lettori di diritto dello Studium Perusinum nella prima metà del XIV secolo. Nell’impossibilità di citare tutte le figure che ebbero a che fare con l’Università di Perugia presenti nell’opera si rimanda all’indice analitico dei personaggi. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 38 (2005), pp. 253-254).

Author Osvaldo Cavallar
Title Il tiranno, i ‘dubia’ del giudice, e i ‘consilia’ dei giuristi, “Archivio Storico Italiano”, 155 (1997), pp. 265-345.
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Tra gli illustri giuristi a cui si fa riferimento per “risolvere” i “dubia” espressi da Piero Ludovico Saraceni da Fano, giudice di Rota, figurano Bartolo da Sassoferrato, Baldo e Angelo degli Ubaldi, Cino da Pistoia e Antonio da Budrio, celebri dottori del TRECENTESCO Studio perugino.

Author Primo Griguolo
Title I libri giuridici di Leone Lazara, “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 29 (1996, ma 1997), pp. 163-169.
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Dalla Biblioteca comunale di Lendinara, pubblica in appendice l’elenco dei libri giuridici posseduti dal giurista quattrocentesco Leone Lazara. Compilato dallo stesso Leone tra il 1434 e il 1445, l’inventario, composto da 37 lemmi dotati delle rispettive quotazioni dei testi, è confrontato dall’a. con quello di un altro famoso giurista dell’epoca, ossia il perugino Sallustio di Celleolo. Tra gli scritti e le opere confrontate, diverse sono di dottori che insegnarono nel Trecento allo Studium Perusinum come Bartolo, Baldo degli Ubaldi e Cino da Pistoia. (cfr. “Medioevo latino”, 19 (1998), 5873; “Bibliografia Umbra”, 6 (1995-1998, ma 2001), p. 463).

Author Giovanna Pirani
Title Su alcuni documenti relativi alla Biblioteca comunale di Ancona conservati presso l’Archivio storico comunale di Ancona, “Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le Marche”, Nuova Serie 101 (1996, ma 1997), pp. 437-512.
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Tra i documenti riportati in appendice e riguardanti lo sviluppo ottocentesco della Biblioteca comunale di Ancona nell’età preunitaria, l’a. riproduce l’elenco dei libri esistenti nella Biblioteca dorica nel 1811. Tra i testi concernenti la giurisprudenza civile e canonica e in quelli di matrice letteraria risultano opere di diversi dottori che insegnarono all’Università di Perugia come Bartolo da Sassoferrato, Baldo e Angelo degli Ubaldi, Cino da Pistoia, Tobia Nonio e Traiano Boccalini.

Author Vincenzo Colli
Title I ‘libri consiliorum’. Note sulla formazione e diffusione delle raccolte di ‘consilia’ dei giuristi dei secoli XIV-XV, “Consilia im Spaten Mittelalter. Zum historischen Aussagewert einer Quellengattung”, a cura di Ingrid Baumgartner, Sigmaringen, Tip. Jan Thorbecke Verlag, 1995, pp. 225-235.
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Sono citati, tra i giuristi del XIV secolo, Baldo degli Ubaldi e Bartolo da Sassoferrato, lettori allo Studio di Perugia. (cfr. “International Medieval Bibliography”, 29 (1995), fasc. 2, p. 2456; “Medioevo Latino”, 17 (1996), 5721; “Bibliografia Umbra”, 6 (1995-1998, ma 2001), p. 463).

Author
Title Storia dell’Università di Pisa. I: 1343-1737, a cura della Commissione rettorale per la storia dell’Università di Pisa, Ospedaletto (PI), Pacini Editore, 1993, pp. 808, ill.
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Tra le fonti principali per uno studio esauriente e complessivo sull’Università di Pisa l’opera, scritta a più mani, è divisa in diverse parti. Nel primo volume, in due tomi, si esamina la fondazione dello Studio generale fino alla scomparsa della dinastia medicea. Tra i diversi professori che tra il XIV ed il XV secolo diedero lustro e fama al neonato Ateneo toscano, molti provenivano da quello perugino che non a caso viene definito come uno fra i più “saccheggiati”. In particolare sono citate le condotte di Bartolo del 1339, Francesco Tigrini da Vicopisano, Baldo degli Ubaldi nel 1356-1357 e quelle di Benedetto Barzi da Piombino, Baldo Bartolini, Pierfilippo Della Corgna e Nicolò Tignosi da Foligno, tutti professori allo Studium Perusinum. Infine, viene ricordato anche l’insegnamento tra il 1501 e il 1505 di Luca Pacioli, quando però lo Studio pisano era a Firenze e l’insegnamento della matematica era una “presenza piuttosto aleatoria”. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 28 (1995, ma 1996), pp. 197-207; "Annali di storia delle Università Italiane", 1 (1997), pp. 223-229).

Author Julius Kirshner
Title Mulier alibi nupta, "Consilia im Spaten Mittelalter: zum historischen Aussagewert einer Quellengattung”, a cura di Ingrid Baumgartner, Sigmaringen, Jan Thorbecke Verlag, 1995, pp. 147-175.
Abstract Show/Hide abstract
Analizzando il diritto di cittadinanza delle donne sposate, l’a. evidenzia consilia di Bartolo e Baldo degli Ubaldi, celebri dottori del trecentesco Studio perugino. (cfr. “Medioevo Latino”, 17 (1996), p. 5769; “Bibliografia Umbra”, 6 (1995-1996, ma 2001), p. 463).

Author Domenico Maffei
Title Studi di storia dell’Università e della Letteratura giuridica, Goldbach, Keip Verlag, 1995, XX, 590.
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Trattasi di una raccolta di saggi del professor Domenico Maffei, scritti fra il 1967 e il 1994. Fra i 27 contributi, alcuni riguardano personaggi che insegnarono allo Studium Perusinum come Cino da Pistoia, Simone da Borsano, Baldo degli Ubaldi, Benedetto Barzi, Benedetto da Piombino e un articolo dedicato al più antico privilegio dottorale dell’Ateneo umbro: quello del 1377, nel quale compaiono promotori il celebre Angelo degli Ubaldi e il meno famoso Giuliano Bini. (cfr. “Annali di storia delle Università Italiane”, 2 (1999), pp. 251-254).

Author Giulio Battelli
Title La ‘Biblioteca Pubblica’ di Urbino istituita da Clemente XI nel 1719. Nuovi documenti, “Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le Marche”, NUOVA Serie 99 (1994, ma 1995), pp. 243-281.
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Dopo aver illustrato dettagliatamente tutti i vari passaggi che portarono all’istituzione della Biblioteca pubblica di Urbino da parte del pontefice Clemente XI (1700-1721) l’a. descrive alcuni lasciti che la formarono, come quello di monsignor Fedeli, nella cui biblioteca una particolare attenzione è rivolta ad un gruppo di “libri legali”, tra i quali spiccano opere di Bartolo e Baldo degli Ubaldi, illustri lettori di diritto nel XIV secolo all’Università di Perugia.

Author Dieter Girgensohn
Title Francesco Zabarella da Padova. Dottrina e attività politica di un professore di diritto durante il grande scisma d’Occidente, “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 26-27 (1993-1994, ma 1995), pp. 1-48.
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Nel tracciare un profilo di Francesco Zabarella, professore di diritto a Padova alla fine del XIV secolo, l’a. riporta in nota la notizia della presenza il 22 aprile 1398 per una declamazione nello Studio veneto, di Baldo degli Ubaldi giurista perugino che diede fama e lustro all’Università di Perugia per tutto il Trecento.

Author Antony Black
Title The Juristic origins of social contract theory, “History of Political Thought”, 14 (1993), pp. 57-76.
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Nel tracciare un quadro del pensiero giuridico dal XII al XIV secolo, l’a. cita Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi, Cino da Pistoia e Angelo Perigli, tutti lettori di diritto nel trecentesco Studium Perusinum. (cfr. “Medioevo Latino”, 16 (1995), 5719; “Bibliografia Umbra”, 6 (1995-1998, ma 2001), p. 436).

Author Giacomo Boccanera-Daniela Branciani
Title Camerino, Biblioteca Comunale Valentiniana, Firenze, Leo S. Olschki, 1993, pp. 246 ("Inventari dei manoscritti delle Biblioteche d’Italia", 107).
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Tra i 583 manoscritti della Biblioteca Valentiniana di Camerino inventariati risultano dei consulti di Baldo e Bartolo, insigni dottori dell’Ateneo perugino nel XIV secolo. (cfr. “Medioevo Latino”, 17 (1996), 8967; “Bibliografia Umbra”, 6 (1995-1998, ma 2001), p. 462).

Author Hans Kiefner
Title ‘Ubi non est intellectus ibi non est sententia’, Baldus’s Kommentierung der ‘Lex Uudices’ (c. 7, 45, 12): Uber die Gerichtssprache, „Revue d'Histoire du Droit”, 60 (1992), pp. 261-287.
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Analizza il commentario di Baldo degli Ubaldi, dottore allo Studio patrio di Perugia nel Trecento, per quel che riguarda l’uso della lingua nella giustizia. (cfr. “Medioevo Latino”, 16 (1995), 4458; “Bibliografia Umbra”, 6 (1995-1998, ma 2001), p. 463).

Author Francesco Piovan
Title I libri di Bernardino Dal Gambaro, professore di diritto canonico a Padova (m. 1528), “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 24-25 (1991-1992, ma 1994), pp. 57-81.
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Nell’Archivio notarile di Padova rinviene e pubblica in appendice un documento inedito su Bernardino Dal Gambaro (1490ca-1528). Professore di diritto canonico all’Ateneo patavino, quest’ultimo fu tra i promotori alla laurea in diritto civile (ottobre 1525) di Fabio Accoramboni, figlio del noto medico eugubino Girolamo più volte lettore di medicina allo Studio di Perugia tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. L’atto riportato è l’inventario dei libri e dei beni mobili di Bernardino, depositati provvisoriamente dal fratello Matteo nella casa padovana degli Accoramboni. Il 28 novembre 1528, nella propria abitazione (in contrada Ponte dei Tardi), il professore eugubino fece redigere tale documento in modo da non subire eventuali contestazioni future. Nell’inventario (composto da 174 voci) risultano lecturae, commenti ed opere di diversi dottori che avevano insegnato all’Università di Perugia come Bartolo da Sassoferrato (1314ca-1357), Baldo degli Ubaldi (1327-1400), Angelo degli Ubaldi (1327ca-1407), Cino da Pistoia (m. 1337ca), Federico Petrucci da Siena (secolo XIV), Benedetto Capra da Peruhgia (secolo XV), Pier Filippo Della Corgna (1419ca-1492) e Vincenzo Ercolani da Perugia (m. 1539).

Author Aldo Mazzacane
Title Diplovatazio (Diplovataccio), Tommaso, "Dizionario Biografico degli Italiani”, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 40 (1991), pp. 249-254.
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Biobliografia dell'umanista di origine greca Tommaso Diplovatazio. Dopo aver sottolineato che nacque a Corfù il 25 marzo 1468 da Giorgio e Maria Lascaris e aver illustrato le vicende familiari che lo portarono a ricevere una prima formazione a Napoli dal grammatico Carlo Sorrentino, ne ricostruisce il percorso educativo incentrato sugli studi del diritto. In tal senso, risulta studente a Salerno, di nuovo a Napoli e dal 1485 al 1488 nello Studio di Padova dove, non ancora laureato, tenne un apprezzato corso sulle Istituzioni. Nel 1489, prima di accettare l'incarico di vicario delle appellazioni fattogli dalla corte sforzesca di Pesaro, frequentò lo Studium Perusinum, ascoltando le lezioni di Pietro II degli Ubaldi, Baldo Bartolini e Pier Filippo della Cornia. Del periodo perugino sono ricordate sue pubbliche disputationes e repetitiones. Stabilitosi a Pesaro e ottenuto il dottorato a Ferrara il 13 agosto 1490, affiancò alla sua attività di magistrato, quella di consulente, ma soprattutto divenne una figura politica e intellettuale di rilievo della corte del duca. Quest'ultimo, nel 1493, gli diede l'impulso di occuparsi della dignitas dei dottori, che egli concretizzò, grazie alla sua preziosa biblioteca, con l'opera che lo rese celebre, ossia il Tractatus de praestantia doctorum. In particolare, con il nono dei dodici libri del trattato, intitolato De claris iuris consultis, fornì brevi profili dei giureconsulti della storia,rappresentando un documento importante per gli "nizi dell'umanesimo giuridico, per la ricchezza di informazioni erudite e le preoccupazioni di ordine filologico dispiegate nell'esaminare le fonti". Politico prudente e accorto calcolatore, rimase sempre protagonista nelle alterne fortune che visse il Ducato, dove restò fino al 1517. Trasferitosi a Venezia, città in cui poteva contare su una fitta rete parentale, si relazionò con la sviluppata editoria locale, curando con attenzione diverse sue raccolte di manoscritti precedentemente acquisiti e che arricchivano la sua biblioteca. Tra questi si ricordano scritti o consigli di Bartolo, Baldo e Tindaro Alfani. Tornato a Pesaro nel 1530, trascorse i suoi ultimi anni di vita svolgendo diversi incarichi di prestigio, preoccupandosi di gestire il suo ingente patrimonio e cercando di conservare al meglio l'imponente libreria, alla quale dedicò un importante spazio nel suo testamento redatto il 20 aprile 1538. Morì nella città marchigiana il 29 maggio 1541 e fu sepolto nella cappella di s. Nicola in s. Agostino.

Author Diego Quaglioni
Title Il pubblico dei legisti trecenteschi: i ‘lettori’ di Bartolo, “Scritti di storia del diritto offerti dagli allievi a Domenico Maffei” a cura di Mario Ascheri, Padova, Antenore, 1991, pp. 183-201 (Medioevo e Umanesimo, 78).
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Tra i lettori che più recepirono la lezione del grande giurista Bartolo da Sassoferrato l’a. ricorda in particolare il perugino Baldo degli Ubaldi, doctor come il sassoferratese di diritto alla neonata Università di Perugia. (cfr. “Medioevo Latino”, 15 (1994), 372; “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 28 (1995, ma 1996), p. 245).

Author Paolo Nardi
Title Contributo alla biografia di Federico Petrucci con notizie inedite su Cino da Pistoia e Tancredi da Corneto, “Scritti di storia del diritto offerti dagli allievi a Domenico Maffei”, Padova, 1991, pp. 153-180 (Medioevo e Umanesimo, 78).
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Offre importanti notizie biografiche del canonista Federico Petrucci da Siena che, come il suo celebre allievo Baldo degli Ubaldi, fu lettore allo Studium di Perugia nella prima metà del Trecento. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 28 (1995, ma 1996), p. 239).

Author Vincenzo Colli
Title Il cod. 351 della Biblioteca Capitolare ‘Feliniana’ di Lucca: editori quattrocenteschi e ‘Libri Consiliorum’ di Baldo degli Ubaldi (1327-1400), “Scritti di storia del diritto offerti dagli studenti a Domenico Maffei” a cura di Mario Ascheri, Padova, Antenore, 1991, pp. 255-282 ("Medioevo e Umanesimo", 78).
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In vita il celebre giurista perugino Baldo degli Ubaldi, che tanta fama e lustro diede al neonato patrio Ateneo, raccolse e ordinò la sua numerosa produzione consiliare (più di 3000 pezzi) in diversi minutari chiamati ‘Libri consiliorum domini Baldi’, 12 dei quali attualmente conservati nella Biblioteca Vaticana. Di questa immensa produzione, l’a. rintraccia nel Cod. 351 della Biblioteca Capitolare di Lucca 443 consilia del grande giurista. Tale serie, in gran parte costituita da inediti, è composta soprattutto da consigli perugini anteriori al 1390 curati dal figlio Francesco. (cfr. “Archivum Historiae Pontificiae”, 30 (1992), p. 499; “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 28 (1995, ma 1996), p. 222).

Author Domenico Maffei
Title Bartolomeo da Novara (m. 1408) autore della ‘Lectura Institutionum’ attribuita a Baldo degli Ubaldi, “Rivista di storia del diritto italiano”, 63 (1990), pp. 5-22.
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La ‘Lectura Institutionum’, circolante sotto il nome del giurista perugino e maestro allo Studio patrio Baldo degli Ubaldi, viene invece attribuita a Bartolomeo da Novara da Giovan Battista Piotti nel XVI secolo. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 22-23 (1989-1990, ma 1992), p. 362; “Revue d'Histoire Ecclesiastique”, 86 (1991), pp. 272-273; “Medioevo Latino”, 14 (1993), 473; “Bibliografia Umbra”, 5 (1991-1994, ma 1998), p. 469).).

Author Francesco Piovan
Title In casa di Bernardo Bembo: il testamento e i libri giuridici di uno studente siciliano (1460), “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 22-23 (1989-1990, ma 1992), pp. 223-231.
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Riporta in appendice l’inventario, redatto il 24 febbraio 1460, dei libri e beni mobili di Lorenzo ‘de Vignono’, studente catanese ospite a Padova di Bernardo Bembo. Tra i testi giuridici, posseduti dal siciliano ed inventariati analiticamente dal notaio Giacomo Polenton, risultano diverse ‘Lecturae’ di celebri dottori che insegnarono a Perugia come Bartolo, Cino da Pistoia e Baldo degli Ubaldi, presente anche con il suo ‘Super usibus feodorum’.

Author Leo Kosuta-Giovanni Minnucci
Title Lo Studio di Siena nei secoli XIV-XVI. Documenti e notizie biografiche, Milano, Giuffrè, 1989, pp. 663 (Orbis Academicus. Saggi e documenti per la storia dell’Università di Siena, a cura di Domenico Maffei e Paolo Nardi, 1).
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Vengono presentati 422 documenti conservati nel fondo Notarile ante-cosimiano dell’Archivio di Stato di Siena, divisi in quattro sezioni: lauree, atti relativi alla vita dello studio, dottori e studenti in atti non relativi allo Studio e dottori e studenti testimoni in atti non relativi allo Studio. Tra le varie notizie che si possono estrapolare dalla documentazionee che ha dato modo di formare delle schede bio-bibliografiche, risultano alcune dedicate a scolari o docenti che ebbero relazione con l’Università di Perugia, come i senesi Marco e Ugo Benzi, Francesco Casini e Francesco Piccolomini, nonché Guglielmo di Cellolo, insegnante a Siena nel 1389. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 21 (1988, ma 1990), p. 224; “Bullettino senese di storia patria”, 96 (1989, ma 1990), pp. 438-441).

Author Vito Piergiovanni
Title ‘La peregrinatio bona’ dei mercanti medievali: a proposito di un commento di Baldo degli Ubaldi a ‘X. 1. 34’, “Zeitschrift der Savigny-Stiftung fur Rechtsgeschichte”, 74 (1988), pp. 348-356.
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Viene sottolineata la distinzione di vari tipi di “peregrinatio” secondo Baldo degli Ubaldi, giurista perugino e lettore nello Studium patrio nel Trecento. (cfr. “Medioevo Latino”, 11 (1990), 150; “Bibliografia Umbra”, 4 (1989-1990, ma 1996), p. 486).

Author Annalisa Belloni
Title Iohannes Heller e i suoi libri di testo: uno studente tedesco a Padova nel Quattrocento tra insegnamento giuridico ufficiale e ‘natio Theutonica’ (3 tav.), “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 20 (1987, ma 1989), pp. 51-99.
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Dopo aver accennato alle motivazioni che spinsero numerosi giovani tedeschi sin dalla prima metà del XV secolo a scendere in Italia per studiare e formarsi nelle più celebri Università della Penisola (tra le quali cita anche quella di Perugia) l’a. concentra la propria attenzione sullo sviluppo di tale fenomeno allo Studio di Padova. Questo, infatti, era uno degli Atenei più appetibili dagli studenti stranieri soprattutto per l’importanza dei docenti di cui era dotato all’epoca, tra i quali è citato anche Angelo Perigli da Perugia più volte lettore nell’Università patria e probabilmente a Padova dal 1430 al 1436. In particolar modo, però, l’a. sviluppa il proprio saggio sulla figura di Iohannes Heller (1414-1475), giovane tedesco che, giunto a Padova nel 1441, vi si laureò in utroque iure nel 1449. Di questo, vengono esaminati i suoi manoscritti contenenti i testi di diversi grandi giuristi che insegnarono nel Trecento a Perugia, ossia Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi e il fratello Angelo.

Author Paola Monacchia
Title Hospitia et hospitatores. Alberghi e albergatori a Perugia nel Tre e Cinquecento, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 84 (1987), pp. 223-247.
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L’incremento dei traffici commerciali e il diffondersi di altre classi di viaggiatori, oltre quella tipica dei pellegrini, rese insufficiente il sistema alto medioevale degli hospitia basato su istituti ecclesiastici lungo le strade, rendendo necessario la creazione di strutture aventi personale di mestiere che, dietro pagamento, dessero alloggio e vitto. Nel fornire una rassegna degli alberghi presenti a Perugia tra il XIV e il XVI secolo, l’autrice ricorda che uno dei più importanti era quello delle ‘Chiavi’, il cui stabile è posseduto nel 1377 in comproprietà da illustri personaggi perugini come il Conte Saccucci e Baldo degli Ubaldi, insigni dottori dello Studium Perusinum (pp. 232-233).

Author Annalisa Belloni
Title Professori giuristi a Padova nel secolo XV. Profili bio-bibliografici e cattedre, Frankfurt am Main, Vittorio Klostermann, 1986, pp. 430, tav. "(Ius commune", Sonderhefte; Studien zur Europaischen Rechtsgeschichte, 28).
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Diviso in due parti distinte e dotato di vari indici esplicativi e tavole, il saggio, che rappresenta un importante contributo per la ricostruzione della storia degli studi giuridici all’Università di Padova, mostra una serie di professori-giuristi, dei quali offre un ritratto bio-bibliografico. Tra questi diversi insegnarono allo Studium di Perugia, come i perugini Benedetto Barzi, Filippo Franchi, Baldo Bartolini, Angelo Perigli Giovanni da Montesperello e Angelo di Alessandro degli Ubaldi. Tra i non perugini figurano, invece, Antonio da Budrio, Benedetto da Piombino e Antonio dei Roselli d’Arezzo, mentre più volte citati sono Baldo e Angelo degli Ubaldi, Bartolo da Sassoferrato, Federico Petrucci da Siena e Cino da Pistoia, dottori nel trecentesco Studium Perusinum. (cfr. „Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 19 (1986, ma 1988), p. 211).

Author Joanne Snow-Smith
Title Pasquier le Moyne’s notes on painting, sculpture and architecture in Pavia in 1515, “Gazette des Beaux-Arts”, 107 (1986), pp. 57-70.
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Viene descritto il sepolcro, collocato nella chiesa di S. Francesco a Pavia, del giurista perugino Baldo degli Ubaldi dottore di diritto allo Studio patrio. (cfr. “Archivum Franciscanum Historicum”, 80 (1987), pp. 317-318; “Bibliografia Umbra”, 3 (1986-1988, ma 1991), p. 441).

Author Thomas M. Izbicki-Julius Kirshner
Title Consilia of Baldus of Perugia in the Regenstein Library of the University of Chicago, “Bullettin of Medieval Canon Law”, 15 (1985), pp. 95-115.
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Rinvengono e pubblicano I consilia riguardanti 188 casi trattati dal celebre giurista Baldo degli Ubaldi, dottore allo Studium Perusinum nel Trecento. (cfr. “Deutsches Arciv Erforschung”, 42 (1986), p. 653; "Bibliografia Umbra", 3 (1986-1988, ma 1991), p. 441).

Author Ursula Baurmeister, Annie Charon-Parent, Domenique Coq (a cura di)
Title Catalogues des incunables: S-Z, a cura di Ursula Baurmeister, Annie Charon-Parent, Dominique Coq, Paris, Bibliotheque Nationale, 1985, vol. II, pp. 529-783.
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La Biblioteca Nazionale di Parigi possiede e conserva diverse opere dei giuristi perugini e le ttori allo Studio patrio Baldo ed Angelo degli Ubaldi. Fra questi si precisa che il ‘Tractatus de permutatione beneficiorum’ ascritto a Baldo deve essere considerato come anonimo visto che è stato pubblicato da solo. (cfr. “Bibliotheque de Ecole des chartes”, 144 (1986), fasc. 1, pp. 182-183; “Bibliografia Umbra”, 3 (1986-1988, ma 1991), p. 441).

Author Tiziana Pesenti
Title Professori e promotori di medicina nello Studio di Padova dal 1405 al 1509. Repertorio bio-bibliografico, Trieste-Padova, Lint, 1984, pp. 281 (Contributi alla storia dell’Università di Padova, 16).
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Risultato di un progetto promosso da ‘International union of the history and philosophy of Science, Commission of Science in the Renaissance’, il volume comprende un curato elenco di 129 docenti e promotori di medicina dell’Ateneo patavino. Fra questi, dei quali sono forniti dettagliati profili bio-bibliografici, alcuni insegnarono nel XV secolo all’Università di Perugia come Ugo Benzi da Siena, Baldassarre Gemini da Perugia, Mattiolo Mattioli, Alessandro Sermoneta da Siena e Girolamo Accoramboni da Gubbio. Diviso in otto indici che permettono al lettore una consultazione diretta e rapida, i dati e le numerose informazioni offerte nel testo consentono precisazioni sull’insegnamento dei docenti grazie soprattutto alla catalogazione attenta e minuziosa dei manoscritti. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 18 (1985, ma 1986), pp. 212-214).

Author Gian Carlo Alessio
Title Per la biografia e la raccolta di brani di Domenico Della Rovere, “Italia Medievale e Umanistica”, 27 (1984), pp. 175-231.
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Di Domenico Della Rovere (1442-1512), protonotaio apostolico e uditore rotale, fornisce la raccolta dei testi. Tra quelli di diritto civile si segnala la presenza di opere del celebre giurista perugino e più volte lettore allo Studio patrio Baldo degli Ubaldi. (cfr. “Bibliografia Umbra”, 2 (1984-1985, ma 1989), p. 110).

Author Salvatore Fodale
Title Baldo degli Ubaldi difensore di Urbano VI e signore di Biscina, “Quaderni Medievali”, 17 (1984), pp. 73-85.
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Riporta la presa di posizione del celebre giurista perugino e più volte lettore allo Studio patrio, Baldo degli Ubaldi, in favore della legittimità dell’elezione di Bartolomeo Prignano al soglio pontificio con il nome di Urbano VI. Tale posizione gli permise di ottenere in feudo il castello di Biscina tra Gubbio e Perugia. (cfr. “Rivista di storia della Chiesa in Italia”, 39 (1985), p. 260; “Bibliografia Umbra”, 2 (1984-1985, ma 1989), p. 402).

Author Leone Babbini
Title Tre ‘Summae casuum’ composte da tre francescani piemontesi della provincia di Genova, “Studi francescani”, 78 (1981), pp. 159-169.
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Analizza il ‘Summa Astesana Rosella Angelica', i cui autori dimostrano di conoscere le opere giuridiche di Bartolo da Sassoferrato e Baldo degli Ubaldi, lettori di diritto allo Studium Perusinum nel Trecento. (cfr. “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 79 (1982), p. 364).

Author Enzo Mecacci
Title La biblioteca di Ludovico Petrucciani, docente di diritto a Siena nel Quattrocento, Milano, Giuffrè, 1981, pp. XII, 170, tavv. 2 ("Quaderni di “Studi senesi”", 29).
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Tra le notizie fornite sull’avvocato concistoriale e professore ternano Ludovico Petrucciani (laureatosi allo Studio di Perugia) l’a. segnala che nella sua biblioteca, lasciata in eredità ai monaci di Monte Oliveto Maggiore, erano presenti 115 manoscritti tra i quali opere di Baldo degli Ubaldi, celebre dottore all’Università perugina. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 16 (1983, ma 1984), p. 176; "Archivum Franciscanum Historicum", 78 (1985), p. 564).

Author Maria Teresa Napoli
Title Ciaffi (Cassus, Ciafari, Craffi, Criffi, Zacci, Zaffi, Ziaffe, Ziaffi), Andrea (Andrea da Pisa), “Dizionario Biografico degli Italiani”, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 25 (1981), pp. 95-97.
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Biobibliografia di Andrea Ciaffi, giurista nato a Pisa da una famiglia ben conosciuta in città, nella seconda metà del XIII secolo. Secondo il Diplovataccio, che apprende l'informazione da uno scritto di Baldo non pervenuto, studiò a Bologna sotto Dino del Mugello, per poi perfezionare la sua formazione giuridica presso la scuola di Orleans. Lesse civile a Pisa nel 1320 e nel settembre dell'anno successivo, mentre era a Firenze, fu chiamato a Perugia per sostituire il Belvisi. Il 31 ottobre, però, accettò la cattedra di civile di Siena, dove insegnò per il 1321-1322 con il salario di 300 fiorini d'oro. Un suo consilium sottoscritto da Cino da Pistoia, ha fatto supporre che i due si fossero incontrati a Perugia durante l'insegnamento perugino del pistoiese (1326 o 1330-1334), ma la lettura nel ms. Vat. Lat. 8069 di un Andrea Ciaffi di Perugia e non di Pisa, ha reso precaria l'ipotesi. La sua produzione scientifica è notevole, anche se è in parte da identificare.

Author
Title Vennero per Bartolo e Baldo, si entusiasmarono per Bonciari, “L’Università”, 9 (1991), fasc. 8, pp. 18-19.
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Come in molti altri Atenei della Penisola anche quello di Perugia vide la costante presenza di studenti stranieri. In questo caso l’attenzione è puntata sulla frequentazione dello Studium Perusinum da parte di scolari polacchi risultanti iscritti a Perugia sin dai primi anni della fondazione dell’Università, quando seguirono le lezioni di Bartolo e Baldo degli Ubaldi. Tra gli studenti nominati e di cui sono fornite piccole notizie figurano tra gli altri: Stanislao di Stoykon da Ksiaz diritto (1371-1375), Pietro Gaszowiec (medicina 1452-1454) e successivamente Stanislao Karnkowski (diritto 1545). In seguito il flusso “polacco” verso Perugia si fece più intenso tanto da dar vita nel 1623 alla nazione polacca dell’Università perugina. Studiarono così a Perugia celebri personalità della Chiesa come, tra gli altri, Bernardo Maciejowski (diritto 1583-1584), Pietro Jaroszewski, Francesco Lacki, Gabriele da Szdko (teologia 1575) e Zaccaria Tesznarowicz (diritto 1680). E’ evidenziato particolarmente l’entusiasmo che ebbero per l’umanista e professore dello Studio, Marcantonio Bonciario (1555-1616), che tra il 1604 e il 1612 divenne “l’idolo” dei giovani studiosi polacchi in Italia. (cfr. “Bibliografia Umbra”, 5 (1991-1994, ma 1998), p. 251).

Author Laura Gasparri
Title Sulla tradizione manoscritta delle prediche di Roberto da Lecce. Con due sermoni inediti, “Archivum Franciscanum Historicum”, 73 (1980), pp. 172-225.
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Viene esaminato il cod. 167 della Biblioteca Capitolare di Lucca contenente una repetitio di Baldo degli Ubaldi e una repetitiones di Ludovico Pontano e Angelo degli Ubaldi, rispettivamente studente il primo e e docente il secondo assieme al celebre fratello Baldo, dello Studium Perusinum. (cfr. “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 79 (1982), p. 362 ; « Bibliografia Umbra”, 1 (1982-1983, ma 1987), p. 330).

Author Gian Maria Varanini
Title Un codice trascritto in casa di Pietro Del Monte studente a Padova, “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 13 (1980, ma 1981), pp. 147-149.
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Identifica in Iohannes Mendemblick (o Medeblick), dottore in arti e medicina a Padova nel 1430, il probabile trascrittore della 'Lectura super usibus feudorum' di Baldo degli Ubaldi contenuta nel ms. 730-732. Conservato nella Biblioteca Civica di Verona il manoscritto comprende anche il trattatello 'Super pace Constancie' sempre del giurista perugino, nonché la 'Lectura super tribus libris Codicis' di Bartolo da Sassoferrato, dottore di diritto come Baldo all’Università di Perugia nel corso del XIV secolo.

Author Arnaldo Ganda
Title Marco Roma sconosciuto editore dei prototipografi milanesi (1473-1477) e un nuovo incunabolo: il catalogo di vendita dei suoi libri, “La Bibliofilia”, 82 (1980), pp. 97-129; pp. 219-246.
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Già finanziatore dell’edizione della ‘Lectura super prima parte Digesti Veteris’ di Baldo degli Ubaldi per i tipi di Antonio Zarotto, l’a. evidenzia che il Roma, a salvaguardia della propria posizione monopolista nel campo dell’editoria milanese della seconda metà del Quattrocento, fece stampare da Cristofero Valdarfer la ‘Summa naturalium Aristotelis’ di Paolo Veneto, lettore all’Università di Perugia agli inizi del XV secolo e del quale lo stesso Valdarfer aveva già pubblicato la ‘Summola logicae’. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 15 (1982, ma 1983), p. 186).

Author Joseph Canning
Title A fourteenth-century contribution to the theory of citizenship Political man and the problem of created citizenship in the thought of Baldus de’ Ubaldis, “Authority and Power: Studies on Medieval Law and government, presented to Walter Ullmann on his Seventieth Birthday” a cura di Brian Tierney, Peter Linehan, Cambridge, Cambridge University Press, 1980, pp. 197-212.
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Del giurista perugino e più volte lettore allo Studio patrio Baldo degli Ubaldi, l’a. cita la sua differenziazione fra diritto di cittadinanza innato e acquisito. (cfr. “Deutsches Archiv fur Erforschung des Mittelalters”, 39 (1983), p. 592; „Bibliografia Umbra“, 1 (1982-1983, ma 1987), p. 330).

Author Luigi Moranti-Maria Moranti
Title La libreria della famiglia Corboli di Urbino, “Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le Marche”, NUOVA Serie 85 (1980, ma 1982), pp. 229-261.
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In continuazione di una precedente pubblicazione (“Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le Marche”, NUOVA Serie 83, pp. 315-341) gli a. pubblicano l’inventario della famiglia Corboli di Urbino, compilato nel 1592 su istanza di Girolamo Corboli. Di piccola dimensione (conteneva poco più di 300 volumi), nella libreria si rilevano classici del diritto, ma non solo, come Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi e Paolo Veneto, tutti professori all’Università di Perugia.

Author Ernesto Bellone
Title Una giuntina poco nota della biblioteca civica di Torino. La ‘Summa Angelica’ di Angelo da Chivasso, Lione s. d., “Studi francescani”, 77 (1980), pp. 139-144.
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Tra le “auctoritates” presenti nella ‘Summa’, sono citati i lettori di diritto dell’Ateneo perugino Bartolo da Sassoferrato (149 volte) e Baldo degli Ubaldi (143 volte). (cfr. “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 79 (1982), p. 360).

Author Maria Teresa Napoli
Title Cavitelli, Egidiolo, “Dizionario Biografico degli Italiani”, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 23 (1979).
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Profilo del giurista lombardo Egidio Cavitelli, conosciuto pure come Gelliolo, Gigliolo, Giliolo, Ziliolo e Zeliolo. Appartenente ad una delle famiglie più rappresentative di Cremona, città in cui nacque attorno alla metà del Trecento, fu avviato agli studi giuridici, probabilmente, dal padre Raimondino, anch'egli lettore di civile nel 1350 allo Studio di Perugia. Abbandonata presto l'attività politica, Egidio figura lettore a Padova già dal 12 settembre 1379 e certamente rimase in terra veneta, visto che compare come testimone e promotore in diverse lauree patavine fino al 1387. Nel 1391 fu chiamato a Ferrara dove, con un buon seguito di allievi, anche forestieri, insegnò probabilmente diritto civile. Restò all'Ateneo estense per tre anni, fino al 1394, per poi continuare l'attività accademica allo Studium Perusinum nel 1400, dove forse va fatta risalire la conoscenza di Baldo degli Ubaldi. Dal matrimonio con la cremonese Maddalena Regazzola ebbe Nicolò, giurista come il padre. Morì a Cremona il 20 marzo 1419. Delle sue opere si conoscono tre trattati e diversi consilia, come quello padovano del 1384, altri due conservati alla Biblioteca Marciana di Venezia e molti altri rintracciabili nelle raccolte di celebri giuristi, come Bartolo, Baldo, Iacopo Bottrigari e Iacopo da Belviso.

Author Robert Norman Swanson
Title Universities, Academics and the Great Schism, London-New York-Melbourne, Cambridge University Press, 1979, pp. XV, 245 ("Cambridge Studies in Medieval Life and Thought", III Serie 12).
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Puntando l’attenzione su come le conseguenze derivanti dalle dispute sorte per trovare delle soluzioni al Grande Scisma d’Occidente influirono all’interno della vita istituzionale universitaria, l’a. mette in risalto il forte influsso sui giuristi padovani e bolognesi delle posizioni assunte dal celebre perugino Baldo degli Ubaldi (che tanto lustro diede al neocostituito Studium Perusinum) sul tema dell’elezione di Urbano VI. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 14 (1981, ma 1982), pp. 163-164).

Author Giuliana D'Amelio
Title Castro, Paolo (di)), “Dizionario Biografico degli Italiani”, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 22 (1979), pp. 227-233.
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Fornisce una esauriente biobibliografia del giurista laziale Paolo di Angelo di Castro. Dopo aver ricordato i forti legami con la città natale, evidenzia, riportando la documentazione, che studiò diritto allo Studio di Perugia, avendo come maestro il celebre Baldo degli Ubaldi. In particolare, cita una additio anonima dalla quale si deduce che operasse in casa del giurista perugino, come precettore dei figli Francesco e Zenobi. Il rapporto con gli Ubaldi era comunque così forte da continuare anche successivamente. E' menzionato l'incontro che Baldo e Paolo ebbero a Pavia nel 1390 e la corrispondenza che quest'ultimo tenne con Zenobi nel 1399 quando, da Parigi, il laziale a nome della corte francese gli scriveva di adoperarsi, assieme al padre Baldo, per trovare una soluzione allo scisma d'Occidente. Continuò gli studi a Pavia, ma si laureò in utroque iure ad Avignone nel 1385, dove probabilmente aveva seguito il cardinale Pietro Corsini come auditor. Dopo aver messo in evidenza tutte le varie tesi sul suo soggiorno avignonese, ipotizza che Paolo iniziò la sua carriera accademica proprio ad Avignone, per poileggere a Siena, e successivamente a Pavia dove rimase per quattro anni fino al 1394, quando tornò ad Avignone, città nella quale restò sicuramente fino al 1401. Tornato in Italia, fu lettore a Firenze nel biennio 1401-1403 con lo stipendio di 100 fiorini. Successivamente fu podestà di Viterbo nel primo semestre del 1404, per poi tornare all'insegnamento a Siena, dove risulta alla fine di quel medesimo anno. In terra toscana ebbe diversi incarichi, specialmente a Firenze dove, oltre a leggere nuovamente allo Studio nel 1414 e nel 1422 e 1423, partecipò alla revisione degli statuti cittadini. Si trasferì a Bologna, insegnando ad anni alterni tra il 1424 e il 1429. Viene escluso un suo successivo insegnamento a Perugia, dove praticò, probabilmente, solo la sua attività professionale di consulente. Dopo Bologna, invece, è certa la sua docenza a Padova, città nella quale lesse per dodici anni fino alla morte avvenuta nel 1441. Si era sposato a Firenze nel 1403 con la nipote del canonista Pietro d'Ancarano, dalla quale ebbe tre figli. Oltre ai numerosi consilia, sono citate diverse lecturae.

Author Enrico Spagnesi
Title Utiliter edoceri. Atti inediti degli Ufficiali dello Studio fiorentino (1391-96), Milano, Giuffrè Editore, 1979, pp. 288 ("Università di Firenze. Pubblicazioni della Facoltà di Giurisprudenza", 34).
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Rendendo noti i registri originali degli ‘Offitiales seu riformatores Studii’ riguardanti le annate accademiche 1391-92, 1394-95 e 1395-96 (quest’ultimo contiene anche le condotte per l’anno successivo) Enrico Spagnesi dà un’importante contributo per una migliore conoscenza della documentazione relativa al XIV e XV secolo dello Studio fiorentino. Pervenuti alla Biblioteca nazionale di Firenze nel 1890, grazie all’acquisto del fondo ‘Gargani’, i registri permettono di evidenziare il ruolo universitario di Firenze in quel periodo e di fornire informazioni su diversi dottori che lessero all’epoca all’Ateneo fiorentino come Angelo degli Ubaldi, fratello del grande giurista perugino Baldo e più volte lettore allo Studio patrio. Attraverso i documenti pubblicati, infatti, è stato possibile far luce su alcune vicende poco note della vita di Angelo, come la contesa fra Bologna e Firenze del 1391 per assicurarsi le prestazioni del perugino, il ritorno di Angelo a Perugia nel 1395 e la successiva chiamata di Firenze per una nuova condotta (probabilmente ancora da definire visto che nell’atto la casella dello stipendio è in bianco). E’ riportato, inoltre, il documento del 6 ottobre 1391 contenente l’elenco dei libri posseduti da Angelo e dove accanto alle consuete fonti civilistiche e canonistiche, si nota che il perugino possedeva due rare opere: la ‘Lectura supra Infortiatum’ di Raniero Arsendi da Forlì ed il ‘Liber super Infortiatum’ di Jacques de Revigny, oggi perduto e di cui si conosce l’esistenza solo grazie alle citazioni di Baldo degli Ubaldi. Il volume, infine, si chiude con tre strumenti fondamentali per la sua consultazione, ossia un prospetto delle materie e degli insegnanti (comprendente anche l’entità del salario percepito), l’elenco dei documenti pubblicati e un puntuale indice dei nomi. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 12 (1979, ma 1980), pp. 149-152).

Author Domenico Maffei
Title Giuristi medievali e falsificazioni editoriali del primo Cinquecento. Iacopo di Belviso in Provenza?, Frankfurt am Main, Vittorio klosterman, 1979, pp. VIII, 102.
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Fa chiarezza su alcuni casi di falsificazioni e appropriazioni editoriali indebite effettuate da Celse-Hufue Descousu nella prima metà del XVI secolo, evidenziando che molte opere venivano attribuite a grandi giuristi medievali del Trecento, come Iacopo da Belviso e Baldo degli Ubaldi entrambi lettori allo Studio perugino. E' citato, ovviamente, anche Bartolo da Sassoferrato. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 15 (1982, ma 1983), p. 191).

Author Emilia Veronese Ceseracciu
Title Spagnoli e portoghesi all’Università di Padova nel ventennio 1490-1510. II. Beni mobili e libri dell’abate spagnolo Miguel Vidal (1499), “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 12 (1979, ma 1980), pp. 63-94.
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A partire soprattutto dal Quattrocento, i principali e più prestigiosi Atenei italiani furono frequentati da molti scolari di diversa nazionalità. Per evidenziare la presenza del fenomeno anche a Padova l’a. punta l’attenzione sull’abate Miguel Vidal, studente di diritto civile e canonico all’Università patavina e risultante immatricolato nella nazione catalana dal 27 novembre 1495. Fra le notizie fornite sul maiorchino l’a. riporta, pubblicandolo in appendice, l’inventario dei beni mobili e dei libri posseduti. Rintracciato nell’Archivio Notarile dell’Archivio di Stato di Padova e datato 14-20 settembre 1499, nel documento compaiono, tra i 209 titoli di testi ( ma alcuni sono voci raggruppanti più di un titolo o sezioni di opere), diversi scritti di giuristi che fra il XIV ed il XV secolo diedero lustro allo Studium di Perugia,come Cino da Pistoia, Bartolo da Sassoferrato, Baldo e Angelo degli Ubaldi, Federico Petrucci, Iacopo Butrigario e Baldo Bartolini, a testimonianza ulteriore della grande influenza che ebbe la scuola giuridica perugina durante il Medioevo.

Author Luigi Moranti-Maria Moranti
Title Librerie private in Urbino nei secoli XVI-XVII, “Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le Marche”, NUOVA Serie 83 (1978, ma 1979), pp. 315-348.
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Per meglio comprendere la vita culturale e sociale ad Urbino tra il XVI e il XVII secolo, l’a. riporta un inventario dei libri posseduti nella prima metà del Seicento dai signori Alessandri. Tra le diverse opere elencate, ne risultano alcune di Baldo degli Ubaldi, Bartolo da Sassoferrato, Giovanni Paolo Lancellotti, e Sforza degli Oddi, tutti professori, in periodi diversi, allo Studium di Perugia.

Author Olga Marinelli Marcacci
Title Codici e copisti a Perugia nel secolo XV, “Xenia Medii Aevi Historiam Illustrantia Oblata Thomae Kaeppeli” a cura di Raymundus Creytens, Pius Kunzle, Roma, Edizione di storia e letteratura, 1978, pp. 547-566.
Abstract Show/Hide abstract
Mediante lo studio di fonti notarili perugine l’a. desume informazioni su enti e persone ecclesiastiche e libri liturgici, nonché su opere di Baldo e Bartolo lettori di diritto al neonato Studium Perusinum. (cfr. “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 79 (1982), p. 395).

Author Filippo Maria Giochi
Title Problematica culturale sulla vita anconitana del ‘600: la biblioteca privata, “Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le Marche”, NUOVA Serie 83 (1978, ma 1979), pp. 349-401.
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Stilato il 23 gennaio 1729, l’inventario della biblioteca della nobile famiglia Troili di Ancona è per la cura con cui fu composto una fonte molto importante per capire il clima culturale anconetano del Settecento. Diviso in varie sezioni, l’a. lo riproduce integralmente in queste pagine mettendo in luce la varietà delle opere presenti nella nobile libreria. Nella biblioteca legale, un posto fondamentale spetta a Bartolo da Sassoferrato con dieci tomi, tra i quali ‘Praelectionesseu Commentaria in totum corpus juris civilis’, e un raro incunabolo di Baldo degli Ubaldi cioè una ‘Lectura super usibus feudorum’, stampato a Parma nel 1475 da Stefano Corallo. Nella sezione ‘scienze, militaria’ è citato l'umanista e scolaro all'Ateneo perugino Giovanni Pontano con il suo ‘De rebus coelestibus’.

Author Franco Mezzanotte
Title La pace di Bologna tra Perugia e Urbano V (23 novembre 1370), “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 74 (1977), fasc. 2, pp. 117-174.
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Riporta integralmente il trattato di pace concluso a Bologna tra la città di Perugia e il papa Urbano V il 23 novembre 1370. Il documento, una pergamena finora mai pubblicata e conservata all’Archivio di Stato di Perugia, rappresenta la fine delle ambizioni per la città umbra di creare un proprio stato indipendente come aveva sostenuto l’esimio dottore dello Studio Bartolo da Sassoferrato. Per un atto così importante Perugia elesse come propri rappresentanti 4 personalità di spicco della città, tra i quali gli insigni dottori in legge Conte domini Sacchi e Baldo magistri Francisci che, insieme a Pietro Vincioli e Angelino Ceccoli, a nome della città si riconoscevano sudditi, da sempre e per sempre, della Chiesa.

Author James A. Wahl
Title Baldus de Ubaldis and the Foundations of the Nation-State, “Manuscripta”, 21 (1977), pp. 80-96.
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Analizzando diverse opere di Baldo l’a. delinea con precisione e puntualità gli aspetti fondamentali della concezione di stato del giurista perugino. In particolare, ne evidenzia il pensiero per quanto riguarda la posizione e le prerogative del sovrano e la natura ed i limiti della sovranità popolare. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 11 (1978, ma 1979), p. 219).

Author Giuseppe Ermini
Title I ‘prammatici’ nella storia del diritto dell’età moderna, “Archivio Storico Italiano”, 135 (1977), pp. 425-446.
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Sostenitori della pratica sul diritto romano comune, i ‘prammatici’, tra cui vengono menzionati Filippo Decio e Mariano e Bartolomeo Sozzini, si opposero nel Cinquecento al cosiddetto ‘bartolismo trecentesco’. L’a., nell’evidenziare le differenze fra le due correnti, sul problema dello ‘ius commune’, riporta la lode di Baldo degli Ubaldi, da cui si deduce che Bartolo da Sassoferrato, suo maestro allo Studium di Perugia, fu l’iniziatore di una precisa tendenza detta, non a caso, ‘bartolismo’. Con il giurista sassoferratese, infatti, venne definito il significato e l’attualità del Corpus iuris, applicando all’esame dei testi il metodo scolastico-dialettico, interpretando i contenuti in modo da adattarli alle necessità dei diversi popoli e preferendo al testo la glossa, il commento o la communis opinio. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 12 (1979, ma 1980), p. 201.)

Author Ernesto Bellone
Title Appunti su Battista Trovamala di Sale, OFM e la sua ‘Summa casuum’, “Studi francescani”, 74 (1977), pp. 375-402.
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Si tratta della ‘Summa Rosella’, dove fra le “auctoritates” vengono nominati Bartolo da Sassoferrato e Baldo degli Ubaldi, lettori di diritto nel trecentesco Studium Perusinum. (cfr. “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 79 (1982), p. 350).

Author Tilman Struve
Title Die Rolle des Gesetzes im ‚Defensor pacis’ des Marsilius von Padua. Atti del convegno internazionale su Marsilio da Padova, „Medioevo. Rivista della storia della filosofia medievale“, 5-6 (1977), pp. 355-378.
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Nello studiare ed analizzare la concezione della legge in Marsilio da Padova, l’a. mette in luce come il pensiero marsiliano sarà ulteriormente sviluppato da altri grandi giuristi dell’epoca e lettori allo Studio di Perugia, come il celebre Baldo degli Ubaldi nel ‘fictionis iuris’. (cfr. „Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 17 (1984, ma 1985), p. 285).

Author Walter Ullmann
Title The Papacy and Political Ideas in the Middle Ages, London, Variorum reprints, 1976, pp. 408.
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Tra i 18 articoli e saggi (pubblicati tra il 1952 e il 1973) editi in questa ristampa anastatica, oltre che essere frequenti le allusioni a dottori di grande prestigio come Baldo degli Ubaldi (che insieme al maestro Bartolo fu protagonista dello Studio perugino nel Trecento), si rileva la presenza del saggio 'De Bartoli sententia Concilium rapraesentat mentem populi’, dove è evidenziato un paragone sulla teoria della sovranità popolare tra Bartolo e Marsilio. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 14 (1981, ma 1982), p. 164).

Author Ludwig Bertalot
Title Studien zum italienischen und deutschen Humanismus, a cura di Paul Oscar Kristeller, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1975, voll. 2, pp. XII, 434; e pp. XI, 470 ("Storia e letteratura. Raccolta di studi e testi", 129, 130).
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I due volumi di Ludwig Bertalot, curati da Paul Oscar Kristeller, dimostrano la centralità dell’Università di Padova negli importanti rapporti culturali italo-tedeschi del XV secolo. Per ricostruire quel contesto, l’a., esamina diversi codici, come quello riguardante l’inventario della Biblioteca manoscritta del giurista Zeno conservato nel Capitolo della cattedrale di Padova. Esempio di libreria giuridica privata del Quattrocento in Italia, Composta da 25 codici concernenti soprattutto testi di diritto canonico, in questa sono presenti opere di Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi e Federico Petrucci da Siena, tutti lettori al neonato Studium perugino nel XIV secolo. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 11 (1978, ma 1979), pp. 137-151).

Author Ugolino Nicolini
Title I Fraticelli di Montemalbe a Perugia nel secolo XIV, “Picenum Seraphicum”, 11 (1974), pp. 262-281.
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Nel ricostruire la storia e le vicende del movimento dei Fraticelli a Perugia nel XIV secolo, l’a. rimarca alcuni commenti del celebre giurista perugino Baldo degli Ubaldi che, consapevole della condanna degli Spirituali e di ogni altra setta ereticale da parte di papa Giovanni XXII (bolla ‘Sancta Romana’ del 30 dicembre 1317), sostenne l’impossibilità di ereditare in quanto fuori dalla Chiesa e definiva i fraticelli come “gente inutile ed ipocrita, un escrescenza infetta in un tessuto vitale”. Di parere del tutto opposto fu un altro famoso giurista dello Studium Perusinum, Marco Angelelli che affermò il diritto dei Fraticelli ad ereditare i beni di coloro che entravano a far parte del movimento.

Author Peter Riesenberg
Title Citizenship at Law in Late Medieval Italy, “Viator”, 5 (1974), pp. 333-346.
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Grazie allo studio e all’analisi di alcuni consilia e testi di giuristi tardo medievali come quelli di Baldo degli Ubaldi, celebre giurista trecentesco protagonista al neonato Studio di Perugia, l’a. distingue e contrappone il concetto di “civilitas” a quello di “patria”. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 11 (1978, ma 1979), p. 211).

Author Julius Kirshner
Title ‘Ars imitatur naturam’: A Consilium of Baldus on Naturalization in Florence, “Viator”, 5 (1974), pp. 289-331.
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Dal ms Vat. lat. 14094, del XV secolo, l’a. riporta il testo del consilium composto da Baldo degli Ubaldi, celebre giurista perugino che diede fama e lustro al neonato Studio patrio, quando ritornò a Firenze nel 1379. Relativo alla “civilitas acquisita”, l’a. ne illustra il contenuto mettendolo in relazione con l’ambiente sociale-giuridico fiorentino dell’epoca. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 11 (1978, ma 1979), p. 203).

Author Giuseppe Ermini
Title Storia dell’Università di Perugia, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1971, pp. 1113, 2 voll., ill.
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Edizione riveduta ed ampliata di quella pubblicata a Bologna per Zanichelli nel 1946, l’opera rappresenta uno dei contributi fondamentali per la conoscenza della storia dello Studium Perusinum dalla sua fondazione (1308) alla prima metà del Novecento. In particolare, il saggio è diviso in tre parti riguardanti: ‘Lo Studio Generale nel Trecento’, ‘Lo Studio signorile e principesco dei secoli XV-XVIII’ e ‘L’Università napoleonica. La pontificia Università. La libera Università (1798-1925)’. Ampio spazio è dedicato all’operosità didattica e scientifica dei docenti che hanno insegnato nell’Ateneo dal XIV al XX secolo (dei più illustri fornisce alcune notizie biografiche). Non mancano, inoltre, riferimenti sugli scolari, sulle organizzazioni studentesche e sul rapporto tra il mondo universitario e la città. Per questo, nell’impossibilità di segnalare tutte le menzioni presenti nell’opera di personaggi legati all’Università perugina, si preferisce rimandare all’utilissimo indice analitico curato da Danilo Segoloni. Per chi volesse approfondire la conoscenza di un determinato professore,, infine, si consiglia la visione dell’interessante indice delle opere citate. (cfr. “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 69 (1972), pp. 65-68).

Author Nicol˛ del Re
Title Paolo di Castro: dottore della verità, “Studi senesi”, 82 (1970), pp. 194-236, tavv.
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Nel tracciare il profilo biografico del giurista Paolo di Castro, addottoratosi ad Avignone nel 1385 ed insegnante di diritto civile (oltre che nella stessa città francese) a Lucca, Siena, Bologna e Padova, l’a. ne evidenzia la vicinanza con il giurista perugino ed insegnante allo Studio patrio, Baldo degli Ubaldi, del quale fu allievo. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 13 (1980, ma 1981), p. 226).

Author Giocondo Ricciarelli
Title I prototipografi in Perugia, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 67 (1970), fasc. 2, pp. 77-161.
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Per celebrare l’imminente V centenario dell’introduzione della stampa a Perugia (26 aprile 1471), l’autore ricostruisce le vicende storiche delle prime compagnie che si costituirono in città "ad imprimere libri". Tra i protagonisti citati figurano dottori e studenti dello Studio perugino come: il giurista Matteo Baldeschi, socio e finanziatore con 100 ducati della prima compagnia perugina a cui mise a disposizione la casa per la sede e socio con 50 ducati anche della seconda; gli studenti tedeschi Johannes Heinrich, Hermannus Johannis de Elforvia, Vincentius de Deil de Colonia, Sigismondus Johannis Cece de Hof, Hermannus Tuleman de Padis, annoverati nell’osservanza delle obbligazioni assunte dai due soci tedeschi di Matteo; Pietro Baldeschi e Mariotto Boncambi, chiamati a fare da arbitri in una procedura di liquidazione di una compagnia nel 1479; Giacomo ‘Avitatii’, Niccolò di Tommaso, Sigismondo di Ludovico, anch’essi studenti tedeschi dello Studio e soci in una compagnia di quello stesso anno. Risultano, inoltre, anche altri scolari provenienti dalla Germania che ebbero a che fare con il nuovo fenomeno della stampa come Wolfango Tegel di Norimberga, Antonio da Monaco, Mattia da Aquisgrana,, Niccolò da Herbel e Jacobus Garlasii de Langhebeck de Saxonia, nonché Bartolomeo di Giacomo e Janne de Arigo, bidelli dell’Università perugina. Sono evidenziati i vari scritti che furono stampati da queste compagnie. Trattasi, soprattutto, di letture di celebri dottori che lessero all’Ateneo perugino come Baldo degli Ubaldi, Bartolo da Sassoferrato, Pietro degli Ubaldi, Baldo Bartolini, Filippo Franchi, Paolo Nicoletti e Benedetto Benedetti detto 'Capra'.

Author Ugolino Nicolini
Title Chi era il “gentiluomo” perugino che ospitò Domenico, alias Giacomo da Monteprandone?, “Picenum Seraphicum”, 7 (1970), pp. 190-193.
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Utilizzando opere di diversi storiografi “perugini” (in particolare Pellini, Vermiglioli, Scalvanti ed Ermini), ma soprattutto attraverso l’analisi della documentazione proveniente dalla serie Consigli e Riformanze dell’Archivio Storico del Comune di Perugia, l’a. tenta di rintracciare il nome del perugino che ospitò Domenico Gangale da Monteprandone, più noto come Giacomo della Marca, durante la sua frequenza dell’Ateneo di Perugia all’inizio della prima metà del XV secolo. Dopo uno studio accurato e puntuale (in cui vengono chiarite alcune notizie della carriera accademica di Dionigi Barigiani lettore di diritto nella città umbra), individua in Francesco di Baldo, figlio del celebre giurista perugino Baldo degli Ubaldi e professore all’Università patria, il “gentiluomo” presso il quale il giovane di Monteprandone venne ospitato durante i suoi studi perugini. E' ricordato che successivamente il marchigiano seguì il Baldeschi nel suo trasferimento a Firenze come collaterale del podestà per il semestre gennaio-giugno 1416.

Author Giulio Vismara
Title I patti successori nella dottrina di Paolo di Castro, “Studia et documenta historiae iuris”, 36 (1970), pp. 265-303.
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Dopo aver tratteggiato sommariamente la figura di Paolo di Castro, allievo dell’illustre giurista perugino Baldo degli Ubaldi, mette in evidenza che, sulla scia del maestro e dell’altrettanto celebre Bartolo da Sassoferrato (come Baldo protagonista allo Studio di Perugia durante il Trecento), in materia di patti successori trattò diversi punti come: la validità di un testamento irrevocabile, la donazione mortis causala donatio omnium bonorum presentium et futurorum, l’obbligazione di istituire erede i patti successori acquisiti ivi e dispositivi e quelli conservativi e rinunciativi. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 11 (1978, ma 1979), pp. 218-219).

Author Lucia Rossetti
Title Le biblioteche delle ‘nationes’ nello Studio di Padova, “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 2 (1969), pp. 53-67.
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Tra i vantaggi offerti da Padova agli scolari che frequentavano lo Studio cittadino vi era la presenza in città di numerose Biblioteche. L’a., dopo aver elencato quelle di matrice conventuale e privata, concentra la propria attenzione su quelle delle cosiddette ‘Nationes’ e in particolare alle due ricche Biblioteche della nazione Alemanna. Di quella appartenente alla Natio Germanica iuristarum rintraccia, presso la Biblioteca universitaria e quella civica della città veneta, il catalogo dei libri conservati in essa nel 1691. Tra i 2904 volumi l’a. segnala la presenza, nella sezione dedicata ai libri giuridici, dei commenti al Digesto, al Codice e ad altre opere di Bartolo e Baldo, a testimonianza di come i due giuristi ‘perugini’ venissero considerati un punto di riferimento fondamentale da chi studiava, o era interessato, alla materia giuridica. Della Biblioteca della Natio Germanica Artistarum, della quale si possiede un curato e diligente catalogo a stampa del 1685, nella sezione dedicata ai libri philosophici et mixti è invece possibile rintracciare, con luogo e data di stampa, alcuni commenti alle opere di Aristotele di Paolo Veneto e Francesco Piccolomini entrambi presenti come lettori, in periodi diversi, all’Università di Perugia.

Author Celestino Piana
Title Nuove ricerche su le Università di Bologna e di Parma, Florentiae, Quaracchi, Typographia Collegii S. Nonaventurae, 1966, pp. 665 (Spicilegium Bonaventurianum, 2).
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Grazie ad un’ampia documentazione conservata, in particolare, negli archivi di Bologna e Parma, ma che si rifà ad una copiosa mole di dati derivanti d’archivi e biblioteche di tutta la Penisola, apporta nuove informazioni sullo Studio felsineo e su quello parmense. Diviso in quattro capitoli, il volume si concentra, nelle sue prime tre parti, sull’Ateneo di Bologna tra il XIV e il XV secolo, fornendo notizie sulle lauree anteriori al 1377, su quelle in arti e medicina tra il 1419 e il 1434 e offrendo una serie di documenti relativi allo Studio bolognese nel Quattrocento, estratti dall’Archivio Notarile. La quarta parte è dedicata, infine, alla storia dell’Ateneo di Parma tra il 1503 e il 1522. Nel volume, corredato da indici, si rintracciano notizie su diversi docenti che frequentarono lo Studium Perusinum. (cfr. "Archivum Franciscanum Historicum), 60 (1967), pp. 452-453).

Author Francoise Hudry Bichelonne
Title Notes sur divers manuscrits latins conservés en Allemagne du Sud, «Institut de recherche et d'histoire de textes», 13 (1964-1965), pp. 9-28.
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L’a. nel ms. XV 43 della Landesbibliothek di Dillingen rileva la presenza di opere di Pietro e Baldo degli Ubaldi, illustri dottori di diritto allo Studium Perusinum nel Trecento. Nel codice 2, 31, II della Stadtbibliothek di Memingen, invece, rintraccia la notizia secondo cui Federico Petrucci da Siena, oltre che a Perugia, lesse anche all’Università di Padova. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 9-10 (1976-1977, ma 1978), p. 333).

Author Domenico Maffei
Title La donazione di Costantino nei giuristi medievali, Milano, Giuffrè Editore, 1964, pp. 366.
Abstract Show/Hide abstract
Tra le varie valutazioni del ‘Costitutum’ nel pensiero civilistico e canonistico dal XII al XVI secolo l’a. cita diversi giuristi che insegnarono durante il Trecento presso l’Ateneo perugino, come Baldo degli Ubaldi e Jacopo da Belviso. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 21 (1988, ma 1990), p. 188).

Author Gilles Gerard Meersseman
Title Gli amici spirituali di S. Caterina a Roma nel 1378 alla luce del primo manifesto urbanista, “Bullettino senese di storia patria”, Terza Serie 21, 69 (1962), pp. 83-123.
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Prima di addentrarsi nel periodo romano della Santa (1378-1380), riassume brevemente gli avvenimenti che portarono allo scisma e alla proclamazione di due papi dopo la morte di Gregorio XI. E’ citato e ricordato il parere fornito da Baldo degli Ubaldi, illustre legista dello Studio perugino, sul caso (pp. 98, 100).

Author Vincenzo Piano Mortari
Title Il problema dell’interpretatio iuris nei commentatori, “Annali di storia del diritto”, 2 (1958), pp. 29-109.
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Fra la metà del secolo XV e gli inizi del XVI veniva a concretizzarsi, in trattati sistematici, l’ermeneutica giuridica. L’a. illustrandone i motivi e le tappe fondamentali si concentra su diversi figure di grandi giuristi, tra cui il “nostro” Baldus de Ubaldis, che tanto lustro diede al neonato Studium Perusinum. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 11 (1978, ma 1979), p. 185).

Author Giulio Prunai
Title Lo Studio senese dalla “migratio” bolognese alla fondazione della “Domus Sapientia” (1321-1408), “Bullettino senese di storia patria”, Terza Serie 9, 57 (1950, ma 1951), pp. 3-54.
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Nel Trecento le autorità cittadine senesi cercarono di dare sempre più vigore al proprio Ateneo, nonostante la concorrenza del vicino e neonato Studio di Perugia. Nell’evidenziare ciò, si ricorda che il concistoro senese decise di seguire gli stessi metodi di Perugia, ossia di stanziare e spendere pecunia infinitam per la propria Università (pp. 16-17). Molti sono i dottori che in questo periodo lessero in entrambi gli Studia e, conseguentemente, citati fornendo luogo e salario della lettura effettuata a Siena. Si tratta dei famosi Paolo Liazzari, Cino da Pistoia, Giovanni Pagliaresi, Baldo degli Ubaldi, Federico Petrucci, Recupero da San Miniato, Andrea Zaffi da Pisa, Pietro da Citerna, Francesco di Andreuccio, Francesco Tigrini, Benedetto Barzi, Onofrio Bartolini (fatto cittadino senese nel 1409) e ancora i medici Gentile da Foligno, Francesco Casini, Nicolò da Mantova, Marco di Giovanni e Nicolò Finetti da Perugia. Risultano, oltre a diversi umbri che lessero solo a Siena, Giovanni di Buccio da Spoleto e Giovanni di Nicolò Vincenti, studenti allo Studio perugino, e Deo di Rinaldo, dato rettore a Perugia nella prima metà del XIV secolo.

Author Enrico Besta
Title Baldo degli Ubaldi, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 46 (1949), pp. 140-154.
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Tra le principali figure che permisero allo Studium perugino di ottenere fama e lustro sin dalla sua fondazione va ricordato uno dei figli del suo territorio, ossia il grande giurista Baldo degli Ubaldi. Qui si pubblica un saggio celebrativo sull’illustre perugino, che l’a. lesse in un convegno tenutosi nel capoluogo umbro il 25 settembre 1942. In particolare, vengon evidenziati i rapporti di Baldo con il maestro Bartolo da Sassoferrato, con Perugia e con il papa. Il Besta, inoltre, riporta ed analizza alcune importanti concezioni politiche e giuridiche del dottore perugino.

Author Aniceto Chiappini
Title Incunaboli del Convento di San Bernardino in Aquila trasferiti nel 1789 alla Biblioteca Nazionale di Napoli, “Archivum Franciscanum Historicum”, 37 (1944, ma 1947), pp. 307-347.
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Per arricchire la Biblioteca Nazionale di Napoli, Ferdinando IV di Borbone inviò in tutto il Regno degli impiegati specializzati alla ricerca di manoscritti ed incunaboli quattrocenteschi, ossia stampati nel XV secolo, per trasferirli nella città partenopea. In queste pagine sono elencati quelli portati via dalla Biblioteca di San Bernardino dell’Aquila nel 1789. Tra questi alcuni riguardano docenti che lessero a Perugia tra il TRE-Quattrocento, come i celebri Bartolo e Baldo, Federico Petrucci, Paolo Veneto, Nicola degli Ubaldi e Baldo Bartolini (pp. 332, 334, 335, 337, 342-343). Nell’appendice II, riguardante i libri presi nella libreria di S.Angelo d’Ocre, figura un testo di Giovanni Verolano, anch’egli probabile lettore a Perugia nel XV secolo (p. 247).

Author Mario Melelli
Title Le celebrazioni dei Grandi Umbri, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 40 (1943), pp. 157-192.
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Sono illustrati gli eventi che vennero svolti nel settembre del 1942 in varie città dell’Umbria per celebrare i “Grandi Umbri”. Tra le iniziative citate, è ricordata la mostra storica dell’Università di Perugia aperta da un discorso del rettore Paolo Orano il 12 settembre alla presenza del ministro Bottai. In quell’occasione fu scoperta una lapide (di cui è riportato il testo dell’epigrafe) commemorativa della visita di Galileo Galilei al professore dello Studio Giuseppe Neri (p. 162). E’ ricordata, inoltre, la celebrazione del giurista perugino Baldo degli Ubaldi tenuta dal professor Besta il 25 settembre nell’Aula Magna dell’Università (p. 181), e quelle fatte a Perugia e Terni per l’umanista umbro e studente allo Studium Perusinum, Giovanni Pontano (p. 184).

Author Carlo Curcio
Title Il patriottismo in Baldo, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 34 (1937), pp. 29-40.
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Partendo da due vicende che misero in dubbio il patriottismo del celebre giurista perugino e più volte lettore nello Studio patrio Baldo degli Ubaldi, ossia il ruolo, per molti controverso, avuto nel conflitto tra Perugia e il papa nel 1370 e la chiamata avuta da Firenze per leggere nell’Università toscana nel 1383, l’a. evidenzia l’indiscutibile peruginità ed italianità presenti nel pensiero di Baldo, facendo cadere ogni accusa di tiepidezza verso Perugia e verso l’Italia, che in epoca coeva e posteriore gli fu rivolta.

Author Carlo Cansacchi
Title Un illustre giureconsulto umbro: Martino di Bernardo (di Cansacchi) di Amelia (secolo XIV), “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 29 (1932), pp. 83-108.
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Tra le notizie biografiche fornite sul giureconsulto amerino Martino di Bartolomeo Cansacchi, estrapolate soprattutto dall’Archivio Notarile di Amelia, l’a. ricorda i suoi studi di diritto presso l'Ateneo perugino dove si laureò nel 1347 avendo fra i suoi maestri il celebre Bartolo da Sassoferrato e fra i compagni di studio Baldo degli Ubaldi (pp. 84-85).

Author Francesco Ercole
Title Sulla origine francese e le vicende in Italia della Formula: ‘Rex superiorem non recognoscens est princeps in regno suo…’, “Archivio Storico Italiano”, 89, VII Serie 16 (1931), pp. 197-238.
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Nello stabilire la genesi e la paternità di tale formula l’a. cita Baldo degli Ubaldi, Bartolo da Sassoferrato, Cino da Pistoia e Iacopo di Belviso, più volte lettori nello Studium Perusinum nella prima metà del XIV secolo.

Author Remigio Sabbadini
Title Giovanni da Ravenna insigne figura d’umanista (1343-1408). Da documenti inediti, Como, Tip. Ed. Ostinelli, 1924, pp. XII, 258 (ristampa anastatica Torino 1961).
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Sulla base del Rationarium vite e dell’Epistole, nonché attraverso la lettura delle opere, l’a. ricostruisce la figura dell’umanista Giovanni Conversino da Ravenna distinguendolo definitivamente da Giovanni Malpaghini da Ravenna, nel quale precedentemente veniva confuso. Tra le notizie fornite sul Conversino nella prima parte del volume (nella seconda sono elencati i manoscritti contenenti le sue numerose opere e pubblicati i passi più significativi) viene fatto riferimento alla sua amicizia con l’illustre giurista perugino e più volte lettore allo Studio patrio Baldo degli Ubaldi. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 9-10 (1976-1977, ma 1978), p. 307).

Author Eugenio Musatti
Title Lo Studio di Padova e i suoi professori. Per il VII centenario della fondazione dell’Università, Padova, La Garangola, 1922, pp. 74.
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Allo scopo di onorare l’importante ricorrenza del VII centenario della fondazione dell’Università di Padova l’a. offre un breve ma interessante contributo nel quale, dopo aver accennato alle origini e alla storia dell’Ateneo, fornisce una rassegna dei professori che hanno dato lustro e fama all’Università patavina. Tra questi cita Baldo degli Ubaldi illustre e importante dottore di diritto allo Studium Perusinum, e Riccardo Malombra, la cui docenza perugina rimane incerta. (cfr. “Quaderni per la storia dell’Università di Padova”, 16 (1983, ma 1984), pp. 155-156).

Author Angelo Mercati
Title Per la storia letteraria di Reggio Emilia, “Atti e Memorie della R. Deputazione di storia patria per le province modenesi”, V Serie 12 (1919), pp. 82.?
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Tra le noterelle erudite riportate l’a. fa riferimento ad un codice contenente diversi consilia del giurista perugino, più volte lettore nel patrio Ateneo, Baldo degli Ubaldi. Si tratta dell Cod. Barb. Lat. 1404 della Vaticana, dal quale si apprende che la maggior parte dei consigli sono del 1393 e che Baldo insegnava allo Studio di Pavia dal 1390. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, 78 (1920), i, fasc. 2, pp. 306-308).

Author Francesco Briganti
Title Un protocollo notarile di Pietro Petrioli di Bettona, notaio di Andrea Bontempi Vescovo di Perugia (1356-1359). Appunti di storia giuridica e politica, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 23 (1918), pp. 3-114.
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Illustra e riporta il protocollo notarile di Pietro Petrioli da Bettona, notaio del vescovo di Perugia, Andrea Bontempi, dal 1356 al 1359. Nel documento, importante in quanto si riferisce a un’epoca scarsamente coperta da materiale archivistico, si rintracciano informazioni e curiosità di vari dottori che insegnarono in quel periodo allo Studio perugino. Rimandando all’indice analitico in fondo all’articolo (pp. 103-114) per l’individuazione dei vari maestri in questione, sono citati, fra gli altri, Giovanni di Pietro da Milano e Francesco di Sante da Urbino, vicari del Bontempi (p. 7), Bartolo da Sassoferrato, che il 22 aprile 1357 risulta essere procuratore degli ospedali Gerosolimitani di Roma e Pisa, facendo slittare la sua data di morte che era posta fino a questo momento al 1356 (pp. 3, 16, 19, 43, 56), Baldo degli Ubaldi, che tra l’altro fu arbitro nella sentenza fra il monastero di Montefano e il Comune di Casa Castalda (pp. 3, 19, 30, 31, 64,) e altri ancora come Andrea di Raniero (pp. 92, 100), Andrea di Simone Morico (pp. 42-57) e Angelo degli Ubaldi (p. 38)

Author Francesco Ercole
Title L’origine francese di una nota formula bartoliana, “Archivio Storico Italiano”, 73 (1915, ma 1916), II, fasc. 4, pp. 241-294.
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Illustra l’origine francese della formula bartoliana “Civitas (o Regnum) superiorum de facto non recognoscens et est sibi princeps”. In particolare l’a. ricostruisce la storia di tale principio sino ad arrivare a Bartolo e Baldo degli Ubaldi, insigni dottori dello Studio perugino del XIV secolo, che adattarono il principio al diritto pubblico italiano.

Author Petrucci Bargagli Fabio
Title Siena al tempo di Dante, “Bullettino senese di storia patria”, 21 (1914), pp. 361-387.
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Nel descrivere Siena al tempo di Dante Alighieri, sottolinea l’importanza dello Studio cittadino in quel periodo e cita diversi docenti che lessero anche in quello Perusinum, come Paolo Liazzari, Cino da Pistoia, Federico Petrucci e gli umbri Gentile da Foligno e Baldo degli Ubaldi.

Author Arnold Raestad
Title La Mer territoriale: etudes historiques et juridiques, Paris, A. Pedone edit., 1913, pp. 213.
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Dopo aver esaminato la questione del mare nel diritto romano l’a. dedica un intero capitolo alle dottrine diffuse sul tema nel Medioevo, enunciando il pensiero, tra gli altri, di Bartolo e Baldo, celebri dottori del trecentesco Studium Perusinum. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, 71 (1913), II, fasc. 3, pp. 221-222).

Author Camillo Fumagalli
Title Il diritto di fraterna nella giurisprudenza da Accursio alla Codificazione, Torino, Bocca, 1912, pp. 178 (“Nuova Collezione di opere giuridiche”, 173).
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Esamina le posizioni sul tema di diversi giuristi, tra i quali Bartolo da Sassoferrato e Baldo degli Ubaldi, lettori allo Studium Perusinum nel Trecento, ma anche quelle di Riccardo Malombra, il cui insegnamento perugino rimane incerto. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, 71 (1913), I, fasc. 2, pp. 392-397).

Author Oscar Scalvanti
Title Cenni storici della Università di Perugia, Perugia, tip. Santucci, 1910.
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Completa quanto già scritto sullo Studio perugino da Vincenzo Bini, aggiungendo una sintetica esposizione dei fatti che caratterizzarono la storia dell’Ateneo dal XVI secolo alla riforma del 1886, con la quale l'Università divenne ente autonomo retto con proprie norme. Sono evidenziate le importanti figure che sin dal Trecento costruirono la fama dello Studium come tra gli altri, Bartolo, Baldo, Iacopo da Belviso, Cino da Pistoia, Gentile da Foligno, Onofrio Bartolini e sono risaltate le riforme effettuate nel XV secolo con le quali fu completato l’assetto scolastico-disciplinare.

Author Torquato Cuturi
Title Trattato delle compensazioni nel diritto privato italiano, Milano, Società Editrice Libraria, 1909, pp. VIII, 460.
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Nell’illustrare la storia e la teoria della compensazione nel diritto comune romano, cita, tra gli altri, il pensiero di Bartolo da Sassoferrato, Cino da Pistoia e Baldo degli Ubaldi, tutti lettori nel trecentesco Studium Perusinum. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, V Serie 46 (1910), fasc. 4, pp. 442-445).

Author Guido Bonolis
Title La condizione degli oblati secondo un consiglio inedito di Baldo degli Ubaldi, “Studi storici e giuridici, dedicati ed offerti a Federico Ciccaglione”, Catania, Giannotta, 1909, pp. 275-310.
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Analizza e pubblica un consiglio inedito dell’illustre giurista perugino, più volte lettore nel patrio Ateneo, Baldo degli Ubaldi. (cfr. “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 16 (1910), p. 491).

Author Guido Bonolis
Title Questioni di diritto internazionale in alcuni Consigli inediti di Baldo degli Ubaldi, Pisa, Enrico Spoerri, 1908, pp. 195.
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Interessante monografia sui consilia in materia di diritto internazionale di Baldo degli Ubaldi, celebre giurista perugino più volte lettore nel patrio Ateneo durante il Trecento. La prima parte del volume è dedicata all’illustrazione dei consigli, mentre nella seconda parte sono riportati i testi, che comprendono anche elementi storici di una certa rilevanza come alcune rubriche dello Statuto di Assisi del 1382. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, III Serie 45 (1910), fasc. 1, pp. 165-166).

Author Niccol˛ Rodolico
Title Estradizione e politica commerciale. Note di storia veneziana, “Archivio Storico Italiano”, V Serie 38 (1906), fasc. 3, pp. 3-30.
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Presenta uno studio sull’estradizione e la politica commerciale di Venezia nel medioevo. Nell’illustrare il tema l’a. si rifà, per quanto concerne il principio di territorialità del diritto di punire, a celebri giuristi che insegnarono nel trecentesco Studium Perusinum, come Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi e Iacopo da Belviso (pp. 78-79).

Author Rodolfo Maiocchi
Title Codice diplomatico dell’Università di Pavia (1362-1450), Pavia, Fusi, 1905-1915, voll. 2, pp. 473, 603.
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Grazie all’interesse della Società Pavese di storia patria e al paziente lavoro di riordino e di raccolta delle carte eseguito da Rodolfo Maiocchi, viene dato alle stampe il ‘Codice diplomatico dell’Università di Pavia’ andando a colmare una profonda lacuna nella storia della cultura italiana. Tra i documenti di fine XIV secolo, pubblicati nel primo volume dell’opera (1362-1400), è presente un atto del 23 marzo del 1390 nel quale risulta come dottore in Pavia il famoso legista perugino Baldo degli Ubaldi, che tanta fama e lustro diede al patrio Ateneo. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, 75 (1917), II, fasc. 1-2, pp. 240-244).

Author Giuseppe Salvioli
Title La dottrina dell’usura secondo i Canonisti e i Civilisti italiani dei secoli XIII e XIV, “Studi in onore di Carlo Fadda”, Napoli, Pierro e figlio, 1905, fasc. 7, pp. 20.
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Ritenendo che i glossatori e i giuristi del XIV secolo accogliessero la teoria canonica relativa alla dottrina giuridica sull’usura, fa riferimento a Bartolo e Baldo, celebri dottori dello Studium Perusinum. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, V Serie 40 (1907), fasc. 3, pp. 230-231).

Author Oscar Scalvanti
Title Il giuramento di Baldo degli Ubaldi a Urbano VI per la concessione del feudo della Biscina, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 9 (1903), pp. 1-25.
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Per molti studiosi di Baldo, il celebre giurista perugino che tanta fama e lustro diede all’Ateneo patrio nel XIV secolo, dopo aver dato parere favorevole alla elezione di papa Urbano VI attraverso due illuminanti consilia che gli valsero, come ricompensa da parte del pontefice, il feudo della Biscina (della cui donazione è riportato l’atto), avrebbe redatto un altro parere con il quale avrebbe sostenuto le ragioni dell’antipapa Clemente VII. Per confutare tale “diceria”, l’a. riporta sette “punti positivi” che provano la fama di “esemplare probietà”, per la quale Baldo era conosciuto e stimato.

Author Torquato Cuturi
Title Dei manoscritti d’Angelo degli Ubaldi in Firenze e dell’ultimo Consiglio di lui, “Archivio Storico Italiano”, V Serie 29 (1902), fasc. 2, pp. 344-379.
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Riporta l’elenco dei manoscritti conservati nelle biblioteche pubbliche e nell’Archivio di Stato di Firenze del giurista perugino, più volte lettore nel patrio Ateneo, Angelo degli Ubaldi. Nello specifico si tratta della documentazione presente nella Biblioteca Nazionale (pp. 344-348), nella Laurenziana (pp. 348-349) e nell’Archivio di Stato fiorentino (pp. 349-350). Pubblica, inoltre, l’ultimo Consilium del perugino datato luglio 1399 e dedicato alla “dottrina del bando dei contumaci”. Su tale tema sono indicati i testi nei quali Bartolo e il fratello di Angelo, Baldo, trattarono l’argomento. Il lavoro risulta essere utile per una corretta ricostruzione della biografia di Angelo.

Author Arrigo Solmi
Title Di un’opera attribuita a Baldo, Modena, presso la direzione dell’Archivio giuridico, 1901, pp. 36.
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L’a. dimostra che il trattato Practica iuris non è un'opera attribuibile all’illustre giurista perugino, Baldo degli Ubaldi, più volte lettore nel patrio Ateneo. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, V Serie 29 (1902), fasc. 1, p. 184).

Author Giustiniano degli Azzi
Title Il ‘trattato De Statutis’ e gli statuti di Perugia, “”L’opera di Baldo”, a cura dell’Università di Perugia, Perugia, Unione Tip. Cooperativa, 1901, pp. 145-168.
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Tra gli studi inseriti nel volume che l’Università di Perugia ha pubblicato per il V Centenario della morte di Baldo degli Ubaldi, illustre giurista perugino più volte lettore nel patrio Ateneo, si segnala quello di Giustiniano degli Azzi dedicato al ‘Trattato De statutis’. Nel contributo l’a. attribuisce il trattato, con certezza, a Baldo, che lo avrebbe scritto tra il 1344 e il 1345 dopo la sua lettura a Bologna (p. 165).

Author Torquato Cuturi
Title Baldo degli Ubaldi in Firenze, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 6 (1900), pp. 153-182.
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Tra le figure di maggiore spicco dell’Università di Perugia sin dalla sua fondazione Baldo degli Ubaldi fu una delle più importanti e prestigiose. Di questo celebre giurista perugino l’a. offre dettagliate notizie del soggiorno a Firenze, ricostruendo in particolare le serie delle sue condotte allo Studium toscano (1358-1366) ed evidenziando i successivi tentativi (come quello del 1385) fatti dale autorità fiorentine per riportarlo in Toscana, dopo il ritorno a Perugia. L’a. testimonia l’omaggio di Firenze al celebre dottore riportando la provvisione del 9 ottobre 1359 con la quale veniva conferita la cittadinanza all’illustre perugino. Gli atti esaminati, inoltre, permettono di avere informazioni sulle letture fiorentine di dottori che lessero anche all’Università perugina. Tra questi: Giovanni de’ Pagliarenzi, Pietro di Tommaso dei Corsini e lo stesso fratello di Baldo, Pietro degli Ubaldi. In appendice, infine, vengono fornite notizie sui lavori di Baldo, che si conservano tra i manoscritti delle biblioteche di Firenze, e precisamente nella Biblioteca Nazionale, nella Laurenziana e nella Riccardiana. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, V Serie 26 (1900), fasc. 4, p. 342).

Author Antonio Zardo
Title Francesco Zabarella a Firenze (il cardinale fiorentino), “Archivio Storico Italiano”, V Serie 22 (1898), fasc. 3, pp. 1-22.
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Dell’insigne giurista e dottore in utroque iure Francesco Zabarella (1360-1417), l’a. conferma la deduzione di altri studiosi sull’impossibilità d’aver conseguito la laurea in Firenze prima del 1385, in quanto nella città toscana le pubbliche scuole non furono aperte prima di questa data. A testimonianza di ciò si rifà a due lettere inviate dai fiorentini in quell’anno ai “Perugini” e ai “bolognesi”, attraverso le quali richiedevano le preziose letture nel proprio Studio rispettivamente del celebre Baldo degli Ubaldi e di Pietro da Tossignano, entrambi lettori nel trecentesco Ateneo di Perugia.

Author
Title Analecta umbra, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 3 (1897), pp. 589-606.
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Si sottolinea che nella nota di Francesco Novati ‘Sul riordinamento dello Studio Fiorentino nel 1385’ pubblicato nella ‘Rassegna bibliografica della letteratura italiana’ del 1896, viene riedita la lettera del 1385, e non del 1383 come era stato ipotizzato fino a quel momento, che Firenze inviò a Perugia per chiedere di permettere a Baldo di far ritorno in Toscana per dare lezione di diritto. In realtà Baldo non si recò a Firenze e fu chiamato al suo posto il fratello Angelo, che tenne la cattedra fiorentina di civile sin dal 1387 assieme, tra gli altri, a Cristoforo degli Onesti docente, come i due Baldeschi, a Perugia (p. 590).

Author
Title Analecta umbra, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 3 (1897), pp. 215-233.
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Si segnala che tra i testi che costituiscono la ricca biblioteca del re d’Aragona di Napoli nel XV secolo, figuravano un ‘Expositio libri III Canonis Avicennae’ di Gentile da Foligno e una ‘Repetitio’ di Baldo degli Ubaldi, entrambi celebri dottori nel trecentesco Studio perugino (pp. 221-222).

Author Oscar Scalvanti
Title Considerazioni sul primo libro degli Statuti perugini, “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 1 (1895), pp. 217-335.
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Evidenza l’importanza del pensiero di Bartolo da Sassoferrato, esimio giurista ed illustre dottore dello Studium Perusinum, per lo spirito democratico che contraddistingueva le istituzioni perugine trecentesche (pp. 239-242). Per sottolineare lo spirito illuminato dei perugini. Inoltre, rimarca la fondazione e l’incremento che seppero dare al loro Ateneo che, uno dei suoi più celebri laureati, Alberico Gentili, all’inizio del Seicento pose assieme a Bologna e Padova tra i più importanti della Penisola, chiamandoli “tria lumina orbis terrae” (p. 250). Un’importanza, come riporta l’a., ribadita anche istituzionalmente, visto che prima del Podestà, del Capitano del Popolo e delle Arti veniva “dominus rector scolarium et Universitatis et doctores Studii Perusinis cum Universitate scolarium dicti Studii” (p. 251). Fa riferimento, infine, all’ambasceria perugina che si recò a Pisa per ottenere dall’imperatore Carlo IV benefici per lo Studio patrio (p. 252), e a quella a cui partecipò il celebre giurista e lettore nell’Ateneo perugino Baldo degli Ubaldi, presso il papa Urbano V (p. 291).

Author Gaetano Salvemini
Title A proposito dell’anno della nascita di Cangrande della Scala, “Archivio Storico Italiano”, V Serie 14 (1894), fasc. 4, pp. 319-322.
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Secondo alcuni studiosi la notizia che vuole Cangrande della Scala essere nominato cavaliere dal padre nel 1294 contrasterebbe con la tesi che considera il 1291 la data di nascita del signore di Verona. L’a., nel voler sostenere che non era impossibile essere creati cavalieri in giovanissima età, si rifa al giurista perugino e professore nel patrio Ateneo, Baldo degli Ubaldi, secondo il quale in questo caso “il bambino milita non de iura comuni ma ex privilegio principis”.

Author Cesare Guasti
Title Ricordanze di messer Giminiano Inghirami concernenti la storia ecclesiastica e civile dal 1378 al 1452, “Archivio Storico Italiano”, V Serie 1 (1888), fasc. 1, pp. 20-68.
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Porta a conoscenza alcune “ricordanze” storiche di Giminiano Inghirami nato a Prato nel 1370. In appendice è riportato il ‘Catalogo dei Codici’ che appartennero al pratese e nel quale risultano scritti di doctores che insegnarono allo Studio perugino come Baldo degli Ubaldi, Antonio da Budrio, Bartolo da Sassoferrato e Paolo Liazari da Bologna.

Author Guido Padelletti
Title Contributo alla storia dello Studio di Perugia nei secoli XIV e XV, Bologna, Tipografia Fava e Garagnani, 1872, pp. 134.
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Pubblica tre importanti documenti ai fini della ricostruzione della storia dello Studium Perusinum segnalategli da Adamo Rossi, “infaticabile ricercatore e illustratore delle antichità perugine”. Nello specifico si tratta della matricola dei dottori e dei scolari dell’Università umbra del 1339, delle rubriche dello statuto del Comune di Perugia del 1342 riguardanti l’Ateneo e gli statuti dell’Università degli scolari del 1457. In particolare, se il primo documento permette di riempire alcune lacune sui 12 professori presenti nello Studio all’epoca, il secondo e il terzo sono maggiormente importanti in funzione della comprensione dell’ordinamento dell’Ateneo nella prima metà del Trecento e degli statuti dell’Università degli scolari nel XV secolo. (cfr. “Archivio Storico Italiano”, III Serie 21 (1875), pp. 133-146).

Author Giovan Battista Vermiglioli
Title Biografia degli scrittori perugini e notizie delle opere loro, Perugia, Tipografia di Francesco Baduel presso Vincenzio Bartelli e Giovanni Costantini, 1828-1829, vol. 1, pp. XII, 398; vol. 2, pp. VIII, 366.
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Fondamentale opera per conoscere e avere notizie biobibliografiche degli scrittori perugini. In due tomi a loro volta divisi in due parti ciascuno, l'opera è una rassegna dettagliata e ricca di informazioni delle personalità di Perugia, ma si potrebbe dire dell’Umbria, che hanno avuto un ruolo e un livello di importanza tale da essere citati. Tra i personaggi in questione (elencati in ordine alfabetico), molti hanno avuto a che fare, come scolari o docenti, con lo Studium Perusinum.  

Author Vincenzo Bini
Title Memorie istoriche della perugina Università degli Studi e dei suoi professori, Perugia, Ferdinando Calindri, Giulio Garbinesi e Vincenzo Santucci stampatori camerali, 1816, pp. VII, 671.
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Primo importante studio riguardante specificatamente la storia dell’Università di Perugia dalle sue origini al XV secolo. Il volume si divide in due parti. La prima si occupa dell’Ateneo umbro nel Trecento, fornendo informazioni generali sulla costituzione di esso e una notevole messe di notizie sui rettori e sui professori che gravitarono attorno allo Studium Perusinum in quegli anni (particolare attenzione viene data attraverso la cura di specifici paragrafi ai lettori in diritto e in medicina). La seconda parte, più ampia ma che segue lo stesso schema della prima, è tutta dedicata allo Studio e ai suoi professori del XV secolo (in questo caso sono presenti paragrafi anche per i lettori di teologia, filosofia e grammatica). Entrambe le parti sono chiuse da una appendice di documenti.

Sources Details
Note Details
Piana (1966): pp. 106, n. 2; 321. Ermini (1971): notizie biografiche e attivitÓ didattica scientifica a pp. 33, 146-152, 155, 159, 162, n. 126; 163, 164, 165, 328, 375. Pesenti (1984): p. 33. Nicoud (2014): pp. 176, n. 145; 227, e n. 373.

















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