Teacher/Student legum doctor
Zanobius de Ubaldis
de Perusio
Alias
dottore di diritto  Zanobio di Baldo degli Ubaldi  da Perugia
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Course Discipline Academic year Salary Note
Biography Details
Figlio del celebre giurista perugino Baldo degli Ubaldi, nacque nel 1359 e assieme al fratello gemello Francesco, amministrò l'ingente patrimonio accumolato dal padre (Cortese, 2013). Formatosi avendo come precettore Paolo di Castro, con il quale rimase in forte relazione tanto che il laziale nel 1399 gli scriveva da Parigi affinchè, assieme al padre, trovassero una soluzione allo Scisma d'Occidente (D'Amelio, 1979), Zanobi proseguì l'attività accademica di Baldo e, come il fratello, fu più volte lettore di civile a Perugia (Ermini, 1971).
Iconography Details
Bibliography Details
Author Ennio Cortese
Title Paolo di (da) Castro(Castro, 1360/62 - Padova, 20 luglio 1441), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 1505-1507.
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Scheda biobibliografica del giurista laziale Paolo di Angelo da Castro. Sono ricordati i suoi studi presso l'Università di Perugia, avendo come maestro Baldo degli Ubaldi di cui, secondo quanto riportato da Tommaso Diplovataccio, divenne familaris. Successivamente, fu maestro dei due figli dell'Ubaldi, e si evidenzia che scrisse a Zanobi nel 1399 per sollecitare lui e il padre, affinchè intervenissero per la convocazione di un concilio per chiudere lo scisma. Addottoratosi nel 1385 ad Avignone, nella città francese fu auditor del cardinale Pietro Corsini. Sposò la nipote di Pietro d'Ancarano, Piera dei Cervini di Corneto, e insegnò negli Studia DI Firenze, Siena, Bologna e Padova, dove insegnò fino alla morte e dove, fra i colleghi, figura anche il perugino Angelo Perigli, più volte lettore nel patrio Ateneo. Si sottolinea che i citati soggiorni in diverse città della Penisola, tra cui Perugia, furono dovuti da impegni non didattici.

Author Ennio Cortese
Title Baldo degli Ubaldi (Perugia, 2 ottobre 1327 - Pavia, 28 aprile 1400), in Dizionario biografico dei giuristi italiani (XII-XX secolo), diretto da Italo Birocchi, Ennio Cortese, Antonello Mattone, Marco Nicola Miletti, a cura di Maria Luisa Carlino, Giuseppina De Giudici, Ersilia Fabbricatore, Eloisa Mura, Martina Sammarco, con la collaborazione della Biblioteca del Senato, Bologna, Il Mulino, 2013, 2 vol., pp. 149-152.
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Esimio giurista trecentesco che tanta fama e lustro diede allo Studium Perusinum, Baldo, appartenente alla famiglia degli Ubaldi, poi Baldeschi, nasce nel 1327 a Perugia. Si formò nell'Ateneo patrio avendo fra i suoi maestri Giovanni Pagliaresi e Francesco Tigrini per il diritto civile e Federico Petrucci per il canonico. Dal 1343 poté ascoltare le letture di Bartolo da Sassoferrato, ritornato a Perugia in quell'anno dopo essere stato a Pisa. Si laureò tra il 1346 e il 1347, visto che lo stesso Baldo nel proemio della Lectura in Usus feudorum del 1393 scriveva di essere in cattedra da circa 47 anni. Dopo aver iniziato la sua carriera di docente a Perugia, dove rimase fino al 1357, cominciò la sua peregrinatio academica insegnando a Pisa (1357-1358), Firenze (1358-1364), di nuovo a Perugia (1364-1376), Padova (1376-1379) e dopo un nuovo ritorno in patria concluse la carriera a Pavia chiamato da Giangaleazzo Visconti con il lauto stipendio di 1080 fiorini. Inoltre, tenne alcune repetitiones in alcune università fuori sede ossia a Siena, a Bologna nel 1370, a Napoli nel 1382 e a Milano nel 1390. Furono suoi allievi, tra gli altri, Pierre Roger de Beaufort, poi papa Gregorio VI, e Pietro d'Ancarano. Fu autore di sette trattati e di un numero notevole di consilia che gli permisero di costruirsi un ingente patrimonio finanziario, amministrato dai figli gemelli Francesco e Zanobi nati nel 1359 e avviati anch'essi alla carriera accademica. Negli ultimi anni della sua vita concentrò il proprio interesse sul diritto canonico come testimonia la grande lectura delle Decretali, l'ultimo lavoro interrotto dalla morte. Tale propensione era dovuta probabilmente ad una forte religiosità scatenata anche dall'incancrenirsi della vicenda dello Scisma d'Occidente, alla quale lo stesso giurista perugino aveva inizialmente partecipato fornendo alcuni consulti che gli erano stati richiesti. Morì il 28 aprile del 1400 come scritto nel monumento funebre che i figli gli fecero erigere nella chiesa di San Francesco dei conventuali di Pavia.

Author Giuliana D'Amelio
Title Castro, Paolo (di)), “Dizionario Biografico degli Italiani”, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 22 (1979), pp. 227-233.
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Fornisce una esauriente biobibliografia del giurista laziale Paolo di Angelo di Castro. Dopo aver ricordato i forti legami con la città natale, evidenzia, riportando la documentazione, che studiò diritto allo Studio di Perugia, avendo come maestro il celebre Baldo degli Ubaldi. In particolare, cita una additio anonima dalla quale si deduce che operasse in casa del giurista perugino, come precettore dei figli Francesco e Zenobi. Il rapporto con gli Ubaldi era comunque così forte da continuare anche successivamente. E' menzionato l'incontro che Baldo e Paolo ebbero a Pavia nel 1390 e la corrispondenza che quest'ultimo tenne con Zenobi nel 1399 quando, da Parigi, il laziale a nome della corte francese gli scriveva di adoperarsi, assieme al padre Baldo, per trovare una soluzione allo scisma d'Occidente. Continuò gli studi a Pavia, ma si laureò in utroque iure ad Avignone nel 1385, dove probabilmente aveva seguito il cardinale Pietro Corsini come auditor. Dopo aver messo in evidenza tutte le varie tesi sul suo soggiorno avignonese, ipotizza che Paolo iniziò la sua carriera accademica proprio ad Avignone, per poileggere a Siena, e successivamente a Pavia dove rimase per quattro anni fino al 1394, quando tornò ad Avignone, città nella quale restò sicuramente fino al 1401. Tornato in Italia, fu lettore a Firenze nel biennio 1401-1403 con lo stipendio di 100 fiorini. Successivamente fu podestà di Viterbo nel primo semestre del 1404, per poi tornare all'insegnamento a Siena, dove risulta alla fine di quel medesimo anno. In terra toscana ebbe diversi incarichi, specialmente a Firenze dove, oltre a leggere nuovamente allo Studio nel 1414 e nel 1422 e 1423, partecipò alla revisione degli statuti cittadini. Si trasferì a Bologna, insegnando ad anni alterni tra il 1424 e il 1429. Viene escluso un suo successivo insegnamento a Perugia, dove praticò, probabilmente, solo la sua attività professionale di consulente. Dopo Bologna, invece, è certa la sua docenza a Padova, città nella quale lesse per dodici anni fino alla morte avvenuta nel 1441. Si era sposato a Firenze nel 1403 con la nipote del canonista Pietro d'Ancarano, dalla quale ebbe tre figli. Oltre ai numerosi consilia, sono citate diverse lecturae.

Author Giuseppe Ermini
Title Storia dell’Università di Perugia, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1971, pp. 1113, 2 voll., ill.
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Edizione riveduta ed ampliata di quella pubblicata a Bologna per Zanichelli nel 1946, l’opera rappresenta uno dei contributi fondamentali per la conoscenza della storia dello Studium Perusinum dalla sua fondazione (1308) alla prima metà del Novecento. In particolare, il saggio è diviso in tre parti riguardanti: ‘Lo Studio Generale nel Trecento’, ‘Lo Studio signorile e principesco dei secoli XV-XVIII’ e ‘L’Università napoleonica. La pontificia Università. La libera Università (1798-1925)’. Ampio spazio è dedicato all’operosità didattica e scientifica dei docenti che hanno insegnato nell’Ateneo dal XIV al XX secolo (dei più illustri fornisce alcune notizie biografiche). Non mancano, inoltre, riferimenti sugli scolari, sulle organizzazioni studentesche e sul rapporto tra il mondo universitario e la città. Per questo, nell’impossibilità di segnalare tutte le menzioni presenti nell’opera di personaggi legati all’Università perugina, si preferisce rimandare all’utilissimo indice analitico curato da Danilo Segoloni. Per chi volesse approfondire la conoscenza di un determinato professore,, infine, si consiglia la visione dell’interessante indice delle opere citate. (cfr. “Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria”, 69 (1972), pp. 65-68).

Sources Details
Note Details
Ermini (1971): Ŕ dato alla lettura di civile allo Studium (p. 502).




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