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L'attività di ricerca era rivolta al miglioramento genetico delle piante agrarie. Questo
"limite" rispetto alla realtà agricola reatina ha stimolato la ricerca bioagronomica con lo
scopo di potenziare la produzione quali-quantitativa delle coltivazioni nella salvaguardia dell'ambiente.
In particolare si sono volute incrementare o introdurre le specie più rispondenti alle condizioni
pedoclimatiche locali e migliorare le tecniche colturali.
Queste finalità hanno portato a studiare:
Numerosi sono i lavori scientifici pubblicati da quando il Centro Appenninico è passato all'Università degli Studi di Perugia. |

