Università degli Studi di Perugia

Perugia, 29 giugno 2020 

Fondato il “Club Moto Unipg”: presente, al primo raduno ufficiale, anche il Rettore Oliviero

I “centauri” dell’Ateneo perugino ottengono, grazie alla preziosa collaborazione con il Circolo Universitario San Martino, l’ambito riconoscimento ufficiale: è stato infatti fondato, lo scorso 23 giugno, il “Club Moto Unipg”, con l’obiettivo di organizzare iniziative di Ateneo volte a incrementare le occasioni di condivisione, interazione e amicizia di tutto il personale universitario, in questo momento particolarmente importanti per uscire dall’isolamento imposto dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

Il primo gruppo italiano di centauri universitari, composto da motociclisti, scooteristi e vespisti, per suggellare l’iniziativa domenica 28 giugno ha messo insieme circa venticinque persone che hanno raggiunto sulle due ruote le località di Norcia e Castelluccio. Con un ospite d’eccezione: il Magnifico Rettore Maurizio Oliviero si è infatti presentato a sorpresa all’appuntamento della mattinata in Piazza dell’Università, equipaggiato di tutto punto e in sella a una moto “Super Adventure”.

I soci fondatori sono stati ufficialmente ricevuti dal Vice-Sindaco di Norcia, Dott. Giuliano Boccanera, al quale il Rettore e gli altri partecipanti hanno fatto omaggio di alcuni volumi riguardanti le ricerche e la lunga storia dell’Ateneo, tra i più antichi d’Italia. I testi verranno messi a disposizione della cittadinanza nursina nella nuova biblioteca, in fase di ricostruzione post-terremoto.

Dopo i saluti istituzionali, il gruppo si è intrattenuto presso il prestigioso Palazzo Seneca, dove ha avuto modo di apprezzare i prodotti enogastronomici locali, per poi ripartire alla volta di Castelluccio, tinta in questa stagione dei meravigliosi colori della fiorita.

Nonostante caldo e traffico intenso al ritorno, considerato il successo dell’iniziativa, si prevedono numerose future uscite per i centauri di Ateneo.

“Si è trattato di una piacevole occasione per socializzare al di fuori dell’ambito lavorativo” ha dichiarato il Rettore Oliviero al termine della giornata “e ricordarsi che, al di là dei ruoli e delle funzioni, siamo soprattutto persone, accomunati dall’amore e dal senso di appartenenza all’istituzione universitaria. Il motociclista è spesso associato all’immagine del ribelle: noi forse un po’ lo siamo, ma al contrario del famoso film, abbiamo sicuramente una causa, il benessere comune”.

Gli fa eco il Prof. Leonardo Leonardi, ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e primo responsabile del Club: “Sono davvero molto felice di essere riuscito, insieme ai colleghi Giovanni Gigliotti e Daniele Parbuono, a costituire questo gruppo di motociclisti universitari, da un’idea nata quasi per gioco in occasione di una cena tra amici. Ancor più, sono orgoglioso di essere stato scelto quale responsabile del club, cui spero di poter rendere un buon servizio a beneficio di tutta la comunità accademica”.

club moto unipg

Perugia, 29 giugno 2020

In pieno svolgimento il CyberChallenge.IT, proclamati i 6 vincitori della fase locale ammessi alla finale nazionale 

L’emergenza Coronavirus non ha fermato le attività di ricerca e didattica nell’ambito della sicurezza informatica all’Università degli Studi di Perugia. 

Si è svolta, infatti, in via telematica, la gara locale del CyberChallenge.IT 2020, il programma italiano gratuito di addestramento alla cyber security per ragazze e ragazzi nati tra il 1996 e il 2003 (16 - 23 anni compiuti nel 2019); vi hanno aderito 16 sedi universitarie, fra cui anche l'Ateneo perugino come nodo del laboratorio di Cybersecurity coordinato dal prof. Stefano Bistarelli.

CyberChallenge.IT (https://cyberchallenge.it) è un programma del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Consorzio Interuniversitario per l'Informatica (CINI).

I 6 i ragazzi Unipg ammessi alla finale nazionale che si svolgerà ad ottobre sono: 1° Federico Sabbatini (che ha ottenuto 2450 punti), 2° Andrei Goncear (2050 punti); 3° Giacomo Massini (1950 punti); 4° Francesco Alunni (1750 punti); 5° Daniele Chianella (1750 punti); 6° Michele Pellegrini (1350 punti).

La premiazione avverrà, con i rappresentanti delle aziende coinvolte (Acta.tech, Digi-one, Nexusesoci, Tinia, Ts-way, Umbriadigitale), il 28 settembre 2020, dalle 9 alle 14.

I docenti del CyberChallenge.IT 2020 di Perugia sono stati: Stefano Bistarelli (Dip. Matematica e Informatica, UniPG), Francesco Santini (Dip. Matematica e Informatica, UniPG), Pierluigi Rotondo (IBM), Domenico Raguseo (Exprivia), Paolo Giardini (Studio Consulenza Giardini), Vincenzo Digilio (Cyber Division – Digi-One), Donato Scaramuzzo, Alessandro Scoscia (TS-WAY), Pietro Minniti e Cristiano Regni (Cybertech), Massimo Giulietti (Dip. Matematica e Informatica, UniPG), Stefania Stefanelli  (Dip. Giurisprudenza, UniPG), Francesco Paolo Micozzi (Dip. Giurisprudenza, UniPG), Luca Grilli (Dip. Ingegneria, UniPG), Luca Bizzotto (IBM), Fabrizio Patriarca (IBM).

Seguirà una finale nazionale, in cui si confronteranno le squadre delle 16 università italiane coinvolte. I migliori avranno la possibilità di entrare a far parte della Squadra Nazionale Italiana di Cyber-defender e concorrere, dal 4 al 6 novembre 2020, all'European Cybersecurity Challenge, previsto a Vienna.

stefano bistarelli

Perugia, 26 giugno 2020

Record mondiale di luminosità all’acceleratore di particelle SuperKEKB in Giappone, il ruolo degli scienziati perugini

Alle 13.34 del 15 Giugno 2020 ora italiana, l’acceleratore SuperKEKB, nel laboratorio KEK a Tsukuba in Giappone, ha stabilito un nuovo record mondiale, raggiungendo la luminosità istantanea di 2.22×1034 cm-2 s -1 . Il precedente record di luminosità era detenuto dal Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra con 2.14×1034 cm-2 s -1 .

La luminosità di un acceleratore esprime la capacità dell’apparato di produrre collisioni tra particelle e pertanto rappresenta uno dei principali elementi per ottenere nuove scoperte nel campo della fisica. In SuperKEKB avvengono collisioni tra elettroni e positroni ad un’energia prossima alla massa della risonanza Y(4S) (10.58 GeV) dove è copiosa la produzione di mesoni B, D e di leptoni t.

L’esperimento Belle II ha come obbiettivo principale la ricerca di effetti di nuova fisica, al di là del Modello Standard, nella produzione e nel decadimento di tale particelle.

Belle II è il risultato di una collaborazione internazionale di circa 1.000 fisici e ingegneri provenienti da 115 università e laboratori di 26 Paesi. L’Italia partecipa attraverso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e le Università collegate, tra cui la Sezione di Perugia INFN e l’Ateneo perugino.

Il gruppo perugino dell’esperimento Belle II, guidato dalla Professoressa Claudia Cecchi del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia, contribuisce attivamente alla presa dati dell’esperimento, al mantenimento di una parte del rivelatore in particolare del Calorimetro Elettromagnetico (ECL) per la misura dell’energia di fotoni ed elettroni e ricopre ruoli di responsabilità nell’analisi dei dati per la ricerca di decadimenti rari che potrebbero dare informazioni fondamentali sulla ricerca di Nuova Fisica oltre il modello Standard. Il gruppo si avvale inoltre della collaborazione del Prof. Maurizio Biasini, docente dello stesso Dipartimento, e della Dott.ssa Elisa Manoni ricercatrice della Sezione di Perugia dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Sebbene il Modello Standard descriva correttamente il comportamento delle particelle sub-atomiche note, numerose teorie predicono nuove particelle e ci sono osservazioni di natura astrofisica che suggeriscono l’esistenza di materia ed energia oscure. Inoltre è tutt’ora aperta la questione di quale sia l’origine dell’asimmetria materia-antimateria dell’universo. Nuove particelle, con massa molto grande, possono essere prodotte direttamente se si dispone di energia sufficiente, oppure possono essere osservate indirettamente attraverso gli effetti quantistici con cui modificano i processi di produzione e decadimento delle particelle già note e questo secondo approccio è quello seguito dal collisore SuperKEKB e dall’esperimento Belle II. Questi effetti quantistici sono tanto più rari quanto è maggiore la massa della nuova particella che li genera ed è quindi necessaria una grande quantità di dati per osservarli, per cui la luminosità fornita dal collisore è un fattore cruciale in questa ricerca. L'esperimento Belle II, in circa 10 anni di presa dati, accumulerà una luminosità integrata 50 volte maggiore (corrispondente alla produzione di 50 miliardi di coppie di mesoni B) rispetto ai suoi predecessori Belle e Babar. I dati raccolti fino ad ora hanno già permesso di porre un limite interessante nell’ambito della ricerca della materia oscura e sono stati pubblicati.

Per raggiungere l’alta luminosità necessaria, SuperKEKB adotta l’innovativo schema a nano-beam secondo il quale si fanno collidere fasci di elettroni e positroni organizzati in pacchetti lunghi ed estremamente sottili che si scontrano con un angolo d’incrocio relativamente grande. Questo record di luminosità è stato ottenuto integrando lo schema a nano-beam con il crab-waist, una tecnica quest’ultima che consente di contenere la distribuzione nello spazio delle fasi delle particelle nei fasci interagenti e di stabilizzare le collisioni.

E’ doveroso ricordare che lo schema a  nano-beam ed il crab-waist sono stati concepiti e realizzati grazie ad un lavoro pioneristico del gruppo di fisica degli acceleratori dei Laboratori Nazionali di Frascati guidati dal fisico italiano Pantaleo Raimondi, anche nel contesto del progetto, poi non realizzato, dell'acceleratore SuperB.

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Per le redazioni: per ulteriori informazioni claudia.cecchi@pg.infn.it

cecchi biasini manoniluminosit istantanea

Perugia, 24 giugno 2020

Giorni d’estate, di mare, di vacanze, la cistite è in agguato, come prevenirla e curarla: le indicazioni della professoressa Elisabetta Costantini, dell’Ateneo di Perugia

“Il caldo e la cistite possono essere collegati, ma per contrastare l'infezione ci sono buone pratiche e comportamenti attenti da seguire”. Lo evidenzia la professoressa Elisabetta Costantini, Professore Associato dell’Università degli Studi di Perugia e Direttore della Struttura complessa interaziendale di Clinica Urologica ad indirizzo Andrologico ed Uroginecologico Azienda Ospedaliera di Terni e Perugia.

“Il caldo facilita le cistiti, prima di tutto perché è più facile la disidratazione – spiega la professoressa Costantini -. Bere aiuta molto perché urinando più spesso eliminiamo più rapidamente i batteri eventualmente entrati in vescica; l’umidità inoltre, a contatto con i genitali, facilita le vaginiti che a loro volta predispongono alle cistiti. Perciò ricordiamo sempre al mare, a contatto della sabbia, o in piscina o in palestra, di fare attenzione perché l’ambiente umido modifica il microbiota del perineo. È bene inoltre utilizzare indumenti che facilitano la traspirazione, non molto stretti e preferibilmente di cotone o fibre naturali. Infine ricordiamo che l’alimentazione modifica il microbiota intestinale, talora predisponendo alle cistiti. Questo può accadere ad esempio in vacanza e allora il consiglio è di evitare l’alcool, l’eccesso di caffeina, le spezie, i cibi piccanti e gli zuccheri complessi”.

La cistite è un' infezione batterica a carico delle vie urinarie e in particolare della vescica; molto frequente nelle donne, ma che non risparmia gli uomini. Dati statistici affermano che 1 donna su 2 almeno una volta nella vita ha sofferto o soffrirà di cistite e di queste un 30% andrà incontro a ricorrenze. Colpisce invece circa il 12 % degli uomini, e nel sesso maschile ha caratteristiche diverse perché spesso legata ad una patologia uretro-prostatica, quindi meno frequente rispetto alla donna ma più difficile il suo trattamento.

Quali sono i sintomi?

“La diagnosi di cistite è clinica, cioè sulla base di sintomi caratteristici: dolore sovrapubico, senso di peso perineale, aumento della frequenza minzionale, urgenza, necessità impellente di urinare, con talvolta incontinenza da urgenza, bruciore e/o dolore durante la minzione, senso di incompleto svuotamento, sangue nelle urine. Il tutto accompagnato dal riscontro nelle urine di batteri uropatogeni, tra cui il più frequente è l’Escherichia Coli, che ha il suo serbatoio nel nostro intestino” evidenzia la professoressa Costantini che ieri ha parlato della cistite, di come si manifesta, di come prevenirla e curarla, a Speciale Tutta Salute, su Rai3, trasmissione condotta da Michele Mirabella, Pier Luigi Spada e Carlotta Mantovan.


E la cura?

“La terapia è fondamentalmente antibiotica ma quello che oggi è diventato prioritario è riconoscere ed agire sui fattori predisponenti che sono la causa dell’alta recidività; ci sono donne che hanno anche una cistite al mese – rileva ancora -. D’altra parte l’uso indiscriminato degli antibiotici, cioè l’uso scorretto nel senso di scelta dell’antibiotico, dosaggio e durata della terapia ma anche l’autoprescrizione, tipico nella cistite è il ‘fai da te’, sono fattori che oggi hanno una estrema importanza data la ormai nota a tutti problematica dell’antibiotico-resistenza”.


Conoscere e agire sui fattori di rischio è la chiave di volta. Oltre a fattori di predisposizione genetici le infezioni urinarie possono essere legate a modificazioni anatomiche o funzionali dell’apparato urogenitale che devono essere riconosciute e trattate: l'alterato svuotamento vescicale; l'alterazione del microbiota intestinale, vaginale e perineale; igiene intima scorretta; rapporti sessuali non protetti; irregolarità intestinali (stipsi o diarrea); errori nell’alimentazione; problematiche legate alla menopausa; terapia antibiotica non adeguata.

elisabetta costantini michele mirabellaelisabetta costantini saluteelisabetta costantini

Perugia, 24 giugno 2020

Il paesaggio nell’arte medievale, il professor Mirko Santanicchia ne parla a “L’Uovo di Colombo”  

Il professor Mirko Santanicchia,  del Dipartimento di Lettere - Lingue Letterature e Culture antiche e moderne dell’Università degli Studi di Perugia, sarà ospite domani, giovedì 25 giugno 2020 dalle ore 18.30 alle 18.50, ai microfoni del programma radiofonico “L’Uovo di Colombo”, in onda sulle frequenze di Umbria Radio (Perugia 92.000Mz; Terni 105.300Mz), la trasmissione dedicata alla ricerca scientifica sviluppata all’interno dell’Ateneo perugino. 

Santanicchia è Professore Associato di Storia delle tecniche artistiche e di Storia dell’Arte Medievale. Nel corso della trasmissione  parlerà dell’affascinante tema del paesaggio nell’arte medievale e, in particolare, se esso si può considerare una fonte storica, facendo alcuni esempi relativi all’arte in Umbria: dagli affreschi di Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco in Assisi al Reliquiario del Corporale del Duomo di Orvieto.

 “L’Uovo di Colombo” è condotto dalla giornalista Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, social media e grafica dell’Ateneo di Perugia. 

La replica del programma andrà in onda sabato 27 giugno 2020, alle ore 8.30

mirko santanicchia

Il professor Mirko Santanicchia,  del Dipartimento di Lettere - Lingue Letterature e Culture antiche e moderne dell’Università degli Studi di Perugia, sarà ospite domani, giovedì 25 giugno 2020 dalle ore 18.30 alle 18.50, ai microfoni del programma radiofonico “L’Uovo di Colombo”, in onda sulle frequenze di Umbria Radio (Perugia 92.000Mz; Terni 105.300Mz), la trasmissione dedicata alla ricerca scientifica sviluppata all’interno dell’Ateneo perugino. 

Santanicchia è Professore Associato di Storia delle tecniche artistiche e di Storia dell’Arte Medievale. Nel corso della trasmissione  parlerà dell’affascinante tema del paesaggio nell’arte medievale e, in particolare, se esso si può considerare una fonte storica, facendo alcuni esempi relativi all’arte in Umbria: dagli affreschi di Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco in Assisi al Reliquiario del Corporale del Duomo di Orvieto.

 “L’Uovo di Colombo” è condotto dalla giornalista Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, social media e grafica dell’Ateneo di Perugia. 

La replica del programma andrà in onda sabato 27 giugno 2020, alle ore 8.30

Perugia, 23 giugno 2020

Dalla mula Tuona e dall’asino Lampo è nato Quarantena, un caso rarissimo, scienziati dell’Ateneo di Perugia al lavoro per dare una spiegazione dell’evento

Una mula fecondata da un asino Amiatino ha dato alla luce un puledro maschio nella zona rurale di Tuscania in provincia di Viterbo: i ricercatori Stefano Capomaccio, genetista del Centro di Ricerca del Cavallo Sportivo, e Maurizio Monaci, ginecologo del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, hanno avviato uno studio per comprendere come sia stato possibile.

“Si tratta infatti di un fenomeno molto raro – sottolinea il professor Monaci -: il mulo è la prole ibrida tra una cavalla e un asino e dovrebbe essere sterile, ma non in questo caso”.

Il lieto e straordinario evento è avvenuto lo scorso 17 aprile, durante l’emergenza Coronovirus, a Tuscania, nella Fattoria di Redelmo e Luca Mattioli, appassionati allevatori di cavalli e muli da più generazioni.

La mula Tuona e il suo puledro Quarantena (è nato durante l’emergenza COVID-1, da qui la scelta del nome) insieme al padre Lampo sono diventati un’attrazione locale e sono stati tanti i curiosi che hanno voluto rendere omaggio alla nascita della rara creatura.

“Un cavallo ha 64 cromosomi e un asino ne ha 62, quindi un mulo rimane con 63, un numero irregolare che non può essere diviso in coppie: ciò dovrebbe impedire a un mulo di riprodursi  – aggiunge il professor Capomaccio -.  Stiamo dunque indagando, con tecnologie all’avanguardia, le cause della inusuale gravidanza a livello molecolare. Forse la scienza riuscirà a spiegarci il perché Quarantena somiglia un po' a un asino e un po' a un mulo, ma non esattamente ad uno di essi”.

"L'evento è così raro che i latini avevano coniato un proverbio Cum mula peperit, che significa appunto quando una mula potrà partorire - ha spiegato dottoressa Alessia Ciaramelli, ippiatra e specialista in neonatologia che ha assistito madre e figlio nelle fasi del post partum -. Quando accadde in Marocco, le popolazioni locali temevano che segnasse l’inizio della fine del mondo o, come in un villaggio dell’Albania, che l’evento fosse la progenie del diavolo”.

La nascita è stata dunque un piccolo miracolo, un fenomeno molto raro notato per la prima volta dal filosofo e scienziato Aristotele.

Ci sono stati pochissimi casi comprovati di un mulo che ha partorito negli ultimi quaranta anni: in Marocco nel 1984 e nel 2002, in Cina nel 1988, in Albania nel 1994 e in Colorado nel 2007. Dal 1527, per nostra conoscenza, ci sono stati solo un totale di 60 casi di mule che hanno partorito.

 

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Perugia, 22 giugno 2020

Le politiche di rilancio turistico post covid-19 della Regione Umbria, domani incontro in streaming proposto dal corso di laurea in Economia del Turismo di Assisi - martedì 23 giugno 2020, alle ore 11

Umbria bella e sicura. Le politiche di rilancio turistico post covid-19 della Regione Umbria” è il tema della sesta conversazione, conclusiva per il primo semestre, organizzata dal Corso di Laurea in Economia del Turismo dell'Università degli Studi di Perugia nell’ambito dell’iniziativa “UTH – Umbria Tourism Hub, Incontri di Assisi.

 

Si svolgerà domani, martedì 23 giugno 2020, alle ore 11, nell'aula virtuale UTH di Economia del Turismo sulla piattaforma Microsoft Teams dell’Ateneo perugino.

Vuole essere un momento di confronto – fra istituzioni, operatori del settore turistico, studenti, docenti – sulle misure varate e in discussione Umbria per affrontare la crisi del comparto turistico, pesantemente colpito dall’emergenza Coronavirus.

I lavori saranno aperti dai saluti di Maurizio Oliviero, Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Stefania Proietti, Sindaco di Assisi, Libero Mario Mari, Direttore del Dipartimento di Economia, Stefano Brancorsini, Delegato Rettorale Strutture distaccate, Mauro Pagliacci, Presidente del Corso di Laurea in Economia del Turismo.

Seguiranno gli interventi di Paola Agabiti, Assessore alla Programmazione europea, Bilancio, Risorse umane e patrimoniali, Turismo, Cultura, Istruzione e diritto allo studio della Regione Umbria, e di Antonella Tiranti, Dirigente servizio Turismo, Sport e Umbria Film Commission della Regione Umbria.

 

L’iniziativa si svolgerà in modalità a distanza, sulla piattaforma Microsoft Teams di Unipg. Il pubblico esterno all'Università di Perugia per avere accesso al seminario e interagire con i relatori, può richiedere il link all’indirizzo mail  pietro.ronca@unipg.it.

 

L’ appuntamento sarà anche visibile liberamente anche in diretta streaming sulla pagina Facebook del Corso di Laurea in Economia del Turismo dell’Università degli Studi di Perugia che ha sede in Assisi.

 

UTH – Umbria Tourism Hub, Incontri di Assisi” è un progetto di formazione, disseminazione e networking per mettere in rete Istituzioni, imprenditori, studenti e ricercatori, aprendo una discussione sui problemi del turismo. L'iniziativa è proposta dal Corso di Laurea in Economia del Turismo dell'Università degli Studi di Perugia e prevede incontri periodici di discussione coinvolgendo tutti gli attori del mondo del turismo, allo scopo di costruire sia un momento di formazione per gli studenti, sia una occasione di condivisione e confronto delle varie esperienze in campo t

 

Perugia, 22 giugno 2020

Uno studio apre nuovi scenari per l'approccio terapeutico dell'infertilità di coppia, è coordinato dal professor Giovanni Luca dell’Ateneo di Perugia

E’ stata pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale “Frontiers in Endocrinology” una ricerca, frutto di una collaborazione italo-spagnola, che, per la prima volta, ha studiato gli effetti di 3 diversi tipi di ormone follicolo stimolante (FSH) disponibili sul mercato: FSH alfa, FSH beta e urinario, su un modello cellulare unico “in vitro”: le cellule del Sertoli di suino. 

Mentre i primi due tipi (alfa e beta) vengono ottenuti “industrialmente”, in laboratorio, con una tecnologia chiamata DNA ricombinante, il terzo (l’urinario) viene ottenuto tramite urine di donne in menopausa altamente purificate. 

L'ormone follicolo-stimolante (FSH), principale regolatore della follicologenesi nella donna e della spermatogenesi nel maschio, svolge un ruolo chiave nell’induzione della fertilità maschile e femminile. Mentre il suo utilizzo nelle pazienti infertili è ormai ampiamente standardizzato nell’induzione dell’ovulazione, nei maschi il suo utilizzo è ancora controverso seppure recenti studi metanalitici ne confermino l’efficacia sui parametri seminali e sul tasso di gravidanza.

Finora non esistono studi che dimostrino differenze di efficacia fra le tre differenti tipologie di FSH disponibili.

Lo studio è stato coordinato dal Prof. Giovanni Luca, Direttore del “Centro Biotecnologico Internazionale di Ricerca Traslazionale ad Indirizzo Endocrino, Metabolico ed Embrio-riproduttivo” dell’Università degli Studi di Perugia e dai colleghi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Domenico Milardi e Giuseppe Grande, afferenti Gruppo del Prof. Alfredo Pontecorvi, Professore Ordinario di Endocrinologia della stessa Università.

La ricerca, che si è avvalsa della collaborazione del Gruppo del Prof. Rafael Oliva dell’Università di Barcellona, presso il cui Laboratorio di Genetica tramite complesse metodiche di coltura cellulare e di biologia molecolare e proteomica, ha permesso di dimostrare che le differenti preparazioni di FSH posseggono differenti caratteristiche e pertanto non possono essere considerati equivalenti.

Si tratta di risultati pre-clinici molto promettenti – dichiara il Prof. Riccardo Calafiore, co-Autore del lavoro e Direttore della Struttura Complessa di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, dell’Università degli Studi di Perugia, – in quanto aprono interessanti scenari per il potenziale impiego di un trattamento ‘personalizzato’, con le varie formulazioni di FSH in relazione ai target clinico-terapeutici nei pazienti affetti da infertilità”.

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Perugia, 22 giugno 2020

Corso di formazione per la specializzazione per insegnanti di sostegno riservato agli idonei, per iscriversi c’è tempo sino all’8 luglio 2020, lezioni al via il 13 luglio

                

Sono aperte le immatricolazioni a tutti i candidati risultati idonei ai cicli precedenti e regolarmente iscritti al V ciclo del Corso di formazione per la specializzazione al sostegno didattico di alunni con disabilità per l’anno accademico 2019-2020 dell’Università degli Studi di Perugia

E' già possibile immatricolarsi, sino all’8 luglio 2020.

Il corso inizierà il 13 luglio 2020 erogando insegnamenti disciplinari online, con un approccio alla didattica innovativo. Alcuni insegnamenti e seminari saranno tenuti da docenti di atenei internazionali, esperti di chiara fama nei temi dell’inclusione scolastica.

Il piano formativo prevede 270 ore di lezione degli insegnamenti disciplinari, 180 ore di laboratorio, 150 ore di tirocinio diretto e 150 ore di tirocinio indiretto (in totale 300 ore di tirocinio).

Per immatricolazioni: https://www.unipg.it/didattica/corsi-di-specializzazione-per-le-attivita-di-sostegno

Per informazioni: ufficio.corsipostlauream@unipg.it

Perugia, 19 giugno 2020

Incontro all’Abbazia di Sant’Urbano tra i Magnifici Rettori dell’Università Politecnica delle Marche e l’Università degli studi di Perugia. Tra le Marche e l’Umbria ora c’è SITUM: la Scuola di Innovazione Territoriale Umbria Marche 

 

Dall’incontro tra Università e Impresa nasce la possibilità di rimettere in moto il territorio.

Il progetto ha una grande valenza di innovazione culturale e sociale: Gian Luca Gregori e Maurizio Oliviero, i due nuovi Rettori dei rispettivi atenei di Ancona e di Perugia, le principali città dell’area Marche-Umbria, fanno fronte comune per dare valore a un territorio allargato.

La visione condivisa dei Magnifici è di offrire in sei anni un reale contributo per sviluppare il territorio, creare un modello di collaborazione e di formazione tra università e imprese, replicabile anche in altri luoghi. Questa collaborazione tenderà a modificare la stessa idea di territorio.

La continuità Marche - Umbria, il pensare e comunicare comune di queste due regioni, ci fa intendere il territorio come un unicum. Comprendere e sviluppare in anticipo il grande valore e il potenziale di questo situm geografico, sociale, economico e culturale, è l’impegno delle due Università. Cogliendo la sfida più urgente si tratta di incentivare la crescita demografica e l’attrattività del territorio, condizioni necessarie per il futuro delle università, delle istituzioni e delle imprese. La situazione contingente – la pandemia – ci offre l’opportunità di rileggere e valorizzare ciò che prima poteva essere percepito come uno svantaggio: la caratteristica di bassa densità, a volte di isolamento, delle aree periferiche e interne, oggi, nel confronto tra metropoli e provincia, fa sì che la periferia si faccia nuovo centro.

A far da cornice all’incontro, la splendida Abbazia romanica di Sant’Urbano, nella Valle di San Clemente, un luogo simbolo dell’impegno comune tra istituzione pubblica e impresa privata, per la valorizzazione di un’area rurale. Università e imprese, dunque, si uniscono per fondare un centro di competenza e ricerca. Nessun paese va avanti senza competenze. La competenza non si improvvisa, ma si regge su due gambe: la formazione pubblica – il diritto allo studio accessibile a tutti i meritevoli come detta la Costituzione della Repubblica italiana – e il settore privato, che offre laboratori reali di competenza e ricerca, legati a clienti in tutto il mondo. Propria dell’Università è la produzione di conoscenze specialistiche e diffuse, teoriche e pratiche, applicative e operative.

È “terza missione” il nome che l’Università dà alla capacità operativa di mettere a disposizione del territorio le conoscenze scientifiche che riesce a sviluppare grazie alle sue due altre missioni: la didattica e la ricerca scientifica. L’impresa Loccioni, a metà strada tra Ancona e Perugia, costituisce l’atteso laboratorio con un team di persone a disposizione. È un campo sperimentale in cui le Università si attivano per lo sviluppo sia internazionale sia locale. Loccioni intende fungere da apripista per il coinvolgimento di altre imprese del territorio umbro-marchigiano. Sarà poi predisposta una call aperta alle imprese per chi vuole salire a bordo.

La collaborazione tra Ancona e Perugia è un contenitore di progetto aperto che ruota

attorno ad alcune parole chiave: interdisciplinarietà e conoscenza laboratoriale, formazione e innovazione, apertura e internazionalizzazione, lavoro e salute. Interdisciplinarità non è parola nuova. Ma lo diventa se la si realizza concretamente. Se si passa dal dire al fare, per giungere, una volta incorporate le conoscenze prodotte, al saper-fare, si riesce concretamente ad andare oltre i confini delle proprie discipline, a maturare la capacità di curvare la propria conoscenza scientifica alle esigenze della produzione economica e della concreta operatività pratica.

Per questo nel gruppo di progetto, formato da sei esperti dell’ateneo perugino e marchigiano, accanto alle competenze tecniche ingegneristiche, informatiche ed economiche, vi sono anche due esponenti delle scienze sociali, tra sociologia e antropologia.

L’obiettivo è attivare programmi di formazione e di ricerca congiunti per rilanciare questo territorio. Sono molteplici le sfide che si intrecciano: andare oltre i confini della geografia regionale; mutare la scala della conoscenza e della convivenza; provare infine a perseguire concretamente un obiettivo comune: formare le nuove generazioni allo scambio della conoscenza, alla sua messa in pratica nel lavoro, alla produzione di una nuova immaginazione, a sapere guardare al passato, agire in maniera competente nel presente, per immaginare un nuovo futuro possibile.

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Perugia, 19 giugno 2020

Alla Biblioteca di San Matteo degli Armeni sarà piantato un Ginkgo biloba nato da un seme di un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima - Perugia, 20 giugno, ore 17

LE REDAZIONI SONO INVITATE A PARTECIPARE

Per i giornalisti sono previsti posti riservati

Un Ginkgo biloba, germogliato da un seme di una pianta sopravvissuta al bombardamento del 6 agosto 1945 di Hiroshima, verrà messo a dimora presso Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni di Perugia, luogo specializzato sui temi della nonviolenza, educazione alla pace, dei diritti umani, del dialogo interculturale e interreligioso.

L'EVENTO NON E' APERTO AL PUBBLICO A CAUSA DELLE RESTRIZIONI PREVISTE PER IL COVID-19, CHE IMPONGONO LIMITAZIONI  NEL NUMERO DEI PRESENTI.

La cerimonia avrà luogo domani, sabato 20 giugno 2020, alle ore 17, su iniziativa del Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC Italia), associazione internazionale che promuove la gestione sostenibile delle foreste e dell’Università degli Studi di Perugia.

La pianta di due anni è stata donata dall'associazione "Mondo senza guerra e senza violenza" di Castenedolo-Brescia nel quadro dell’accordo fatto con PEFC Italia e l’Ateneo di Perugia con la giapponese Green Legacy Hiroshima, che si occupa della raccolta e diffusione nel mondo dei semi di queste piante iconiche.

Sarà aperta dall’introduzione del dottor David Grohmann dell’Ateneo perugino cui seguirà un momento musicale con il Quintetto d’archi dell’Orchestra da Cameradi Perugia, con brani di Boccherini e Barber.

Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia, illustrerà poi il significato degli alberi di Hiroshima e dell’evento di collocazione del Ginkgo biloba a San Matteo degli Armeni.

Previsti poi i saluti istituzionali di Andrea Romizi, sindaco di Perugia, del Professore Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz), Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria.

La messa a dimora dell’albero e la scopertura della targa commemorativa sarà preceduta dall’intervento del dottor Marco Maovaz, dell’Ateneo di Perugia, sul tema “Dagli Armeni al Ginkgo: per una visione della storia locale”.

 

A conclusione l'intervento del Quintetto d'archi dell'Orchestra da Camera di Perugia: eseguirà Triptyque for String Orchestra (Allegro) del compositore giapponese Yasushi Akutagawa.

L’iniziativa di sabato 20 giugno intende dare un messaggio di ripartenza e di resilienza, con la stessa forza che hanno avuto questi alberi simbolo, sopravvissuti a una vera catastrofe e ora rigenerati ad esempio di speranza per una ripartenza carica di positività.

 

A Perugia, di recente, nell’Orto botanico dell’Università degli Studi di Perugia, sono stati propagati semi di alcuni Hibakujumoku (lett. alberi bombardati dall’atomica) nell’ambito di un accordo tra PEFC Italia, l'associazione "Mondo senza guerra e senza violenza" di Castenedolo-Brescia e l’Ateneo di Perugia con la giapponese Green Legacy Hiroshima; per ora ne sono nati 42 esemplari: 2 Bagolaro della Cina (Celtis sinensis), 27 dell’albero  Aphananthe aspera,  chiamato “Muku” in Giappone e 13 del più famoso fossile vivente del mondo vegetale: il  Ginkgo biloba.

 

 

Perugia, 19 giugno 2020

Medicina veterinaria di Perugia, importante riconoscimento: è EAEVE accredited

Il Dipartimento di Medicina Veterinaria e il Corso di Laurea in Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Perugia hanno ottenuto l’ambito status di "EAEVE accredited”.

EAEVE, European Association of Establishments for Veterinary Education, è l’associazione che dal 1998 promuove il miglioramento degli standard qualitativi nelle scuole di Medicina Veterinaria in tutta l’Unione Europea, attribuendo ai corsi di laurea lo status “approved”, per il livello qualitativo di base, o “accredited” per il livello qualitativo avanzato.

La comunicazione del riconoscimento è giunta al professore Fabrizio Rueca, direttore del Dipartimento: dopo una serie di visite, audit, controlli e suggerimenti, il conseguimento dello status è la conclusione di un percorso e di un lavoro di squadra che ha visto i docenti e il personale tecnico e amministrativo del Dipartimento di Medicina Veterinaria impegnati per il miglioramento continuo delle procedure.

Il gruppo di lavoro che ha affiancato i direttori del Dipartimento (professori Fabrizio Rueca, in carica e il predecessore Luca Mechelli) nella stesura e revisione delle procedure che hanno portato al raggiungimento dell’eccellente risultato, coordinato dalla professoressa Maria Teresa Mandara, è costituito dai professori Chiara Brachelente, Sara Nannarone, Lakamy Sylla, Beniamino Cenci Goga, Fabrizio Passamonti, Andrea Verini Supplizi, Cecilia Dall’Aglio, Francesco Porciello e Massimo Trabalza Marinucci, dalla dottoressa Nicla Furiani, medico veterinario libero professionista e dalle studentesse Federica Giulivi, Margherita Polidori, Linda Rutigliano.

Perugia,   19 giugno 2020

5 fabrizio rueca direttore

Perugia, 19 giugno 2020

Le politiche di rilancio turistico post covid-19 della Regione Umbria, incontro in streaming proposto dal corso di laurea in Economia del Turismo di Assisi - martedì 23 giugno 2020, alle ore 11

Umbria bella e sicura. Le politiche di rilancio turistico post covid-19 della Regione Umbria” è il tema della sesta conversazione, conclusiva per il primo semestre, organizzata dal Corso di Laurea in Economia del Turismo dell'Università degli Studi di Perugia nell’ambito dell’iniziativa “UTH – Umbria Tourism Hub, Incontri di Assisi.

 

Si svolgerà martedì 23 giugno 2020, alle ore 11, nell'aula virtuale UTH di Economia del Turismo sulla piattaforma Microsoft Teams dell’Ateneo perugino.

Vuole essere un momento di confronto – fra istituzioni, operatori del settore turistico, studenti, docenti – sulle misure varate e in discussione Umbria per affrontare la crisi del comparto turistico, pesantemente colpito dall’emergenza Coronavirus.

I lavori saranno aperti dai saluti di Maurizio Oliviero, Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Stefania Proietti, Sindaco di Assisi, Libero Mario Mari, Direttore del Dipartimento di Economia, Stefano Brancorsini, Delegato Rettorale Strutture distaccate, Mauro Pagliacci, Presidente del Corso di Laurea in Economia del Turismo.

Seguiranno gli interventi di Paola Agabiti, Assessore alla Programmazione europea, Bilancio, Risorse umane e patrimoniali, Turismo, Cultura, Istruzione e diritto allo studio della Regione Umbria, e di Antonella Tiranti, Dirigente servizio Turismo, Sport e Umbria Film Commission della Regione Umbria.

 

L’iniziativa si svolgerà in modalità a distanza, sulla piattaforma Microsoft Teams di Unipg. Il pubblico esterno all'Università di Perugia per avere accesso al seminario e interagire con i relatori, può richiedere il link all’indirizzo mail  pietro.ronca@unipg.it.

 

L’ appuntamento sarà anche visibile liberamente anche in diretta streaming sulla pagina Facebook del Corso di Laurea in Economia del Turismo dell’Università degli Studi di Perugia che ha sede in Assisi.

 

UTH – Umbria Tourism Hub, Incontri di Assisi” è un progetto di formazione, disseminazione e networking per mettere in rete Istituzioni, imprenditori, studenti e ricercatori, aprendo una discussione sui problemi del turismo. L'iniziativa è proposta dal Corso di Laurea in Economia del Turismo dell'Università degli Studi di Perugia e prevede incontri periodici di discussione coinvolgendo tutti gli attori del mondo del turismo, allo scopo di costruire sia un momento di formazione per gli studenti, sia una occasione di condivisione e confronto delle varie esperienze in campo turistico.

Perugia, 18 giugno 2020

Presente e futuro dello smartworking nella pubblica amministrazione, Webinar streaming dell’Ateneo di Perugia 

Con il webinar “Smartworking e pubblica amministrazione”, che si terrà venerdì 19 giugno 2020, alle ore 15,30 sulle piattaforme streaming dell’Università degli Studi di Perugia, prende il via il Progetto di ricerca di interesse nazionale - PRIN  "Administrative Reforms: Policies, Legal Issues and Results. Administrative Reforms: Policies, Legal Issues and Results"

Si tratta di un importante progetto di ricerca coordinato come  Principal investigator  dal Prof. Bernardo Giorgio Mattarella, della LUISS Guido Carli, cui partecipano le unità di ricerca delle Università degli Studi di Perugia (Prof. Antonio Bartolini), Università di Bologna (Prof. Tommaso Bonetti) e "La Statale" di Milano (Prof.ssa Margherita Ramajoli). 

L'obiettivo della ricerca è affrontare la questione irrisolta della riforma burocratica del nostro Paese. 

Nel corso della corrente crisi epidemica si è fatto e si sta facendo largo uso nelle pubbliche amministrazioni dello smartworking, che può essere messo a leva come strumento principale delle future riforme. 

Il webinar intende, dunque, approfondire le problematiche giuridiche poste dal lavoro agile. 

 
Dopo gli indirizzi di saluto del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Professore Maurizio Oliviero, l’incontro sarà presieduto dal Professore Bernardo Giorgio Mattarella. 

Seguirà l'introduzione del Professor Antonio Bartolini dell'Ateneo perugino e gli interventi di Ermenegilda Siniscalchi, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, Antonio Naddeo, Presidente dell'ARAN, Alfredo Storto, Capo Ufficio legislativo Ministro per la Funzione Pubblica, Edoardo Ales, Professore di diritto del lavoro Università "Parthenope" di Napoli, Guido Melis, Professore di Storia delle pubbliche amministrazioni all’Università "La Sapienza" di Roma. 

 
I lavori saranno conclusi dalla professoressa Margherita Ramajoli de "La Statale" di Milano.    

Il webinar si terrà sulla piattaforma Microsoft Teams (relatori) e potrà essere seguito in diretta streaming su  YouTube sul canale Studium Generale Perugia dell’ Università degli Studi di Perugia. 

Perugia, 18 giugno 2020 

 

Perugia, 18 giugno 2020

Alla Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni sarà piantato un Ginkgo biloba nato da un seme di un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima Perugia, 20 giugno, ore 17 

LE REDAZIONI SONO INVITATE A PARTECIPARE

Un Ginkgo biloba, germogliato da un seme di una pianta sopravvissuta al bombardamento del 6 agosto 1945 di Hiroshima, verrà messo a dimora presso Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni di Perugia, luogo dedicato ai temi della nonviolenza, educazione alla pace, dei diritti umani, del dialogo interculturale e interreligioso.

La cerimonia avrà luogo sabato 20 giugno 2020, alle ore 17, su iniziativa del Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC Italia), associazione internazionale che promuove la gestione sostenibile delle foreste e dell’Università degli Studi di Perugia

La pianta di due anni è stata donata dall'associazione "Mondo senza guerra e senza violenza" di Castenedolo-Brescia nel quadro dell’accordo fatto con PEFC Italia e l’Ateneo di Perugia con la giapponese Green Legacy Hiroshima, che si occupa della raccolta e diffusione nel mondo dei semi di queste piante iconiche.

L'evento sarà aperto dal dottor David Grohmann dell’Ateneo perugino, cui seguirà un momento musicale grazie al Quintetto d’archi dell’Orchestra da Camera di Perugia, con brani di Boccherini e Barber.

Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia, illustrerà poi il significato degli alberi di Hiroshima e della collocazione del Ginkgo biloba alla Biblioteca San Matteo degli Armeni.

Sono quindi previsti i saluti istituzionali di Andrea Romizi, Sindaco di Perugia, del Professore Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, di Carlo Pagnotta, Direttore artistico di Umbria Jazz e di Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria.

La messa a dimora dell’albero e la scopertura della targa commemorativa sarà preceduta dall’intervento del dottor Marco Maovaz, dell’Ateneo di Perugia, sul tema “Dagli Armeni al Ginkgo: per una visione della storia locale”.

 

A conclusione, l'intervento del Quintetto d'archi dell'Orchestra da Camera di Perugia, che eseguirà "Triptyque for String Orchestra (Allegro)", del compositore giapponese Yasushi Akutagawa.

 

L’iniziativa di sabato 20 giugno intende dare un messaggio di ripartenza e di resilienza, con la stessa forza che hanno avuto questi alberi simbolo, sopravvissuti a una vera catastrofe e ora rigenerati ad esempio di speranza, per una ripartenza carica di positività.

 

A Perugia, di recente, nell’Orto botanico dell’Università degli Studi di Perugia sono stati propagati semi di alcuni Hibakujumoku (letteralmente: "alberi bombardati dall’atomica") nell’ambito di un accordo tra PEFC Italia, l'associazione "Mondo senza guerra e senza violenza" di Castenedolo-Brescia e l’Ateneo di Perugia con la giapponese Green Legacy Hiroshima. Finora sono nati 42 esemplari: 2 Bagolaro della Cina (Celtis sinensis), 27 dell’albero  Aphananthe aspera,  chiamato “Muku” in Giappone e 13 del più famoso fossile vivente del mondo vegetale: il  Ginkgo biloba.

Perugia, 17 giugno 2020

Riportata all’originario splendore l’insegna della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, opera di Giuseppe Nicolosi

è stata restaurata l’insegna che caratterizza l’ingresso della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, in piazza dell’Università, a Perugia: le lettere che compongono la scritta versavano in una situazione di forte degrado, alcune erano state divelte, le restanti arrugginite, lasciando una sgradevole sensazione di abbandono.

Erano state realizzate in ferro battuto, al pari della sottostante cancellata, da Giuseppe Nicolosi, ingegnere, architetto, urbanista il quale, in virtù del rapporto instaurato con il Magnifico Rettore Giuseppe Rufo Ermini, fu il progettista delle principali opere universitarie realizzate nel capoluogo umbro tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Ottanta. Da lui furono progettate l’Aula Magna di Via Francesco Innamorati, l’Accademia Anatomico-Chirurgica di via del Giochetto e, per l’appunto, la sistemazione di Piazza dell’Università.

Su proposta del professor Paolo Belardi, Delegato del Rettore al Patrimonio dell’Università degli Studi di Perugia, si è quindi deciso di intervenire. “D’accordo con i tecnici dell’Università, l’ingegnere Francesco Paterna e il geometra Marco Bartoccini - spiega il professor Belardi -, abbiamo scelto di integrare il lavoro di restauro con un lavoro di ricerca tipografica, coinvolgendo le dottoresse Margherita Maria Ristori e Camilla Sorignani che collaborano alle attività del corso di laurea in Design. Entrambe hanno aderito con entusiasmo ed eseguito con sapienza, ma anche con pazienza, il rilievo ricostruttivo dell’insegna”.

Le lettere sopravvissute all’incuria sono state smontate, misurate una a una per risalire al tipo di carattere utilizzato da Nicolosi, una informazione non emersa dai documenti, ma necessaria per ricostruire con la dovuta precisione, metrica e geometrica, il disegno delle lettere mancanti. Lo studio ha consentito di appurare che si tratta di un ‘carattere ibrido’, tipico del mondo degli artigiani, che contaminano spesso un tipo di carattere antico con uno moderno.

La scoperta più sorprendente è stata fatta dal fabbro Mirco Pazzaglia: durante l’attività di ripulitura delle lettere, infatti, ha verificato che sotto diverse mani di vernice nera si nascondeva una vernice dorata. Così, d’accordo con i funzionari della Soprintendenza, è stato incaricato il pittore edile Riccardo Fioroni di ripristinare la finitura originale.

“Il restauro ci ha consentito – evidenzia ancora Paolo Belardi - di restituire alla città un’insegna tanto scintillante quanto elegante, il cui ricordo era ancora vivo nella memoria di molti perugini. Un intervento poco rilevante dal punto di vista quantitativo, ma molto rilevante sul piano qualitativo: rappresenta un vero e proprio landmark identitario che coniuga tradizione e innovazione, e prelude alla volontà del Magnifico Rettore Prof. Maurizio Oliviero di riqualificare in modo esemplare l’asse pedonale che collega la piazza dell’Università al piazzale dell’Aula Magna attraverso la ‘rue interior’ di Palazzo Murena, laddove abbiamo già provveduto a rinnovare la segnaletica relativa alla sicurezza e le componenti di arredo urbano”.

Perugia, 17 giugno 2020

Perugia, 17 giugno 2020

 Rivista “Etica Pubblica. Studi su legalità e partecipazione” diretta da Paolo Mancini, uscito il primo numero dedicato a “Le lobbies in trasparenza”

E’ uscito il primo numero di “Etica Pubblica. Studi su legalità e partecipazione”. La rivista, diretta da Paolo Mancini, nasce per iniziativa del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia che è stato insignito del titolo di Dipartimento di Eccellenza dal Ministero dell’Università, della Ricerca e dell’Istruzione sulla base di un progetto incentrato appunto su “Legalità e Partecipazione” (Lepa).

E’ una rivista semestrale pubblicata da Rubbettino che vuole trattare i temi dell’etica pubblica evitando di cadere nella trappola di facili parole d’ordine o di facili enunciazioni di principio che spesso rimangono lettera morta. La rivista affronterà i temi dell’etica pubblica da diversi punti di vista scientifici. Una sezione è dedicata alle recensioni di libri ed un’altra a note sull’attualità. I componenti della redazione sono tra i principali studiosi italiani e stranieri dei temi che la rivista intende studiare. Tra gli altri, oltre ai ricercatori perugini, Nando Dalla Chiesa, Alberto Vannucci, Colin Crouch, Donatella Della Porta.

Il primo numero, a cura di Enrico Carloni e Marco Mazzoni, è dedicato a “Le lobbies in trasparenza”, un tema da sempre al centro della discussione sui rapporti, spesso ambigui, tra interesse generale e interesse privato. Contribuiscono a questo numero scienziati politici, giuristi e sociologi.

 

Perugia, 17 giugno 2020

I segreti dell’ipermemomoria, il professor Valerio Santangelo li svela a “L’Uovo di Colombo” 

 

Il professor Valerio Santangelo,  del Dipartimento di Filosofia, scienze sociali, umane  e della formazione dell’Università degli Studi di Perugia, sarà ospite domani, giovedì 18 giugno 2020 dalle ore 18.30 alle 18.50, ai microfoni del programma radiofonico “L’Uovo di Colombo”, in onda sulle frequenze di Umbria Radio (Perugia 92.000Mz; Terni 105.300Mz), la trasmissione dedicata alla ricerca scientifica sviluppata all’interno dell’Ateneo perugino. 

Santangello parlerà degli individui “ipermemori” capaci cioè di ricordare anche i più piccoli dettagli di ogni giorno della loro vita. In particolare si soffermerà su un nuovo studio, dedicato all’ipermemoria, interamente italiano e pubblicato sulla rivista Cortex: grazie all’analisi con tecniche non invasive di individui che possiedono tali capacità, sono state finalmente identificate le aree del cervello specificamente deputate a dare una dimensione temporale ai ricordi, organizzando quelle informazioni che nelle persone comuni restano memorie indistinte e sfocate.

 “L’Uovo di Colombo” è condotto dalla giornalista Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, social media e grafica dell’Ateneo di Perugia. 

La replica del programma andrà in onda sabato 20 giugno 2020, alle ore 8.30

valerio santangelo 1

Perugia, 16 giugno 2020

Presente e futuro dello smartworking nella pubblica amministrazione, webinar streaming dell’Ateneo di Perugia  

Con il webinar “Smartworking e pubblica amministrazione”, che si terrà venerdì 19 giugno 2020, alle ore 15.30 sulle piattaforme streaming dell’Università degli Studi di Perugia, prende il via il Progetto di ricerca di interesse nazionale – PRIN "Administrative Reforms: Policies, Legal Issues and Results. Administrative Reforms: Policies, Legal Issues and Results"

Si tratta di un importante progetto di ricerca coordinato come Principal investigator dal Prof. Bernardo Giorgio Mattarella, della LUISS Guido Carli, cui partecipano le unità di ricerca delle Università degli Studi di Perugia (Prof. Antonio Bartolini), Università di Bologna (Prof. Tommaso Bonetti) e la "Statale" di Milano (Prof.ssa Margherita Ramajoli). 

L'obiettivo della ricerca è affrontare la questione irrisolta della riforma burocratica del nostro Paese. 

Nel corso della corrente crisi epidemica si è fatto e si sta facendo largo uso nelle pubbliche amministrazioni dello smartworking, che può essere messo a leva come strumento principale delle future riforme. 

Il webinar intende, dunque, approfondire le problematiche giuridiche poste dal lavoro agile. 

 
Dopo gli indirizzi di saluto del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Professore Maurizio Oliviero, l’incontro sarà presieduto dal Professore Bernardo Giorgio Mattarella. 

Seguirà l'introduzione del Professor Antonio Bartolini dell'Ateneo perugino e gli interventi di Ermenegilda Siniscalchi, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, Antonio Naddeo, Presidente dell'ARAN, Alfredo Storto, Capo Ufficio legislativo Ministro per la Funzione Pubblica, Edoardo Ales, Professore di diritto del lavoro Università "Parthenope" di Napoli, Guido Melis, Professore di Storia delle pubbliche amministrazioni all’Università "La Sapienza" di Roma. 

 
I lavori saranno chiusi dalla professoressa Margherita Ramajoli de "La Statale" di Milano.  

  

Il webinar si terrà sulla piattaforma Microsoft Teams (relatori) e potrà essere seguito in diretta streaming sul canale Canale You Tube – Università degli Studi di Perugia. 

Perugia, 16 giugno 2020 

Perugia, 16 giugno 2020

Alla Biblioteca di San Matteo degli Armeni sarà piantato un Ginkgo biloba nato da un seme di un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima - Perugia, 20 giugno, ore 17 

LE REDAZIONI SONO INVITATE A PARTECIPARE

Un Ginkgo biloba, germogliato da un seme di una pianta sopravvissuta al bombardamento del 6 agosto 1945 di Hiroshima, verrà messo a dimora presso Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni di Perugia, luogo specializzato sui temi della nonviolenza, educazione alla pace, dei diritti umani, del dialogo interculturale e interreligioso.

La cerimonia avrà luogo sabato 20 giugno 2020, alle ore 17, su iniziativa del Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC Italia), associazione internazionale che promuove la gestione sostenibile delle foreste e dell’Università degli Studi di Perugia. La pianta di due anni è stata donata dall'associazione "Mondo senza guerra e senza violenza" di Castenedolo-Brescia nel quadro dell’accordo fatto con PEFC Italia e l’Ateneo di Perugia con la giapponese Green Legacy Hiroshima, che si occupa della raccolta e diffusione nel mondo dei semi di queste piante iconiche.

Sarà aperta dall’introduzione del dottor David Grohmann dell’Ateneo perugino cui seguirà un momento musicale con il Quintetto d’archi dell’Orchestra da Camera di Perugia, con brani di Boccherini e Barber.

Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia, illustrerà poi il significato degli alberi di Hiroshima e dell’evento di collocazione del Ginkgo biloba a San Matteo degli Armeni.

Previsti poi i saluti istituzionali di Andrea Romizi, sindaco di Perugia, del Professore Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz), Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria.

La messa a dimora dell’albero e la scopertura della targa commemorativa sarà preceduta dall’intervento del dottor Marco Maovaz, dell’Ateneo di Perugia, sul tema “Dagli Armeni al Ginkgo: per una visione della storia locale”.

A conclusione l’intervento Quintetto d’archi dell’Orchestra da Camera di Perugia: eseguirà Triptyque for String Orchestra (Allegro) del compositore giapponese Yasushi Akutagawa.

L’iniziativa di sabato 20 giugno intende dare un messaggio di ripartenza e di resilienza, con la stessa forza che hanno avuto questi alberi simbolo, sopravvissuti a una vera catastrofe e ora rigenerati ad esempio di speranza per una ripartenza carica di positività.

 

A Perugia, di recente, nell’Orto botanico dell’Università degli Studi di Perugia, sono stati propagati semi di alcuni Hibakujumoku (lett. alberi bombardati dall’atomica) nell’ambito di un accordo tra PEFC Italia, l'associazione "Mondo senza guerra e senza violenza" di Castenedolo-Brescia e l’Ateneo di Perugia con la giapponese Green Legacy Hiroshima; per ora ne sono nati 42 esemplari: 2 Bagolaro della Cina (Celtis sinensis), 27 dell’albero  Aphananthe aspera,  chiamato “Muku” in Giappone e 13 del più famoso fossile vivente del mondo vegetale: il  Ginkgo biloba.

Perugia, 15 giugno 2020

Undici università italiane si uniscono per lanciare i corridoi universitari e offrire a studenti rifugiati la possibilità di continuare il loro percorso accademico in Italia

Undici università italiane, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, l’UNHCR -l’Agenzia ONU per i Rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity hanno aderito ad un protocollo d’intesa che darà a 20 studenti rifugiati attualmente in Etiopia l’opportunità di proseguire il loro percorso accademico in Italia attraverso delle borse di studio.

Il progetto, denominato University Corridors for Refugees (UNI-CO-RE), si avvale della partecipazione delle  Università dell’Aquila, Università di Bologna, Università degli Studi di Cagliari, Università di Firenze, Università Statale di Milano, Università di Padova, Università degli Studi di Perugia, Università di Pisa, Università di Sassari, Università Iuav di Venezia, e Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli.

Si tratta del proseguimento del progetto pilota partito nel 2019 con la partecipazione di due università e sei studenti.

In base al nuovo protocollo, gli atenei, anche attraverso il fondamentale sostegno di un’ampia rete di partner locali, assicureranno il supporto necessario agli studenti per frequentare un programma di laurea magistrale della durata di due anni e per integrarsi nella vita universitaria.

Nel mondo ancora troppi rifugiati non hanno accesso all’istruzione”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante di UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “A livello di istruzione superiore la situazione è drammatica: solo il 3 per cento riesce ad accedere contro il 37 per cento della media globale. Grazie all’impegno delle università coinvolte, progetti come UNI-CO-RE non solo permettono ai rifugiati di arrivare in maniera sicura in Italia per sviluppare il loro talento, contribuendo alla comunità locale, ma riaccendono la speranza in milioni di bambini e ragazzi attualmente in esilio a causa di guerre e persecuzioni”.

Gli studenti saranno selezionati sulla base del merito accademico e della motivazione, attraverso un bando pubblico e da comitati di esperti individuati da ciascuna università.

Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure che tengano in considerazione i bisogni specifici e le legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire il loro futuro in dignità.

 

Perugia, 15 giugno 2020

 

Per maggiori informazioni:

universitycorridors.unhcr.it

Video UNI-CO-RE

 

Contatti stampa:

UNHCR: Barbara Molinario, molinarb@unhcr.org, +39 338 546 2932

Caritas Italiana: ferruccio.ferrante@caritas.it

Diaconia Valdese: lmalan@diaconiavaldese.org

Gandhi Charity: a.fessaha@tiscali.it

Università dell’Aquila: massimo.prosperococco@univaq.it, com@strutture.univaq.it   

Università di Bologna: ufficiostampa@unibo.it  

Università degli Studi di Cagliari: nuvoli@unica.it

Università di Firenze: silvia.daddario@unifi.it

Università Statale di Milano: anna.cavagna@unimi.it

Università di Padova: carla.menaldo@unipd.it

Università degli Studi di Perugia: laura.marozzi@unipg.it ; ufficio.stampa@unipg.it

Università di Pisa: francesca.ferretti@unipi.it

Università di Sassari: ufficiostampa@uniss.it

Università Iuav di Venezia: Iuavstampa@iuav.it

Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli: apacini@luiss.it, bmortari@luiss.it

Perugia, 10 giugno 2020

Il ritrovamento di vertebre di squalo nel deserto dell’Iraq: di cosa si nutrivano 5000 anni fa le popolazioni del Vicino Oriente Antico: Andrea Polcaro a “L’Uovo di Colombo” 

 

Il dottor Andrea Polcaro,  del Dipartimento di Lettere, lingue, letterature e civiltà antiche e moderne dell’Università degli Studi di Perugia, sarà ospite domani, giovedì 11 giugno 2020 dalle ore 18.30 alle 18.50, ai microfoni del programma radiofonico “L’Uovo di Colombo”, in onda sulle frequenze di Umbria Radio (Perugia 92.000Mz; Terni 105.300Mz), la trasmissione dedicata alla ricerca scientifica sviluppata all’interno dell’Ateneo perugino. 

Polcaro racconterà il nuovo progetto di ricerca “Fluid Crescent: il ruolo dell’acqua nelle culture del Vicino Oriente antico”, coordinato dal Prof. Davide Nadali della Sapienza Università di Roma, grazie al quale nel corso di tre anni si cercherà di ricostruire l’alimentazione delle popolazioni della cosiddetta “mezzaluna fertile” e l’origine dell’agricoltura in quell’area dell’antico Oriente.

La possibilità di avere non solo dati testuali antichi da visionare, ma dati archeologici - prelevati sul campo negli scavi co-diretti dal dottor Polcaro in Giordania ed Iraq  (provenienti da forni ed altri contesti di produzione alimentare datati a oltre cinquemila anni fa) - permettere infatti ai ricercatori di effettuare una serie di analisi su resti faunistici ed animali, con un grande potenziale per la ricostruzione dei metodi di sussistenza e del cibo consumato dai primi agricoltori della storia.

Un interessante risultato già avuto in collaborazione con il Prof. Massimo Lorenzoni del Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie è stata l’identificazione di vertebre di squalo in un contesto archeologico datato intorno al 5000 a.C. nel pieno deserto dell’Iraq meridionale, a oltre cento chilometri dalla costa marina, che sta ad indicare come il cambiamento climatico e ambientale hanno inciso fin dagli albori della storia sull’alimentazione ed il nutrimento degli esseri umani.

L’Unità di ricerca dell’ateneo perugino nella quale è coinvolto Polcaro, diretta dal Prof. Paolo Braconi, vede la collaborazione di archeologi, botanici, biologi, veterinari, di Perugia e di altri atenei, come l’Università di Napoli Federico II.

 “L’Uovo di Colombo” è condotto dalla giornalista Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, social media e grafica dell’Ateneo di Perugia. 

La replica del programma andrà in onda sabato 13 giugno 2020, alle ore 8.30

 

andrea polcaro

Perugia, 9 giugno 2020

IPERMEMORIA: UN RICORDO PER OGNI GIORNO. NEL CERVELLO DI “CHI NON DIMENTICA” SVELATO IL MECCANISMO CHE ORDINA LA MEMORIA 

Un nuovo studio italiano, pubblicato sulla rivista Cortex, rivela l'esistenza di un'area cerebrale che permette alle persone dotate di ipermemoria autobiografica di "datare" i ricordi.

Un nuovo studio interamente italiano e pubblicato sulla rivista Cortex ha rilevato cosa rende il cervello degli individui “ipermemori” capace di ricordare anche i più piccoli dettagli di ogni giorno della loro vita. Grazie all’analisi di questi individui sono state identificate le aree del cervello specificamente deputate a dare una dimensione temporale ai ricordi, organizzando quelle informazioni che nelle persone comuni restano memorie indistinte e sfocate.

La ricerca, condotta presso i laboratori della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, è stata coordinata dall’equipe composta dai ricercatori Patrizia Campolongo, Valerio Santangelo, Tiziana Pedale e Simone Macrì, e ha coinvolto la Sapienza Università di Roma, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università degli Studi di Perugia.

Per realizzare lo studio è stato chiesto a 8 soggetti ipermemori, già protagonisti nel 2018 di un altro lavoro della stessa equipe di ricerca, di ricordare un evento molto lontano nel tempo, di circa 20 anni prima. L’attività neuronale di questi 8 soggetti è stata quindi rilevata in tempo reale attraverso la risonanza magnetica funzionale, una tecnica non invasiva che permette ai ricercatori di osservare il cervello in azione e identificarne le aree più attive durante il ricordo dell’evento passato. Al gruppo di ipermemori è stato affiancato un gruppo di controllo composto da 21 persone senza particolari abilità o deficit della memoria.

I ricercatori hanno poi utilizzato una tecnica molto innovativa, chiamata Multivoxel Pattern Analysis (MVPA) per verificare che la migliore rappresentazione neurale dei ricordi nelle persone ipermemori fosse associata al ruolo funzionale di specifiche aree del cervello,

“I risultati dell’indagine – spiegano gli autori – hanno mostrato che nel discriminare tra ricordi autobiografici vecchi e nuovi, per le persone con ipermemoria si rileva un’elevata specializzazione della porzione ventro-mediale della corteccia prefrontale del cervello, un'area che si ritiene sia deputata all'organizzazione delle funzioni cognitive superiori. Questa stessa regione del cervello sembra essere meno precisa nelle persone con una memoria normale, fino a farci “confondere” la dimensione temporale del ricordo, vecchio o nuovo”.

La memoria autobiografica permette di rievocare esperienze relative a tutto l’arco della vita consentendoci di conferire una dimensione temporale e narrativa alla nostra esistenza – continuano gli autori – e qui per la prima volta al mondo sono stati studiati i meccanismi neurobiologici associati alla dimensione temporale dei ricordi tramite una metodologia innovativa e, soprattutto, in un gruppo di persone ‘speciali’”.

Il dato che emerge da questo nuovo avanzamento scientifico è cruciale, non solo per l’analisi delle doti speciali di queste persone, ma soprattutto per aprire nuove frontiere di ricerca per la neuroriabilitazione della memoria e per la ricerca sulle funzioni mnesiche, in pazienti con una lesione del sistema nervoso centrale.

Comprendere i sistemi neurobiologici alla base dell’iper-funzionamento della memoria – concludono i ricercatori - fornisce importanti indicazioni su quali aree è necessario intervenire per stimolare il ripristino di un funzionamento adeguato della memoria in persone con deficit o lesioni neurologiche”.

RIFERIMENTI SCIENTIFICI:

Valerio Santangelo, Tiziana Pedale, Simone Macrì, Patrizia Campolongo. Enhanced cortical specialization to distinguish older and newer memories in highly superior autobiographical memory https://doi.org/10.1016/j.cortex.2020.04.029

 

Patrizia Campolongo, PhD

Professore Associato di Farmacologia

Dipartimento di Fisiologia e farmacologia, Sapienza Università di Roma

Laboratorio di Neurobiologia del comportamento, IRCCS Santa Lucia

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Perugia, 5 giugno 2020

La Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera in Umbria di nuovo in campo 

E’stata riattivata la Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera in Umbria: con essa è ripartita l’intensa attività di formazione per specializzandi scesi già in campo anche per dare il proprio contributo in questa emergenza sanitaria correlata alla pandemia da Virus SARS-CoV-2 (COVID-19).

La scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera di Perugia, diretta dal professor Maurizio Ricci, Ordinario di tecnologia Farmaceutica, del Dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’ Università degli Studi di Perugia, infatti  in questo periodo di emergenza ha schierato i suoi  specializzandi a fianco dei farmacisti del Servizio Sanitario Nazionale, i quali, garantendo H24 la disponibilità di medicinali e dispositivi medici e materiale sanitario vario, nel rispetto delle norme vigenti e in maniera tempestiva, si sono dimostrati ancora una volta dei professionisti fondamentali.

“Gli specializzandi, in questa situazione di criticità, hanno rappresentato senza alcun dubbio una preziosa risorsa a fianco degli altri colleghi farmacisti strutturati, in prima linea nel processo assistenziale, occupandosi delle attività di approvvigionamento, dispensazione dei beni sanitari, monitoraggio dei consumi e dell’appropriatezza del loro utilizzo – spiega il professor Ricci -. Inoltre, in questa pandemia, si sono occupati di gestire e garantire alle varie strutture sanitarie - in particolare rianimazione, pronto soccorso, 118, ­ ai medici delle Unità Speciali di Continuità Assistenziali (USCA) impegnati nella gestione del trattamento a domicilio dei casi sospetti o accertati -, i materiali sanitari indispensabili quali gel disinfettanti e DPI (Dispositivi di Protezione Individuale).

Nel loro percorso gli specializzandi possono contare su tutor di grande e consolidata esperienza professionale quali i dottori Fausto Bartolini dell’ Usl Umbria 2,  Alessandro D’Arpino dell’A.O. di Perugia, Monya Costantini dell’A.O. di Terni e Giovanna Garinei dell’Usl Umbria1, così da operare al meglio nell’ampio ventaglio di attività di loro competenza.

“Inoltre, non dobbiamo dimenticare che a fianco all’emergenza COVID gli specializzandi continuano attivamente con grande dedizione a fornire il loro prezioso contributo per svolgere tutte le attività cliniche non rimandabili, come ad esempio quelle correlate alle terapie oncoematologiche che sono sempre proseguite a pieno regime – conclude il professor Ricci -. Il loro know-how collima perfettamente con le attuali stringenti esigenze di garantire le forniture dei medicinali personalizzati a specifici pazienti, garantendo anche un’assistenza terapeutica laddove il prodotto necessario non viene commercializzato dall’industria o la cui formulazione è irreperibile sul mercato per carenza produttiva”.

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Perugia, 4 giugno 2020

Il più grande telescopio Schwarzschild - Couder di CTA rivela la sua prima sorgente gamma, il ruolo degli scienziati perugini

Gli scienziati del consorzio Cherenkov Telescope Array (CTA) hanno annunciato alla comunità scientifica la rivelazione del segnale della Nebulosa del Granchio con il prototipo del telescopio Schwarzschild-Couder (pSCT), installato in Arizona (USA), che utilizza soluzioni tecnologiche innovative sviluppate in Italia, con la partecipazione della sezione INFN e del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Perugia. In particolare per la progettazione e messa a punto dei sensori della camera sul piano focale del telescopio dove la luce cherenkov emessa dalle particelle cosmiche che interagiscono con le molecole del’atmosfera viene raccolta, trasformata in impulsi elettrici, la cui forma e durata permette di “ricostruire” le caratteristiche delle particelle che l’hanno originata con Emanuele Fiandrini che è coordinatore per le attività di CTA e pSCT della sezione INFN e del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo perugino

“La Nebulosa del Granchio, ovvero ciò che rimane dall’esplosione, nell’anno 1054 d.c., di una grande stella situata a 6500 anni luce da noi,  è uno degli oggetti del cielo più brillanti alle alte energie dello spettro elettromagnetico ed è utilizzato come sorgente di riferimento in astronomia gamma - commenta Riccardo Paoletti dell’Università degli Studi di Siena, responsabile nazionale delle attività di CTA per l’INFN -.  La rivelazione della Crab da parte del telescopio pSCT rappresenta un risultato importantissimo per l’intera comunità dell’astrofisica gamma delle alte energie. I raggi gamma di altissima energia possono svelare la fisica di oggetti complessi come buchi neri e materia oscura. La rivelazione del segnale è dimostrazione che le nuove tecnologie sviluppate ed adoperate in questo telescopio permetteranno di studiare il cielo gamma con una precisione senza precedenti, aprendo le porte a nuove scoperte nella astrofisica gamma e multi-messenger”.

Il telescopio pSCT è disegnato con un’ottica cosiddetta “dual-mirror”, con grandi specchi di 9,7 e 5,4 metri di diametro. E’ attualmente il più grande telescopio di tipo Schwarzschild-Couder finora realizzato. Esso sarà ottimizzato per rivelare raggi gamma in un intervallo energetico tra 100 Giga-elettronvolt (GeV) e 10 Teraelettronvolt (TeV), ovvero una radiazione approssimativamente mille miliardi di volte più energetica di quella visibile.

“La tecnologia a doppio specchio consente la focalizzazione delle immagini su una superficie ridotta rispetto a un telescopio delle stesse dimensioni a singolo specchio - afferma Giovanni Pareschi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) -. Gli avanzamenti tecnologici sviluppati presso l’Osservatorio Astronomico di Brera, in collaborazione con l’industria italiana, hanno permesso di replicare il successo ottenuto con il telescopio ASTRI-Horn, il primo ad adoperare con successo il disegno a doppio specchio nel consorzio CTA”.

Elemento distintivo di pSCT è una camera ad elevata densità di pixel, costituiti da fotomoltiplicatori al silicio (SiPM), che consente di avere una risoluzione angolare tra le migliori mai raggiunte per telescopi di queste dimensioni.  “Questo risultato è un grande successo per la collaborazione italiana di CTA, in particolare quella che lavora al telescopio pSCT. Grazie al finanziamento della Commissione Scientifica Nazionale 2 dell'INFN siamo stati in grado di contribuire alla realizzazione dei fotosensori, dell'elettronica di lettura della camera, fino allo sviluppo del software di analisi - sottolinea Francesco Giordano dell’Università di Bari, responsabile italiano del progetto SCT -. I fotomoltiplicatori al silicio, sono stati sviluppati dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento nell’ambito di una convenzione con l’INFN”.

Attualmente i ricercatori sono coinvolti nel completamento e miglioramento della camera con l’obiettivo di completare l’intero piano focale per un totale di 11328 pixel ed un grande campo di vista di 8°, portando l’attuale prototipo al massimo delle sue possibilità.

“Stiamo migliorando l’elettronica di lettura dei sensori e siamo impegnati nella produzione e test di SiPM di nuova generazione per completare l’intero piano focale - commenta Emanuele Fiandrini, coordinatore per le attività di CTA e pSCT della sezione INFN e del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Perugia –. Questo importante risultato è un passo fondamentale verso il completamento della camera del telescopio pSCT. L’obiettivo è quello di portare al più presto il prototipo al massimo delle sue possibilità in vista di un futuro contributo al progetto CTA. Ho seguito tutte le fasi del progetto negli ultimi 6 anni, dal disegno, progettazione e test del singolo sensore nei laboratori dell’INFN e del Dipartimento di Fisica di Perugia, fino all’assemblaggio dei moduli e all’installazione sul piano focale della camera nei laboratori dell’Università del Wisconsin a Madison (USA) e sul telescopio in Arizona. E’ elettrizzante vedere come il lavoro e i miglioramenti apportati nel corso degli anni, ci hanno permesso di raggiungere questa importante milestone. Il risultato è stato ottenuto grazie allo sforzo di molti ricercatori del’Università di Perugia e della locale sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), come la dott.ssa Maria Ionica, il dott. Giovanni Ambrosi e molti altri. Questo risultato è stato anche e soprattutto ottenuto grazie al lavoro di molti giovani che hanno partecipato e partecipano al progetto e stanno seguendo le varie parti di costruzione ed analisi dati con importanti responsabilità”.

“Collaboro da oltre 3 anni a pSCT, prima come laureando e ora come studente di Dottorato in Fisica Sperimentale presso l'Università di Perugia, lavorando all’assemblaggio e test dei moduli del piano focale e allo sviluppo dei nuovi SiPM - aggiunge Luca Tosti -. Sono davvero orgoglioso di aver dato il mio contributo a questo progetto che dopo tanto lavoro preliminare ora vediamo all'opera”.

Questo risultato è fondamentale per le prospettive del progetto SCT e per l’osservatorio CTA. “Il telescopio pSCT conferma, assieme ai telescopi SST, il potenziale delle nuove tecnologie sviluppate da INAF e INFN che consentiranno alla comunità italiana di essere protagonista in CTA” conclude Patrizia Caraveo, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

La collaborazione SCT è composta da un consorzio internazionale di università americane, istituti tedeschi, messicani e giapponesi, dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)[1]. Il progetto è finanziato dalla National Science Foundation americana e dagli enti italiani INAF e INFN.

Il telescopio pSCT è attualmente installato e funzionante presso l’osservatorio per raggi gamma di altissima energia VERITAS (Very Energetic Radiation Imaging Telescope Array System), al Fred Lawrence Whipple Observatory in Arizona (USA). Inaugurato il 17 gennaio 2019, dopo meno di una settimana, il 23 gennaio, pSCT ha rivelato i primi lampi di luce ultravioletta prodotti dal passaggio di raggi cosmici carichi in atmosfera (“prima luce”). L’allineamento ottico del sistema è stato completato a fine 2019. Tra gennaio e febbraio 2020 è stata condotta un’intensa campagna di osservazioni della Crab Nebula che ha portato al risultato annunciato oggi.

[1]  https://cta-psct.physics.ucla.edu/institutions.htm

foto 1 telescopiofoto 2 crab nebulafoto 3 emanuele fiandrini

Perugia,   4 giugno 2020

 

[1]  https://cta-psct.physics.ucla.edu/institutions.htm

Perugia, 4 giugno 2020

Genetica agraria, prestigioso riconoscimento per il dottor Leonardo Caproni vincitore del Premio SIGA 2020

Il dottor Leonardo Caproni ha vinto il Premio SIGA 2020 per la migliore pubblicazione su rivista scientifica internazionale nel campo del miglioramento genetico degli organismi di interesse agrario. Il Consiglio Direttivo della Società Italiana di Genetica Agraria (SIGA), fondata nel 1954 da Carlo Jucci, lo ha infatti premiato in quanto coautore della pubblicazione Genome-Wide Association study reveals candidate genes for flowering time variation in common bean (Phaseolus vulgaris L.) pubblicato sulla rivista Frontiers in Plant Science.

Leonardo Caproni è assegnista di ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali (DSA3) dell’Università di Perugia nel gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Valeria Negri. Il riconoscimento ottenuto evidenzia la qualità della ricerca svolta nell’ Ateneo perugino, infatti, tre dei quattro autori che hanno contribuito alla realizzazione e pubblicazione del lavoro afferiscono al DSA3: il dottor Lorenzo Raggi, il dottor Caproni e la professoressa Negri mentre l’altro coautore, il dottor Andrea Carboni, afferisce al Research Centre for Cereal and Industrial Crops (CREA) di Bologna.

I risultati della ricerca verranno presentati dal dottor Caproni durante un evento telematico organizzato dalla stessa SIGA nella prima settimana di luglio.

Il link all’articolo:

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpls.2019.00962/full

 

da sx lorenzo raggi valeria negri leonardo caproni andrea carbonijpeg

 

Perugia, 3 giugno 2020

Si consolida la collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Perugia e Barton Group. In tempo di Covid si evidenzia l'innovativo progetto di sinergia tra Pubblico e Privato.

Grazie al progetto “Garden Design – Lezioni all’aperto presso Barton Park”, continua la sinergia tra pubblico e privato all’insegna della formazione culturale, del benessere e del sociale, temi profondamente legati al Parco e alla filosofia aziendale di Barton Group.

La situazione di lockdown ha sicuramente risvegliato la volontà di riprogettare la nostra vita, le nostre abitudini e le diverse attività economico-culturali e formative svolte nella Natura, in ambienti sani, verdi e tecnologicamente avanzati.

Per questo motivo Barton Group e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, diretto dal Prof. Giovanni Gigliotti, hanno stipulato un accordo mediante il quale, in relazione alla prossima offerta formativa sia del Corso di Laurea in Design (Presidente Prof. Paolo Belardi), sia del Corso di Laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria edile-Architettura (Coordinatore Prof. Massimiliano Gioffrè), gli insegnamenti di Garden Design e di Architettura verde (Responsabile Prof. Marco Fornaciari da Passano) saranno tenuti nel Barton Park, non appena riprenderanno le attività didattiche in presenza, con lezioni frontali “all’aperto” ospitate nel grande Teatro dotato di servizi multimediali e avente la capacità di accogliere gli studenti nella completa osservanza delle norme anti-Covid in termini di distanza di sicurezza.

Barton Group ha da alcuni anni dimostrato come la qualità dell’ambiente sia una forte mission aziendale, realizzando un Parco privato a uso pubblico con molteplici finalità, rivolte al benessere dei propri collaboratori, alla cittadinanza e adesso anche alla formazione culturale dei prossimi professionisti del settore.

L’insegnamento di Garden Design si propone di formare esperti in grado di disegnare e immaginare le diverse tipologie di verde (verde pubblico ricreativo, verde privato, verde stradale, verde residenziale ecc.) prendendo sempre più in considerazione il verde come strumento ecologico e sanitario.

Questo progetto stimolerà ancora di più la creazione di idee e soluzioni per i futuri spazi verdi della nostra città.

Perugia, 3 giugno 2020

Come abbiamo isolato il virus SARS-CoV2 da campioni biologici di pazienti umbri affetti da COVID19, la professoressa Francisci ne parla a “L’Uovo di Colombo”  

La professoressa Daniela Francisci,  del Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Perugia, sarà ospite domani, giovedì 4 giugno 2020 dalle ore 18.30 alle 18.50, ai microfoni del programma radiofonico “L’Uovo di Colombo”, in onda sulle frequenze di Umbria Radio (Perugia 92.000Mz; Terni 105.300Mz), la trasmissione dedicata alla ricerca scientifica sviluppata all’interno dell’Ateneo perugino. 

Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie infettive e tropicali, la professoressa Francisci, nel corso della puntata, illustrerà l’attività di ricerca in ambito di Covid-19. In particolare di come si sia giunti a isolare, nel Laboratorio di Virologia della Clinica di Malattie Infettive di Perugia, il virus SARS-CoV2 da campioni biologici (tamponi rino-faringei) di pazienti umbri affetti da COVID19. Questo isolamento del virus SARS CoV2 da campioni biologici di pazienti umbri consentirà di sequenziare il ceppo virale che ha circolato in Umbria nei mesi scorsi.

La professoressa Francisci illustrerà inoltre come il ‘virus attivo’ permetterà di eseguire test di titolazione degli anticorpi neutralizzanti nel plasma di pazienti guariti, plasma che potrà quindi essere utilizzato per il trattamento di soggetti COVID19 nell’ambito del Protocollo Regionale, e per altri progetti di ricerca da svolgere in collaborazione con l’Osservatorio Terza Missione dell’Università degli Studi di Perugia.

 “L’Uovo di Colombo” è condotto dalla giornalista Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, social media e grafica dell’Ateneo di Perugia. 

La replica del programma andrà in onda sabato 6 giugno 2020, alle ore 8.30

daniela francisci