Università degli Studi di Perugia

Perugia, 30 aprile 2020

Dall’anno accademico 2020/2021 si parte con il nuovo Dipartimento di Medicina e Chirurgia


 

Con delibera adottata nella mattina di ieri dal Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Perugia è stato istituito il Dipartimento unico di Medicina e Chirurgia che, a decorrere dall’anno accademico 2020/2021, sostituirà i tre Dipartimenti di Medicina, di Medicina sperimentale e di Scienze Chirurgiche e Biomediche, nei quali è attualmente suddivisa l’area medico-chirurgica dell’Ateneo.

Si tratta di un passaggio estremamente rilevante per la complessiva organizzazione dell’Ateneo. 

Il Progetto scientifico e didattico-formativo del nuovo Dipartimento è particolarmente ambizioso e denso di obiettivi strategici: da un forte impegno all’internazionalizzazione al progressivo allargamento dell’offerta formativa, fino alla vocazione multidisciplinare.

L’Ateneo e l’area medico-chirurgica si attendono rilevanti benefici da quest’opera di riorganizzazione: ciò, soprattutto sul piano della capacità attrattiva e della competitività scientifica del nuovo Dipartimento. 

L’intera area medico-chirurgica ha sostenuto con entusiasmo e convinzione questa iniziativa: al nuovo Dipartimento afferiranno infatti ben 204 docenti che corrispondono, pressoché, alla totalità dei professori e dei ricercatori attualmente in servizio presso i tre Dipartimenti esistenti.

Profonda soddisfazione è stata espressa dal Magnifico Rettore Maurizio Oliviero che, in una nota, ha osservato che “questa prima importante riforma dell’organizzazione interna dell’Università segna l’avvio di un percorso grazie al quale l’Università degli Studi di Perugia torna a proporsi come protagonista della Comunità scientifica nazionale e internazionale. La nostra area medico-chirurgica, ora dotata di una struttura dipartimentale all’altezza delle qualità espresse dai nostri studiosi, rappresenterà un punto di riferimento importante sia nella proposta didattica rivolta ai nostri studenti sia nel contributo che saprà offrire alla crescita dei saperi nelle scienze cliniche, precliniche e chirurgiche. L’Ateneo rivolge la propria gratitudine ai Colleghi dell’area medico-chirurgica che, anche in un momento così delicato – che li vede impegnati, con sacrificio e dedizione, nelle gravi incombenze legate all’emergenza sanitaria in corso – hanno saputo mantenere lo sguardo rivolto al futuro consentendo alla nostra Università di adeguare le proprie strutture alle sfide che richiedono al mondo accademico un impegno sempre crescente per il progresso materiale e intellettuale della nostra società”.

Si è aggiunta alla voce del Rettore anche quella del Prof. Daniele Porena che, quale suo Delegato alle riforme, alla semplificazione e al supporto legale, ha coordinato il complesso iter di realizzazione del Progetto approvato dal Consiglio di Amministrazione. Per il Prof. Porena “la realizzazione di un unico grande Dipartimento di Medicina e Chirurgia raccoglie, in primo luogo, il desiderio dei nostri Colleghi che molto spesso, nel corso degli ultimi anni, hanno vissuto la separazione in tre distinti dipartimenti come una limitazione alle rispettive attività didattiche e scientifiche. Inoltre, la nuova struttura dipartimentale sarà in grado di erogare con modalità assai più stabili, organiche e coordinate le attività didattiche in favore degli studenti, favorendo con ciò anche la continuità e il dialogo scientifico tra le diverse e preziose componenti che animano l’intera area medico-chirurgica. Si tratta di una prima importante riforma che la Governance ha sostenuto con profonda convinzione e che testimonia lo spirito di agile e dinamico rinnovamento con il quale l’Ateneo di Perugia intende onorare la propria missione e i propri impegni istituzionali”.

Molto soddisfatti i Direttori dei Dipartimenti coinvolti nell’operazione di riorganizzazione dell’area medico-chirurgica. Secondo il Prof. Giuseppe Ambrosio, Direttore del Dipartimento di Medicina, “l’istituzione del nuovo Dipartimento darà un impulso fondamentale all’ulteriore crescita dell’area medico-chirurgica dell’Università degli Studi di Perugia, onorando quella storia che, nel corso dei secoli, ha tradizionalmente ed autorevolmente contribuito a dare lustro al nostro Ateneo e a quest’area dei saperi scientifici”. Il Prof. Stefano Eramo, che dirige il Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Biomediche, oltre a manifestare grande soddisfazione per l’importante risultato raggiunto ha voluto rivolgere “un sentito ringraziamento anche ai Colleghi Mauro Bacci, Stefano Brancorsini, Carlo Cagini, Graziella Migliorati, Nicola Talesa e Gaetano Vaudo che, insieme ai tre Direttori e al Delegato del Rettore, hanno profuso il loro impegno nella delicata fase istruttoria che ha dato vita alla prima bozza del Progetto, poi formalizzato e ieri approvato dal Consiglio di Amministrazione”.  Per il Prof. Paolo Puccetti, Direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale, “le settimane che hanno preceduto l’istituzione del nuovo Dipartimento unico per l’intera area medico-chirurgica sono state caratterizzate da un clima di eccellente condivisione dei contenuti, di equilibrio e di armonia tra Colleghi: è un ottimo inizio e sono certo che questo clima si riproporrà anche all’interno della nuova struttura dipartimentale. Voglio rivolgere un particolare ringraziamento al Magnifico Rettore, per la lungimiranza con la quale ha sostenuto questa importante riforma e al Prof. Daniele Porena che, con impegno, capacità e competenza ha coordinato le delicate fasi che hanno preceduto l’istituzione del nuovo Dipartimento”.

Perugia, 29 aprile 2020

Dalle potature del tiglio, un nuovo materiale per imballaggi e isolamento degli edifici.  Il dottor David Grohmann a  “L’Uovo di Colombo” con le attività di ricerca del progetto San Pietro Green Team 

Il dottor David Grohmann, ricercatore del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari (DSA3) dell’Università degli Studi di Perugia, sarà ospite domani, giovedì 30 aprile 2020, dalle ore 18.30 alle 18.50, del programma radiofonico “L’Uovo di Colombo”, in onda sulle frequenze di Umbria Radio (Perugia 92.000Mz; Terni 105.300Mz), trasmissione dedicata alla ricerca scientifica sviluppata all’interno dell’Ateneo perugino. 

Illustrerà l’attività svolta, a partire dal 2015,  dall’Orto Sociale di San Pietro,  nato come attività di orticoltura urbana nell’ambito della riqualificazione delle aree esterne di pertinenza del DSA3. Si tratta del progetto San Pietro Green Team, che ha coinvolto personale docente, tecnico e amministrativo, studenti e abitanti del quartiere.

 

Il dottor Grohmann, inoltre, si soffermerà  su alcuni filoni di ricerca scientifica che hanno preso spunto proprio da questo progetto: si tratta dell’utilizzo dei residui della potatura dei tigli dell’Orto per la realizzazione di materiale per l’isolamento degli edifici, uno studio la cui sperimentazione è ad uno stadio già avanzato.

E’ in procinto di iniziare, inoltre, un altro filone di ricerca che intende valutare l’impiego delle fibre di tiglio, sempre provenienti dall’attività di potatura,  per realizzare materiale per l’imballaggio. 

“L’Uovo di Colombo” è condotto dalla giornalista Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, social media e grafica dell’Ateneo di Perugia. 

La replica del programma andrà in onda sabato 2 maggio 2020, alle ore 8.30.

david grohmann

 

 

Perugia, 22 aprile 2020

Domani il prof. Servillo di Unipg inaugurerà “#iorestoacasa con Festa di Scienza e Filosofia” il format del Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno su Facebook e YouTube 

Il professor Giuseppe Servillo, medico, ricercatore e docente di Patologia generale del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Perugia, inaugurerà la serie di incontri “#iorestoacasa con Festa di Scienza e Filosofia”, nuovo format del Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno.

Domani, giovedì 23 aprile 2020, alle ore 21si potrà assistere all’incontro con il professor Servillo, moderato dal biologo Mario Tei, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Festa di Scienza e Filosofia.

Reduce da un importante risultato scientifico ottenuto sul fronte della lotta ai tumori insieme alla dottoressa Maria Agnese Della Fazia e con la collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Ateneo perugino e dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regine Elena di Roma, il professor Servillo affronterà il tema “Dalla cellula al letto del malato: viaggio nella ricerca oncologica”.

Il format “#iorestoacasa con Festa di Scienza e Filosofia”, con questa “fase due”, diventando “live”, proporrà interviste, incontri e dibattiti online con grandi nomi del panorama scientifico e culturale nazionale ed internazionale su temi attuali; appuntamenti che entreranno nelle case del pubblico di affezionati di Festa di Scienza e Filosofia e non solo attraverso Facebook e Youtube.

Rispettando le misure restrittive imposte dal Covid-19, ma fermamente convinto di quanto, oggi ancora di più, ci sia bisogno di fare divulgazione scientifica, il Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno ha deciso di dar vita a questa nuova iniziativa, che si va così ad aggiungere a quella avviata a inizio quarantena con la condivisione su Facebook di una selezione di conferenze che hanno fatto la storia della Festa.

A partire da questa settimana prenderà  il via dunque una serie di interviste con grandi nomi del panorama scientifico e culturale nazionale ed internazionale su temi attuali; appuntamenti che entreranno nelle case del pubblico di affezionati di Festa di Scienza e Filosofia e non solo attraverso Facebook e Youtube.

In via di definizione il programma di imperdibili incontri, che vedrà intervenire - tra gli altri - personaggi del calibro di Edoardo Boncinelli, Roberto Battiston, Paolo Sassone-Corsi, Lucia Votano, Patrizia Caraveo, Giulio Giorello e Piergiorgio Odifreddi. Ma grande protagonista sarà anche il pubblico:  grazie alle possibilità di interazione fornite dalle nuove tecnologie, gli utenti, anche se materialmente distanti,  potranno formulare domande agli ospiti e soddisfare dubbi e curiosità su questioni che riguardano l’oggi e il domani.

fsf servillo def

Perugia, 22 aprile 2020

L’uso della colchicina nella lotta al Coronavirus: il professor Roberto Gerli a  “L’Uovo di Colombo” illustra le novità di questa ricerca

Il professor Roberto Gerli, Professore Ordinario del Dipartimento di Medicina dell’Università di Studi di Perugia e direttore della Scuola di Specializzazione in Reumatologia, sarà ospite domani, giovedì 23 aprile 2020, dalle ore 18.30 alle 18.50, del programma radiofonico “L’Uovo di Colombo”, in onda sulle frequenze di Umbria Radio (Perugia 92.000Mz; Terni 105.300Mz), trasmissione dedicata alla ricerca scientifica sviluppata all’interno dell’Ateneo perugino.

Il professor Gerli nel corso della puntata illustrerà, in primo luogo, il protocollo terapeutico per i pazienti affetti da COVID-19 nato per iniziativa della Sezione di Reumatologia del Dipartimento di Medicina dell’Ateneo di Perugia, e che ha avuto il parere favorevole dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), con il quali si intende testare l’impiego della colchicina, in genere usata per trattare gli attacchi acuti gottosi e pseudogottosi, oltre che alcune patologie autoinfiammatorie, al fine del trattamento dei pazienti ospedalizzati affetti da COVID-19.

Il professor Gerli, inoltre, parlerà di un nuovo studio, per il quale è stato ora richiesto il parere per l’avvio all’Aifa, riguardante sempre l'impiego terapeutico della colchicina, ma stavolta su pazienti COVID-19 in isolamento domiciliare, grazie al coinvolgimento dei medici di base.

“L’Uovo di Colombo” è condotto dalla giornalista Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, social media e grafica dell’Ateneo di Perugia.

La replica del programma andrà in onda sabato 25 aprile 2020, alle ore 8.30.

Perugia, 21 aprile 2020

Il prof. Servillo di Unipg inaugurerà “#iorestoacasa con Festa di Scienza e Filosofia”, il format del Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno su Facebook e YouTube

Il professor Giuseppe Servillo, medico, ricercatore e docente di Patologia generale del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Perugia, inaugurerà la serie di incontri “#iorestoacasa con Festa di Scienza e Filosofia”, nuovo format del Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno.

Giovedì 23 aprile 2020, alle ore 21si potrà assistere all’incontro con il professor Servillo, moderato dal biologo Mario Tei, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Festa di Scienza e Filosofia.

Reduce da un importante risultato scientifico ottenuto sul fronte della lotta ai tumori insieme alla dottoressa Maria Agnese Della Fazia e con la collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Ateneo perugino e dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regine Elena di Roma, il professor Servillo affronterà il tema “Dalla cellula al letto del malato: viaggio nella ricerca oncologica”.

Il format “#iorestoacasa con Festa di Scienza e Filosofia”, con questa “fase due”, diventando “live”, proporrà interviste, incontri e dibattiti online con grandi nomi del panorama scientifico e culturale nazionale ed internazionale su temi attuali; appuntamenti che entreranno nelle case del pubblico di affezionati di Festa di Scienza e Filosofia e non solo attraverso Facebook e Youtube.

Rispettando le misure restrittive imposte dal Covid-19, ma fermamente convinto di quanto, oggi ancora di più, ci sia bisogno di fare divulgazione scientifica, il Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno ha deciso di dar vita a questa nuova iniziativa, che si va così ad aggiungere a quella avviata a inizio quarantena con la condivisione su Facebook di una selezione di conferenze che hanno fatto la storia della Festa.

A partire da questa settimana prenderà  il via dunque una serie di interviste con grandi nomi del panorama scientifico e culturale nazionale ed internazionale su temi attuali; appuntamenti che entreranno nelle case del pubblico di affezionati di Festa di Scienza e Filosofia e non solo attraverso Facebook e Youtube.

In via di definizione il programma di imperdibili incontri, che vedrà intervenire - tra gli altri - personaggi del calibro di Edoardo Boncinelli, Roberto Battiston, Paolo Sassone-Corsi, Lucia Votano, Patrizia Caraveo, Giulio Giorello e Piergiorgio Odifreddi. Ma grande protagonista sarà anche il pubblico:  grazie alle possibilità di interazione fornite dalle nuove tecnologie, gli utenti, anche se materialmente distanti,  potranno formulare domande agli ospiti e soddisfare dubbi e curiosità su questioni che riguardano l’oggi e il domani.

fsf servillo def

Perugia, 18 aprile 2020

Si è svolta la finale del workshop-concorso per l’immagine grafica di “Umbria Jazz 2020”. Selezionate dieci proposte 

Si è concluso oggi, sabato 18 aprile 2020, il workshop-concorso a distanza “Umbria Jazz Smart Design” avente per oggetto l’ideazione dell’immagine grafica di “Umbria Jazz 2020”.

Nel corso della mattinata (dalle ore 10 alle ore 12,30 circa) un qualificato Grand Jury internazionale ha selezionato dieci proposte vincitrici che, in seguito, saranno sottoposte all’ulteriore vaglio del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Umbria Jazz: i manifesti selezionati, infatti, saranno utilizzati nella comunicazione delle prossime edizioni della manifestazione.

Il workshop, un vero e proprio concorso a distanza (e per questo assolutamente pionieristico a livello nazionale), ideato e diretto dal Professore Paolo Belardi (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, presidente del Corso di laurea in Design) insieme a Cristiano Romano (Responsabile Ufficio Stampa Fondazione Umbria Jazz), è iniziato il 23 marzo scorso.

Il workshop ha visto impegnati circa 60 studenti, iscritti al corso di laurea in Design dell’Ateneo perugino e coordinati dai Professori Valeria Menchetelli, Paul Henry Robb e Benedetta Terenzi. Tutte le lezioni si sono svolte online, all’interno di un’aula virtuale, con l’ausilio della piattaforma Unistudium e del software Microsoft Teams. Questa  mattina, ogni gruppo partecipante al concorso ha avuto a disposizione 3 minuti per presentare la propria proposta.

 

Particolarmente prestigiosa è stata la composizione del Grand Jury internazionale:

 

Milton De Andrade Leal Junior, Universidade do Estato de Santa Catarina (BRA)

Francesca Fatta, Presidente della Unione Italiana Disegno/Università Mediterranea di Reggio Calabria

Giovanni Gigliotti, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale UNIPG

Giovanni Guidi, Rava New Generation

Andrea Margaritelli, Presidente Istituto Nazionale di Architettura

Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia

Roberto Rettori, Delegato del Rettore all'Orientamento UNIPG

Cristiano Romano, Responsabile Ufficio Stampa Fondazione Umbria Jazz, su delega del Direttore artistico Carlo Pagnotta

Andrea Romizi, Sindaco del Comune di Perugia

Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria

Francesca Tosi, Presidente della Conferenza Universitaria Italiana Design/Università degli Studi di Firenze

Francesco Zurlo, Direttore del Master in Design Strategico del Politecnico di Milano/Politecnico di Milano.

 

Il ruolo di assistenza ai lavori del Grand Jury è stato svolto dalla Dottoressa Giovanna Ramaccini.

La finale è stata aperta dai saluti del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Maurizio Oliviero, che ha poi dato la parola al Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e al Sindaco del Comune di Perugia, Andrea Romizi. Tutti hanno rimarcato l'importanza dell'iniziativa didattica come segno di resilienza e di speranza nel futuro. 

Dopo la presentazione, da parte degli studenti, delle proprie proposte, prima di riunirsi con il Grand Jury, il Magnifico Rettore ha espresso la propria ammirazione per il livello degli elaborati, proponendo alla Fondazione Umbria Jazz di organizzare una mostra dedicata. Ha inoltre dichiarato, rivolgendosi agli studenti che a luglio discuteranno a distanza la propria tesi di laurea che successivamente verrà organizzata una grande manifestazione pubblica in cui, alla presenza della Presidente Tesei e del Sindaco Romizi, verranno consegnati i diplomi in presenza, nell'ambito di una grande festa cittadina.

 Perugia, 17 aprile 2020

Domani la selezione dei 5 migliori lavori per l’immagine grafica di “Umbria Jazz 2020”, i giornalisti potranno assistere on line al workshop

Si concluderà sabato 18 aprile 2020 il workshop a distanza “Umbria Jazz Smart Design” per l’ideazione dell’immagine grafica di “Umbria Jazz 2020”.

Nel corso della mattinata (dalle ore 10 alle 12.30) un qualificato Grand Jury selezionerà le cinque migliori proposte che, in seguito, saranno sottoposte all’ulteriore vaglio del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Umbria Jazz: i lavori scelti, infatti, verranno utilizzati nella comunicazione delle prossime edizioni della manifestazione.

Il workshop, un vero e proprio concorso a distanza (e per questo assolutamente pionieristico a livello nazionale), ideato e diretto dal Professore Paolo Belardi (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, presidente del Corso di laurea in Design) insieme a Cristiano Romano (Responsabile Ufficio Stampa Fondazione Umbria Jazz), è iniziato il 23 marzo scorso.

Ha visto impegnati circa 60 studenti del corso di laurea in Design dell’Ateneo perugino coordinati dai professori Valeria Menchetelli, Paul Henry Robb e Benedetta Terenzi. Tutte le lezioni si sono svolte on line, all’interno di un’aula virtuale, con l’ausilio della piattaforma Unistudium e del software Microsoft Teams.

Sabato mattina, ogni gruppo partecipante al concorso avrà a disposizione 3 minuti per presentare la propria proposta; il Grand Jury selezionerà le cinque migliori che passeranno poi al vaglio della Fondazione Umbria Jazz.

Particolarmente prestigiosa è la composizione del Grand Jury:

Milton De Andrade Leal Junior, Universidade do Estato de Santa Catarina (BRA)

Francesca Fatta, Presidente della Unione Italiana Disegno/Università Mediterranea di Reggio Calabria

Giovanni Gigliotti, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale UNIPG

Giovanni Guidi, Rava New Generation

Andrea Margaritelli, Presidente Istituto Nazionale di Architettura

Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia

Cristiano Romano in rappresentanza della Fondazione Umbria Jazz su delega del Direttore artistico Carlo Pagnotta

Roberto Rettori, Delegato del Rettore all'Orientamento UNIPG

Andrea Romizi, Sindaco del Comune di Perugia

Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria

Francesca Tosi, Presidente della Conferenza Universitaria Italiana Design/Università degli Studi di Firenze

Francesco Zurlo, Direttore del Master in Design Strategico del Politecnico di Milano/Politecnico di Milano.

NOTE TECNICHE PER LA PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI

I giornalisti possono assistere alla fase finale del workshop-concorso di domani,sabato 18 aprile 2020 (h. 10:00-12:30).

Per partecipare occorre installare il programma Microsoft Teams, liberamente scaricabile per dispositivi fissi e mobili all’indirizzo:

https://products.office.com/it-it/microsoft-teams/download-app

Una volta installata la app, per potersi collegare come ospiti esterni all'aula virtuale del workshop "Umbria Jazz Smart Design" bisogna cliccare sul seguente link.

https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZTVhYmNiMjAtMTUxYy00MDYzLWJkOTYtMjhkNTNmNThhMzIz%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22067e7d20-e70f-42c6-ae10-8b07e8c4a003%22%2c%22Oid%22%3a%22381254b4-ae57-4995-8f72-40453ce93e68%22%7d

E’ previsto un ruolo di assistenza alla Stampa che verrà svolto dalla Dottoressa Camilla Sorignani, in chat o via email  (camilla.sorignani@outlook.it).

Perugia, 16 aprile 2020

Immagine grafica di “Umbria Jazz 2020”, sabato la selezione dei 5 migliori lavori. I giornalisti potranno assistere on line al workshop

Si concluderà sabato 18 aprile 2020 il workshop a distanza “Umbria Jazz Smart Design” per l’ideazione dell’immagine grafica di “Umbria Jazz 2020”.

Nel corso della mattinata (dalle ore 10 alle 12.30) un qualificato Grand Jury selezionerà le cinque migliori proposte che, in seguito, saranno sottoposte all’ulteriore vaglio del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Umbria Jazz: i lavori scelti, infatti, verranno utilizzati nella comunicazione delle prossime edizioni della manifestazione.

Il workshop, un vero e proprio concorso a distanza (e per questo assolutamente pionieristico a livello nazionale), ideato e diretto dal Professore Paolo Belardi (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, presidente del Corso di laurea in Design) insieme a Cristiano Romano (Responsabile Ufficio Stampa Fondazione Umbria Jazz), è iniziato il 23 marzo scorso.

Ha visto impegnati circa 60 studenti del corso di laurea in Design dell’Ateneo perugino coordinati dai professori Valeria Menchetelli, Paul Henry Robb e Benedetta Terenzi. Tutte le lezioni si sono svolte on line, all’interno di un’aula virtuale, con l’ausilio della piattaforma Unistudium e del software Microsoft Teams.

Sabato mattina, ogni gruppo partecipante al concorso avrà a disposizione 3 minuti per presentare la propria proposta; il Grand Jury selezionerà le cinque migliori che passeranno poi al vaglio della Fondazione Umbria Jazz.

Particolarmente prestigiosa è la composizione del Grand Jury:

Milton De Andrade Leal Junior, Universidade do Estato de Santa Catarina (BRA)

Francesca Fatta, Presidente della Unione Italiana Disegno/Università Mediterranea di Reggio Calabria

Giovanni Gigliotti, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale UNIPG

Giovanni Guidi, Rava New Generation

Andrea Margaritelli, Presidente Istituto Nazionale di Architettura

Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia

Cristiano Romano in rappresentanza della Fondazione Umbria Jazz su delega del Direttore artistico Carlo Pagnotta

Roberto Rettori, Delegato del Rettore all'Orientamento UNIPG

Andrea Romizi, Sindaco del Comune di Perugia

Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria

Francesca Tosi, Presidente della Conferenza Universitaria Italiana Design/Università degli Studi di Firenze

Francesco Zurlo, Direttore del Master in Design Strategico del Politecnico di Milano/Politecnico di Milano.

NOTE TECNICHE PER LA PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI

I giornalisti possono assistere alla fase finale del workshop-concorso di sabato 18 aprile 2020 (h. 10:00-12:30).

Per partecipare occorre installare il programma Microsoft Teams, liberamente scaricabile per dispositivi fissi e mobili all’indirizzo:

https://products.office.com/it-it/microsoft-teams/download-app

Una volta installata la app, per potersi collegare come ospiti esterni all'aula virtuale del workshop "Umbria Jazz Smart Design" bisogna cliccare sul seguente link.

https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZTVhYmNiMjAtMTUxYy00MDYzLWJkOTYtMjhkNTNmNThhMzIz%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22067e7d20-e70f-42c6-ae10-8b07e8c4a003%22%2c%22Oid%22%3a%22381254b4-ae57-4995-8f72-40453ce93e68%22%7d

E’ previsto un ruolo di assistenza alla Stampa che verrà svolto dalla Dottoressa Camilla Sorignani, in chat o via email  (camilla.sorignani@outlook.it).

Perugia, 15 aprile 2020

Alla scoperta dell’Orto botanico:  a  “L’Uovo di Colombo” il dottor Marco Maovaz illustra il “Giardino dei profumi”, accessibile ai disabili, e il progetto “Futuro del verde”

Il dottor Marco Maovaz, del Centro di ateneo per i musei scientifici (Cams) dell’Università di Studi di Perugia, sarà ospite domani, giovedì 16 aprile  2020, dalle ore 19.35 alle 19.55, del programma radiofonico “L’Uovo di Colombo”, in onda sulle frequenze di Umbria Radio (Perugia 92.000Mz; Terni 105.300Mz), trasmissione dedicata alla ricerca scientifica sviluppata all’interno dell’Ateneo perugino.

Il dottor Maovaz è il responsabile dell’Orto botanico.

Nel corso della trasmissione il dottor Maovaz presenterà la storia dell’Orto botanico, con le sue collezioni e il patrimonio che vi è contenuto e porrà l’attenzione sul “Giardino dei profumi”, inaugurato nel giugno dell’anno scorso. La peculiarità di tale spazio, in primo luogo, è di essere accessibile ai disabili, con piante profumate coltivate all’interno di aiuole rialzate in acciaio corten, e precedute da un vialetto carrozzabile. La realizzazione del “Giardino dei profumi” rientra in un progetto professionalizzante denominato “Futuro nel verde”, ideato dalle Agronome Beatrice Marucci e Carla Schiaffelli. Il progetto ha visto la collaborazione di diversi Enti, a partire della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che ha finanziato le attività, la Cooperativa Sociale Perusia, la Federazione Italiana Produttori Piante Officinali e la Fondazione per l’Istruzione Agraria.

Il punto di partenza è stato un corso gratuito, frequentato da disoccupati, richiedenti asilo, studenti e disabili che ha permesso loro di avere le prime basi per la realizzazione dell’area verde ‘accessibile’, progettata e poi costruita insieme ai docenti del corso.

“L’Uovo di Colombo” è condotto dalla giornalista Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, social media e grafica dell’Ateneo di Perugia.

La replica del programma andrà in onda sabato 18 aprile 2020, alle ore 8.30.

Le puntate si possono riascoltare in podcast alla pagina

http://www.umbriaradio.it/podcast.html   canale “Uovo di Colombo”.

marco maovaz

Perugia, 10 aprile 2020

Advisory Committee dell’Istat per l’emergenza COVID19: nominati tre statistici dell’Ateneo di Perugia 

Tre docenti dell’Ateneo sono stati nominati nell’Advisory Committee dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) costituito per procedere alla rilevazione finalizzata ad acquisire elementi conoscitivi collegati all’emergenza COVID19.  Si tratta dei Professori Francesco Bartolucci e Elena Stanghellini del Dipartimento di Economia e della Professoressa Maria Giovanna Ranalli del Dipartimento di Scienze Politiche. I componenti del Committee, presieduto dal Presidente dell'Istat Prof. Gian Carlo Blangiardo, hanno il compito di fornire collaborazione scientifica alla progettazione della rilevazione e dovranno  mettere a servizio le proprie conoscenze per la raccolta di informazioni quantitative necessarie alla gestione dell’emergenza in corso, nel rispetto dell’autonomia e delle responsabilità decisionali dell’Istituto.

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Perugia, 8 aprile 2020

Invito alla prima Conferenza Stampa online dell’Università degli Studi di Perugia: “Risposta all’emergenza Covid-19 e azioni future” - giovedì 9 aprile 2020, ore 11

Gentilissime e Gentilissimi,

con la presente ho il piacere di invitarvi, giovedì 9 aprile 2020, alle ore 11, alla prima Conferenza Stampa online dell’Università degli Studi di Perugia. Durante l’incontro tracceremo un necessario bilancio delle iniziative finora realizzate dall’Ateneo in risposta all’emergenza da Covid-19 e illustreremo le principali azioni in programma per il prossimo futuro.

La riunione avrà luogo sulla piattaforma Microsoft Teams, attualmente in uso all’Ateneo per tutte le attività didattiche e amministrative. Troverete le informazioni necessarie al collegamento nelle semplici note tecniche riportate di seguito.

Ringraziandovi per la disponibilità e certo di una vostra gradita partecipazione, vi invio i miei più cordiali saluti.

Il Rettore

(Prof. Maurizio Oliviero)

 

NOTE TECNICHE PER LA PARTECIPAZIONE ALLA CONFERENZA STAMPA

Per partecipare alla Conferenza Stampa occorre installare il programma Microsoft Teams, liberamente scaricabile per dispositivi fissi e mobili all’indirizzo:

https://products.office.com/it-it/microsoft-teams/download-app

Una volta completata l’installazione, sarà sufficiente cliccare sul seguente link:

https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_N2VlZTZjMDktYTg1Yi00ODVhLThlMzAtNDcyNjBiNmEzZWY2%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22067e7d20-e70f-42c6-ae10-8b07e8c4a003%22%2c%22Oid%22%3a%22381254b4-ae57-4995-8f72-40453ce93e68%22%7d

Al fine di agevolare la gestione degli ingressi nello spazio virtuale, si prega di indicare i propri dati identificativi, compreso il nome della testata giornalistica di riferimento.

 

Perugia, 7 aprile 2020

Invito alla prima Conferenza Stampa online dell’Università degli Studi di Perugia: “Risposta all’emergenza Covid-19 e azioni future” - giovedì 9 aprile 2020, ore 11

Gentilissime e Gentilissimi,

con la presente ho il piacere di invitarvi, giovedì 9 aprile alle ore 11, alla prima Conferenza Stampa online dell’Università degli Studi di Perugia. Durante l’incontro tracceremo un necessario bilancio delle iniziative finora realizzate dall’Ateneo in risposta all’emergenza da Covid-19 e illustreremo le principali azioni in programma per il prossimo futuro.

La riunione avrà luogo sulla piattaforma Microsoft Teams, attualmente in uso all’Ateneo per tutte le attività didattiche e amministrative. Troverete le informazioni necessarie al collegamento nelle semplici note tecniche riportate di seguito.

Ringraziandovi per la disponibilità e certo di una vostra gradita partecipazione, vi invio i miei più cordiali saluti.

Il Rettore

(Prof. Maurizio Oliviero)

NOTE TECNICHE PER LA PARTECIPAZIONE ALLA CONFERENZA STAMPA

Per partecipare alla Conferenza Stampa occorre installare il programma Microsoft Teams, liberamente scaricabile per dispositivi fissi e mobili all’indirizzo:

https://products.office.com/it-it/microsoft-teams/download-app

Una volta completata l’installazione, sarà sufficiente cliccare sul seguente link:

https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_N2VlZTZjMDktYTg1Yi00ODVhLThlMzAtNDcyNjBiNmEzZWY2%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22067e7d20-e70f-42c6-ae10-8b07e8c4a003%22%2c%22Oid%22%3a%22381254b4-ae57-4995-8f72-40453ce93e68%22%7d

Al fine di agevolare la gestione degli ingressi nello spazio virtuale, si prega di indicare i propri dati identificativi, compreso il nome della testata giornalistica di riferimento.

Perugia, 7 aprile 2020

Coronavirus: approvato dall’AIFA nuovo protocollo di trattamento per i pazienti  COVID-19 proposto dalla Reumatologia del Dipartimento di Medicina di Unipg,  con l’uso della colchicina

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha espresso ieri parere favorevole per l’avvio di un nuovo protocollo terapeutico per i pazienti affetti da COVID-19, nato per iniziativa della Sezione di Reumatologia del Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Perugia.

Lo studio inizierà nei prossimi giorni sotto l’Egida della Società Italiana di Reumatologia (SIR), la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri e sarà coordinato dal gruppo della Reumatologia di Perugia, coadiuvati per la gestione tecnica dal Centro Studi della SIR e del Centro Ricerche dell’AIPO. Esso prevede l’impiego di un vecchio farmaco, la colchicina, che viene in genere usato per trattare gli attacchi acuti gottosi e pseudogottosi, oltre che alcune patologie autoinfiammatorie. Il razionale si basa su una bivalente azione del farmaco, una di tipo anti-virale e la seconda basata sui potenti effetti anti-infiammatori del farmaco che vengono sfruttati nelle patologie reumatologiche.

Il trial, la cui piattaforma sarà aperta per l’adesione a qualsiasi Centro italiano interessato, prevede il trattamento di pazienti che vengono ricoverati per COVID-19, ma in una fase abbastanza precoce di malattia. Questo lo differenzia da studi con altri farmaci impiegati in Reumatologia, ed in fase di sperimentazione per tali pazienti, come gli inibitori dell’interleuchina 6 e dell’interleuchina 1, che vengono adottati in genere nel trattamento delle situazioni più avanzate e più critiche da COVID-19.  Lo scopo principale dello studio è quindi quello di valutare se la colchicina possa essere efficace nel prevenire i gravi danni organici, in particolare polmonari, che sono determinati dalla cosiddetta ‘tempesta citochina pro-infiammatoria’ e che sono responsabili dell’elevata frequenza di ricovero in terapia intensiva e dell’alta letalità della malattia.

La speranza che i primi dati di questo studio, del tutto nuovo nel panorama internazionale, possano essere ottenuti al più presto, per capire se tale terapia possa dare un significativo contributo al trattamento di questa devastante affezione. 

Perugia, 6 aprile 2020

Sicurezza informatica, in corso la sfida fra hacker etici con CyberChallenge.IT.  Il prof. Bistarelli firma la prefazione di “The Fallen Dreams: Diario di un Hacker” 

L’emergenza Coronavirus non ferme le attività di ricerca e didattica nell’ambito della sicurezza informatica all’Università degli Studi di Perugia.

E’infatti in corso di svolgimento il CyberChallenge.IT 2020, programma italiano gratuito di addestramento alla cyber security per ragazze e ragazzi nati tra il 1996 e il 2003 (16 - 23 anni compiuti nel 2019): si svolge in questo periodo (da marzo a maggio), in via telematica, con l’adesione di 16 sedi universitarie, fra cui anche l'Ateneo perugino. CyberChallenge.IT (https://cyberchallenge.it) è un programma del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Consorzio Interuniversitario per l'Informatica (CINI).

“L’iniziativa rappresenta un'opportunità di imparare, divertirsi e gettare le basi per una carriera nel campo della cyber security” spiega il professor Stefano Bistarelli, del Dipartimento di Matematica e Informatica di Perugia e direttore del Nodo perugino del Cyber Security National Lab.

Il programma di addestramento di queste settimane culminerà in una gara locale (8-9 giugno) e una nazionale in cui si confronteranno le squadre delle 16 università italiane coinvolte. I migliori avranno la possibilità di entrare a far parte della Squadra Nazionale Italiana di Cyber-defender e concorrere, dal 4 al 6 novembre 2020, all'European Cybersecurity Challenge, previsto a Vienna.

Il professor Bistarelli ha anche firmato, in questo periodo la prefazione del volume, fresco di stampa, “The Fallen Dreams: Diario di un Hacker” di Demian Kurt con le note e il glossario a cura di Vincenzo Digilio.

“Dal punto di visto tecnologico – sottolinea il professor Bistarelli - il libro innesca continui richiami ad una storia di cybercrime egregiamente spiegati nelle note aggiunte a piè pagina che rendono il testo apprezzabile anche ad un neofita. Al tempo stesso invece, chi certe cose le ha vissute o almeno conosciute, ne riscopre l’immortalità. È così che leggere di Mirai, di trojan, di spoofing invoca nel lettore più attento la ricerca di approfondimenti e suggerisce nuovi punti di vista che ne arricchiscono le competenze. Oltre che una avvincente lettura il libro potrebbe essere usato come un indice cronologico di tecnologie e problematiche di sicurezza da affrontare in un corso più prettamente indirizzato alle competenze cyber security”.

Il libro

The Fallen Dreams: Diario di un Hacker”, in 10 capitoli (dai titoli enigmatici come The Fall, Let there be Darkness o il conclusivo The Abyss) narra “la storia di un ragazzo che combatte tra stringhe di codice per hackerare la sterile quotidianità che i media ci vendono come ‘vita’, nel tentativo di ricercare quel codice sorgente che ci riporta alla nostra più profonda identità”.


Il romanzo di formazione di un hacker, dunque, e uno sguardo da insider su un (sotto)mondo

quasi sempre ignorato o mis-rappresentato. Ma soprattutto un viaggio nella dimensione etica dell’hacking: una panoramica sugli strumenti che, in una società oggi più che mai votata all’adozione acritica di tecnologie di sorveglianza e controllo, consentono di squarciare il velo dell’apparenza per esporre le contraddizioni del contemporaneo e individuare vie d’uscita possibili.

stefano bistarelli

Perugia, 3 aprile 2020

SIMULAZIONI BIOMOLECOLARI E URGENT COMPUTING: LA SFIDA ITALIANA AL COVID 19 

Bloccare il virus prima che riesca a penetrare nelle cellule neutralizzando il suo cavallo di Troia. È questa la sfida lanciata al COVID-19 da Sibylla Biotech, spin-off dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e delle Università di Trento e Perugia, che sta lavorando all'identificazione di una terapia anti COVID-19 con una tecnologia unica che studia il comportamento delle proteine in un modo completamente nuovo e in tempi rapidi. Poiché, per riuscire a contrastare in modo efficace la diffusione del virus, agire tempestivamente è determinante, l’INFN ha deciso di dedicare una quota significativa delle sue risorse di calcolo per aiutare Sibylla Biotech. L’ente ha così coinvolto in questa sfida i data center dedicati solitamente all’analisi dei dati degli esperimenti di LHC (sezioni di Pisa, Roma, Napoli, Milano, Bari e Laboratori di Frascati e Legnaro) e il proprio centro di calcolo nazionale, il CNAF di Bologna, che da solo conta oltre la metà della potenza computazionale a disposizione di INFN.

Dalla fine di marzo circa 30.000 unità di calcolo (CORE) stanno lavorando in parallelo in 8 data center dell’INFN processando le simulazioni alla base del protocollo innovativo di ricerca farmacologica PPI-FIT (Pharmacological Protein Inactivation by Folding Intermediate Targeting) descritto pochi giorni fa su un articolo depositato sul server internazionale BioRxiv (https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.03.31.018069v1). Questo protocollo si fonda su una piattaforma di calcolo unica che permette di simulare al calcolatore i percorsi di ripiegamento (folding) di proteine di rilevanza biologica, con un livello di precisione atomico, con l’obiettivo di progettare nuovi farmaci in grado di agire contro una vasta gamma di bersagli.

Elemento cruciale di questo nuovo approccio è l’impiego di un metodo di calcolo che si basa su metodi matematici di fisica teorica che sono stati originariamente sviluppati per studiare fenomeni tipici del mondo subatomico, come l’effetto tunnel quantistico.

La tecnologia è stata inventata dai soci fondatori di Sibylla Biotech nell’ambito di una ricerca accademica sulla replicazione dei prioni e l’individuazione di strategie farmacologiche contro questi agenti infettivi supportata da INFN, Fondazione Telethon, Università di Trento e Università di Perugia.

L’obiettivo oggi è identificare molecole che possano interferire con il processo di replicazione del virus SARS-COV2, per rallentare la sua diffusione in attesa della produzione di un vaccino. In particolare, Sibylla Biotech si sta concentrando sulla proteina ACE2, il recettore cellulare che si trova soprattutto nelle cellule umane dell'endotelio polmonare e in altri tessuti come nel cuore e nell’intestino, al quale si lega la proteina virale Spike presente sulla superficie del virus. ACE2 si comporta quindi da cavallo di Troia, permettendo al virus di penetrare nella cellula e iniziare il suo processo di replicazione. Applicando il protocollo PPI-FIT, sarà possibile effettuare la ricerca di molecole capaci di diminuire i livelli del recettore, inibendo quindi l’entrata del virus.

“Appena ci è stato chiaro l’inizio dell’emergenza sanitaria e i meccanismi legati alla replicazione del virus, ovvero a fine febbraio, abbiamo subito deciso di rivolgere i nostri sforzi allo studio del percorso di ripiegamento di ACE2, dedicando allo scopo la totalità delle risorse umane e computazionali del team di ricerca” commenta Lidia Pieri, amministratore delegato di Sibylla Biotech. “Abbiamo collezionato risultati preliminari che indicavano la presenza di un intermedio di folding. Per le caratteristiche della proteina ACE2 avremmo però impiegato alcuni mesi per completare la simulazione con le nostre sole risorse computazionali. Con le risorse messe prontamente a disposizione dall’INFN è invece possibile ipotizzare di ottenere gli stessi risultati in poche settimane, rispondendo in maniera efficace all’emergenza” prosegue Pieri. “Questi risultati saranno resi noti alla comunità scientifica internazionale affinché possano essere utilizzati subito da chiunque abbia i mezzi per farlo, sia in ambito accademico che industriale”.

“Abbiamo messo a disposizione di Sibylla Biotech tutta la nostra esperienza nel gestire grandi potenze di calcolo e complessi codici numerici sia di simulazione sia di analisi dati, quella, per intenderci, che ci ha permesso di scoprire nel 2012 il Bosone di Higgs” commenta Gaetano Maron, direttore del CNAF. “Con grande rapidità abbiamo “distratto” circa  30.000 unità di calcolo dall’analisi dati degli esperimenti di LHC riorientandole verso le simulazioni della proteina ACE2.

È un esempio di quello che oggi è chiamato “Urgent Computing”, la possibilità di orientare in brevissimo tempo la potenza di calcolo di un sistema a un singolo scopo, applicato qui d un caso reale di emergenza planetaria” chiude Maron.

APPROFONDIMENTI

1 La tecnologia Pharmacological Protein Inactivation by Folding Intermediate Targeting

2 L’Applicazione della tecnica PPI-FIT per l’identificazione di una terapia per Covid-19

1- La tecnologia Pharmacological Protein Inactivation by Folding Intermediate Targeting (PPI-FIT)

PPI-FIT è un protocollo farmacologico in grado di identificare molecole la cui funzione è quella di ridurre l'espressione di una proteina nella cellula, disattivandone la funzione patologica. Questo è possibile perché le molecole sono scelte per legarsi ad una "tasca" proteica identificata su uno stato intermedio del processo di ripiegamento (folding) della proteina. Bloccato a metà strada, il ripiegamento non avviene e la proteina viene degradata dalla cellula stessa. La possibilità di identificare stati intermedi di folding si basa su una piattaforma di calcolo rivoluzionaria, che permette di simulare al calcolatore i percorsi di ripiegamento di proteine di rilevanza biologica, con livello di precisione atomico.  Il metodo di calcolo che ha portato a questo risultato si fonda su metodi matematici di fisica teorica che sono stati adattati per consentire la simulazione di processi biomolecolari complessi, come il ripiegamento e l’aggregazione di proteine, grazie al lavoro di Pietro Faccioli, professore associato nel Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento e affiliato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e del suo team.

Una proteina esce dal ribosoma come una catena di amminoacidi, e assume la sua forma biologicamente attiva solo in un secondo momento, dopo aver completato il percorso di ripiegamento (folding).  A causa dell’intrinseca complessità, lo studio del ripiegamento di proteine biologicamente interessanti richiede tempi di calcolo inaccessibili con i metodi finora disponibili, anche utilizzando il più grande supercomputer al mondo appositamente disegnato per la dinamica molecolare. L’imponente avanzamento tecnologico che permette le simulazioni alla base di PPI-FIT è il frutto di una visione interdisciplinare nata all’interno del panorama scientifico dell’INFN, che collega la fisica teorica con la chimica e la biologia.

Avendo la possibilità di osservare per la prima volta questi percorsi di ripiegamento, la tecnologia PPI-FIT consente di identificare e caratterizzare degli stati intermedi conformazionali che sono visitati dalla proteina durante il percorso verso lo stato biologicamente attivo (o nativo), e la cui emivita ha rilevanza biologica. Tali stati intermedi possono contenere una tasca di legame, diventando quindi nuovi bersagli per lo sviluppo di farmaci in grado di legarli e bloccarli, portando alla loro inattivazione.

La tecnologia è stata inventata dai soci fondatori di Sibylla Biotech nell’ambito di una ricerca accademica sulla replicazione del prione supportata da INFN, Fondazione Telethon e Università di Trento ed è stata utilizzata con successo in studi scientifici e brevettati, per ricostruire il meccanismo di replicazione dei prioni, e per sviluppare una nuova strategia farmacologica contro questi agenti infettivi.

2- L’Applicazione della tecnica PPI-FIT per l’identificazione di una terapia per Covid-19

I vaccini sono un’arma efficace ma la loro caratterizzazione e commercializzazione richiede tempi lunghi rispetto alla velocità di diffusione del COronaVIrus Disease 19 (Covid-19). Per questo è di cruciale importanza individuare molecole che possano interferire con il virus per rallentare la sua diffusione in attesa di un vaccino.

Vi è evidenza scientifica che i due coronavirus, SARS-Cov1 (che provocò l’epidemia del 2002) e SARS-Cov2 (responsabile dell’epidemia COVID-19), pur essendo relativamente diversi, e quindi probabilmente non neutralizzabili con uno stesso vaccino, utilizzino lo stesso recettore cellulare per penetrare nelle cellule dell’ospite, la proteina Angiotensin-converting enzyme 2 gene (ACE2). Ovvero, il virus entra nella cellula, iniziando il meccanismo riproduttivo, grazie all’interazione di una proteina virale (Spike) che si trova sulla sua superficie, con ACE2, una proteina che si trova normalmente nelle cellule umane dell’endotelio polmonare. La possibilità di bersagliare il recettore cellulare ACE2, piuttosto che la proteina virale, consente il vantaggio di colpire un componente essenziale al processo di infezione virale che non può mutare, riducendo quindi il rischio di incorrere in eventi di farmaco-resistenza.

Farmaci ACE-inibitori sono risultati inefficaci nel contrastare la funzione recettoriale di ACE2 per i virus SARS-Cov1 e SARS-Cov2. Questa osservazione indica che la capacità di questi virus di utilizzare ACE2 come recettore è slegata e indipendente dalla funzione enzimatica della proteina stessa. Se inibire la funzione biologica di ACE2 non ha effetto sul virus, ostacolare l’interazione tra Spike e ACE2 impedirebbe invece l’ingresso del virus nella cellula, bloccando sul nascere il suo ciclo riproduttivo.

Una molecola identificata tramite PPI-FIT provocherebbe la scomparsa di una quantità controllata farmacologicamente di ACE2, svantaggiando quindi l’entrata del virus nelle cellule, ovvero riducendola al punto da consentire al sistema immunitario di poter agire efficacemente. È importante notare come diversi studi indichino che un abbassamento dei livelli della proteina ACE2 sia compatibile con la normale attività cellulare. Quindi, farmaci in grado di diminuire i livelli di ACE2 nell’endotelio polmonare rappresenterebbero efficaci strumenti nel trattamento dell’infezione da SARS-Cov2.

Il vantaggio chiave di questa strategia è che l’espressione dell’enzima ACE2, e quindi la sua funzione necessaria per diversi meccanismi fisiologici, sarebbe ridotta ma non completamente eliminata. In questo modo l’entrata del virus sarebbe svantaggiata minimizzando gli effetti secondari. La possibilità di definire in tempi relativamente rapidi un tale farmaco può essere fornita dalla tecnologia PPI-FIT.

Contatti per la stampa

Eleonora Cossi

INFN ufficio stampa

eleonora.cossi@presid.infn.it, 345.2954623

Perugia, 1 aprile 2020

Il professor Francesco Di Maria, di Unipg, nominato membro del gruppo di lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità “Ambiente Rifiuti COVID-19”: opera a supporto del Ministero della Salute per la gestione corretta di rifiuti prodotti in aree dove è presente il contagio

Il professor Francesco Di Maria, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia ed esperto di sistemi ed impianti per la gestione ed il trattamento dei rifiuti, è stato nominato in virtù della sua esperienza membro del gruppo di lavoro “Ambiente Rifiuti COVID-19” con decreto del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) n. 54/2020 dell’11/03/2020.

L’ Istituto Superiore di Sanità, in qualità di organo di consulenza esclusiva del Ministero della Salute, ha, fra gli altri compiti, quello di dare risposte specifiche a richieste di pareri avanzati dai diversi enti pubblici e da istituzioni sia pubbliche che private in merito agli aspetti di carattere sanitario; in questo periodo con particolare attenzione a quelli connessi al COVID-19.

“In questa ottica è stato istituito il gruppo di lavoro, del quale faccio parte, che deve supportare l’ISS per quanto riguarda gli aspetti inerenti la gestione dei rifiuti prodotti in zone/aree dove vi sono soggetti in quarantena e/o infettati da COVID-19 – spiega il prof. Di Maria -. Tali rifiuti, infatti, potrebbero rappresentare un’ ulteriore fonte di diffusione del virus se non gestiti correttamente. Il gruppo di lavoro, fra i diversi compiti, ha quindi anche quello di dare indicazioni su come organizzare l’intero ciclo della gestione dei rifiuti durante questo periodo di lotta al Coronavirus ed anche dopo quando l’infezione avrà ridotto la sua aggressività – aggiunge Di Maria -. Di recente alcune linee guida sono già state emesse e recepite da diverse Regioni. L’attività non è di semplice realizzazione vista la complessità del sistema della gestione dei rifiuti che non rappresenta una attività di carattere prettamente tecnico ma ha anche degli importantissimi risvolti sociali, economici oltre che ambientali e sanitari – spiega ancora il professor Di Maria, docente di Impianti tecnici per il trattamento dei rifiuti e di Ingegneria sanitaria ambientale -. Vista l’urgenza nella quale versa l’intero paese, le prime indicazioni fornite si sono limitate ad alcuni suggerimenti essenziali riguardanti la raccolta, cercando di mettere in sicurezza gli operatori e la cittadinanza, oltre ad indicare quali siano le principali soluzioni di smaltimento più rapide da mettere in campo. Tuttavia gli impegni a cui bisognerà far fronte nell’imminente futuro sono ancora numerosi e complessi”.

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Perugia, 1 aprile 2020

Il gruppo di ricerca Myolab individua un potenziale biomarker e bersaglio terapeutico nella cachessia da cancro,  studio illustrato dai prof. Sorci e Riuzzi a  “L’Uovo di Colombo”

I professori Guglielmo Sorci e Francesca Riuzzi, del Dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università di Studi di Perugia, saranno ospiti domani, giovedì 2 aprile  2020, dalle ore 19.35 alle 19.55, del programma radiofonico “L’Uovo di Colombo”, in onda sulle frequenze di Umbria Radio (Perugia 92.000Mz; Terni 105.300Mz), trasmissione dedicata alla ricerca scientifica sviluppata all’interno dell’Ateneo perugino.

Il professor Sorci è Ordinario di Anatomia umana, la professoressa Riuzzi è Associato di Anatomia umana.

Nel corso della trasmissione hanno illustrato l’attività portata avanti dal gruppo di ricerca Myolab del professor Sorci che condotto alla pubblicazione di uno studio sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Cachexia Sarcopenia and Muscle: riporta un ruolo cruciale del recettore RAGE (recettore per i prodotti finali di glicazione avanzata) nella cachessia indotta da cancro.

La ricerca ha visto in prima linea la professoressa a Riuzzi e la giovane ricercatrice Sara Chiappalupi ed è frutto di un ampio progetto finanziato da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).  Il gruppo Myolab comprende anche le dottoresse Aleksandra Vukasinovic, Laura Salvadori e Roberta Sagheddu, e il professor  Rosario Donato, precedente coordinatore scientifico della Sezione di Anatomia. Il gruppo di ricerca del professor Sorci ha operato in collaborazione con la professoressa Luigina Romani sempre del Dipartimento di Medicina sperimentale di Perugia, e il professor Dario Coletti (Università Sapienza di Roma e Sorbona di Parigi).

La cachessia, hanno spiegato Sorci e Riuzzi, è una sindrome che colpisce più del 50% dei pazienti con cancro avanzato, ed è caratterizzata da consistente atrofia muscolare che porta a perdita di peso e ridotta forza, aumento di possibilità di cadute e fratture, perdita dell’autosufficienza e ridotta risposta alle terapie chemioterapiche. Nonostante la cachessia sia responsabile di circa il 20% delle morti associate a cancro, essa rimane ancora un processo poco conosciuto e privo di una terapia specifica. La ricerca Myolab ha dimostrato che l’attività di RAGE, stimolato dai suoi ligandi (le proteine S100B e HMGB1), sostiene tutti gli aspetti della cachessia da cancro, compresa l’infiammazione sistemica. Inoltre, l’assenza di RAGE in animali portatori di cancro si traduce in una protezione nei confronti della perdita di massa e forza muscolare, in una ridotta progressione tumorale, e in una aumentata sopravvivenza.

“L’Uovo di Colombo” è condotto dalla giornalista Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale, social media e grafica dell’Ateneo di Perugia.

La replica del programma andrà in onda sabato 3 aprile 2020, alle ore 8.30.

Le puntate si possono riascoltare in podcast alla pagina

http://www.umbriaradio.it/podcast.html   canale “Uovo di Colombo”.

guglielmo sorcifrancesca riuzzi