Università degli Studi di Perugia

Perugia, 18 gennaio 2021

Una task force di Project Manager in arrivo all’Università degli Studi di Perugia 

Nell’ambito di un più generale potenziamento dei servizi amministrativo-gestionali da dedicare ai settori “Ricerca” e “Terza Missione”, l’Ateneo di Perugia lancia un progetto sperimentale denominato “FUN-PRojects” che prevede l’attivazione di un numero di 20 figure professionali, dedicate al supporto della Ricerca e della Terza Missione, con particolare riferimento a tutte le attività legate alla progettazione e alla valorizzazione dei risultati delle ricerche condotte: i “Project Manager”.

L’obiettivo è di avvalersi di figure professionali che integrino le competenze dei docenti e ricercatori dell’Ateneo con quelle più incentrate sull’ingegnerizzazione e la gestione dei progetti di ricerca.

Dette figure saranno infatti impegnate a studiare e a mettere a sistema i migliori modelli organizzativi finalizzati a supportare i ricercatori per tutte le attività che vanno dallo sforzo progettuale, alla gestione dei progetti ammessi a finanziamento fino al supporto nei processi di audit, sia interno che esterno all’Ateneo, alla valorizzazione dei risultati delle attività di ricerca.

In una prospettiva di più medio-lungo periodo, l’Ateneo - con la fondamentale collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che, apprezzando e condividendo “FUN PROjects”,  ha offerto all’Ateneo un rilevante contributo economico per l’attivazione del progetto, intende mirare non solo al potenziamento e all’ottimizzazione dei servizi interni a supporto delle attività di Ricerca e Terza Missione dei ricercatori dell’Ateneo, ma anche a consolidare e potenziare il rapporto con il territorio offrendo servizi che siano rivolti anche alle imprese del territorio con le quali sperimentare e portare a regime obiettivi comuni e condivisi. 

L’obiettivo politico-strategico più ambizioso, in una prospettiva futura, è quindi la costituzione di un HUB territoriale della Ricerca e della Terza Missione, che abbia come missione lo sviluppo coordinato dei diversi sistemi produttivi territoriali in modo tale che, partendo dalla conoscenza di base, si sviluppino tematiche innovative ed inclusive, tenendo sempre alta l’attenzione sulle necessarie politiche occupazionali.

L’avviso per la partecipazione alle selezioni è aperto fino al 1 febbraio 2021 e la documentazione di riferimento è disponibile sul sito web dell’Ateneo.

Perugia, 15 gennaio 2021

Al via lunedì 18 gennaio 2021 la Winter School on Biotechnology 2021. Esperti da tutto il mondo per parlare di biotecnologie al tempo del COVID-19  Esperti da tutto il mondo per parlare di biotecnologie al tempo del COVID-19  

Al via lunedì 18 gennaio la Winter School on Biotechnology del Dottorato di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia, giunta alla settima edizione, quest’anno interamente in modalità online. Fino al 22 gennaio, esperti internazionali, dottorandi e ricercatori daranno vita ad un ricco programma di comunicazioni e confronti multidisciplinari intorno alle biotecnologie, in particolare in questa epoca segnata dal COVID-19.

Quest’anno, infatti, il tema trattato è “Biotecnologies in the time of COVID-19”, con relazioni che spazieranno dalla biologia alla chimica, dalla modellistica alla comunicazione, dalla medicina alla gestione delle catastrofi.

Interverranno esperti nazionali come il Prof. Carlo Tascini, che ha iniziato la sua attività all’Ateneo di Perugia ed è ora Direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale S. Maria della Misericordia di Udine, Duccio Medini, della GSK Vaccines e altri autorevoli esponenti del mondo accademico, governativo e imprenditoriale.  Ci saranno anche esperti internazionali come il Dott. Arturo Casadevall, Direttore del Dipartimento di Microbiologia ed Immunologia della prestigiosa John Hopkins University.

Lunedì 18 gennaio 2021, la sessione inaugurale sarà aperta  dal Magnfico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Prof. Maurizio Oliviero, e dal Prof. Alceo Macchioni, Direttore del Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie e presieduta dal professor Stefano Bruscoli.

Lunedì 25 gennaio 2021 alle ore 16, infine, a chiusura della Scuola, è in programma una tavola rotonda aperta al pubblico dal titolo “I vaccini e la gestione complessa della pandemia”, con  la partecipazione della Prof.ssa Cristina Costantini, giurista dell’Università degli Studi di Perugia, e degli esperti di vaccini e di epidemie Dott. Carlo Petrini (Istituto Superiore di Sanità) e del Dott. Donato Greco (già Istituto Superiore di Sanità), moderata dal Prof. Gianluigi Cardinali coordinatore del dottorato.

Per maggiori informazioni si veda alla pagina del Dottorato di Biotecnologie:

http://www.dcbb.unipg.it/biotecnologie

Perugia, 13 gennaio 2021

L’Università degli Studi di Perugia lancia il pionieristico progetto “Diagnosticando” per effettuare test antigenici e molecolari a distanza per la diagnosi di SARS-CoV-2 – Il Rettore Oliviero “la medicina 4.0 può rappresentare il futuro della prevenzione e dell’assistenza sanitaria”

Approvato ieri dal Comitato Universitario di Bioetica dell’Ateneo il progetto “Diagnosticando: test antigenici e molecolari point-of-care per la tele-diagnostica di COVID-19”, responsabile la Prof.ssa Antonella Mencacci del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Perugia, il Dipartimento di Prevenzione della USL Umbria 1 e l’Albo dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico.

Sulla base di nuove tecnologie di informatica diagnostica sarà per la prima volta possibile effettuare test antigenici e molecolari a distanza su tutto il territorio regionale. I risultati dei tamponi nasofaringei, nasali, orali o salivari verranno contestualmente trasmessi in tempo reale al laboratorio di Microbiologia per la validazione clinica.

Nella fase iniziale, l’Unità Mobile di Laboratorio sarà gestita da personale specializzato e, munita di strumentario di laboratorio e reagenti, potrà intervenire direttamente e rapidamente, in loco, in comunità individuate come a rischio di sviluppo di focolai di infezione da SARS-Cov-2. Ciò al fine di valutare l’applicabilità del modello all’intero territorio regionale e raccogliere dati utili a valutare l’efficacia delle diverse tipologie di tamponi.

Al termine del periodo di sperimentazione, verranno raccolti ed elaborati i dati relativi ai campioni di popolazione, numero dei test effettuati, tempi di esecuzione e refertazione, efficacia delle misure applicate e idoneità dei diversi campioni biologici.

L’Unità Mobile, inoltre, permetterà di raggiungere quei soggetti non autosufficienti o che hanno difficoltà a recarsi di persona ad effettuare i test diagnostici (RSA, centri per pazienti autistici, zone rosse, ecc.).

“Il progetto della Prof.ssa Mencacci costituisce una prima, importante pietra per la costruzione di un vero e proprio paradigma innovativo nel campo della diagnosi e dell’assistenza sanitaria” – ha dichiarato il Magnifico Rettore, Prof. Maurizio Oliviero – “ma soprattutto ci darà la possibilità di garantire la giusta attenzione al benessere delle persone più fragili che non possono, allo stato attuale, accedere ai servizi sanitari centralizzati. La medicina 4.0 può veramente consentirci un salto di qualità nella democratizzazione della medicina. In futuro la sperimentazione andrà estesa al monitoraggio continuo di dati biometrici, che in tempo reale ci consentiranno di intervenire prima, meglio e con una maggiore efficienza nella gestione delle risorse a nostra disposizione”.

 “Sono entusiasta di poter partire con il progetto Diagnosticando, che ha il preciso obiettivo di fornire assistenza immediata là dove serve, nell’ottica di una medicina sempre più vicina ai cittadini.” – le parole della Prof.ssa Antonella Mencacci – “Questo ora è possibile grazie alla disponibilità di nuovissime tecnologie diagnostiche gestibili da dispositivi mobili.  I risultati saranno forniti in tempo reale sia ai pazienti che ai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica che, con un anticipo di 24 o 48 ore rispetto ai tempi attuali, potranno gestire i singoli casi. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in questo progetto, con i quali lavoreremo con l’affiatamento delle grandi squadre e ringrazio le Aziende che ci supporteranno con strumenti e reagenti”. 

 “Da Presidente della Commissione di Albo dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico dell’Umbria” -  aggiunge Lorenzo Moretti – “sono molto orgoglioso di questo progetto, attuabile in sinergia con l’Università degli Studi di Perugia e le altre Istituzioni. Ci siamo impegnati da subito nella ricerca e nello sviluppo di nuovi metodi di organizzazione del lavoro, rivoluzionandolo per rispondere alle esigenze della medicina del territorio, che da oggi può esprimersi al meglio permettendo di avere diagnosi accurate e tempestive direttamente dove servono. La fattibilità che ci aspettiamo da questo progetto spero possa convincere la Regione ad adottarlo come sistema utile per l’intero nostro territorio.”

Perugia, 12 gennaio 2021

Bando di concorso per 20 assegni biennali per la collaborazione al Progetto “FUN- PROjects” le domande entro l’1 febbraio 2021 

L’Università degli Studi di Perugia, con decreto del Magnifico Rettore, Prof. Maurizio Oliviero, ha indetto il concorso, per titoli e prova orale, per l'attribuzione di 20 assegni biennali di collaborazione per attività di ricerca e per lo sviluppo di competenze nell’ambito della progettazione di modelli organizzativi per la ricerca e la terza missione nell’ambito del Progetto “FUN-PROjects”. 

Le domande dovranno essere presentate entro il giorno 01.02.2021. 

Il bando completo con tutte le indicazioni necessarie per la presentazione delle domande è disponibile all’indirizzo internet  

https://www.unipg.it/ricerca/assegni-di-ricerca/bandi-e-procedure?layout=concorso&idConcorso=27027 

Dei 20 assegni che verranno attribuiti, 4 serviranno a potenziare i servizi dell’Amministrazione Centrale (e segnatamente al C.A.R. – Centro Amministrativo di supporto alla Ricerca, dedicati al supporto amministrativo-gestionale delle attività di Ricerca e Terza Missione) e 16 saranno destinati ai Dipartimenti dell’Ateneo. 

Perugia, 12 gennaio 2021 

 

Perugia, 12 gennaio 2021

UN PROTOCOLLO INNOVATIVO PER LA SCOPERTA DI NUOVI POTENZIALI FARMACI 

 

Istituto Telethon Dulbecco, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Università di Trento e Università degli Studi di Perugia insieme per la ricerca mirata di farmaci in grado di contrastare gravi malattie neurodegenerative ad oggi incurabili 

Trento-Perugia, 12 gennaio 2021 –Un protocollo innovativo per la scoperta di nuovi potenziali farmaci è stato messo a punto da un ampio team internazionale guidato da ricercatori e ricercatrici dell’Università degli Studi di Trento(Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrativa e dal Dipartimento di Fisica), dell’Università degli Studi di Perugia(Dipartimento di Scienze Farmaceutiche), dell’Istituto Telethon Dulbecco,Fondazione Telethon e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)

 

"Pharmacological Protein Inactivation by Folding Intermediate Targeting"(PPI-FIT), questo il nome del nuovo metodo, è frutto di un lavorodal forte carattere multidisciplinare, grazie a contributi che vanno dalla fisica teorica all'informatica, alla chimica farmaceutica, dalla biochimica alla biologia cellulare. Il lavoro di ricerca è statopubblicato oggi sulla rivistaCommunications Biology- Nature Publishing Group. 

 

«Il nuovo approccio multidisciplinare consiste nell'identificare piccole molecole in grado dibloccare il processo di ripiegamento (folding) di una proteina coinvolta in un processo patologico,promuovendone quindi la degradazione attraverso i meccanismi di controllo presenti nelle cellule» – spiegano i ricercatori. «PPI-FIT è stato applicato per la prima volta nel campo delle malattie da prioni, patologie neurodegenerative rare che colpiscono l'uomo e altri mammiferi e che sono balzate all’attenzione dell’opinione pubblica negli anni Novanta in occasione dell’emergenza “mucca pazza”. Queste patologie sono causate dalla conversione conformazionale di una normale proteina, chiamata proteina prionica cellulare, in una forma patogena aggregata, in grado di propagarsi come un agente infettivo (prione).Grazie al metodo PPI-FIT, gli autori hanno identificato una classe di molecole in grado di ridurre i livelli cellulari della proteina prionica e bloccare la replicazione della forma infettiva nelle colture cellulari». 

 

Il calcolo impiegato nel PPI-FIT si fonda su alcuni metodi matematici originariamente sviluppati in fisica teorica per studiare fenomeni tipici del mondo subatomico, come l’effetto tunnel quantistico. Questi metodi sono poi stati adattati per la simulazione di processi biomolecolari complessi, come il ripiegamento e l’aggregazione di proteine.

I risultati ottenuti indicano che bersagliare i processi di ripiegamento delle proteine potrebbe rappresentare un nuovo paradigma farmacologico per modulare i livelli di diversi fattori coinvolti in processi patologici. Da una prospettiva ancora più ampia, questo studio suggerisce l'esistenza di un generico meccanismo di regolazione dell'espressione proteica, ad oggi non considerato, che agisce al livello dei percorsi di ripiegamento. 

 

Lo studio si è avvalso anche della collaborazione di gruppi di ricercadell’Università di Santiago de Compostela, dell’Istituto di Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Institute of Neuropathology dell’University Medical Center di Hamburg-Eppendorf, del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare di Padova. 

 

I risultati descritti nello studio hanno inoltre generato anche due richieste di brevetto da parte delle istituzioni coinvolte, una già approvata e la seconda attualmente in attesa di approvazione. 

 

La start-upSibylla Biotech(https://www.sibyllabiotech.it), nata dalla collaborazione scientifica tra alcuni degli autori dello studio -Maria Letizia Barreca, Giovanni Spagnolli, Graziano Lolli, Pietro Faccioli ed Emiliano Biasini- e spin off dell’Università degli Studi di Perugia, dell’ Università di Trento e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sta ora impiegando le potenzialità di PPI-FIT per sviluppare farmaci contro un’ampia varietà di patologie umane, quali ad esempio il cancro e più recentemente COVID-19, come ad oggi documentato dal deposito di tre domande di brevetto. 

 

La tecnologia PPI-FIT 

 

PPI-FIT (Pharmacological Protein Inactivation by Folding Intermediate Targeting) è un protocollo farmacologico in grado di identificare molecole la cui funzione è quella di ridurre l'espressione di una proteina nella cellula, disattivandone la funzione patologica. Questo è possibile perché le molecole sono scelte per legarsi ad una "tasca" proteica identificata su uno stato intermedio del processo di ripiegamento (folding) della proteina. Bloccato a metà strada, il ripiegamento non avviene e la proteina viene degradata dalla cellula stessa. 

 

La possibilità di identificare stati intermedi di folding si basa su una piattaforma di calcolo rivoluzionaria, che permette di simulare al calcolatore i percorsi di ripiegamento di proteine di rilevanza biologica, con livello di precisione atomico. Il metodo di calcolo che ha portato a questo risultato si fonda su metodi matematici di fisica teorica che sono stati adattati per consentire la simulazione di processi biomolecolari complessi, come il ripiegamento e l’aggregazione di proteine, grazie al lavoro di Pietro Faccioli, professore associato nel Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento e affiliato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e del suo team. 

 

Una proteina esce dal ribosoma come una catena di amminoacidi, e assume la sua forma biologicamente attiva solo in un secondo momento, dopo aver completato il percorso di ripiegamento (folding). A causa dell’intrinseca complessità, lo studio del ripiegamento di proteine biologicamente interessanti richiede tempi di calcolo inaccessibili con i metodi finora disponibili, anche utilizzando il più grande supercomputer al mondo appositamente disegnato per la dinamica molecolare. L’imponente avanzamento tecnologico che permette le simulazioni alla base di PPI-FIT è il frutto di una visione interdisciplinare nata all’interno del panorama scientifico dell’INFN, che collega la fisica teorica con la chimica e la biologia. Avendo la possibilità di osservare per la prima volta questi percorsi di ripiegamento, la tecnologia PPI-FIT consente di identificare e caratterizzare degli stati intermedi conformazionali che sono visitati dalla proteina durante il percorso verso lo stato biologicamente attivo (o nativo), e la cui emivita ha rilevanza biologica. Tali stati intermedi possono contenere una tasca di legame, diventando quindi nuovi bersagli per lo sviluppo di farmaci in grado di legarli e bloccarli, portando alla loro inattivazione. 

 

La tecnologia è stata inventata dai soci fondatori di Sibylla Biotech nell’ambito di una ricerca accademica sulla replicazione del prione supportata da INFN, Fondazione Telethon, Università degli Studi di Trento e Università degli Studi di Perugia ed è stata utilizzata con successo in studi scientifici e brevettati, per ricostruire il meccanismo di replicazione dei prioni, e per sviluppare una nuova strategia farmacologica contro questi agenti infettivi. 

 

 

 

*Giovanni Spagnolli, Tania Massignan, Andrea Astolfi, Silvia Biggi, Marta Rigoli, Paolo Brunelli, Michela Libergoli, Alan Ianeselli, Simone Orioli, Alberto Boldrini, Luca Terruzzi, Valerio Bonaldo, Giulia Maietta, Nuria L. Lorenzo, Leticia C. Fernandez, Yaiza B. Codeseira, Laura Tosatto, Luise Linsenmeier, Beatrice Vignoli, Gianluca Petris, Dino Gasparotto, Maria Pennuto, Graziano Guella, Marco Canossa, Hermann C. Altmeppen, Graziano Lolli, Stefano Biressi, Manuel M. Pastor, Jesús R. Requena, Ines Mancini, Maria L. Barreca, Pietro Faccioli, Emiliano Biasini.“Pharmacological Inactivation of the Prion Protein by Targeting a Folding Intermediate”.Communications Biology,2012 

 

Per maggiori informazioni: 

 

Ufficio stampa Fondazione Telethon - HAVAS PR Milan 

Thomas Balanzoni – thomas.balanzoni@havaspr.com – tel. 02 85457047 - 3463204520  

Ufficio stampa Università di Trento 

Alessandra Saletti -alessandra.saletti@unitn.it– tel. 0461 281131 – 3281507260 

Ufficio stampa Istituto Nazionale di Fisica Nucleare 

Eleonora Cossi– eleonora.cossi@presid.infn.it – tel. 06 68400360 – 345.2954623 

Ufficio stampa Università degli Studi di Perugia 

Laura Marozzi - laura.marozzi@unipg.it – tel. 075 585 2202  

Ufficio stampa Sibylla Biotech 

Massimo Sandal - massimo.sandal@gmail.com 

 

 

In allegato una fotografia di repertorio del team di ricerca 

Da sinistra: Lidia Pieri (Sibylla), Graziano Lolli (Dip. CIBIO, UniTrento), Maria Letizia Barreca (Dip. Scienze Farmaceutiche, UniPG), Andrea Astolfi (Dip. Scienze Farmaceutiche, UniPG/Sibylla), Giovanni Spagnolli (Dip. CIBIO, UniTrento/Sibylla), Alberto Boldrini (Sibylla), Luca Teruzzi (Sibylla), Emiliano Biasini (Dip. CIBIO, UniTrento), Pietro Faccioli (Dip. Fisica, UniTrento/INFN-TIFPA), Tania Massignan (Dip. CIBIO, UniTrento, ora a Sibylla) 

ppi fit

Perugia, 11 gennaio 2021

Al via la prima convenzione tra l’Università degli Studi di Perugia e le sezioni regionali dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL per l’attivazione di tirocini formativi e curriculari 

Firmate questa mattina, dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Prof. Maurizio Oliviero, le convenzioni per i tirocini formativi che gli studenti dell’Ateneo perugino potranno svolgere presso le organizzazioni sindacali confederali di CGIL, CISL e UIL. L’accordo consentirà di svolgere periodi di tirocinio formativo, valido ai fini della carriera accademica e mirato, in particolare, all’acquisizione di competenze utili all’ inserimento nel mondo del lavoro.

Si tratta di una novità assoluta, che si inserisce nelle strategie di potenziamento del job placement, dell’attuale Governance dello Studium. Per ogni partecipante verrà predisposto, dal Dipartimento di afferenza, un progetto formativo dettagliato della durata massima di un anno (24 mesi nel caso di studenti con disabilità). Il progetto includerà la nomina di un tutor aziendale e di uno didattico, la definizione di obiettivi compatibili con l’ordinamento dei corsi di studio e la valutazione dei risultati ottenuti in termini di crediti formativi, anche in considerazione dei curriculum accademici e degli obiettivi formativi dei corsi di laurea, laurea magistrale, scuole di specializzazione, Master o corsi di perfezionamento dei partecipanti.

“La collaborazione della nostra Università con i diversi soggetti del territorio, regionale e nazionale, oltre che per il perseguimento degli obiettivi di terza missione, è fondamentale per una crescita effettiva, professionale e umana, delle nostre studentesse e dei nostri studenti” – ha dichiarato il Magnifico Rettore Oliviero – “tanto più che le organizzazioni sindacali coinvolte condivideranno con l’Ateneo percorsi, obiettivi e finalità dei tirocini, al fine di individuare le modalità più idonee e più efficaci”.

“Per le nostre organizzazioni questa convenzione è una novità molto importante - affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini - soprattutto nell’ottica di creare un ponte tra mondo accademico e mondo del lavoro, accogliendo nelle nostre sedi e nei tanti luoghi in cui il sindacato è presente giovani studentesse e studenti che potranno sicuramente ricevere tanto in termini di esperienza diretta, ma anche offrire molto con i loro saperi e le conoscenze maturate nei loro percorsi didattici".

segretari cgil cisl uil

Perugia, 11 gennaio 2021

Sono aperte fino al 17 gennaio le iscrizioni al CyberChallenge.IT, un’ opportunità per gli studenti che intendono avvicinarsi alla Cyber security

Scadono il 17 gennaio 2021 le iscrizioni al CyberChallenge.IT 2021, programma italiano gratuito di addestramento alla cyber security per ragazze e ragazzi nati tra il 1997 e il 2004 (16 - 23 anni).

CyberChallenge.IT 2021 rappresenta per gli studenti un'opportunità di imparare, divertirsi e gettare le basi per una carriera nel campo della cyber security, per diventare per hacker etici. Non sono richieste conoscenze pregresse di sicurezza informatica, ma solo eccellenti capacità di logica e programmazione.

“L'obiettivo per l'edizione 2021 è di coinvolgere almeno 5.000 tra i migliori studenti in Italia e di incoraggiarli a riempire i ranghi dei futuri professionisti della cybersecurity, mettendo così a disposizione del sistema paese le loro capacità”, spiega il Professor Stefano Bistarelli, Ordinario dell’Università degli Studi di Perugia e direttore del nodo UniPG Laboratorio Nazionale Cybersecurity che sottolinea come all’iniziativa aderiscano 30 Università italiane oltre al Centro di Competenza in Cybersecurity Toscano e al Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell'Esercito – Torino.

Una competizione che ha visto gli studenti umbri e dell’Ateneo di Perugia ottenere eccellenti risultati sia a livello nazionale che internazionale.

I ragazzi possono già allenarsi in vista dei test di selezione attraverso la piattaforma di training (https://training.cyberchallenge.it/#/overview).

Il nodo UniPG del Laboratorio Nazionale Cybersecurity organizzerà corsi di formazione nei mesi di marzo – maggio a 20 studenti selezionati dopo un percorso di selezione. Dal 22 al 24 gennaio 2021, ci sarà un pre-test online basato su quiz di logica, problem-solving e programmazione aperto a tutti gli iscritti. I migliori classificati verranno ammessi alla prova (forse in presenza) il 2 febbraio 2021.

L'edizione 2021, come le precedenti, culminerà nel quarto campionato italiano Capture-The-Flag in cybersecurity che consentirà di formare la Squadra Nazionale di Cyberdefender che parteciperà alla European Cyber Security Challenge, in programma a Praga, nella Repubblica Ceca, dal 28 settembre 2021 al 1° ottobre 2021.

CyberChallenge.IT è un programma del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l'Informatica (CINI).

Video CC.IT 2021: https://www.youtube.com/watch?v=ozPzgo92zgo

Per le redazioni

Per maggiori informazioni:

stefano.bistarelli@unipg.it

https://cyberchallenge.it

 

Perugia, 5 gennaio 2021

La Befana dell’Università degli Studi di Perugia fa visita ai bambini ricoverati negli ospedali di Perugia e Terni – Consegnati i regali acquistati grazie alla raccolta fondi del Circolo Universitario San Martino

È arrivata oggi, con un giorno di anticipo causa le misure straordinarie di contrasto all’emergenza Covid, la befana dell’Università degli Studi di Perugia, grazie alla campagna di raccolta fondi, indirizzata a tutta la comunità accademica, del Circolo universitario San Martino.

Molto discreta, per non creare problemi di ordine pubblico e di sicurezza, la befana ha fatto visita oggi ai piccoli ricoverati dei reparti di Clinica Pediatrica e di Oncoematologia Pediatrica delle aziende ospedaliere di Perugia e di Terni, portando regali alle bambine e ai bambini e cioccolata agli operatori sanitari impegnati quotidianamente nella loro cura.

Per coordinare la consegna, il Presidente del Circolo, Dott. Massimo Reali, supportato dalle colleghe Michela Maserati, Alessandra De Nunzio (la befana) e dal collega Alexander Maurizi.

“Il successo della raccolta fondi del Circolo universitario ha dimostrato, una volta di più, il grande cuore della comunità accademica dell’Università degli Studi di Perugia - ha dichiarato il Presidente Reali –: tanti piccoli gesti, se sommati, possono veramente fare la differenza”.

Ben cinquemilacinquecento euro, infatti, sono stati raccolti in pochi giorni, grazie a una capillare campagna che ha previsto, oltre alla possibilità di donare tramite bonifico, punti di raccolta nelle diverse sedi dell’Ateneo, ma soprattutto alla generosità dei tanti, docenti, tecnici, amministrativi, bibliotecari, collaboratori esperti linguistici, studentesse e studenti che hanno aderito con grande entusiasmo all’iniziativa, donando un sorriso e un momento di serenità alle bambine e ai bambini ricoverati presso i reparti.

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