Università degli Studi di Perugia

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29 agosto

XII Congresso internazionale a Perugia “Computing and Control for the Water Industry – CCWI2013”

Perugia ospiterà, dal 2 al 4 settembre 2013, la dodicesima edizione del Congresso internazionale “Computing and Control for the Water Industry – CCWI2013”.

E’ la prima volta che tale importante evento viene organizzato in Italia e ciò costituisce un grande onore per la comunità scientifica nazionale che opera nel campo della gestione delle risorse idriche. Il tema dell’acqua presenta importanti risvolti non solo economici, ma anche sociali.
La scelta del capoluogo umbro quale sede dell’assise scientifica è legato al fatto che nell’Università degli Studi di Perugia è attivo un dinamico gruppo di ricerca nella sezione Ingegneria della acque, guidato dal prof. Bruno Brunone, del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale. Il docente perugino presiede il Comitato organizzatore della conferenza internazionale a fianco del Comitato scientifico, che ha selezionato circa duecento docenti e ricercatori che parteciperanno all’incontro di Perugia provenienti da ogni continente. Tra costoro sono presenti ricercatori di livello internazionale e numerosi giovani molto promettenti.

I relatori sono scienziati di chiara fama di prestigiose università e accademie internazionali, in grado di garantire al convegno un elevato livello scientifico.

L’inaugurazione è prevista nella mattinata di lunedì 2 settembre, all’interno della Sala dei Notari a Palazzo dei Priori, nel cuore del centro storico di Perugia.

Per contenere i costi dell’evento, gli organizzatori hanno scelto le sedi degli incontri che, dopo la cerimonia inaugurale a Palazzo dei Priori, si svolgeranno in strutture dell’Ateneo o pubbliche, come il Museo Archeologico nazionale. Questa scelta di contenimento delle spese ha consentito di tenere basse le quote di iscrizione al congresso, facilitando in tal modo la partecipazione di giovani ricercatori e studenti.

Alla migliore presentazione ‘junior’ nel corso della Conferenza sarà riservato un premio simbolico attribuito dal Comitato Scientifico.

Per garantirne, insieme alla qualità, anche la massima diffusione possibile gli atti del congresso saranno pubblicati on line prima sul sito della Conferenza e, quindi, su quello di Procedia Engineering della Elsevier.  I migliori lavori saranno inoltre selezionati e sottomessi a importanti riviste internazionali ove, se ritenuti idonei, saranno pubblicati in una forma più estesa rispetto alla versione di Procedia Engineering. 

27 agosto

Recuperato uno scheletro di Mammut nel sito paleontologico di Ellera di Corciano

Un’altra importante scoperta nel sito paleontologico di Ellera di Corciano. Alcune settimane fa si è concluso il recupero di uno scheletro parziale di mammut nello stesso sito di Ellera dove, già nel 2011, erano stati ritrovati numerosi reperti di grande importanza databili a circa un milione di anni fa. Lo scavo, diretto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, è stato curato dal dottor Marco Cherin, paleontologo del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Perugia, che ha usufruito della collaborazione di numerosi studenti dei corsi di laurea di Geologia e Scienze Naturali.

Le ricerche e gli studi nel sito di Ellera di Corciano hanno portato nel 2011 a  scoperte straordinarie, portando alla luce più di 200 resti scheletrici di mammiferi databili a circa un milione di anni fa. L'ampliamento dei lavori per la realizzazione del nuovo centro commerciale del gruppo Conad consente di aggiungere importantissimi tasselli alla collezione. Oltre a un palco di cervo gigante in buone condizioni e ai resti di una testuggine palustre, i ricercatori del Dipartimento di Scienze della terra dell’Università hanno recuperato lo scheletro parziale di mammut, che si aggiunge al primo scheletro rinvenuto nel 2011. La fauna a mammiferi di Ellera continua a regalare grandi sorprese, ponendosi come una delle più ricche a livello regionale.

Lo studio delle specie finora individuate (ippopotami, cervi, bisonti, cavalli, ghepardi e, appunto, mammut), assieme alle analisi geologiche e micropaleontologiche delle sezioni stratigrafiche esposte nel sito, consentono di immaginare che circa un milione d'anni fa l'area dovesse essere occupata da una grande pianura alluvionale, con specchi d'acqua qua e là e una ricca vegetazione. Un ambiente, insomma, adatto a sostenere una fauna a grandi mammiferi piuttosto diversificata.

ScavoEllera2013 r

26 agosto

Malattie da funghi, summit internazionale a Palazzo Murena, Perugia, 29 – 30 agosto 2013

 

Il 29 e il 30 agosto 2013 l'Università degli Studi di Perugia ospiterà studiosi di fama internazionale che si confronteranno sul tema delle malattie da funghi. L'obiettivo è quello giungere a diagnosi precoci e quindi ottenere concreti risultati sul piano clinico per migliorare i trattamenti farmacologici attraverso una medicina "personalizzata".

 

L'incontro, a Palazzo Murena, dal titolo "Fungi in the setting of inflammation, allergy and autoimmune diseases: translating basic science into clinical practices", si svolge in occasione del Satellite Meeting organizzato nell'ambito del 15° International Congress of Immunology in corso a Milano. Fra i relatori sarà presente a Perugia Grigorij Kogan, Officer della Commissione Europea - DG Ricerca e Innovazione, oltre ad altri scienziati che collaborano ormai dal 2010 ad ALLFUN, progetto di ricerca sul ruolo dell'infiammazione e della predisposizione "immunogenetica" alle malattie da funghi sul quale l'Unione Europea ha investito nell'ambito delle ricerche del VII Programma Quadro. ALLFUN vede coinvolti scienziati provenienti da prestigiose Università e da illustri Istituti di Ricerca europei, coordinati dalla professoressa Luigina Romani, dell'Ateneo perugino, a cui è stato più volte riconosciuto il merito di un'importante attività di studio sulle gravi patologie causate da funghi patogeni per l'uomo, quali Aspergillus fumigatus e Candida albicans. Il progetto, che è alla base del convegno di Perugia (l'inizio alle ore 9 di giovedì 29 agosto), è nato e si è sviluppato nella consapevolezza che le problematicità diagnostiche e la necessità di una terapia precoce costituiscono l'elemento irrinunciabile per implementare strategie preventive mirate, "su misura" del paziente, legate cioè al grado del possibile rischio "individuale" di infezione. A tal proposito sembra ormai indiscusso che, accanto a valutazioni cliniche, ambientali ed epidemiologiche, lo screening di pazienti a rischio di infezioni fungine (tra queste per esempio l'aspergillosi) si debba avvalere di criteri di valutazione che caratterizzino lo stato immunologico del paziente stesso.

 

21 agosto

Genetisti italiani chiariscono il numero di eventi migratori che dall'Asia hanno portato al primo popolamento delle Americhe e all'origine dei vari gruppi di Nativi Americani

In un articolo intitolato "Reconciling Migration Models to the Americas with the Variation of North American Native Mitogenomes" che è stato pubblicato il 20 agosto, guadagnandosi la copertina della prestigiosa rivista Proceeding National Academy of Science U.S.A. (PNAS - http://www.pnas.org/), ricercatori delle Università di Pavia e Perugia gettano nuova luce sull'origine degli Indiani d'America e la loro estrema diversità linguistica e culturale dimostrando che i loro antenati arrivarono in Nord America in una serie di eventi migratori più numerosi e più scaglionati nel tempo di quanto finora ipotizzato. La prima di queste migrazioni fu di gran lunga la più rilevante e seguendo la costa del Pacifico, dalla Beringia in poche migliaia di anni raggiunse la parte meridionale del Sud America. Le altre non si spinsero così a Sud, ma ebbero un ruolo rilevante nella formazione del patrimonio genetico di una serie di popolazioni della parte settentrionale del Nord America, in particolare degli Algonchini, dei Na-Dene e degli Eschimesi.

 

Negli ultimi dieci anni si è risvegliato l'interesse per lo studio dell'origine delle popolazioni umane, in particolare dei Nativi Americani. Il popolamento iniziale del Nord America a partire dall'Asia nord-orientale cominciò approssimativamente 15-18 mila anni fa, nonostante le stime temporali basate sulla diversità genetica dei primi abitanti rimangano in parte controverse. I primi uomini arrivarono in Nord America dall'Asia attraverso un corridoio di terra chiamato Beringia, che connetteva la Siberia orientale e l'Alaska. Grazie a questo nuovo studio genetico si è compreso che il numero di ondate migratorie giunte in America, talvolta anche seguendo rotte diverse, è maggiore di quanto finora ipotizzato. Questi diversi flussi migratori aiutano a spiegare la grande diversità linguistico-culturale dei Nativi del Nord America.

 

In questo lavoro, un gruppo di ricerca coordinato dai Professori Alessandro Achilli (Università di Perugia) e Antonio Torroni (Università di Pavia) che coinvolge anche alcuni ricercatori statunitensi e canadesi, ha svolto analisi dettagliate su alcune particolare linee del genoma mitocondriale finora scarsamente studiate. Grazie alle caratteristiche di eredità uniche di questo genoma, che viene trasmesso per sola via materna, si è compreso che oltre alla ormai ben nota espansione dalla Beringia lungo la costa del Pacifico, in concomitanza o poco dopo, un secondo gruppo umano, sempre dalla Beringia, sarebbe penetrato nel Nord America attraverso il corridoio di terra che, a seguito del miglioramento delle condizioni climatiche, andava aprendosi ad est delle Montagne Rocciose tra i ghiacciai canadesi. Questa seconda ondata migratoria, dice Alessandro Achilli dell'Università di Perugia, "ebbe un'espansione geografica molto più limitata e un ruolo genetico importante solo nelle formazione in una serie di popolazioni native dell'Alaska, del Canada e degli Stati Uniti settentrionali, in particolare degli Algonchini e dei Na-Dene". Circa 5 mila anni fa, aggiunge Antonio Torroni dell'Università di Pavia, "ci fu una terza espansione, in questo caso dall'Alaska, che contribui alla formazione degli Eschimesi e, mescolandosi con i discendenti delle due migrazioni precedenti, a modificare ulteriormente il patrimonio genetico dei Na-Dene". Infine, commenta Achilli, "altri flussi migratori ancor più recenti provenienti dall'estremità orientale della Siberia portarono ulteriori linee mitocondriali tra gli Eschimesi moderni".

 

Gli studiosi ritengono che il numero di genomi mitocondriali trasmigrati dall'Asia al Nord America possa in realtà essere ancora più elevato. "Ulteriori linee materne oggi sconosciute saranno identificate nei prossimi tre o quattro anni, quando l'approccio metodologico che noi abbiamo impiegato in questo studio sarà applicato sistematicamente", dice Torroni. Solo in questo modo sarà possibile descrivere con precisione gli scenari migratori che portarono al popolamento delle Americhe e alla diversità linguistica e culturale ancora oggi riscontrabile nei Nativi Americani.

 

I ricercatori coinvolti nello studio provengono dall'Università di Pavia, l'Università di Perugia, la Sorenson Molecular Genealogy Foundation (Salt Lake City), University of Illinois Urbana-Champaign, Florida International University, Université de Montréal e Canadian Museum of Civilization, Gatineau, Quebec.

 

Questa ricerca è stata finanziata dalla Sorenson Molecular Genealogy Foundation, dalla National Science Foundation e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR): Progetti Futuro in Ricerca 2008 e Progetti Ricerca Interesse Nazionale 2009.

 

BOX DI APPROFONDIMENTO

 

Il genoma mitocondriale: una prospettiva al femminile dell'evoluzione umana

 

Nella cellula umana quasi tutti i geni (circa 25.000) sono confinati nel nucleo in duplice copia e sono trasmessi in parti uguali dai genitori secondo le leggi di Mendel. I 37 geni del genoma mitocondriale (DNA mitocondriale = mtDNA) si trovano, invece, nei mitocondri, organizzati in una piccola molecola di DNA circolare (lunga circa 17.000 coppie di basi). Questa molecola è presente in ogni cellula in centinaia o migliaia di copie ed è trasmessa esclusivamente dalla madre. Il DNA mitocondriale umano è inoltre caratterizzato da un più elevato tasso evolutivo che è 10 – 20 volte quello dei geni del nucleo. Perciò, la sua variazione di sequenza si è generata lungo linee di radiazione materna esclusivamente per l'accumulo sequenziale di nuove mutazioni. Questo significa che l'mtDNA umano è un archivio molecolare della storia e delle migrazioni delle donne che lo hanno trasmesso alle generazioni successive. Poiché questo processo di differenziazione molecolare è relativamente veloce e ha avuto luogo principalmente durante e dopo il recente processo di colonizzazione e diffusione dell'Uomo moderno in diverse regioni e continenti, i diversi rami (aplogruppi) dell'albero evolutivo mitocondriale tendono a essere circoscritti a differenti aree geografiche e a differenti popolazioni umane. Quindi studiando quante e quali mutazioni caratterizzano un individuo si può risalire alla storia genetica dei suoi antenati femminili: il numero di mutazioni che separano due individui è indice della distanza temporale che li separa dall'antenata comune, mentre l'analisi degli aplogruppi permette di ricostruire gli spostamenti antichi dell'Uomo, o meglio delle Donne, attraverso i continenti e le varie regioni del mondo.

 

CONTATTI:

 

Antonio Torroni, Professore di Genetica

 

Dip. di Biologia e Biotecnologie "L. Spallanzani", Università degli Studi di Pavia

 

Tel. 0039 0382-985563

 

e-mail: antonio.torroni@unipv.it

 

Alessandro Achilli, Ricercatore

 

Dip. di Chimica, Biologia e Biotecnologie, Università degli Studi di Perugia

 

Tel. 0039 347 6791512

 

e-mail: alessandro.achilli@unipg.it

 

Uffici Stampa:

 

Grazia Bruttocao

 

Portavoce del Rettore - Capo ufficio stampa

 

Università degli Studi di Pavia

 

Tel. 0382 984531 - cell. 3206131351

 

e-mail: grazia.bruttocao@unipv.it

 

Laura Marozzi

 

Responsabile Staff Comunicazione e Relazioni Esterne

 

Università degli Studi di Perugia

 

Tel. 075 585 2202

 

e-mail: lmarozzi@unipg.it

 

 

14 agosto

AVVISO

Venerdì 16 agosto 2013, giorno successivo al Ferragosto, gli uffici della Sede Centrale dell'Università degli Studi di Perugia saranno chiusi. Riapriranno lunedì 19 agosto 2013. Si ricorda, inoltre, che nella settimana che va dal 19 al 23 agosto 2013 gli uffici della Sede Centrale saranno aperti dal mattino sino alle ore 15.

 

13 agosto

Stage in Israele per i veterinari del master dell'Ateneo di Perugia. Partono in dieci per conoscere i segreti della produzione lattearia

 

Stage in Israele per 8 veterinari che avranno modo di conoscere le moderne tecniche di allevamento delle bovine da latte utilizzate in quel Paese. Sono i medici che stanno concludendo il master "Dairy production medicine" dell'Università di Perugia (http://www.dpmmaster.eu) e che avranno modo di conoscere la realtà della Hachaklait Mutual Society for Cattle Insurance and Veterinary Services (il servizio veterinario cooperativo, con sede a Caesarea, che serve gran parte degli allevamenti israeliani di bovine da latte e che rappresenta, con i suoi 50 veterinari un'eccellenza riconosciuta a livello mondiale) e di altre strutture del settore. Lo stage in Israele, frutto dell'accordo sottoscritto fra il master "Dairy production medicine" dell'Ateneo di Perugia e Hachaklait, si svolgerà dal 7 all'11 settembre 2013. I veterinari, tutti affermati e nel pieno dell'attività professionale, provengono da Lombardia, Emilia, Lazio, Puglia e hanno un'età media di 30 anni; saranno accompagnati dal professor Maurizio Monaci, direttore del corso 'Dairy production medicine' e dal dottor Alessandro Fantini, professore a contratto del master stesso. Gli studiosi italiani faranno base a Netanya, sulla pianura costiera di Sharon a 20 chilometri da Caesarea e a 50 da Tel Aviv. Sono previsti incontri con la realtà di Hachaklait, in particolare con il dottor Benjamin Sharir, direttore dei servizi veterinari israeliani (e docente del master di Perugia) e con Ofi Reich, manager generale di Hachaklait e la visita al laboratorio centralizzato di analisi del latte dell'associazione israeliana allevatori, diretto dalla dottoressa Marina Foà Gips (docente del master Dairy production medicine). Due giorni porteranno la delegazione negli allevamenti delle bovine da latte (a Nord di Tel Aviv, in Galilea, nella zona del Lago di Tiberiade e sulle alture del Golan), a diretto contatto con una realtà leader nel settore della produzione del latte.

 

"In Israele sono allevate circa 120.000 bovine da latte in 1.000 allevamenti, e la produzione media del latte è particolarmente elevata nonostante le difficoltà esistenti legate al clima, alla scarsità dei foraggi, alle peculiarità dei territori; nel 2010 è stata di 11,991 kg/bovina – dice il professor Monaci -. In Italia alcuni caratteri funzionali (longevità, resistenza alle malattie infettive e metaboliche, fertilità) sono, tuttavia, in declino. Ne consegue l'esigenza di un nuovo approccio culturale e pratico per rispondere alle richieste del moderno allevamento della bovina da latte denominato 'Dairy Production Medicine', da cui risalta una nuova figura di Veterinario che, conoscendo le problematiche della produzione del latte, sappia gestire i molteplici fattori che influenzano l'intera filiera produttiva. Il master coinvolge nella didattica il patrimonio di conoscenze ed esperienze dell'Ateneo di Perugia e di altre Università e Istituzioni italiane e straniere".

 

In virtù dell'accordo esistente sono inoltre previsti scambi con il servizio veterinario israeliano per docenti e ricercatori, studenti del corso di laurea in Medicina Veterinaria e del Master, dottorandi e dottori di ricerca, assegnisti e giovani ricercatori dell'Ateneo di Perugia; prevedono stage della durata di 3 mesi in Israele, per attività scientifiche integrate.

 

12 agosto

A Perugia, dall'8 al 14 settembre 2013, la Summer School sull'ictus, vi partecipano giovani specialisti di 30 Paesi

L'Università di Perugia è stata scelta dalla European Stroke Organisation (Eso) per ospitare, dall'8 al 14 settembre 2013, nella Facoltà di Medicina e Chirurgia, la XVII edizione della propria summer school, corso di alta specializzazione per giovani specialisti nella medicina dell'ictus. Al corso parteciperanno medici provenienti da trenta Nazioni europee, selezionati secondo criteri prestabiliti dall'ESO. Durante il corso, autorevoli esperti nella gestione dell'ictus condivideranno con i giovani partecipanti la loro competenza ed esperienza in materia di gestione dell'ictus in fase acuta, organizzazione delle Stroke Unit (unità specializzate nella diagnosi e nella terapia dell'ictus) e percorsi di riabilitazione. La ESO Stroke Summer School, supportata dall' ESO, è organizzata ogni anno da un team di medici specialisti in malattie cerebrovascolari in una università europea. Negli anni precedenti è stata ospitato da prestigiose università europee quali Heidelberg, Varsavia, Lille e Debrecen. Il corso è stato frequentato, in passato, da molti degli attuali responsabili delle più prestigiose Stroke Unit europee. Gli organizzatori dell'edizione di Perugia sono il professor Giancarlo Agnelli, Direttore della Medicina Interna e Vascolare – Stroke Unit, la dottoressa Valeria Caso, membro dell' ESO Executive Committee e il dottor Maurizio Paciaroni. La scelta del capoluogo umbro come sede della summer school rappresenta per la Stroke Unit di Perugia un riconoscimento per il lavoro scientifico e clinico svolto in questi decenni e per l'Università di Perugia e l'Azienda Ospedaliera un'occasione per confermare la vocazione di crocevia culturale internazionale.

Il programma dell' ESO Stroke Summer School è disponibile all'indirizzo internet http://web.unipg.it/stroke-summer-school-2013/.

 

2 agosto

DA LUNEDÌ 5 AGOSTO 2013 ATTIVI A PERUGIA E TERNI I PUNTI IMMATRICOLAZIONI

Dall' 1 agosto 2013 sono aperte le immatricolazioni e le iscrizioni all'Università degli Studi di Perugia per l'anno accademico 2013 – 2014. Le immatricolazioni e le iscrizioni agli anni successivi al primo saranno possibili sino al 21 ottobre 2013 mentre per i corsi di laurea magistrale (non a ciclo unico) potranno essere effettuate fino al 28 febbraio 2014. Lunedì 5 agosto 2013 sarà aperto il Punto Immatricolazioni dellasede di Perugia,presso cui potranno essere espletati gli adempimenti amministrativi; è allestito al Centro Didattico della Facoltà di Medicina e Chirurgia. I locali del servizio si trovano al piano terra; è previsto il parcheggio auto riservato con accesso da piazzale Gambuli e da via Trancanelli. Il Punto Immatricolazioni osserverà il seguente orario: AGOSTO: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; SETTEMBRE: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16; dall' 1 al 21 OTTOBRE: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16. Numeri telefonici: 075/5853510 - Fax: 075/5287044 (telefono e fax)  e-mail: puntoimmatricolazioni@unipg.it

A Terni le immatricolazioni e le iscrizioni si effettuano all'Ufficio Immatricolazioni del Polo Scientifico Didattico di Terni, (presso Ufficio Gestione Carriere Studenti), Strada di Pentima 4. Il servizio osserverà i seguenti orari di apertura al pubblico: AGOSTO: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; SETTEMBRE: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16; dall'1 al 21 OTTOBRE: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16. Numeri telefonici: 0744/492926 - 0744/492951 - 0744/492981 – Fax: 0744/492917   e-mail: segr-studenti.terni@unipg.it

 

Il nuovo Manifesto degli studi, con le informazioni relative all'offerta formativa dell'Ateneo perugino, e il Regolamento Procedure termini e tasse sono disponibili all'indirizzo internet http://www.unipg.it

L'Università degli Studi di Perugia per l'anno accademico 2013 – 2014 propone 38 corsi di laurea triennale, altrettanti corsi di laurea magistrale (della durata di 2 anni) ai quali si aggiungono 8 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, 6 dei quali della durata di 5 anni (Farmacia, Chimica tecnologia farmaceutiche, Giurisprudenza, Ingegneria edile-architettura, Medicina Veterinaria, Scienze della formazione primaria) mentre 2 prevedono 6 anni di durata (Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria). Aperte le iscrizioni anche per i corsi di laurea ad esaurimento (anni successivi al primo) e per le Scuole di Specializzazione dell'Area Sanitaria, Area Veterinaria, Area Beni culturali, Area Giuridica. Bandi specifici e scadenze differenti sono invece previsti per i corsi ad accesso programmato (numero chiuso); possono essere consultati per esteso all'indirizzo internet http://accessoprogrammato.unipg.it

 

1 agosto

Stage in Israele per gli studenti del'Ateneo di Perugia grazie all'accordo con il servizio veterinario israeliano Hachaklait. Obiettivo: rendere più moderno l'allevamento delle bovine da latte

È stato sottoscritto un accordo tra il master "Dairy production medicine" dell'Università di Perugia e Hachaklait, il servizio veterinario cooperativo, con sede a Caesarea, che serve gran parte degli allevamenti israeliani di bovine da latte. "Docenti e ricercatori, studenti del corso di laurea in Medicina Veterinaria e del Master, dottorandi e dottori di ricerca, assegnisti e giovani ricercatori dell'Ateneo di Perugia avranno l'opportunità di scambi con Hachaklait, con stage di 3 mesi in Israele, per attività scientifiche integrate – spiega il professor Maurizio Monaci, direttore del corso 'Dairy production medicine' -. L'obiettivo è fare acquisire conoscenze e manualità pratiche nel management sanitario e nella conduzione dell'allevamento delle bovine da latte. Hachaklait Mutual Society for Cattle Insurance and Veterinary Services, impiega 50 veterinari e rappresenta un'eccellenza riconosciuta a livello mondiale: avrà l'opportunità di scambio di Veterinari del proprio staff con l'Università di Perugia per motivi di studio e di didattica".

L'accordo firmato da Ofi Reich e Benjamin Sharir, rispettivamente manager generale e direttore dei servizi veterinari israeliani di Hachaklait, è coerente con la politica d'internazionalizzazione della Facoltà di Medicina Veterinaria implementata dal Preside professor Franco Moriconi; l'intesa è volta alla realizzazione e al consolidamento di un programma di collaborazione scientifica e didattica in tutti i campi e le discipline di comune interesse. Il periodo di stage verrà svolto sia nelle attività degli allevamenti che in affiancamento alle attività di routine del veterinario regionale. Gli studenti selezionati, con bando pubblico, saranno economicamente supportati dall'Ateneo con l'impegno della struttura ospitante di favorire le procedure di accoglienza e a far loro ottenere le facilitazioni ove previste. Il Direttore del servizio veterinario israeliano certificherà il lavoro svolto dagli allievi e sarà garantito, dall'Università di Perugia, il pieno riconoscimento delle attività svolte nel periodo di scambio presso Hachaklait Veterinary Services.

"E' importante che i nostri allievi possano usufruire di stage formativi in Israele e del supporto didattico del servizio veterinario israeliano, la cui eccellenza è riconosciuta a livello mondiale - spiega Monaci -; in quel Paese sono allevate circa 120.000 bovine da latte in 1.000 allevamenti. Nelle fattorie dei Kibbutz la consistenza delle mandrie varia da 250 a 2.000 capi e la produzione media del latte nel 2010 è stata di 11.991 kg/bovina".

Riguardo al Master, in fase conclusiva, Monaci evidenzia: "L'Italia è tra i maggiori produttori di latte degli stati dell'Unione europea con una media, nel 2011, di 6,161 kg/capo. Alcuni caratteri funzionali (longevità, resistenza alle malattie infettive e metaboliche, fertilità) sono, tuttavia, in declino. Ne consegue l'esigenza di un nuovo approccio culturale e pratico per rispondere alle richieste del moderno allevamento della bovina da latte denominato 'Dairy Production Medicine', da cui risalta una nuova figura di Veterinario che, conoscendo le problematiche della produzione del latte, sappia gestire i molteplici fattori che influenzano l'intera filiera produttiva. Il Master è stato coinvolge nella didattica il patrimonio di conoscenze ed esperienze dell'Ateneo di Perugia e di altre Università e istituzioni italiane e straniere".

1 agosto

Alla scoperta degli scavi archeologici di Orvieto, domani alle 21 visita notturna

Domani, venerdì 2 agosto 2013, alle ore 21, a Orvieto si svolgerà l'iniziativa "Sotto il cielo degli Etruschi. Notte bianca al Fanum Voltumnae. Memorie, fuochi, magie" che consentirà la visita agli scavi archeologici della zona; l'appuntamento, alle ore 21, è in Località Tamburino – Ponte del Sole. Si tratta della terza edizione di un'attività che punta alla valorizzazione dell'area e a migliorare la fruizione delle scoperte archeologiche venute alla luce al Campo della Fiera in cui, con ogni probabilità, si trovava l'antico Fanum Voltumnae; scavi condotti, su concessione ministeriale, dall'Università degli Studi di Perugia e diretti dalla professoressa Simonetta Stopponi, alle quali partecipano allievi di Atenei italiani e stranieri.

La partecipazione all'iniziativa, che si avvale anche della partecipazione artistica dell'associazione "Mercenari d'Oriente", è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione chiamando il numero di telefono 3397541306.

La visita notturna programmata segue di qualche giorno la riprese delle ricerche archeologiche nell'area. I lavori rientrano nell'ambito di un progetto reso possibile dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che ha creduto nell'iniziativa concedendo dal 2009 il necessario sostegno finanziario. Collaborano, oltre all'Ateneo di Perugia, il Comune, l'Opera del Duomo e la Protezione Civile di Orvieto.


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