Università degli Studi di Perugia

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PORTAFOGLIO BREVETTI (aggiornato al 31/12/2016)

 

NEWS

 

CALENDARIO DI MASSIMA DELLE RIUNIONI DELLA COMMISSIONE UNIVERSITARIA PER LA PROPRIETÀ INTELLETTUALE:

in corso di elaborazione

 

L’invenzione brevettabile

Caratteristiche dell'invenzione

Depositare una domanda di brevetto non è una cosa semplice: prima di tutto è necessario capire a fondo l'invenzione - per questo occorre preparare una buona relazione tecnica - quindi valutare se è brevettabile ed in caso affermativo in quale modo sia conveniente proteggerla. Decidere se brevettare richiede:

  • Ricerca di Anteriorità
  • Soddisfacimento dei criteri di brevettabilità

Ricerca di anteriorità

E' una prassi che consente di definire meglio i contenuti dell’invenzione ed evitare così conflitti con brevetti di terzi. Implica la gestione di data-base di livello nazionale ed internazionale; generalmente è commissionata a professionisti esperti.

Brevettabilità

Per depositare un brevetto non occorre disporre di un prototipo, ma solo sapere come l'oggetto o il sistema deve essere realizzato, fornendo una descrizione in tale senso.
I requisiti fondamentali per la brevettabilità di un'idea, processo o prodotto sono:
• novità,
• attività inventiva,
• applicazione industriale
• liceità.

NB: Un’invenzione conserva il suo carattere di NOVITA’ quando, prima del suo deposito, non sia stata resa nota, ovvero divulgata, in alcuna forma (scritta o orale) e in nessun luogo (in Italia o all’estero), in modo da poter essere attuata, ovvero non deve essere entrata a far parte dello stato dell’arte (o della tecnica). Per stato dell’arte si intende tutto ciò che è reso disponibile al pubblico per iscritto, per descrizione orale, per uso precedente o in ogni altro modo prima della data di deposito della domanda ed è costituito, ad esempio, dalla documentazione scientifica, dagli articoli di giornali, dai workpaper interni, dai materiali presentati a fiere e convegni, dalle tesi, oltre che dalla documentazione brevettuale. A tal riguardo, gli inventori che intendano sottoporre un’invenzione alla valutazione della Commissione universitaria per la Proprietà Intellettuale devono sottoscrivere apposito Impegno di riservatezza 

Non sono invece considerate invenzioni e quindi non possono essere brevettate:
• le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici o per il trattamento chirurgico, terapeutico o di diagnosi del corpo umano o animale;
• i piani, i principi e i metodi per attività intellettuale, per gioco o per attività commerciali e i programmi per elaboratori;
• le presentazioni di informazioni;
• le razze animali e i procedimenti essenzialmente biologici per l'ottenimento delle stesse, a meno che non si tratti di procedimenti microbiologici o di prodotti ottenuti mediante questi procedimenti.

Peculiarità dei brevetti

I brevetti hanno valore limitatamente allo o agli Stati in cui vengono ottenuti, hanno durata definita e non sono rinnovabili. Periodicamente si devono pagare tasse di mantenimento.

Il brevetto esplica i suoi effetti dal momento in cui il suo contenuto viene reso accessibile a tutti. La data di accessibilità è in relazione al tipo di brevetto e può essere anticipata o ritardata.

I diritti esclusivi sono conferiti con la concessione del brevetto e si estrinsecano - in senso generale - nel potere di impedire a terzi di produrre, commercializzare, vendere ed usare a fini economici, nel territorio dello stato, quanto protetto dal titolo di brevetto.

Brevettare all'università

Tipologia di ricerca e titolarità del brevetto

Ricerca “libera”

Ai sensi dell'art. 65, comma 1, del Codice della Proprietà Industriale il ricercatore è titolare esclusivo dei diritti derivanti dall'invenzione brevettabile di cui è autore nel caso in cui l’invenzione sia realizzata dal ricercatore nel corso della sua ordinaria ed istituzionale attività di ricerca condotta all’interno dell’Università (c.d. Ricerca “libera”).

Ricerca “vincolata”

Ai sensi dello stesso art. 65 del Codice della Proprietà Industriale, l’ultimo comma stabilisce, tuttavia, che il principio di cui al comma 1 non si applica nell’ipotesi di attività di ricerca finanziate, in tutto o in parte, da soggetti terzi, pubblici o privati (c.d. Ricerca “vincolata”). In tali casi e in linea di principio, la titolarità spetta all’Università, anche se si rimanda al contratto tra le parti (Università e soggetto terzo) la definizione dei diritti derivanti dall’invenzione brevettabile.

Brevettare i risultati della ricerca “libera”

IPOTESI 1 – Tutela a cura dell’inventore

Se l’inventore decide di avvalersi del diritto riconosciutogli dall’art. 65.1 del Codice della Proprietà Industriale, può depositare autonomamente la domanda di brevetto, assumendosi i relativi oneri. In caso di più autori, i diritti derivanti dall'invenzione appartengono a tutti in parti uguali, salvo diversa pattuizione.
L'inventore, una volta depositata la domanda di brevetto, ne dà comunicazione all'amministrazione, mediante l’apposito Modello, ed è tenuto a riconoscere all’Università di appartenenza il 30% degli eventuali proventi o dei canoni derivanti dallo sfruttamento dell'invenzione.
Se il ricercatore (o i suoi aventi causa) non attiva lo sfruttamento del proprio brevetto entro 5 anni dalla data di rilascio, l’Università cui il ricercatore afferiva al momento del conseguimento dell’invenzione acquista automaticamente il diritto di sfruttamento su di essa.

IPOTESI 2 – Cessione dei diritti di titolarità all’Università

Se l'inventore decide, invece, di voler depositare la domanda di brevetto a nome dell'Università, egli è comunque riconosciuto come autore dell'invenzione, ma il titolare del brevetto sarà l'Ateneo, che assicurerà all'autore non meno del 50% degli eventuali proventi o dei canoni connessi allo sfruttamento dell'invenzione.
La cessione della titolarità dell'invenzione all'Università offre determinati vantaggi:

  • Copertura dei costi brevettuali
  • Supporto e gestione del processo di brevettazione
  • Interazione con le industrie

A tal fine, occorre presentare formale Proposta di cessione, in cui vanno fornite tutte le informazioni relative all'invenzione. La Proposta sarà sottoposta alla Commissione universitaria per la Proprietà Intellettuale per l'esame.

In caso di parere favorevole della Commissione e di accettazione della Proposta di cessione da parte del Consiglio di Amministrazione, l’Ufficio I.L.O. – Industrial Liaison Office curerà la sottoscrizione dell’Accordo di cessione dell'innovazione a favore dell'Università. L’Accordo prevede:

  • il diritto dell'Università a tutelare a sue spese l'innovazione
  • il diritto dell'Università ad intestarsi il trovato ed a sfruttarlo
  • il riconoscimento all’inventore, quale corrispettivo della cessione, di una percentuale non inferiore al 50% dei proventi dello sfruttamento
  • l'impegno dell’inventore a fornire all'Università il proprio supporto scientifico

 

Brevettare i risultati della ricerca “vincolata”

Il ricercatore che consegue l’invenzione nell’ambito di progetti di ricerca finanziati, in tutto o in parte, da soggetti esterni (pubblici o privati) mediante contratti di ricerca, affidamenti di consulenze e convenzioni di ricerca per conto terzi, ne dà comunicazione, in via confidenziale, alla Commissione universitaria per la Proprietà Intellettuale.
Nella Comunicazione di invenzione vanno fornite tutte le informazioni relative all'invenzione. La Comunicazione sarà sottoposta alla Commissione universitaria per la Proprietà Intellettuale per l'esame.
In caso di parere favorevole della Commissione e di autorizzazione al deposito della domanda di brevetto da parte del Consiglio di Amministrazione, l’Ufficio I.L.O. – Industrial Liaison Office curerà le fasi di tutela dell’invenzione.
In tal caso, a differenza delle ipotesi previste per le invenzioni sviluppate nell’ambito della ricerca “libera”, il ricercatore autore dell’invenzione non ha né il diritto a brevettare, né il diritto a ricevere almeno il 50% dei proventi derivanti dallo sfruttamento del brevetto.

La Commissione per la gestione dei diritti di proprietà intellettuale

Con D.R. n. 994 del 27/05/2014 avente ad oggetto "Nomina della Commissione universitaria per la Proprietà Intellettuale", su proposta del Consiglio di Amministrazione del 21/05/2014, sono stati nominati i seguenti componenti della Commissione:

  • Prof. Stefano BRUFANI
  • Dott. Giuseppe CAFORIO
  • Dott.ssa Gina OLSEN
  • Prof. Paolo VALIGI

Compiti: art.14 Regolamento per la gestione dei diritti di Proprietà Intellettuale

Funzionamento: art.15 Regolamento per la gestione dei diritti di Proprietà Intellettuale

Regolamento e Modulistica

 

Info pagina

Referenti di sezione

Prof. Loris Lino Maria Nadotti
(Delegato per il settore Brevetti, innovazione e trasferimento tecnologico)

Ultimo aggiornamento
8/3/2017

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