Il Magnifico Rettore sulla Festa della Liberazione

25 aprile 2026

Dichiarazione del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Prof. Massimiliano Marianelli, in occasione del 25 aprile 2026


C'è una domanda che il 25 aprile ci rivolge ogni anno, e che non ammette risposte comode: cosa facciamo, oggi, della libertà che altri hanno conquistato al nostro posto?

Non è una domanda retorica. È la domanda che nasce dal peso reale di quella storia — dal coraggio di uomini e donne che hanno scelto, in circostanze in cui la scelta aveva un costo altissimo, da che parte stare. Noi siamo gli eredi di quella scelta. E un'eredità, per essere onorata, va continuamente guadagnata.

L'università pubblica vive dentro questa stessa tensione. Prendersi cura della propria missione significa, infatti, anche questo: ricordare da dove veniamo, e assumere quella memoria come impegno vivo nel presente. La conoscenza non è un privilegio, il pensiero critico non è un lusso. Ogni persona — indipendentemente dalla provenienza o da quanto possiede — merita uno spazio in cui crescere, interrogarsi, costruire qualcosa di proprio. Questo non è mai stato un dato acquisito una volta per tutte. È qualcosa che ogni generazione accademica è chiamata a scegliere di nuovo, con gli strumenti del proprio tempo.

Oggi quei valori sono nuovamente sotto pressione, in forme diverse da quelle di ottant'anni fa ma non meno reali. Ecco perché non basta commemorare: bisogna abitare questa data, farne una bussola. Bisogna tornare a chiedersi — come singoli, come comunità, come istituzione — se ciò che facciamo ogni giorno è coerente con ciò in cui diciamo di credere. Il nostro preciso impegno oggi è contribuire a diffondere una cultura di pace non solo a parole, ma con scelte sostanziali, concrete, che riorientino il nostro sguardo.

L'Università degli Studi di Perugia, in questo 25 aprile, si stringe attorno a chi quella libertà l'ha resa possibile. E rinnova, con umiltà e determinazione, il proprio impegno a esserne degna.