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Palazzo Cesi ad Acquasparta, uno dei luoghi più suggestivi dell’Ateneo e più carichi di memoria scientifica dell'intera Europa moderna, ha ospitato la lectio magistralis del Rettore, Prof. Massimiliano Marianelli, quale momento inaugurale del Festival del Rinascimento 2026, in corso fino al 21 giugno.
La cerimonia si è aperta con il saluto del Duca Federico Cesi, seguita dall'introduzione e dalla moderazione di Alessandro Dal Bosco, Università degli Studi di Perugia. Dopo i saluti istituzionali del Prefetto di Terni, Antonietta Orlando e del Sindaco di Acquasparta, Giovanni Montani, si è tenuta la lectio magistralis del Rettore. Le conclusioni sono state affidate a Rossano Pastura, Presidente dell'Ente Il Rinascimento ad Acquasparta.
Il titolo scelto dal Magnifico, "Continuare l'umano. Umanesimo e Intelligenza Artificiale nell'età della tecnica", riassume efficacemente l'ambizione dell'iniziativa: non un convegno tecnico sull'IA, ma una riflessione di respiro filosofico e civile sul destino dell'umano in un'epoca di trasformazione accelerata. E il luogo non avrebbe potuto essere più eloquente: è infatti proprio tra le mura di Palazzo Cesi, ieri gremite di un pubblico attento e partecipe, che Federico Cesi fondò l'Accademia dei Lincei, che Galileo Galilei fu ospite e interlocutore, che prese forma uno degli esperimenti intellettuali più audaci della prima modernità europea. Tornare qui per interrogarsi sull'Intelligenza Artificiale non è stato un gesto retorico, ma una scelta di metodo: il cambiamento tecnologico si comprende meglio quando lo si guarda dalla prospettiva lunga della storia, non perdendo mai di vista la centralità della persona.
La riflessione del Rettore Marianelli ha rifiutato le semplificazioni correnti — né apologia dell'innovazione né nostalgia difensiva — per proporre la necessità di un nuovo umanesimo scientifico nel senso più proprio del termine: uno strumento volto alla crescita e alla reinterpretazione dell’identità dell’umano nel mondo, quale essere in relazione. La domanda al centro non era cosa può fare l'Intelligenza Artificiale, ma cosa diventa l'uomo mentre la tecnologia cresce. Una distinzione che sposta il problema dal piano tecnico a quello filosofico e antropologico e che richiama l'università alla sua funzione più propria: non solo trasmettere saperi e competenze, ma formare persone capaci di abitare criticamente il proprio tempo.
Particolarmente apprezzato e significativo, in questo senso, il richiamo alla centralità della persona come realtà che eccede ogni misura: l'essere umano non è riducibile a dato, profilo o funzione, ma è relazione, libertà, responsabilità, possibilità aperta. Un'affermazione che suona insieme come argomento filosofico e come impegno civile.
Acquasparta si conferma così uno spazio UniPg, vivo di elaborazione culturale e di dialogo tra una università sempre più attenta ai territori, con le istituzioni e le comunità locali. In un territorio come l'Umbria, che ha dato forma a stagioni decisive del pensiero europeo, specie su temi centrali della condizione umana quali la pace e la spiritualità, la presenza dell'Ateneo non si limita alla didattica e alla ricerca: partecipa attivamente alla vita culturale dei luoghi, restituendo senso e prospettiva a una presenza e a un’essenza che merita di essere continuata nello spazio del “tra”, come ama ripetere il Rettore e non solo conservata.

Nella foto il Magnifico Rettore Massimiliano Marianelli nel corso del suo intervento
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