Il Magnifico Rettore sulla Festa della Repubblica
Dichiarazione del Rettore Massimiliano Marianelli in occasione della Festa della Repubblica
"La Repubblica nasce da un atto di cura collettiva: la scelta, compiuta da un popolo che aveva conosciuto la dissoluzione di ogni legame civile, di ricominciare insieme — non accanto, ma insieme — fondando la convivenza non sul potere ma sulla responsabilità condivisa.
Oggi, in questo giorno che celebra quella scelta, l'Università degli Studi di Perugia rinnova il proprio impegno a essere un luogo in cui nessuna radice venga recisa: dove il sapere non è privilegio ma nutrimento comune, dove la persona non è mai mezzo, ma sempre fine.
La Repubblica, come l'Università, è una realtà del tra: esiste nello spazio che si apre tra le persone quando scelgono di riconoscersi reciprocamente. Eric Voegelin ci ha insegnato che le grandi istituzioni decadono quando perdono il contatto con l'ordine simbolico che le ha generate — quando diventano apparato senza anima, struttura senza visione. La nostra Università vuole essere il contrario: una comunità che segue la propria visione, la ricerca del vero bene, interrogandosi costantemente sul senso delle proprie missioni, che non dà per scontata la libertà conquistata, che sa che ogni generazione deve meritarsi la Repubblica, così come l’Università, non semplicemente ereditarla.
Il 2 giugno è allora anche un invito rivolto a noi stessi: a costruire, dentro e fuori le nostre aule, quella communitas che l'etimologia stessa evoca — il legame fondato sul munus, sul dono che si offre all'altro senza calcolo di ritorno. Una università pubblica che si prende cura della propria missione è essa stessa un atto repubblicano: afferma che la conoscenza appartiene a tutte e a tutti, che nessuno deve restare indietro per ragioni di nascita o di censo, che il bene comune non è la somma degli interessi individuali ma qualcosa di qualitativamente più alto.
Per tutte queste ragioni e molte altre ancora, buona Festa della Repubblica. Prendiamoci cura di questa istituzione, di questo Paese, dell’altro, di ciò che ci rende umani".