Insegnamento INTERVENTI DI INGEGNERIA NATURALISTICA E SCIENZA DEL SUOLO
- Corso
- Scienze agrarie e ambientali
- Codice insegnamento
- 80022009
- Curriculum
- Verde ornamentale
- Docente
- Alberto Agnelli
- CFU
- 9
- Regolamento
- Coorte 2018
- Erogato
- 2020/21
- Tipo insegnamento
- Obbligatorio (Required)
- Tipo attività
- Attività formativa integrata
INTERVENTI DI INGEGNERIA NATURALISTICA
Codice | 80220206 |
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CFU | 6 |
Docente | Alberto Agnelli |
Docenti |
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Ore |
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Attività | Affine/integrativa |
Ambito | Attività formative affini o integrative |
Settore | AGR/08 |
Tipo insegnamento | Obbligatorio (Required) |
Lingua insegnamento | Italiano |
Contenuti | Definizioni, obiettivi, funzioni ed ambiti applicativi dell'Ingegneria Naturalistica. Cenni storici e riferimenti normativi. Fasi progettuali e dati necessari. Materiali impiegati nelle opere. Caratteristiche della vegetazione. Quantificazione delle forze agenti sulle opere sia sul versante che in alveo. Descrizione delle principali tecniche di ingegneria naturalistica per la sistemazione dei fenomeni di dissesto a nei versanti e nei corsi d'acqua. |
Testi di riferimento | - Benini G. Sistemazioni idraulico-forestali, UTET, 1990 -Manuale di ingegneria naturalistica della provincia di Terni, disponibile onlinehttp://cms.provincia.terni.it/on line/Home/Ilterritorio/Urbanistica/docCatManualeIngegneriaNaturalistica.1740.1.50.1.1.html - Soil bioengineering handbook, https://www.nh.gov/dot/org/projectdevelopment/highwaydesign/documents/StreamlineSoilBioEng.pdf - Dispense integrative fornite dal docente |
Obiettivi formativi | Il Corso intende fornire agli studenti gli elementi conoscitivi e gli approfondimenti necessari per l’applicazione delle Sistemazioni Idraulico-Forestali anche con tecniche di Ingegneria Naturalistica. Al termine del corso, lo studente possiede le conoscenze e gli strumenti teorici per la comprensione dei principali processi fisico-idrologici che agiscono negli ambiti collinari e montani, al fine di prevenire e controllare l'erosione del suolo ed i dissesti e adottare i più idonei interventi di sistemazione idraulico forestale con tecniche di ingegneria naturalistica. In particolare, lo studente sarà in grado di conoscere: 1- le tecniche di misura e modellazione delle portate. 2- le principali caratteristiche morfologiche e idrologiche di un bacino. 3- le caratteristiche dei corsi d'acqua. 4- le interazioni corrente-vegetazione. 5- il concetto di pendenza di compensazione. 6- gli agenti ed i fattori dell'erosione e gli effetti dell'antropizzazione. 7- le caratteristiche e l'applicabilità delle tecniche di ingegneria naturalistica per la sistemazione dei bacini. 8- principi di idrostatica, di cinematica delle correnti a pelo libero e di drenaggio. Le principali abilità consisteranno nel saper: 1-Reperire e interpretare la cartografia di un territorio. 2-Reperire dati climatici, vegetazionali, idrologici e pedologici. 3- verificare idraulicamente la sezione di un tratto di torrente con determinate caratteristiche. 4-quantificare la spinta idrostatica su superfici piane. 5- misurare la portata di un canale e costruire la scala dei deflussi.6- operare scelte sugli interventi sistematori più adatti in un determinato contesto. Comportamenti (saper essere). 1- Partecipare attivamente alle attività del corso. 2 -Saper individuare le tecniche più idonee alla soluzione dei problemi posti. |
Prerequisiti | E’ necessario aver sostenuto gli esami propedeutici ed è utile un richiamo dei fondamenti della fisica (meccanica ed idraulica) |
Metodi didattici | Il corso sarà così strutturato: Lezioni frontali in aula che copriranno tutti gli argomenti teorici del corso. Esercitazioni pratiche riguardanti gli argomenti più tecnici del corso. Le esercitazioni, di tipo guidato o individuale, potrebbero anche svolgersi in aula informatica per permettere allo studente di avvalersi del foglio di calcolo per lo svolgimento delle operazioni più complesse e/o ripetitive. |
Altre informazioni | Calendario delle attività disponibile su: http://dsa3.unipg.it/ |
Modalità di verifica dell'apprendimento | L’esame prevede una prova orale della durata di circa 40 minuti, nel corso della quale lo studente risponde in modo articolato e critico alle domande del docente. Le domande sono volte ad accertare il livello di conoscenza e comprensione dei contenuti teorici e pratici indicati nel programma. La valutazione può anche includere lo svolgimento di semplici dimostrazioni e calcoli. Per informazioni sui servizi di supporto agli studenti con disabilità e/o DSA visita la pagina http://www.unipg.it/disabilita-e-dsa |
Programma esteso | Lezioni frontali: L'ingegneria naturalistica: definizioni, obiettivi, cenni storici, ambiti applicativi, limiti operativi. Riferimenti normativi. Descrizione dei principali fenomeni che determinano dissesti sul versante e sulla rete idrografica. Le fasi pre-progettuali degli interventi di ingegneria naturalistica: cartografia dell'area di intervento, rilievi vegetazionali, relazione idrologica (per interventi in alveo), caratterizzazione geopedologica e climatica. I materiali impiegati nelle opere: materiali vegetali vivi, materiali organici e inorganici naturali e artificiali (legname, geotessili, terreno vegetale, ammendanti, pietrame). Caratteristiche biotecniche delle specie vegetali impiegate in ingegneria naturalistica. Quantificazione delle forze agenti sulle opere: spinta idrostatica, correnti a pelo libero e loro forza di trascinamento. Misura delle portate nei canali (stramazzi, idrometri, scala dei deflussi). Le falde acquifere freatiche ed artesiane. Sistemi di drenaggio. Fattori che influenzano la stabilità dei pendi e quantificazione della spinta del terreno. Descrizione delle principali tecniche di ingegneria naturalistica per la stabilizzazione dei versanti caratterizzati da erosione idrica accelerata e/o da frane superficiali (semine, idrosemine, geotessili, pacciamatura, reti metalliche, fascinate vive, viminate vive, ribalte vive, gradonate vive, palificate vive, grate vive). Descrizione delle principali tecniche di ingegneria naturalistica per la sistemazione dei corsi d'acqua con opere trasversali e longitudinali (briglie in pietrame, legname-pietrame e legname, briglie in gabbioni, pennelli, scogliere in massi rinverdite). Interazioni tra vegetazione e corrente. Gestione della vegetazione ripariale. Manutenzione delle opere. Esercitazioni. Nel corso delle esercitazioni pratiche verranno svolti problemi per: la quantificazione della spinta idrostatica, la verifica idraulica di un corso d'acqua naturale, la costruzione delle scala delle portate, la verifica/progettazione dei sistemi di drenaggio a monte delle opere, dell'altezza e del numero delle briglie di consolidamento. |
SCIENZA DEL SUOLO
Codice | 80220203 |
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CFU | 3 |
Docente | Alberto Agnelli |
Docenti |
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Ore |
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Attività | Affine/integrativa |
Ambito | Attività formative affini o integrative |
Settore | AGR/14 |
Tipo insegnamento | Obbligatorio (Required) |
Lingua insegnamento | ITALIANO |
Contenuti | Questo modulo fornirà le nozioni di base sui processi chimico-fisici che avvengono nel suolo e sulle relazioni tra il suolo e gli altri fattori ambientali. Saranno inoltre fornite nozioni di base di cartografia |
Testi di riferimento | Dazzi C. - Fondamenti di pedologia. Ed. Le Penseur Sequi P. - Fondamenti di chimica del suolo, Patron Editore Nyle C. Brady e Ray R. Weil - Nature and properties of soils. Prentice Hall. USA |
Obiettivi formativi | Il corso prende in considerazione gli elementi di base che costituiscono la risorsa suolo ed il suo funzionamento. L'obiettivo principale consiste nel fornire agli studenti gli elementi di base per utilizzare e gestire il suolo in modo sostenibile. Le principali conoscenze acquisite saranno: elementi che costituiscono il suolo, fattori di formazione del suolo, ruolo degli organismi, ciclo della sostanza organica del suolo. Le principali abilità saranno: individuare le caratteristiche morfologiche di un suolo, correlare le caratteristiche morfologiche alle proprietà fisiche, chimiche, e biologiche del suolo, interpretare e valutare i dati analitici relativi ad un dato suolo, valutare la sostenibilità ambientale di un dato uso del suolo |
Prerequisiti | Per un’adeguata comprensione degli argomenti trattati sono necessarie le seguenti conoscenze di base: chimica generale, agronomia, botanica, microbiologia. |
Metodi didattici | Il corso è organizzato nel seguente modo: -lezioni in aula su tutti gli argomenti del corso -esercitazioni di cartografia in aula e studio del suolo in campo: apertura del profilo pedologico, descrizione del suolo, interpretazione dei dati morfologici. |
Altre informazioni | Frequenza consigliata Le lezioni si terranno presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali (Borgo XX Giugno 74, Perugia). Per altre informazioni consultare il sito web del Dipartimento (http://dsa3.unipg.it) |
Modalità di verifica dell'apprendimento | L’esame prevede una prova orale della durata di circa 40 minuti, nel corso della quale lo studente risponde in modo articolato e critico alle domande del docente. Le domande sono volte ad accertare il livello di conoscenza e comprensione dei contenuti teorici e pratici indicati nei programmi. Le domande verteranno principalmente sui fattori di formazione del suolo del suolo, alterazione dei minerali, ruolo della sostanza organica del suolo. la valutazione prevede anche l'interpretazione di una carta topografica (distanza tra due punti, esposizione, pendenza) La prova orale consentirà inoltre di verificare la capacità di comunicazione dell'allievo con proprietà di linguaggio ed organizzazione autonoma dell'esposizione sugli stessi argomenti a contenuto teorico. |
Programma esteso | Concetto di suolo e suo ruolo nell'ambiente Nomenclatura e descrizione degli orizzonti Fattori di formazione del suolo Cenni di mineralogia Proprietà fisiche e chimiche del suolo Caratteristiche della sostanza organica del suolo Cenni di cartografia |